Diario di bordo, non so che giorno sia.
Non so perché sto facendo questo, odio 'sta moda di merda di postare e far vedere i cazzi tuoi a tutti, sto risultando quindi molto incoerente. La verità è che spero che (questo cos'è un post?), che questo post sia condiviso talmente tante volte da farmi apprezzare per il mio modo di scrivere o cazzi simili. Allo stesso tempo scrivo qui perché so che non mi si inculerà mai nessuno. Confermo la mia incoerenza o bipolarità.
Magari dovrei usare meno "che" e meno "cazzi".
Ho 18 anni ed oggi ho finito la maturità con l'orale, ti giri tutti i prof e poi arrivi all'ultimo e realizzi che è l'ultimo, lì ti arriva una sensazione tipo la campanella che suona quando la prof ti ha appena chiamato all'interrogazione (sottointendo il fatto di non essere pronta perché non lo ero mai e quelle rare volte comunque odiavo essere interrogata).
Visti gli scritti ti alzi e senti la terra che si apre sotto i tuoi piedi, quindi è finita e mo che fai saluti? Saluti. "Arrivederci". E la prof ti fa "Ti auguro una bellissima vita." Non una prof a caso, una di quelle dolci che si fa rispettare. Regà ma quale vita bella? Io ho avuto una vita di quelle contorte e difficilissime, non so se definirla bella. Ho avuto? Ho. Dubito che la mia vita faccia questo cambio radicale ma ci arriveremo per gradi...
Mi sono sempre autoconvinta che la vita fosse bella poiché complicata e, ne sono convinta tuttora eh, ma da tre mesi quasi (2 mesi e 16 giorni se proprio vogliamo...), ho visto da vicino come vivono gli altri.
Gli altri sarebbero quelli che non hanno problemi economici, i propri genitori si amano e altre cose che comportano i problemi prima citati che gli altri non hanno.
Gli altri in questo caso sono il mio ragazzo e la sua famiglia, quelle con la f maiuscola.
Quelle dei film, dove tutto è sempre perfetto e le cose più brutte che potrebbero accadere sono i cetrioli che cadono a terra mentre mangi ed i gatti che furtivi entrano in casa e lanciano una palla di pelo a terra. Sempre se le palle di pelo si lanciano o si vomitino, boh.
Tralasciando ora il mio ragazzo e torniamo alla terra sotto i piedi. Sono circa 16 anni che vado a scuola (sì conto l'asilo) o se vogliamo 13 o anche solo 5, come vi pare, non so quando inizi la scuola vera. Facciamo 13 anni, in cui ogni mattina dal lunedì al venerdì per nove mesi circa mi alzavo sempre circa alle 7 e andavo a scuola, banchi sedie compagni insegnanti.
L'estate noiosa perché fondamentalmente tutti 'sti soldi per fare chissà che non li ho, poi tutto da capo.
Adesso non c'è nessun punto e a capo, non so che cazzo succede, è come se mancasse qualcosa. Un cazzo di gap, quelli tra la banchina e il treno della metro. O proprio il nulla. Non so come si chiamano in campo boh virtuale, spero mi abbiate capito e magari ditemi il termine corretto.
Inizia un'altra vita, quella degli adulti, la sofferenza vera di cui non ho mai voluto occuparmi (la mole da sopportare era fin troppa, sembra detto in modo ironico ma sono serissima). Oddio non so se chiamarla sofferenza, direi preoccupazioni vere, le tasse, le bollette, le scelte politiche (ah no aspe' quelle dovrebbero già riguardarmi) e altre cose di cui non so nulla, appunto!
Io non so dove mettere mani o meglio piedi, perché tutto ciò che ho vissuto finora mi sembra inutile per la vita che mi aspetta, tipo come stracazzo funziona l'università? Tipo che faccio 'st'estate? Dovevo partire una settimana a corfù e... sì quello lo faccio, poi un mese a lavorare nei villaggi. Ma come dicevo c'è il mio ragazzo, da quando ci conosciamo non sono mai passati più di tre giorni che ci rivedevamo, quindi già gli otto giorni a corfù sembrano infiniti, come li vedete circa una cinquantina?
Tralasciando che non so quindi se rifiutare o accettare il contratto se me lo offriranno, perché se rifiuto butterei i 100 euro che ho speso per il corso, che si vanno a sommare ai soldi spesi per la patente, il diciottesimo, mamma che non ha un lavoro e il mantenimento e litiga con papà e blablabla.
Ora dovrei quindi riprendere tutto quello che a causa della maturità ho rimandato, dovevo farmi una lista perché non ricordo nulla, solo aiutare mio fratello con i suoi compiti estivi, 11 anni fine prima media, un modo per catapultarmi nel passato. Per sentirmi ancora una studentessa comune pure io e non un'universitaria del porcodio.
L'università è sempre stata il mio sogno non fraintendetemi, però la vecchiaia...
Adesso leggete l'ironia che ci sta. Oh però voi sfigatelli quanti anni di scuola ancora, come dice il mio ragazzo "Porcodio ma 'n si contenta che si finito?"
(lui è un anno più piccolo di me).
È...il mio dialetto manco ve lo dico qual è, al massimo googlatelo.
Quindi sono qui per cercare di aprirmi la strada verso il mondo del lavoro come scrittrice, ma da quanto ho visto faccio schifo ho pure bestemmiato, perché sì ho scelto letteratura italiana ed è inutile non porta lavoro gnegne, tu madre.
Ora volevo parlare del mio ragazzo, ma lui merita un post da esibizionista a parte, alla prossima puntata.
(dio mio non farò più biologia, chimica, matematica, inglese e blabla, ma quanto diventerò ignorante? madonna che schifo).
cito tanto dio e la madonna ma sono più atea di Friedrich(?) Nietzsche.