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~Frangar, non flectar~

@puoifarcela-

"Cos'è che non muta mai, anche se tutto muta? È l'amore, e amore è solo quello che mai si muta in qualcos'altro." -Kierkegaard-
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Credo che definire l'amore non sia cosa possibile, è certamente inesprimibile; sta di fatto che l'unica cosa certa è che, se l'amore è davvero amore, non può mai mutare in odio, rancore; se apparentemente può sembrare così, ciò che c'è di negativo, è sicuramente una "maschera", una "copertura" dell'amore vero, quello viscerale, quello il quale eco non smette mai di risuonarci dentro, a tempi infiniti, quello che sconvolge le membra, divora le interiora, quello saziabile, vorace.
Anche se banale, credo sia vera la frase che recita "dietro l'odio c'è l'amore", ma non perché due persone che non si possono vedere si amano necessariamente, ma perché, chi ha amato veramente, chi ha dato se stesso, chi sarebbe stato pronto a rompersi ogni costola, a perdere ogni millilitro di sangue, si convince di odiare l'oggetto dell'amore perché lontano, perché probabilmente questo non si è lasciato amare.
Credo che l'amore sia qualcosa di permanente, e forse il tempo porta l'abitudine a non "sentirlo", non "farci caso", ma mi piace pensare il cuore come fosse una cassaforte: è blindato, e le chiavi sono in mano di chi per primo l'ha aperto, di ho per primo ne ha visto i tesori; dunque l'amore resta sempre lí, fermo, inchiodato, immutabile, immobile.
E poi se si ha amato, come si può d'un tratto non amare più?
Le soluzioni sono o che non si ha amato davvero (quindi ci si è confusi con l'affetto, il voler bene, o il semplice innamorarsi, che è ben diverso dall'amare) o si ama ancora, ma si è imparato a non "darlo a vedere", tanto che noi stessi ci inganniamo e ci convinciamo di non amare più.
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"Ognuno ha un destino, e tu sei il mio."

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