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Oceano Mare

@quellochenonho

Il mare chiama
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OCEANO MARE -Alessandro Baricco-

«Ma c’è qualcosa che incrina questo purgatorio. Ed è qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto il mare chiama. Lo scoprirai. Non fa altro, in fondo, che questo: chiamare. Non smette mai, ti entra dentro, ce l’hai addosso, è te che vuole. Puoi anche fare finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti. Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita. Instancabilmente, li sentirai chiamare. Succede in questo purgatorio di sabbia. Succederebbe in qualsiasi paradiso, e in qualsiasi inferno. Senza spiegarti nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà».

Alessandro Baricco, “Oceano mare”.

Ludovico Einaudi, “Oltremare”

- quellochenonho

(Audio mio)

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Anima fragile

Ciao. Forse ciao come inizio può andare bene. È da tempo che io e te non ci parliamo, è da tempo che io e te non abbiamo un contatto, è da tempo che mi limito ad osservarti, anima fragile. Cos'è successo? Perché ti sei lasciata cadere? È questo che vorrei sapere da te, è questo che vorrei riuscire a capire. Le persone non sono mai state buone con te, questo lo sappiamo entrambe. È sempre stato l'odio a dominare nella tua vita, l'odio che ti stava intorno, accanto e dentro. Le persone non sono mai state sincere con te, questo lo so io meglio di te, anima limpida. Tutte le bugie che ti hanno costretta a raccontare e che hai sentito dire, dopo tutti questi anni sembrano quasi essere diventate realtà. È diventato difficile per te distinguere ciò che è reale da ciò che invece non lo è. Le persone non sono mai state affettuose con te, questo lo sai tu meglio di me. Ti hanno tradita con le carezze più leggere e ti hanno voltato le spalle dandoti un bacio pungente sulla guancia. Le persone hanno spesso abusato di te, della tua disponibilità e della tua ingenuità, anima dolce. Ti hanno fatto del male, questo lo so. Nessuno ti ha mai scaldata con il calore di un abbraccio, hai sentito solamente quello degli schiaffi sulla tua pelle. Ti fanno ancora male quelle cicatrici quando ti scruti allo specchio, lo so. Ma ti prego non lasciarti cadere, non perderti nell'abisso del nulla, anima fragile.

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OCEANO MARE -Alessandro Baricco-

«Ma c’è qualcosa che incrina questo purgatorio. Ed è qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto il mare chiama. Lo scoprirai. Non fa altro, in fondo, che questo: chiamare. Non smette mai, ti entra dentro, ce l’hai addosso, è te che vuole. Puoi anche fare finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti. Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita. Instancabilmente, li sentirai chiamare. Succede in questo purgatorio di sabbia. Succederebbe in qualsiasi paradiso, e in qualsiasi inferno. Senza spiegarti nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà».

Alessandro Baricco, “Oceano mare”.

Ludovico Einaudi, “Oltremare”

- quellochenonho

(Audio mio)

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Egoisti

Siamo tutti così maledettamente egoisti, soli, fragili e ciechi.

Questa situazione non cambierà nessuno di noi, e si probabilmente ci abbracceremo quando tutto finirà, ma subito dopo torneremo ad essere gli egoisti di sempre perché in fondo è ciò che abbiamo scelto di essere.

Alcune persone spariscono dalle nostre vite per scelta, altri per noia o forse perché ti rendi conto che il detto “quando piangi, piangi da solo” non è poi così una stronzata come immaginavi.

A volte preferiamo semplicemente essere ciechi e indifferenti.

Nessuno dice qualcosa che abbia un senso, che abbia un valore, ci limitiamo a vomitare parole, pensieri, magari scriviamo anche canzoni, ma non siamo in grado di chiedere “come stai?” a chi amiamo davvero, perché le risposte, quelle vere, fanno paura.

Scappiamo, quando le cose diventano difficili, ci ritroviamo a rispondere alle domande di anonimi per “passare il tempo”.

Mi domando a chi importa? A chi importa chi siamo veramente? A chi importa se stiamo soffrendo? A chi importa se è stata una giornata da dimenticare?

A chi lo racconti che la solitudine può essere un inferno?

Noi consumiamo la tastiera, parliamo fino a notte fonda con persone che forse non dovrebbero nemmeno fare parte della nostra vita.

Diamo il peggio che possiamo dare, il meglio invece lo riserviamo a chissà chi, a chissà che cosa, non sappiamo bene nemmeno noi cosa stiamo aspettando, se un segnale dall’alto o qualcosa di simile.

Ci sdraiamo sul letto la sera e ci ricopriamo con il nostro fedele lenzuolo di insicurezze, paure, rancore e odio.

La sincerità ferisce, ma è giusto precisare e ricordarci che siamo soltanto degli egoisti.

Le persone dimenticano perché fa comodo dimenticare, fa comodo non ricordare.

Lo ribadisco ancora, questo periodo non cambierà ciò che siamo, ci stringeremo ancora si, finito tutto questo, ma subito dopo torneremo ad essere gli egoisti di sempre perché è ciò che abbiamo deciso di essere.

L’orgoglio uccide, la solitudine anche.