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@pickachutumbrl

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Anonymous asked:

Ti va di parlare della tua ragazza?? Solo di lei

si chiama Erika, due giorni fa ha compiuto 19 anni e per diversi problemi con la sua famiglia, abita da me. la conosco da 3 anni e stiamo insieme da un anno e qualche mese. non sono bravo a ricordare le date. lei si. non dimentica mai niente. è la mia agenda, ricorda anche i miei appuntamenti. si scrive sempre tutto. è ordinatissima. litighiamo spesso proprio perchè io e l’ordine non siamo mai stati buoni amici. ha tutto sotto controllo, tranne se stessa. ma per questo, ci sono io. ama i colori forti, quelli che saltano all’occhio, quelli esagerati, come li chiama lei. anche se lei è molto semplice e calma. ama dipingere. prima lo faceva spesso. dice che i colori esagerati descrivono le sue emozioni. non ha mai fatto dipinti sensati. ha sempre buttato i colori a caso, ma era il suo modo di esprimersi. prendeva il rosso se voleva buttare fuori la rabbia e ad ogni colpo di pennello si sentiva già più calma. è strana. lo ammetto. non sa mangiare come un essere umano. fa dei rumori insopportabili. non sa usare le posate. il galateo lo ha letteralmente sputtanato. per non parlare della sua risata. sembra un maiale che si sta accoppiando con un dinosauro. è apparentemente una ragazza silenziosa e spensierata ma le basta trovare la persona giusta e parla, senza virgole e senza punti. a me piace ascoltarla. penso che non ci sia cosa più bella. pensaci, tra tutte le amiche che ha, vuole essere ascoltata esclusivamente da me. e quindi sto sdraiato a letto e la guardo mentre mi sistema l’armadio e mi racconta di quanto fosse indecisa il giorno prima su quale paio di scarpe comprare, se la borsa nera fosse quella giusta. non sono i miei argomenti preferiti, lo ammetto, ma anche lei si sforza a far finta di essere interessata quando le parlo della juve. è sempre bella. pure dopo una notte intera a fare l’amore, la mattina si sveglia ed è perfetta. anche se ha il trucco sbavato, i capelli raccolti senza senso e ancora tanto sonno, è bellissima. mi ama, mi accetta, ha accettato me, la mia famiglia, il mio passato, le mie abitudini, i miei difetti, i miei momenti ‘no’. mi fa sentire importante, mi fa sentire un uomo, mi ha fatto diventare uomo. mi bacia in silenzio, mi tocca piano, mi sorride spesso.

mi sono bloccato, non so come continuare.

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L’amore.

Date un oscar a quest’uomo.

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c:

♥: Consiglia tre libri che secondo te meritano di essere letti.
♡: Racconta un ricordo piacevole che ricordi particolarmente bene.
❁: Posta un’immagine a cui ti senti legata/o e spiega il perché.
✖: Posta la frase che sembra parlare di te o in cui ti ritrovi particolarmente.
☀: Posta una frase che ti aiuta quando pensi di voler mollare o stai male.
♬: Consiglia tre canzoni che secondo te meritano di essere ascoltate.
♧: Posta cinque fatti su di te.
☆: Posta cinque fatti su una persona a cui tieni.
☮: Posta cinque fatti sulla tua famiglia.
☾: A cosa pensi quando la notte non riesci a dormire?
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-Mamma, posso farti una domanda? -Dimmi. -A che età hai dato il tuo primo bacio? -Avevo 17 anni, mi pare. Con Dario. -Dario? Chi era Dario? -Praticamente la mia amica Tina aveva un fidanzato ma non potevano uscire da soli, e allora io accompagnavo lei e Dario accompagnava lui. Un’uscita a quattro, insomma. Un giorno siamo rimasti da soli e lui mi ha detto: “Quasi quasi ti bacio”. E mi ha baciato. Ma non è stato niente di che. -Pensavo fosse stato con Eugenio, non so perché ma ne ero convintissima. -No, non era con Eugenio. -Con Eugenio ti sei data alle cose losche! -No, in realtà no. E nemmeno con Andrea. Le cose losche le ho fatte solo con tuo padre! A quel punto si è messa a ridere. -Ma stai scherzando…? Nemmeno con Andrea? Ma quanti anni siete stati insieme? -Quattro. -E in quattro anni… niente? Ero abbastanza perplessa a essere sincera. -Niente. Lui era molto religioso. Dovevamo arrivare casti e puri al matrimonio. -Ah. Non lo sapevo. -Però devo ammettere che con Eugenio avevo pensato anche di farlo. Poi però non è successo niente. -Non so nemmeno come vi siete conosciuti. Cioè, so che siete stati innamorati ma non so come sia cominciato tutto. Mia madre mi ha sorriso:-Ti va se ci sediamo sul divano? Così stiamo più comode. Intanto mi preparo il caffè. Ci siamo messe sedute sul divano, come due amiche che devono raccontarsi le novità. -Avevo 17 anni, avevo appena smesso di uscire con Dario, quello del bacio. -Sì sì, ho capito chi. -Ecco. Intanto la mia amica Alessandra si era innamorata di un certo Lorenzo, che aveva conosciuto in montagna, dove lei aveva la casa, e lui abitava lì. Poi era ricominciata la scuola e si erano un po’ divisi, lui aveva detto di aver bisogno di tempo per riflettere se cominciare o meno una relazione a distanza visto che lei abitava a Milano. E lei voleva raggiungerlo. Così a febbraio, mi pare, un weekend ha deciso di andare da lui in montagna e aveva chiesto a me e a Paola di accompagnarla. Però eravamo minorenni, e non potevamo andare da sole. Ci ha accompagnato Elena, la sorella di Paola, abbiamo preso il pullman per andare da questo Lorenzo, siamo arrivate di sera, me lo ricordo come se fosse ieri. Era tutto innevato, una stellata magnifica. Era bellissimo tutto. Va beh, morale: Alessandra ha chiarito con Lorenzo, e noi poi siamo ripartite per tornare a casa. Sul pullman sono saliti anche dei ragazzi, tra cui Eugenio. Ha cominciato a fare il cretino con Elena, sai come fanno i ragazzi che ci provano, no? “Come sei bella, guarda che occhioni, ora ti porto in chiesa e ci sposiamo…” solite stronzate. Loro parlavano e io me ne stavo per i fatti miei, finché lui mi ha sciolto i capelli e mi ha detto: “Stai bene con i capelli sciolti, dovresti lasciarli sempre così”. Ci siamo messi a parlare un po’, lui tornava a Milano, noi a Bollate, quindi eravamo nella stessa zona più o meno. E quindi niente, siamo arrivati a casa, è stato bello, ciao e arrivederci. Passa qualche giorno, io un lunedì pomeriggio sono uscita a prendere il pane, me lo ricordo come se fosse ieri guarda, e stavo tornando a casa a piedi quando vedo una macchina che mi si avvicina, abbassa il finestrino, e un ragazzo che mi grida: “Ti ho trovata finalmente!” Al che io mi sono girata e chi ho visto? Eugenio! Gli ho chiesto come avesse fatto a trovarmi e lui mi ha detto: “Avrei girato tutta Bollate per trovarti”. E io ho pensato: questo è un imbecille. Solo che ero già innamorata persa con quella frase. L’emozione che si leggeva negli occhi di mia madre a distanza di anni faceva venire i lacrimoni anche a me. -Mamma, è una cosa così romantica. Ce ne fossero di ragazzi così, che vengono a cercarti e che si fanno mille giri pur di vederti. -Veramente. E niente, abbiamo cominciato a uscire. Eravamo davvero legatissimi, anche se mia mamma non vedeva bene la nostra relazione perché lui non era ricco e lei voleva che mi trovassi un avvocato. La odiavo, ma solo adesso che sono una mamma anche io capisco che in realtà una madre vorrebbe solo il meglio per le proprie figlie. Comunque ci vedevamo tantissime volte, eravamo pazzi l’uno dell’altra. Solo che lui aveva la maturità quell’anno, e quindi verso aprile ha cominciato a non farsi più vedere perché doveva studiare. Faceva lo scientifico, me lo ricordo ancora. Ha fatto la maturità e poi è partito per le vacanze, non l’ho più sentito. -Vuoi dire che è finita così?! -No, no. Mi ha cercato quando è tornato. Non era più lo stesso. Mi ha detto di aver avuto dei problemi quell’estate, ma che adesso era di nuovo a Milano e potevamo vederci. Così abbiamo ricominciato a uscire ma alla fine è sparito di nuovo senza dirmi niente. Ho scoperto che era andato a Pavia a fare l’università, faceva ingegneria elettronica. E allora sono stata io a dire basta. Non potevo mica aspettarlo per sempre. Ho cercato di dimenticarmelo e dopo un po’ mi sono fidanzata con Andrea. -Detto anche lo stoccafisso. Mia mamma mi ha sorriso:-Sì. Povero, mi amava tanto. Non l’ho mai amato come meritava. Però sì, era un po’ palloso. -Ma Eugenio? Non l’hai più sentito? -Fammi finire. Un pomeriggio ero al lavoro con Corinna, la mia collega, e si parlava delle nostre storie d’amore. Solite stronzate tra ragazze, sai , no? Ecco. Mi ha chiesto: “Hai un ragazzo che ti è rimasto nel cuore?” e io le ho detto che sì, effettivamente Eugenio aveva lasciato il segno. Corinna mi ha chiesto il suo numero di telefono e io da cretina glielo ho dato. Me lo ricordo ancora adesso il suo numero di telefono. -Davvero? -Sì. -Che cosa dolce. Mia madre ha sorriso con gli occhi lucidi:-Comunque non ho fatto in tempo a finire di dirle il suo numero che lei gli stava già telefonando. Lui ha risposto e lei: “Ciao, c’è una persona che vuole parlarti!” -Ma che stronza! -Avrei voluto morire in quel momento. Mi sarei sparata. Mi sono ritrovata lì con questo telefono in mano e la sua voce che chiedeva chi fossi. Abbiamo parlato e non ti dico l’imbarazzo. Mi ha chiesto di rivederci, così ci siamo rivisti e avevo il batticuore come fosse stata la prima volta. Però era solo un addio. Ormai eravamo cresciuti, eravamo entrambi fidanzati, non aveva senso continuare quel tira e molla. Ci siamo salutati, e quella volta per davvero. Non ci siamo più rivisti. E poi io ho lasciato Andrea. -Non lo amavi più? -Non sentivo quel batticuore che sentivo con Eugenio, e che poi ho sentito con tuo padre. Lo riconosci l’amore quando arriva, tesoro, te lo garantisco. È una sensazione inconfondibile.

conversazione con mia mamma ♥

(lezionidivoloperprincipianti)

presa da @ciaononsonolasceltadinessuno

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