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Una ragazza dimenticata.

@persa-tra-le-lacrime

INUTILE.

“È inutile

che ti vesti di nero

che impugni scudi

e ti proteggi da tutto

anche da chi non ti attacca

inutile

che ti volti dalla parte del buio

ma è così, dici,

una volta morsi da un serpente

tutte le foreste del mondo lo sentono

un volta morsi, dici,

tutti i serpenti del mondo

lo vengono a sapere

è inutile però

che ti vesti di nero

che ti metti le mani avanti

e ti chiudi a riccio

e speri che non ti vedano

e speri di passare inosservata

come il vento quando dorme

inutile

che sposti gli occhi

dove il sole non arriva

inutile

che ti vesti di nero

che cammini con la testa bassa

che ti mordi le unghie

che scarichi tutto masticando chewingum

che ti volti verso il buio

è inutile

perché tanto

i tuoi occhi

fan troppa luce.”

-Gio Evan

(ormai tra noi è tutto infinito)

Dio se era tutta matta, ogni giorno era una donna diversa. Una volta intraprendente, l’altra impacciata. Una volta esuberante, l’altra timida. Insicura e decisa. Dolce e arrogante. Era mille donne lei, ma il profumo era sempre lo stesso Inconfondibile Era quella la mia unica certezza. Mi sorrideva sapeva di fregarmi con quel sorriso Quando sorrideva io non capivo più nulla Non sapevo più parlare ne pensare Niente, zero C’era all’improvviso solo lei Era matta, tutta matta A volte piangeva Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio Lei no Lei si innervosiva Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni Era matta tutta matta Ma l’ ho amata da impazzire.

Charles Bukowski. (via no-one-tells-me-who-i-love)

Godeteveli questi giorni tra i banchi di scuola, che sia il vostro ultimo anno, che sia il vostro primo anno, perché una cosa è certa: sono anni che non torneranno. Godetevi quei banchi quei corridoi le paure le ansie le bestemmie i professori stronzi quelli finti buoni e poi i compagni amati, ma anche quelli odiati e godetevi i compiti le interrogazioni, ma, soprattutto, le risate. Godetevi tutto: i cambi, le ricreazioni, i progetti, i corridoi, i due e i quattro i sei strappati per miracolo i minuti contanti per vedere il vostro lui o la vostra lei nel corridoio, le liti, i vaffanculo, perché non tornerà niente. Non abbiate paura di nulla, perché anche quando tremerete di paura perché anche quando penserete ‘Sto morendo’, non sarà vero niente, anzi starete vivendo un sacco, starete vivendo forte. Godeteveli quei banchi e questi giorni in quella scuola che tanto odiate, la vostra. Godetevi i respiri profondi, le risate, essere ragazzi - perché quando uscirete da quel liceo dopo la maturità dopo la notte delle notti dopo la notte prima degli esami che è una notte speciale inizierete ad essere grandi - le volte in cui urlerete 'Questa volta non ce la faccio’ e ricordatevi che ce la fate sempre, se solo volete, perché l'unico blocco che avete sono quelle quattro parole che vi ripetete 'Non ce la faccio’ e non fatevi convincere di niente: che non siete in grado di superare le vostre paure e i vostri limiti, perché non ne avete. Godetevi questi anni, perché questi anni sono pieni di vita, di paura, di speranza, di voglia, pure se passerete cento giorni con la testa abbassata sulla scrivania, ma ne varrà la pena - credetemi - e se posso darvi un consiglio: studiate sì, ma, soprattutto, divertitevi. Godetevi questi anni e non pensate al voto, perché non siete un voto e certo fa schifo pensare che qualcuno possa classificarvi come un numero, ma voi non vi arrendete: mostrate che siete molto di più - di un voto scritto su un pezzo di carta, perché quello che tu sei vale tanto e tanto di più, vale di più. Non valete quello che un professore giudica: pure se si mostra vostro amico. E ai ragazzi di quinto, che devono affrontare la maturità, voglio dire di non temerla né di odiarla né di convincersi di essere quel voto in centesimi scritto nero su bianco a metà luglio, dato da metà professori sconosciuti, arrivati per dimostrarvi che non valete niente e da un'altra metà che finge di stare dalla vostra parte, ma sa già “quanto valete” e combatte per voi solo per dimostrare che valete tutto e non perché lo pensano davvero ma soltanto per riscattare loro stessi con i membri esterni. Godetevi questi anni e fate tutto quello che dovete fare: in fondo, com'è che si dice? Meglio un rimorso che un rimpianto. Dimostrate chi siete e non abbiate paura e non fatevi ingannare dalle parole. Godetevi questi anni e la vostra scuola, perché in questi anni e in quella scuola resterà una parte della vostra vita, della vostra adolescenza, del vostro insegnamento e del vostro cuore. Godetevi tutto quello che c'è tra quelle mura, tanto odiate quanto amate Date un senso a tutto: a questa vita a questi giorni, a quei banchi a quei libri. Studiate per voi crescete per voi stessi, perché in questa vita tutto quello che facciamo lo dobbiamo fare per noi.

Buona fortuna che non so se si dice o se invece porta sfiga, ma tanto quello che conta è essere felice e godersi ogni attimo di ogni momento di ogni anno ed allora buona fortuna e buon anno scolastico. Ad maiora!

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Non esiste nessuno più difficile di chi sa stare solo. Ha imparato a fare la cosa che fa più paura al mondo. Quindi, non sarà mai disposto a barattare la sua solitudine con rapporti di circostanza, ne con persone che cercano compagnia solo perché hanno paura del vuoto. Ha bisogno di persone giuste che nel momento di dificcolta lo rendono felice.

entony97 - Senza amici (via entony97)

Anche quest'anno è arrivato San Valentino e non sai da chi farti regalare una rosa o ricevere un biglietto con un “Ti amo”. Io, però, voglio dirti una cosa: San Valentino è la festa degli innamorati e… che ne pensi di iniziare ad amare te stessa? Innamorati del tuo sorriso che, anche se non appare spesso sul tuo volto, è capace di infondere così tanta serenità. Innamorati del tuo sguardo che vale più di mille parole. Innamorati del tuo nasino: un ragazzo lì fuori desidera lasciarci un bacio. Innamorati della tua chioma di capelli: ci sono ragazze che pagherebbero per averli come i tuoi. Innamorati dei tuoi occhi, specchio della tua anima. Innamorati delle tue gote, che assorrano ad un minimo complimento. Innamorati delle tue labbre: qualcuno sogna di far concidere le proprie con le tue. Innamorati del tuo corpo che, sebbene presenti qualche difetto, non potrebbe essere migliore di così. Innamorati del tuo modo di pensare, del tuo modo di fare. Innamorati delle tue perfette imperfezioni. Innamorati. Innamorati di te. Non hai nessun motivo per non farlo. Innamorati di te, perché se non ami prima te stessa, non amerai mai bene gli altri.

mare-color-cioccolato (via mare-color-cioccolato)

Cara Tracy, Sono passati sei anni da quando te ne sei andata, e mi sei mancata ogni singolo giorno, ogni ora, ogni momento. I nostri figli sono cresciuti: saresti fiera di loro. Penny diventa sempre più bella e simile a te, mentre Luke è… Beh, quel povero ragazzo ha preso un po’ troppo da me probabilmente. Vorrei tanto che potessi vederli, amore mio… Ho deciso che voglio raccontar loro la nostra storia, che è arrivato il momento. Mi dicevi sempre di non volermi vedere diventare un uomo rifugiato nelle proprie storie, ma nelle mie storie tu ci sei ancora ed è l’unico modo per tenerti con me. Non so se ti sia mai resa conto di quanto ti abbia aspettato. È stato un percorso lungo e difficile: sai bene che ho amato prima di te, e per questo mi sono sentito solo, spesso abbandonato e Dio solo sa quante volte mi sono sentito rifiutato. Mi sono giocato il cuore, come uno stupido, ogni volta pensando che sarebbe stata l’ultima. Ero arrivato a un punto in cui il mio unico desiderio era di scappare il più lontano possibile dalla mia vita, da me stesso, dalle delusioni e dal dolore che non potevo più sopportare. Ero stanco, sfinito, deluso. E poi sei arrivata tu. Tu, Tracy McConnell, mi hai salvato in tutti i modi in cui un essere umano può essere salvato. Sei entrata nella mia vita come un temporale primaverile, ed hai sconvolto tutto, rimettendo al proprio posto ogni singolo tassello del puzzle. Se quel treno fosse arrivato in orario, se avessi ceduto ancora una volta al vecchio Ted e ai suoi errori, se non avessi avuto il coraggio di alzarmi e venire da te… Tracy, Ora che ho la prospettiva di tutto, mi rendo conto di quante volte nell’arco della nostra vita ci siamo sfiorati senza incontrarci mai: probabilmente è stato meglio così, dopotutto avevamo da fare i nostri percorsi e se ci fossimo incontrati prima magari non saremmo stati pronti. Forse dovevamo entrambi affrontare tutti i nostri errori, le nostre perdite, i nostri sentimenti confusi e le nostre lacrime. Forse avevamo davvero bisogno di un’esistenza lontana per poter stare insieme. Ma ora darei la vita stessa anche solo per quarantacinque secondi in più con te, per tenerti tra le mie braccia, per sfiorarti il viso, per guardarti sorridere… Ti ho amata dal preciso instante in cui ti ho vista per la prima volta. L’ho capito subito, sai? Eri tu. Finalmente ti avevo trovata. Avevo trascorso anni a cercarti e poi eccoti, tutta bagnata sotto il nostro ombrello giallo, sulla banchina del treno di Farahampton. Tracy, Te ne sei andata troppo presto, amore mio. Dovevi esserci per vedermi diventare un vecchio brontolone insopportabile che non fa altro che ripetere sempre le stesse storie. Dovevi esserci per vedere crescere i nostri bambini: eri tu quella che aveva sempre il consiglio giusto al momento giusto, tu sei sempre stata in grado di rimettere ordine nell’esistenze di tutti, io sono bravo solo a incasinarmi la vita, lo sai, e adesso mi ritrovo a chiedermi come faranno loro senza di te? E, Tracy, dovevi stare con me sotto quel maledetto portico a giocare a bridge insieme a Lily e Marshall. Dovevi essere tu. Dovevi stare con me. Tracy, Ero molto arrabbiato con te, con l’universo, con la vita: a volte la vita può davvero fare cose terribili a brave persone. E non è giusto. Io mi meritavo il nostro amore, io mi meritavo te. Ho passato tanto tempo arrabbiato e triste, ma mai e poi mai ho rimpianto quella sera alla banchina del treno. Non mi importa di tutto il dolore o le lacrime versate: se potessi riaverti anche solo per un istante risopporterei volentieri tutto, perchè per te, amore mio, ne vale la pena. Ne varrà sempre la pena. Tracy, tu mi hai salvato e mi hai donato la più grande felicità che ad un uomo potrebbe mai essere concessa. Rifarei tutto con te: ogni stupida discussione e momento di crisi, ogni noiosa domenica pomeriggio, sopporterei ancora e ancora le tue crisi ormonali da gravidanza, le tue lacrime e soprattutto tutti i tuoi meravigliosi sorrisi, anche quelli odiosi che facevi quando discutevamo e tu avevi ragione, come sempre dopotutto… Rifarei tutto, ma non posso. Ti immagino, in qualche parte lontana del cosmo. Forse Max ti stava aspettando, ed una parte di me lo invidia, perchè adesso lui può tenerti con sé mentre io sono qui a ricordarmi di aver perso la mia anima gemella, la donna che amerò fino alla fine dei miei giorni ed oltre. Sei riuscita di nuovo nella tua magia: ancora una volta hai rimesso tutto al proprio posto, me compreso ed il come solo tu lo sai. E così andrò avanti, immaginandoti felice da qualche parte nel nostro immenso universo. Una volta qualcuno ha detto che non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo, ed io ti prometto, Tracy McConnell, che nei miei ricordi ti renderò immortale. Andrò avanti, ma ti amerò per sempre. Grazie, amore mio, per essere entrata nella mia esistenza, per avermi salvato, grazie per la vita che mi hai dato, e grazie per aver riportato l’amore laddove credevo fosse perduto per sempre. Ti amo, tuo Ted.

How I Met Your Mother (via unmetrofuoridaisogni)

I rapporti non funzionano come li vediamo in televisione o al cinema: lo faranno? Non lo faranno? Poi lo fanno e sono felici per sempre… Ma figurati! Nove su dieci si mollano perché non sono ben assortiti fin dall’inizio, e la metà di chi si sposa divorzia comunque. Glielo dico subito: nonostante tutto non voglio passare per cinico, perché non lo sono. Sì, è vero: io credo che l’amore serva soprattutto a vendere molte scatole di cioccolatini e, sa, in certe culture, una gallina. Mi dia dell’ingenuo, non fa niente. Perché, in fondo, continuo a crederci. In buona sostanza, le coppie veramente giuste sguazzano in mezzo alla stessa merda di tutti gli altri, la grossa differenza è che non si lasciano sommergere: uno dei due si farà forza, e ogni volta che occorre, lotterà per quel rapporto, se è giusto e se sono molto fortunati, uno dei due dirà qualcosa.

Dr. Cox - Scrubs (via aria-in-axen)

Mentre mia moglie mi serviva la cena , le presi la mano e le dissi:”Devo parlarti”. Lei annui e mangio’ con calma. La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi, quel dolore che all’improvviso mi bloccava la bocca, Mi feci coraggio e le dissi:” Voglio il divorzio”. Lei non sembro’ disgustata dalla mia domanda e mi chiese soavemente: ” Perché?”. Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte. Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio, ma io non potevo risponderle, aveva perso il mio cuore a causa di un’altra donna, Giovanna. Io ormai non amavo più mia moglie, mi faceva solo tanta pena, mi sentivo in colpa, ragion per cui sotto-scrissi nell’atto di separazione che a lei restasse la casa, l’auto e il 30% del nostro negozio. Lei quando vide l’atto lo strappo a mille pezzi ! ”Come ?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!”. A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me, per tutte le sue energie, pero’ non potevo farci nulla, io amavo Giovanna. All’improvviso mia moglie comincio’ a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione, l’idea del divorzio cominciava ad essere realta’. Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva, non cenai e mi misi a letto, ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna. Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li’ seduta a scrivere, mi girai e continuai a dormire. La mattina dopo mia moglie mi presento’ le condizioni affinché accettasse la separazione. Non voleva la casa, non voleva l’auto tanto meno il negozio, soltanto un mese di preavviso, quel mese che stava per cominciare l’indomani. Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto! Il suo ragionamento era semplice : ”Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e’ giusto distrarlo con i nostri problemi”. Io fui d’accordo pero’ lei mi fece un ulteriore richiesta.” Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo, quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta, in questo mese pero’ ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ”. Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace. Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio’ in una fragorosa risata dicendo: ”Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie, dille che oramai tu sei mio, se ne faccia una ragione!”. Io e mia moglie era da tanto che non avevamo più intimità, cosi’ quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati, nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:” Grande papa’, ha preso la mamma in braccio!”. Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore, camminai dieci metri con mia moglie in braccio, lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:”Non dirgli nulla del divorzio,per favore… Acconsentii con un cenno , un po’ irritato, e la lasciai sull’uscio. Lei usci’ e andò a prendere il bus per andare al lavoro. Il secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati, lei si appoggiò al mio petto e potetti sentire il suo profumo sul mio maglione. Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo . Mi resi conto che non era più cosi’ giovane, qualche ruga, qualche capello bianco. Si notava il danno che le avevo fatto! Ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi’? Il quarto giorno , prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l’intimità stava ritornando tra noi, questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più’ . Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!.Ogni giorni era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente. Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera. Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi, si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:”I miei vestiti mi vanno grandi, ”. Li’ mi resi conto che era dimagrita tanto…ecco perché mi sembrava cosi’ leggera! Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione… troppo dolore e troppa sofferenza pensai. Senza accorgermene le toccai i capelli, nostro figlio entro’ all’improvviso nella nostra stanza e disse :” Papa’ e’ arrivato il momento di portare la mamma in braccio( per lui era diventato un momento basilare della sua vita). Mia moglie lo abbraccio’ forte ed io girai la testa, ma dentro sentivo un brivido che cambio’ il mio modo di vedere il divorzio. Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo, la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata, mi venne da piangere! L’ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:” Non mi ero reso conto di aver perduto l’intimità con te… Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina, mia moglie resto’ a casa. Mi diressi verso il posto di lavoro, ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai, scesi e corsi sulle scale, lei mi apri’ la porta e io le dissi:”Perdonami..ma non voglio più divorziare da mia moglie…” Lei mi guardo’ e disse: Ma sei impazzito? Io le risposi :” No…e’ solo che amo mia moglie…era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l’ho portata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita! Giovanna pianse mi tiro’ uno schiaffo e entro’ in casa sbattendomi in faccia la porta. Io scesi le scale velocemente , andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori. Le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto? Le dissi:”Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché morte non ci separi” Arrivai di corsa a casa, feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca., ma mia moglie era a terra …morta! Stava lottando contro il cancro, ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene. Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo, si un mese… affinchè a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio, affinché nostro figlio non subisse traumi, affinché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre.” Questi sono i dettagli che contano in una relazione. Non la casa….non la macchina….non i soldi…queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice, ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d’amore. A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo.

Una storia… Strappa lacrime 😭❤️ (via volevoimparareavolare)

Questa lettera è per te. Si, proprio te che stai leggendo. A te che stai attraversando un periodo buio. Te che vai a letto con la paura di addormentarti, perché quando ti risveglierai sarà già un altro giorno. Un'altra battaglia. E sei stanco. A te che rimani sveglio a guardare il soffitto e pensi. Pensi a tante, troppe cose, finché non inizia a farti male la testa. A te che hai così tanta ansia per ciò che deve accadere che ti senti soffocare. Che non ti riesci ad alzare. A te che nascondi le tue lacrime nei palmi delle mani, dietro le ciocche di capelli, sul cuscino. A te che ti alzi ogni giorno con un sorriso più triste del giorno prima. Ma nonostante questo ti alzi. Affronti la giornata. Resisti. A te che se qualcuno ti guarda, anche per sbaglio, abbassi lo sguardo e ti si colorano di rosso le guance. A te che ti senti inferiore. Te che dai il meglio, e non risulta abbastanza. Non è mai abbastanza. A te che fra tutti, ti senti il più debole. Che non riesci mai a brillare come gli altri. Che rimani sempre indietro. In disparte. A te che ti insultano perché non ti capiscono. Ti criticano anche se non ti conoscono. A te che resisti a colpi su colpi, parole cariche di veleno e sguardi taglienti. Ecco, proprio te. Devi sapere che non sarà sempre così, perché il tempo passa e le cose cambiano. Devi sapere che queste torture non dureranno per sempre. Non c'è solo il buio, esiste anche la luce. Devi sapere che sei abbastanza forte per superare tutte queste sfide. Tumblr puoi per farcela, puoi riuscirci. E ci riuscirai. Non c'è bisogno che ti dica come le sconfiggerai, ma ti prometto che vincerai. Devi sapere che anche tu, un giorno, ti stenderai sul letto, col cuore più leggero. Appoggerai la testa sul cuscino, e ti sentirai bene, giusto. Guarderai la tua stanza e non ti sembrerà così spaventosa come la sera precedente. E poi ti sposterai i capelli dal volto, e ti renderai conto che le tue guance non sono rigate di lacrime. E inizierai a provare qualcosa di più della felicità; sollievo. Ti alzerai, spalancherai le finestre e ti renderai conto di quanto sia bello quel cielo stellato, e la luna illuminerà i tuoi lineamenti, le tue labbra, il contorno del tuo corpo. E il vento t'accarezzerà i capelli. E ti chinerai in avanti, in quella magia mai provata prima. E ti posso assicurare, perché ne sono più che certa, che qualcuno ti vedrà, ti guarderà, e penserà che sei davvero una persona bellissima. Perché lo sei. -Alessia Alpi Volevoimparareavolare on Tu

Scritta da me (via volevoimparareavolare)

I want to marry you. I want to have kids with you. I want to build us a house. I want to settle down and grow old with you. I want to die when I’m 110 years old in your arms. I want a lifetime.

Caro Babbo Natale, non so se ti ricordi di me.. Ero quella bimba paffuttella nella lista dei bimbi buoni, sempre sorridente che viveva in quella casa gialla con il camino un po stretto, con il cane a macchie e la sorellina dagl'occhi blu. Non so se ti ricordi più di me, ora sono diventata grande e non sono più tanto buona. Lo sai che mi manchi tanto? Vorrei tornare ad essere bambina per aspettarti accovacciata sulle scale fredde, al buio, fino a che gli occhi non mi si chiudevano e mi costringevo a tornare a letto ripromettendomi che ti avrei visto l'anno successivo. Mi manca la frenesia della scelta dei regali, quando mi mettemo al tavolino in salotto sfogliando i cataloghi di giocattoli per scegliere quello giusto. Allora era l'unica scelta che dovevo affrontare e già allora avevo paura di sbagliare. Ma oggi le scelte sono aumentate e mi fanno paura, perché riguardano il mio futuro. Caro babbo, una volta le letterine te le scrivevo su un foglio di carta bianco un po’ sgualcito che poi la mamma ti “spediva”. ( vorrei sapere che fine ha fatto fare a quelle lettere) Oggi te la scrivo su tumblr perché non ho più colori nel mio astuccio ne adesivi natalizi da appiccicare di fianco al mio nome scritto in stampato. Ora la mattina del 25 mi alzo più scazzata del solito perché non provo più quel brivido di precipitarmi giú dal letto e correre a scartare i regali, a controllare che non ti fossi sbagliato, a provare subito i giocattoli nuovi. Oggi, caro Babbo, mi alzo e trovo mia madre fra duecento pentole già sclerata per il pranzo di Natale, mio padre che legge il giornale con un occhio e guarda la tv con l'altro, mia sorella al cellulare che fa gli auguri a tutti i suoi amici poi ,forse, li farà a me. Per cui caro babbo, quest'anno ti chiedo un favore. Quest'anno per natale puoi ridarmi la mia infanzia? Oppure se quella è finita puoi portarmi un po’ di felicità? Prometto che farò la brava..

Grazie, La bambina della casa gialla.

Ps: i biscotti col latte te li lascio sul tavolo in cucina, come al solito.

Cos’è una migliore amica? Quella che ti abbraccia, che ti fa ridere, che non ti lascia sola, che oltre alle sue storie ti fa raccontare le tue. Quella che sarebbe disposta a rinunciare ad una serata con il fidanzato per ingozzarsi con te di gelato davanti ad uno stupido film comico che nemmeno fa ridere. Una migliore amica è quella che se tu sei grassa e lei non lo è non te lo fa notare ma ti dice che sei bellissima e che le vorrebbe pure le lei le maniglie dell’amore e invece è piatta. 
E’ quella che sa quale canzone ti potrebbe piacere e quale invece ti farebbe ballare. Una migliore amica ti manderebbe a fanculo per una cazzata ma poi senza chiedere scusa ritornerebbe perchè non può stare senza di te. Una migliore amica non ti lascerebbe mai da sola sotto la fermata, non uscirebbe mai con una comitiva di montate che a te non piacciono. E’ quella che se ti vede un po’ giù viene e ti fa il solletico perchè dagli occhi capisce cos’hai. E’ una che non si sognerebbe mai di riempirti di insulti ma che prenderebbe a calci e pugni tutti. E’ una che ti da consigli, l’unica che tu vorresti accanto quando ti sposi, quando vai in ospedale, quando divorzi, quando fai il viaggio della tua vita e al tuo funerale. Quella che non rimarrebbe mai senza vederti per più di un giorno. Quella che non aspetta che tu le mandi un messaggio, quella che ti manderebbe un “buongiorno” a tutte le ore del giorno. Quella che se ti piace un ragazzo non ti dice che fa schifo ma che è bello per te e che se lo vuoi lei ti aiuta. E’ quella che non ti parla solo dei suoi problemi, è quella che ascolta anche il tuo cuore che affonda nella merda. 
E’ quella che conosce a memoria i titoli dei libri che vorresti avere nella tua libreria, è quella che ti porterebbe ad un concerto del tuo gruppo preferito anche se a lei non piacciono perchè sa che tu faresti la stessa cosa. E’ quella che colleziona per te le tue figure di merda e le racconta a tutti per ridere ma non ti metterebbe mai da sola in imbarazzo, potrebbe ridere di se stessa. E’ quella che se non è perfetta a te non frega un cazzo perchè è lei. Se una migliore amica è tutto questo, io ce l'ho.