Un anno fa rincontrai un ragazzo.
Uno di quelli da cui mamma ti dice di starci alla larga.
Uno bello,
un donnaiolo,
un testardo.
Non era più il bambino con cui giocavo a nascondino
anni e anni prima.
Dicevo,
rincontrai questo ragazzo.
Una come me,
con uno come lui…
Non trovo le parole.
Lui era bello,
spontaneo,
estroverso
ed io ero io.
Nonostante le voci che giravano
in giro nel mio paese,
decisi di frequentarlo ugualmente.
Inizialmente,
ero diffidente,
come se io e lui non ci conoscessimo.
insomma, non sono una che regala la propria fiducia al primo che mi ritrovo davanti.
Poi, però,
non so che è successo, ma qualcosa è cambiato.
Era lui, che se mi sedevo distante, si avvicinava.
Se non lo volevo baciare, il bacio me lo rubava.
Che sapeva dire certe cose che…
Dannazione, quanto l’ho odiato.
L’ho odiato quando mi guardava in un certo modo, sembrava innocente, sembrava che gli sorridessero gli occhi nel guardarmi.
L’ho odiato quando mi ha detto che ero sua.
L’ho odiato quando mi ha dedicato canzoni, che adesso ho paura di ascoltare di nuovo.
L’ho odiato quando mi ha resa debole.
L’ho odiato quando non mi ha scritto, e quando invece poi l’ha fatto.
‘Ti penso sempre’ diceva.
L’ho odiato tante volte ed in tanti modi diversi.
Ma più di tutto ho odiato me stessa per non averci capito niente, quell'inverno.
Per essermi bevuta le sue parole, le sue promesse.
‘Sei così orgogliosa’, diceva.
‘Quando si tratta di te, perdo sempre’, diceva.
‘Amo davvero, amo te, davvero’ diceva.
Ho creduto ai suoi occhi, ai suoi sorrisi.
Mi sono odiata quando la gente mi mandava le foto di lui con un’altra.
Mi sono vergognata così tanto di me stessa, di aver provato sentimenti così forti per un’idiota, per una persona così falsa e meschina.
Mi sono odiata quando poi, ha scelto lei e ci sono rimasta di merda.
Quando mi diceva che lei non era nulla, mi rassicurava.
Non capivo perché.
Non capivo i suoi comportamenti.
Usciva con lei, ma fissava me.
Mi chiamava, mi mandava messaggi.
Mi illudeva di essere qualcosa per lui.
Voleva che gli facessi vedere come si amava ‘veramente’ e l’ho fatto.
I miei insegnamenti, però, li ha usati con lei.
Alla fine è stata una cosa che non ho mai accettato.
Non so come, non so perché, ma ruppe qualsiasi legame o contatto con me.
Neanche un saluto.
Nonostante continuasse a fissarmi.
Nonostante i miei sentimenti, ruppe quel legame.
E io dovetti solo andare avanti.
Quel ragazzo mi insegnò quanto la gente potesse recitare bene, apparire sincera.
Da allora fatico ancora di più ad aprirmi
a fidarmi.
Scrissi tanti post, dedicandoglieli.
Alcuni dolci, altri feriti.
Li avevo resi privati lo scorso anno, ma questa sera sono andata a rileggerli.
Un anno fa, durante una sera fredda d'inverno, rincontrai un ragazzo, ma lui non rincontrò mai me.