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@philofobia3246

《Mi chiedono "Ma sei felice?" E io non so che dirgli.》
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“Perché?” chiesi, interrompendola da quel discorso riguardante probabilmente una sua amica. “Cosa? Perché se n'è andata alla festa, nonostante le avessi consigliato di non andarci? Non lo so.“mi rispose. Effettivamente avrà pensato al perché del discorso che mi stava facendo, ma io ero concentrato su un altro di perché. Al perchè lei fosse innamorata di me. Non le avevo mai chiesto il perché e dato che ne avevo la possibilità, glielo chiesi. “Vorrei farti una domanda, che non c'entra nulla col tuo discorso, ma ti stavo guardando e ho la necessità di farti questa domanda..” dissi con un tono da persona rilassata e serena, questo, mi accadeva solo quando la guardavo dritta negl'occhi. Era bellissima. “Dimmi..” rispose con voce dolce, le era come passata l'incazzatura, evidentemente non era poi così importante il discorso che stava facendo. Sorrisi, perché per una volta mi sentii importante per qualcuno, si, stavo bene con lei e c'avevo le mie di ragioni, ma ora volevo sentire le sue. “Perché sei innamorata di me?” chiesi con non so quale coraggio. “Amore, che domande sono, ma perché ti amo e amo solo te. Quind..” la interruppi. “No, no… Mi sono spiegato male: Perché sei, veramente, innamorata di me?” chiesi, ripetendo la stessa domanda. “E’ difficile da spiegare l'amore, ma tu sei la causa dei miei sorrisi, tutti i buongiorno od i buonanotte per messaggio, i baci sul collo, i baci prima di scuola, i momenti più belli, tutto.. Non saprei descrivertelo, ma ti amo e basta. Ti amo per ciò che sei” rispose. “Ecco” è questo che pensai, come non soddisfatto o forse come una persona che è riuscita, e riesce ancora, ad amare di più di quanto lei mi abbia detto. Io la vedevo in maniera diversa, intendo dire il mio essere innamorato di lei. “Ti amo” le risposi, senza che lei mi domandasse il perché di quella domanda e senza mai darle una spiegazione del perché io ero, e tutt'ora, sono innamorato di lei. Finimmo quella discussione con un così bacio lungo da far quasi l'amore, ma la verità non so chi a raccontarla, così ho deciso di raccontarla a te. … Amare, secondo me, è una parola che ha dato tante emozioni alle persone, delle volte, distruggendole pure. Non scherzo, penso veramente che l'amore possa portarti più velocemente alla tua fine, fino a portarti alla morte. L'amore uccide, purtroppo non solo i sentimenti. L'amore uccide le persone. Io sono più forte però, io sono ancora qui: mi sveglio ogni mattina e vado a correre, una doccia veloce e poi parto per il lavoro, 15 minuti di strada in macchina andata e anche ritorno. Tornato a casa: trovo la cena, pronta, a tavola, sto con la mia famiglia e poi sul tardi vado a letto a dormire, con mia moglie. Esattamente. Sono sposato, ho due figli e amo mia moglie, ma purtroppo non è lei la ragazza di cui sono innamorato. Quella ragazza l'ho lasciata andare perché l'amavo, ma l'amavo nel vero senso della parola. Quel “ti amo” che le dissi, prima di farci quasi l'amore, fu l'ultimo che si sentì dire da me, ma che non smisi mai di ripetermi. Non fraintendetemi, anzi, forse è colpa mia, non mi sono spiegato bene, sto ancora tremando. Quella fu l'ultima volta che le dissi che l'amavo. Accadde dopo, mentre tornava a casa, con le cuffiette e la musica alta… - Probabilmente non era concentrata sulla strada, anzi, a dir la verità stava ballando e poi è come inciampata su quel maledetto gradino e io… - questo è ciò che disse quell'uomo, in lacrime. Quell'uomo, non colpevole, che si distrasse un attimo sulla strada. Che non avrebbe mai pensato che gli potesse accadere. Che me la portò via per sempre. Cosa c'entra l'amore per lei in tutto ciò? E’ che l'ho amata così tanto che ho pensato migliaia di volte di andarmela a riprendere, per sempre, come il mio ti amo per lei. Ci provai in tanti modi, ad uccidermi: prima con dei piccoli tagli, cercai di impiccarmi, comprai persino una pistola perché non volevo soffrire troppo, ma non ci riuscivo, L'amore mi faceva più male della morte. E fu proprio lì, in quel momento, con quella pistola carica conficcata sulla tempia destra, che pensai a quanto l'amavo. “Perché sono innamorato di te? Te lo spiego subito!” urlai, a non so chi. “Perché sei l'unica persona che quando mi guardava, mi faceva sentire a casa. Eppure io una casa, con una famiglia, c'e l'ho e non ho mai avuto problemi in famiglia, ma tu? Tu cazzo! Eri meglio di casa mia, della mia famiglia. Tu eri quella persona giusta che poteva nuotare fra i miei sentimenti con un solo sguardo. Ti permettevo di vivere di me. Ti ho permesso di diventare un tutt'uno con me. Eri il mio scudo anche se non c'erano problemi. Eri quella protezione davanti a tutto, e ora? Ora che non ci sei, io cosa faccio? Sono quì, ti amo così tanto, ma quest'amore non posso condividerlo da solo? Ho bisogno di te..” conclusi con occhi pieni di lacrime, come se stessi cercando di riprovare quelle sensazioni di un navigare di sguardi. “La vita è ingiusta, la vita è solo una cazzata, ma ora basta..” aggiunsi. Misi via la pistola, la portai indietro al negozio, non chiesi nemmeno i soldi. Finì la scuola e me ne andai all'estero. Dovevo cambiare, dovevo distrarmi. Ci riuscii. Trovai mia moglie alcuni anni dopo, in un ristorante, passammo tanto tempo insieme quella sera e ci sposammo dopo nemmeno due anni. Cosa mi ha fatto cambiare idea quella volta? Pensai al fatto che lei fosse morta e che io fossi ancora qui. Pensai al fatto avrei potuto vivere l'amore anche per lei. Pensai al fatto che se fosse capitato a me, di fare l'incidente, non avrei mai voluto vederla insieme a me, da morta. Vissi per lei. Amai per lei. Eppure non smisi mai di esserne follemente innamorato.

Luca Fattore (via ricordounbacio)

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In India insegnano “le quattro leggi della spiritualità”. La prima dice: “La persona che arriva è la persona giusta”, cioè nessuno entra nella nostra vita per caso, tutte le persone intorno a noi, tutte quelle che interagiscono con noi, ci sono lì per un motivo, per farci imparare e progredire in ogni situazione. La seconda legge dice: “Quello che succede è l'unica cosa che sarebbe potuta accadere.” Niente, ma niente, assolutamente nulla di ciò che accade nella nostra vita avrebbe potuto essere altrimenti. Anche il più piccolo dettaglio. Non c'è un “se avessi fatto quello sarebbe accaduto quell'altro…”. No. Quello che è successo era l'unica cosa che sarebbe potuta succedere, ed è stato così perché noi imparassimo la lezione e andassimo avanti. Ognuna delle situazioni che accadono nella nostra vita sono l'ideale, anche se la nostra mente e il nostro ego siano riluttanti e non disposti ad accettarlo. La terza dice: “Il momento in cui avviene è il momento giusto.” Tutto inizia al momento giusto, non prima non dopo. Quando siamo pronti ad iniziare un qualcosa di nuovo nella nostra vita, e allora che avverrà. La quarta ed ultima: “Quando qualcosa finisce, finisce.” Proprio così. Se qualcosa è conclusa nella nostra vita è per la nostra evoluzione, quindi è meglio lasciarlo, andare avanti e continuare ormai arricchiti dall'esperienza. Penso che non sia un caso che stai leggendo questo, se questo testo è entrato nelle nostre vite oggi; è perché siamo pronti a capire che nessun fiocco di neve cade mai nel posto sbagliato.

Unknow

Wooow

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“L'hai amata, vero?” Lui sospirò. “Come posso risponderti? Lei era matta” sorrise, perso in qualche ricordo. Si passò una mano fra i capelli: “Dio, se era tutta matta. Ogni giorno mi svegliavo accanto a una donna diversa, una volta intraprendente, l'altra impacciata. Una volta esuberante, l'altra timida. Era mille donne, lei. Ma il profumo era sempre lo stesso, inconfondibile. Era quella la mia unica certezza. Era il profumo dei viaggi che doveva ancora fare, mi diceva. Le chiedevo cosa volesse dire ma non me lo spiegava mai. Mi sorrideva e sapeva di fregarmi, con quel sorriso. Perché ti giuro che quando sorrideva io non capivo più nulla, amico. Non capivo più nulla. Non sapevo più parlare né pensare. Niente, zero. C'era all'improvviso solo lei. Era matta” rise “tutta matta. A volte si perdeva a guardare un mappamondo o un quadro, ci volevano ore perché tornasse in sé. E quella sua mania di mettersi sempre i pantaloni… Non l'ho mai vista con una gonna, sai? A volte di notte piangeva. Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio. Lei no. Lei si innervosiva a starmi vicino in quei momenti. Si vestiva e stava in giardino tutta la notte, e guai a raggiungerla. Mi ordinava di lasciarla sola. La sentivo piangere, ancora oggi sono convinto che parlasse con qualcuno, in quelle notti terribili. C'era qualcosa in lei, amico mio. Non so che cosa, ma non era una ragazza normale. C'era qualcosa in lei, o c'erano altre ragazze in lei, ancora oggi non te lo so dire. Ma ricordo che al mio matrimonio lei c'era. Eravamo sul piazzale della chiesa, lei era nascosta. Aveva il suo tailleur rosso, una valigia in mano, un cappello elegante. Cosa ci fai qui? le avevo chiesto. E lei, indovina un po’ che ha fatto? Mi ha sorriso. Volevo farti gli auguri, mi ha detto. Ma non ti ho mai invitato al mio matrimonio, come lo sapevi? Io so tutto, mi ha risposto. Sì, lo so. Sei in partenza? Lo era. Dove vai? Via. Via dove? Non lo so, vado a sognare qualcosa. Non puoi sognare qui? Sono alla ricerca di sogni da qualche altra parte. Era matta, amico mio. Era tutta matta e aveva un sorriso da lasciare senza fiato. E che ne so se l'ho amata? Quante donne ho amato in lei? Scommetto che ha ancora quel profumo e quel sorriso, e scommetto che indossa solo pantaloni anche adesso che sono passati anni. Scommetto anche che è alla ricerca di sogni da qualche parte nel mondo e che potrei trovarmela un giorno davanti a casa. Era terrificante, amico. E l'ho amata da impazzire.”

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Torna.

Allora come inizio?Lo sai che in ste cose faccio un po' schifo ma ho bisogno di scrivere,di scrivere ciò che provo,di scrivere come sto ora senza te,come sto da quando tu non ci sei più,da quando tu non sei stato capace a fermarmi e tenermi stretta a te,ma mi hai lasciata andare come se non fossi mai stata niente per te. É ovvio io un po' di rabbia per questo la provo,ma so che io se ora ti avessi davanti non farei altro che abbracciarti,so che se tu te ne andassi ma poi ritornassi io sarei capace di mollare tutto per te. Ma sai cosa mi da fastidio? Che nonostante tutto,tu...si tu mi abbia lasciata andare senza chiedermi nulla,senza dirmi nulla, mi hai lasciata andare come si fa con i giocattoli,li compri e all'inizio sei felice,poi ti stanchi e li lasci li,non li usi più,ma sai cosa c'è che un giorno quel gioco lo ritroverai,forse messo dentro un armadio,sopra uno scatolone ma lo ritroverai e sorriderai a ricordarti di come passavi i pomeriggi,le giornate e le serate intere a giocarci;ecco io spero che un giorno tu,forse per nostalgia o anche solo per sbaglio trovi qualcosa che ti ricordi me,e voglio che tu ti ricordi di me con un fottuto sorriso stampato in faccia,voglio che tu ti ricordi di quel piccolo 'noi' che era come un piccolo resto di un pianeta che non si é formato e continua a girare e girare per la galassia. Ma probabilmente non succederà nulla di tutto ciò;tu non aprirai mai i nostri vecchi messaggi nemmeno per sbaglio,non ti ricorderai mai più di noi,perché sono passati pochi giorni e già ti sei dimenticato di me,e questo...questo mi fa talmente male,non mi fa sentire abbastanza e sai perché? Perché io ti ho sempre dato tutto di me stessa,ho sempre cercato di darti il massimo,pensavo di riuscire a bastarti ma mi sbagliavo,perché nonostante tutto tu mi davi così..così per scontata e mi trascuravi. Vorrei tanto poterti avere indietro,anche perché nonostante la distanza,nonostante la continua gelosia noi ci siamo stati,noi siamo esistiti. Avevamo questa costante paura di perderci che alla fine siamo finiti per perderci veramente. Sai quando a scuola parlavamo del nostro futuro io me lo immaginavo sempre con te tutt'ora lo faccio perché io sento che sei tu,sei tu quello con cui io voglio condividere il resto della mia vita,sei tu quello ""giusto"" per me,e non so precisamente perché io abbia questa sensazione ma é cosi e io non posso farci nulla,io ti amo e non posso farci nulla. Dopo questo infinito ''''sfogo''' ci tenevo solo a dirti di tornare,e fallo,perfavore. Torna. Perché io senza te non credo di potercela fare. Torna,perché ti amo.

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Ti rivedo anche nelle cose più assurde, quando penso di stare bene e di non averti nella mia mente, ma tu torni, sempre. Sono in macchina e guardo fuori dal finestrino, non so perché ma stavo pensando a quanto sarebbe bello essere seduti a mangiare qualcosa insieme, solo io e te. Mi piacerebbe sapere come leggi il menù, o se non lo leggi neppure perché prendi sempre la stessa cosa, se preferisci la coca cola o gli alcolici, se mangi velocemente o meno, se preferisci parlare o stare zitto perché altrimenti il cibo si potrebbe raffreddare. E niente, mi immaginavo come muovi le labbra dopo aver portato la forchetta alla bocca, e ti ho visto in modo così chiaro nella mia mente, che sembrava quasi vero. Come muovi le tue labbra e ti pulisci dopo esserti sporcato su un lato della bocca, come sorridi quando ti accorgi che ti sto guardando senza rendermene conto, e poi come ti raccogli i capelli in una sorta di chignon perfetto che nessuno sa fare come te. Le mani che si muovono tra i tuoi capelli, l'elastico tra le tue dita lunghe. Ti immaginavo, prima. E avevo una strana sensazione alla bocca dello stomaco, come un senso di nausea, perché è sempre più difficile, e sto male, ma non posso dirlo a nessuno, perché nessuno capirebbe mai quello che provo per te, perché io non ci so stare così, senza abbracciarti, anche se so che non ti ricorderesti nemmeno di me, che la mia sarebbe solo una faccia tra tante per te, mentre tu sei la persona a cui tengo di più a questo mondo. Forse è questa la cosa più difficile da accettare, dopotutto io non sarò mai niente, mai niente per te. Solo a scriverlo mi sento veramente uno schifo, ma lo ammetto a me stessa, per lo meno. So di stare aspettando te solo perché tu mi distrugga fino alla fine, mi stai logorando. Mi stai logorando, ma sei tu. Sai quando si dice che ognuno ha ‘una sua persona’ ? Io non so perché, ma sento che sei tu. Sento che a parte tutto, non importa cosa accadrà, la mia persona sarai sempre tu, sarai sempre tu, perché tu non lo sai quanta forza mi dai, tu non lo sai e vorrei solo questo. Che sapessi che hai fatto così tanto per me, mi hai dato il coraggio di fare cose che pensavo non avrei mai fatto, è solo per te che non ho mollato mai, o se quando l'ho fatto ho deciso di smettere di piangermi addosso e riprendere in mano la mia vita. Non ti ringrazierò mai abbastanza per questo. Per esserci stato quando non c'era nessuno, per esserci stato quando tutto sembrava sbagliato e io stessa lo ero. Grazie, non sai quanto ti amo. Ti amo più della mia stessa vita.
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“L'hai amata, vero?” Lui sospirò. “Come posso risponderti? Lei era matta” sorrise, perso in qualche ricordo. Si passò una mano fra i capelli: “Dio, se era tutta matta. Ogni giorno mi svegliavo accanto a una donna diversa, una volta intraprendente, l'altra impacciata. Una volta esuberante, l'altra timida. Era mille donne, lei. Ma il profumo era sempre lo stesso, inconfondibile. Era quella la mia unica certezza. Era il profumo dei viaggi che doveva ancora fare, mi diceva. Le chiedevo cosa volesse dire ma non me lo spiegava mai. Mi sorrideva e sapeva di fregarmi, con quel sorriso. Perché ti giuro che quando sorrideva io non capivo più nulla, amico. Non capivo più nulla. Non sapevo più parlare né pensare. Niente, zero. C'era all'improvviso solo lei. Era matta” rise “tutta matta. A volte si perdeva a guardare un mappamondo o un quadro, ci volevano ore perché tornasse in sé. E quella sua mania di mettersi sempre i pantaloni… Non l'ho mai vista con una gonna, sai? A volte di notte piangeva. Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio. Lei no. Lei si innervosiva a starmi vicino in quei momenti. Si vestiva e stava in giardino tutta la notte, e guai a raggiungerla. Mi ordinava di lasciarla sola. La sentivo piangere, ancora oggi sono convinto che parlasse con qualcuno, in quelle notti terribili. C'era qualcosa in lei, amico mio. Non so che cosa, ma non era una ragazza normale. C'era qualcosa in lei, o c'erano altre ragazze in lei, ancora oggi non te lo so dire. Ma ricordo che al mio matrimonio lei c'era. Eravamo sul piazzale della chiesa, lei era nascosta. Aveva il suo tailleur rosso, una valigia in mano, un cappello elegante. Cosa ci fai qui? le avevo chiesto. E lei, indovina un po’ che ha fatto? Mi ha sorriso. Volevo farti gli auguri, mi ha detto. Ma non ti ho mai invitato al mio matrimonio, come lo sapevi? Io so tutto, mi ha risposto. Sì, lo so. Sei in partenza? Lo era. Dove vai? Via. Via dove? Non lo so, vado a sognare qualcosa. Non puoi sognare qui? Sono alla ricerca di sogni da qualche altra parte. Era matta, amico mio. Era tutta matta e aveva un sorriso da lasciare senza fiato. E che ne so se l'ho amata? Quante donne ho amato in lei? Scommetto che ha ancora quel profumo e quel sorriso, e scommetto che indossa solo pantaloni anche adesso che sono passati anni. Scommetto anche che è alla ricerca di sogni da qualche parte nel mondo e che potrei trovarmela un giorno davanti a casa. Era terrificante, amico. E l'ho amata da impazzire.”

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Ci si domanda spesso “ cosa farò senza di lui ? “ e ci si sente perse ma io a questa domanda ho una risposta perfettamente dettagliata. Innanzitutto il mio orgoglio mi permetterà di restare in piedi. Testa alta, sguardo affilato. Non farò più nessun discorso patetico, ho compreso che non c'è nessuna parola magica che possa convincere una persona che non ti ama più ad amarti, anzi, mentre gli dirai che lui è tutto per te sarà proprio quella la frase che lo convincerà che non vuole te. Quindi resterò impassibile , andrò via senza nessuna parola come se non me ne importasse nulla. Voglio essere ricordata così, con il dubbio se ti volessi bene oppure no. I dubbi rimangono per sempre. Una notte ci penserai, guarderai la parte vuota di letto e io ti assicuro che mi penserai. Spero anche di essere vestita bene quel giorno , con il mio solito trucco marcato e che avrai un po’ di esitazione a lasciare una come me. Perché sì, ho imparato a non sminuirmi a non pensare che la persona con cui sto insieme mi faccia un favore quasi fossi un peso morto. Ricordo sempre che ho scelto un uomo tra tanti altri uomini, e mai perchè “ mi sopporta / è l'unico a volermi bene / mi sento sola ” . E se quel qualcuno che ho scelto andrà via io tornerò alla mia vita. Cosa farò senza di lui ? Tornerò ai miei fine settimana noiosi, su questo non c'è dubbio. Piangerò anche. In tv trasmetteranno i film visti insieme e io sarò presa dalla nostalgia. Vorrò mandargli un messaggio ma non lo farò. Mi metterò a scrivere ma non a lui, scriverò per me. Se mi lascerà non è vero che non saprò cosa fare, mi creerò degli impegni. La vita andrà avanti , starò lavorando o cercherò lavoro, a questa età non puoi dire che non hai voglia di andare a scuola perché hai il cuore spezzato , ti devi alzare e cercare la tua autonomia , metti in borsa con te degli occhiali da sole grossi e stai in mezzo alla gente come se non fosse capitato nulla. Succede, mi dirò. E’ già successo e si va avanti lo stesso. Se mi lascerà il giorno dopo sarò ancora bella . Se mi lascerà leggerò le frasi che ho sottolineato dei libri che mi hanno sempre aiutato dopo le storie finite, se mi lascerà respirerò ancora, se mi lascerà avrò più tempo per altre cose da fare. Nulla di troppo poetico quindi. “ Cosa faresti se ti lasciasse ? “ Cancellerei il suo numero e i suoi messaggi. Tutto qua. La gente la fa troppo melodrammatica. La gente dice che ne morirebbe ma poi il giorno dopo sono ancora lì . La gente dice che non s'innamorerà più e poi s'innamora di nuovo. La gente poi di questa epoca cambia status in “single “ a “ fidanzati ufficialmente “ con una facilità incredibile. Alla gente piace solo dire frasi romantiche a cui non credono, ma io non ho mai agognato a fare la persona sensibile e quindi vi dirò che senza di lui che l'indomani mi alzerò alle otto del mattino e farò quello che faccio ora, solo che alla sera non potrò raccontarlo a nessuno e quello sì mi mancherà ma un giorno non ne sentirò più la nostalgia. Funziona così anche se per tutti all'inizio sembra impossibile. Funziona che una sera ti addormenti perchè hai sonno e non perchè hai pianto troppo. Funziona che un giorno incontri altri occhi ma sarai ancora troppo innamorata dei ricordi e lascerai perdere ma poi qualcuno dirà qualcosa di talmente interessante che rincomincerai ad ascoltare e innamorarti di nuovo. Funziona che se ti lascia tu vivi lo stesso. Forse la vera domanda che mi lascerebbe spiazzata sarebbe “ e se con lui durasse ? ” ecco , a questa non saprei rispondere, perchè ormai sono così abituata a figurarmi da sola che non ne ho la più pallida idea. Deborah Simeone / Distorted Fables.
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Cosa fai quando hai voglia di piangere, ma non ci riesci, perché hai trattenuto talmente tanto le lacrime che ti si sono arrugginite dentro arrugginendo anche te? Quando vorresti urlare a squarciagola a quei bastardi che li odi tutti per quello che ti hanno fatto senza neanche accorgersene? Cosa fai quando vorresti scappare di casa? Quando qualsiasi posto sarebbe meglio di quello in cui vivi? Cosa fai quando ti senti solo? Eppure dicono di volerti bene, quei figli di troia, dicono che ci saranno. E allora perché sei sempre tu che ascolti loro? E perché escono senza chiamarti? Perché se uscite in comitiva ti senti di troppo? Cosa fai, quando un giorno su trecentosessanta ti senti carina, poi però esci e ti rendi conto di far schifo? Quando il ragazzo che ti piace bada a quella con il fisico perfetto, con la personalità spiccata, quella che vogliono tutti e che è il tuo esatto opposto? Cosa fai, quando ti rendi conto di essere fottutamente solo e che se scomparissi non importerebbe a nessuno se non ai tuoi genitori? Ditemelo, perché io non lo so.

ossigenomancato. (via ossigenomancato)

Dormi.

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Non ti piacerò. Non ti piaceranno i miei sbalzi d’umore, non ti piacerà il modo in cui metterò le cose a casa nostra, non ti piacerà il mio film preferito, il genere di musica che ascolto, come mi vestirò, come tingerò i capelli. Non ti piaceranno i programmi che sceglierò di guardare in Tv. Quei programmi stupidi dove le persone muoiono nei modi più strani possibili o sono affetti da malattie rarissime. Quei programmi dove le persone sorridono sempre, in ogni occasione. Quei programmi che purtroppo sono soltanto finzione, perché è difficile farlo -sorridere sempre- per davvero. Non ti piacerà il profumo d’incenso, le candele sparse qui e là. Il mio continuo mettere in disordine le cose, e paradossalmente trovarci un ordine in quella sistemazione apparentemente affidata al caso. Non ti piacerà il mio continuo parlare e diventare spesso logorroica o il mio improvviso rinchiudermi nel mio silenzio mentre leggo un libro. Non ti piacerò quando mi arrabbierò per niente, quando diventerò improvvisamente fredda, quando non sarò lì con te quando ne avrai bisogno. Non ti piacerò nei miei giorni grigi o nei miei giorni rossi. Non ti piacerò quando avrò urgente bisogno di un tuo abbraccio. Non ti piacerò quando farò i capricci, quando mi sentirò sola. Non ti piacerò quando mi fermerò per strada ad ammirare una scritta su un muro per fotografarla, non ti piacerò quando all'improvviso caccerò il mio taccuino ed inizierò a scrivere. Non ti piaceranno le mie insicurezze e nemmeno le mie paure. Non ti piaceranno gli incubi che faccio di notte e forse nemmeno le notti che passerei sveglia a guardarti. Non ti piacerò quando il mio mascara sarà rovinato dal pianto o il fondotinta sarà sciolto dal caldo. Non ti piaceranno le volte in cui ti dirò di non poter uscire perché devo studiare. O le volte in cui vorrei uscire nonostante in TV c'è la partita della tua squadra del cuore. Non ti piaceranno le volte in cui rimarrò sola con i miei problemi, ma questo tu non lo saprai mai perché ormai sono diventata brava a soffrire in silenzio. Non ti piacerò quando al bar sceglierò un The verde o un cornetto vuoto. Non ti piacerò quando passerò ore a vestirmi, per poi spogliarmi di nuovo, buttare tutto all'aria e ricominciare. Perché non ero abbastanza elegante o perché non ero abbastanza me stessa. Beh non ti piacerò in diverse occasioni, non ti piacerò nemmeno quando mi farai un complimento e io ti risponderò che non sono affatto così. Che non sono bella, perché io non mi sento affatto bella. Non ti piacerò perché io non mi piaccio. Non ti piacerò quando inizierò a scherzare su ciò che dici, a prenderti in giro, quando ripeterò ogni tua singola parola con una voce buffa. Però, anche se non ti piacerò, anche se a volte vorrai prendermi a testate o a cazzotti in faccia, sappi che ti amo, ecco, insomma io ti amo, hai capito ? Beh spero che anche tu, un giorno, possa amarmi. Perché quando si ama, si accetta la persona che si ha difronte e la si accetta nonostante essa non sia perfetta. Io ti amo, io t’accetto. E tu? Tu mi ami ? Mi accetti ?

Non ti piacerò | Antonio Guerra (Via @piecesofdamon)

Ringrazio @lotsoflovelove per avermi donato là possibilità di mettere in prosa i suoi pensieri.

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Se ti dico che tu “sei la mia persona”, forse non capisci. Non sto parlando di anime gemelle. No. Parlo di qualcuno che ti sconvolge. Non ti sceglie. E non lo scegli. Arriva. Di qualcuno che entra nella tua vita e di cui poi non puoi più fare a meno. Parlo di un amore che cresce senza che tu te ne accorga. Un amore che quasi combatti. Che non vuoi provare. E gli metti i bastoni tra le ruote. Lo allontani, lo maltratti e alla fine lo ritrovi ancora lì. Davanti a te intatto, senza un graffio. Lì che ti guarda e aspetta che tu capisca. Parlo di qualcuno con cui il tempo non esiste. Che ti lascia senza respiro e che te lo toglie quando si allontana da te. Diventa un’esigenza fisica. Una dipendenza. Per certi versi una malattia. Veleno e antidoto allo stesso tempo. Parlo di qualcuno che è i tuoi pensieri. I tuoi gesti. I tuoi respiri. Parlo di qualcuno che è te. Di qualcuno che se lo guardi in silenzio ci vedi quello che sei tu. E che a volte ti fa paura perché è come guardarsi ad uno specchio, perché ti fa riflettere, perché capisci che devi cambiare, devi essere migliore di come sei… Perché è la tua persona. E se salvi lei, salvi te stessa.

cit. (via svalvolina91)