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Relapse to revival.

@potessiessereviva

Il mio nome è alice, ma devo aver sbagliato mondo. Qui di meraviglie non ne vedo nemmeno una. La gente che diceva di amarmi mi ha abbandonata a me stessa, con tutti i miei problemi, le mie paure. Se prima ero dolce, carina, simpatica, affabile, adesso non sono che un ammasso confuso di dolore e demoni. Un continuo evolversi di acidità, stronzaggine, e pazzia. Si, sono pazza. Pazza per un uomo che mai mi amerà, e che però si ostina a rimanere al mio fianco. Mettetemi davanti ad uno specchio, e mi torturerete, le bilance mi spaventano, e le parole feriscono più di quanto la gente immagina. Il piacere è tutto mio. Quasi 15 anni || libri || durezza || Eminem || system of a down || maglioni || jeans strappati || cuffie nelle orecchie || lunghi viaggi || dolci sussurri || pioggia|| pianoforte|| Ludovico Einaudi|| dolore|| una vita per morire|| un inferno che brucia|| e la tenera speranza che tutto questo un giorno finirà. "Save me from myself and all this conflict, cause the very thing that I love is killing me."
Kik: ladistruzione
(Ho scritto troppo come al solito.)
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O forse, invece, i genitori sono sempre responsabili di ciò che accade ai figli, per il semplice fatto di averli dati alla luce in un mondo buio, spietato e irrazionale, in cui solo il male sembrava avere un senso.

L'ipotesi del male, Donato Carrisi. Via potessiessereviva.

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La parola chiave era "ancora" un prolungamento indefinito del tempo, che ha come soluzione la verità o l'oblio.

L'ipotesi del male, Donato Carrisi. Via potessiessereviva.

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L'ipotesi del male infatti recita: 'il bene di alcuni coincide sempre con il male di altri, ma è valido anche il contrario.'

L'ipotesi del male, Donato Carrisi. Via potessiessereviva.

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Tagliarsi era il solo modo che conosceva di ricordare a se stessa che, in fondo, era umana.

L'ipotesi del male, Donato Carrisi. Via potessiessereviva.

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Vittime predestinate di predestinati carnefici.

L'ipotesi del male, Donato Carrisi.

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Mi hai lasciato qualcosa dentro che è dolore misto a lacrime, ma dolce come miele, delicato come un fiore.

Potessiessereviva. (Via potessiessereviva)

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Mi sarebbe piaciuto accarezzarti piano le guance, e perdermi un po' nei tuoi occhi, c'è un mare di silenzi in quelle iridi.

Potessiessereviva. (Via potessiessereviva)

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Non so se tutti su Tumblr, mentre si sono iscritti, avevano una persona in fondo agli occhi. Non so se mentre sceglievano il nome più complicato, ripassavano mentalmente tutte le cose accadute in questi anni. Non so se cominciando a scrivere sul proprio blog, lo hanno fatto come se chi leggesse non fosse altra gente, ma lui o lei. Una persona precisa. Per me è stato così. Ti ho dedicato la mia vita, e ti dedico anche ogni parola che esce da queste dita, ogni brutta o bella sillaba, di te racconta.

Potessiessereviva. Via potessiessereviva.

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C'è differenza sai? Fra la gioia vera, e quella apparente. Le cose, quelle materiali, di solito compongono la seconda. Le persone, la prima. Qual è questa differenza? Che un libro, una poesia, un disegno, un film, una mostra, una frase, tutto va consumandosi. Per finire. Una persona, a meno che quella non decida di sparire improvvisamente dalla tua vita, lei non finisce. Non è questa, la gioia?

Potessiessereviva. Via potessiessereviva.

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Era una ragazza agofobica. Il giorno prima di fare le analisi, è stata continuamente a domandare alla madre “mamma, ma l’ago punge tanto? La vena fa così schifo? “. L’ultima volta che hanno tentato di farle le analisi, la ragazza è scappata in lacrime, tremando alla vista dell’ago, sotto le risate dei presenti nella sala d’attesa, un braccio tenuto dalla madre, ma niente da fare. Quel giorno prima delle analisi, aveva chiamato il suo ragazzo, che l’aveva consolata per tutto il tempo e le aveva detto ” pensiamo a una cosa bella da fare dopo l’analisi, così hai una buona prospettiva, anzi pensala direttamente tu.” La ragazza chiese di andare al mare a vedere il tramonto, e il ragazzo accettò. La mattina, la madre chiese se la ragazza volesse che venisse anche lei, perché la ragazza non era mai andata da dottori senza la madre. Ma quel giorno, la ragazza con un sorriso, cosa strana per lei che si dirige da un dottore, le disse “no mamma, mi basta lui, viene soltanto lui.” Eppure aveva la mano che le tremava al pensiero dell’ago. Il suo ragazzo le prese la mano e si avviarono verso lo studio medico per fare le analisi. Tra uno scherzo e l’altro, arrivarono nella sala d’attesa. Al turno della ragazza, lei si ricordò le dieci volte in cui avevano cercato di farle il prelievo ma lei era scappata. Questa volta, non pensava all’ago, ma guardava il suo ragazzo che le si mise accanto. Scoprì il braccio e la dottoressa prese la siringa. Intanto, il ragazzo le sorrise e le fece l’occhiolino (mentre sua madre in passato l’aveva sempre guardata impietrita). Il ragazzo al contrario, le fece delle facce buffe, e la ragazza sorrise felice, senza pensare all’ago. La dottoressa si fermò con la siringa in mano e disse “non ho mai visto una persona sorridere durante il prelievo” con uno sguardo serio. La ragazza si spaventò un attimo, ricordandosi della situazione in cui si trovava, in cui una siringa le avrebbe prelevato il sangue, ma il ragazzo senza esitazioni, con un sorriso sul viso, disse “dottoressa le faccia quel cavolo di prelievo per favore”. E la ragazza continuò a sorridere guardando il ragazzo. Alla fine della puntura, mentre i due si avviavano verso l’uscita, soddisfatti di aver fatto vincere la paura della ragazza, la dottoressa toccò un braccio di lei e le chiese con un’ espressione stralunata “ma tu non eri quella che ogni anno se ne scappava dall’ambulatorio piangendo con la madre?” Così insieme i ragazzi ridendo, le chiesero “dottoressa, ma lei si è mai innamorata? “ La dottoressa balbettava, così il ragazzo le suggerì “no, pare proprio di no”. La ragazza aggiunse “le mie fobie sono un ostacolo da superare, così come le sue paure, e le combattiamo insieme. Sorridiamo, perché sappiamo per cosa combattiamo. “ Ma le battaglie del ragazzo erano molto più dure di quelle della ragazza. E, quando giunse il giorno in cui il ragazzo fece la chemio che temeva tanto, la ragazza gli sorrise, per tutto il tempo. Bisogna ripagarlo, un sorriso. La ragazza il sorriso del ragazzo non lo vide più dopo la chemio, ma lo tenne con sé per tutta la vita. Il ragazzo non c’era più, questo è vero, ma non aveva perso la sua battaglia, e non l’avrebbe mai persa fino a quando la ragazza non avrebbe dimenticato il suo sorriso.

Gliocchituoiparlano (via gliocchituoiparlano)

fantastico.

Piango

La pelle d’oca.

Sto tremando.

(via viodom01)

dio..

Cazzo. Ma vaffanculo.

oddio…

(via -sorrisisfuggenti-)

stupendo

e no cazzo… io piango così

Senza parole.

I brividi..

Stupenda…

Piango…

Non so perché ma ho iniziato a tremare e mi sono riempiti gli occhi di lacrime

Cazzo no

È la terza volta che lo rebloggo. Cazzo piango ogni volta.

(via viodom01)

lacrime..cazzo..

(via fragilecomeunafogliadinverno) Queste cose non me le dovete far leggere. Dio. (via lalunaevanescente)

Bellissima

che meraviglia.

Lacrime lacrime e lacrime.

(via leslie-blr)

..

(via shadow-g)

Bellissimo

.

..

\

Questo é amore

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Ogni ragazza dovrebbe sentirsi dire almeno una volta al giorno: •Sei bellissima •Sei favolosa •Resta sempre come sei perché sei unica. Davvero, dovrebbero farlo, perché noi spesso ce ne scordiamo. Tanto per fare due conti, rebloggate se oggi nessuno vi ha fatto sentire speciali.

Gliocchituoiparlano (via gliocchituoiparlano)