La bella estate, Cesare Pavese
Una vecchia leggenda indù dice che un tempo gli uomini erano degli Dei, ma abusarono talmente tanto della loro divinità che Brahma, Padre degli Dei, decise di togliere loro la Potenza Divina e nasconderla dove non l'avrebbero mai trovata. Dove nasconderla divenne quindi il grande problema. Quando gli Dei minori vennero chiamati a consiglio per valutare questo problema, dissero: “Seppelliremo la divinità dell'uomo in fondo alla terra”. Ma Brahma disse: “No, non basta, perchè l'uomo scaverà e la troverà”. Allora gli Dei dissero: “Bene, allora affonderemo la sua divinità nell'oceano più profondo”. Ma Brahma rispose ancora: “No, perchè prima o poi l'uomo esplorerà le profondità di ogni oceano e la riporterà in superficie”. Allora gli dei minori conclusero: “Non sappiamo dove nasconderla, perchè sembra che non ci sia alcun posto sulla terra o nel mare dove l'uomo non potrebbe eventualmente raggiungerla”. Allora Brahma disse: “ Ecco ciò che faremo della divinità dell'uomo: la nasconderemo nel suo io più profondo e segreto, perché è il solo posto dove non gli verrà mai in mente di cercarla”.
A partire da quel tempo, conclude la leggenda, l'uomo ha compiuto il periplo della terra, ha esplorato, scalato montagne,scavato la terra e si è immerso nei mari alla ricerca di qualcosa che si trova dentro di lui.”
La leggenda del filo rosso 赤い糸 (akai ito) del destino, è una credenza molto diffusa in Giappone, che si rifà a un’antica leggenda cinese. La leggenda narra che ognuno di noi nasce con un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo ci lega indissolubilmente alla persona cui siamo destinati: il grande amore, per noi occidentali la nostra anima gemella. Le due persone così unite, sono destinate a incontrarsi, non importa il tempo che dovrà passare, le circostanze o le distanze che le separano. Perché, il filo rosso, sarà lunghissimo e fortissimo e non si spezzerà mai. Il legame che simboleggia è forte, indissolubile, e niente e nessuno potrà metterlo alla prova.
La leggenda vuole che un giorno la verità e la menzogna si siano incrociate. «Buongiorno.» Disse la menzogna. «Buongiorno.» Rispose la verità. «Bella giornata.» Disse la menzogna. Quindi la verità si sporse per vedere se era vero. Lo era. «Bella giornata.» Disse allora la verità. «Il lago è ancora più bello.» Rispose la menzogna. La verità guardò verso il lago e vide che la menzogna diceva il vero e annuì. La menzogna disse: «L'acqua è ancora più bella. Nuotiamo.» La verità sfiorò l'acqua con le dita ed era davvero bella e si fidò della menzogna. Entrambe si spogliarono e nuotarono tranquille. Qualche tempo dopo la menzogna uscì, si vestì con gli abiti della verità e se ne andò. La verità, incapace di vestire i panni della menzogna, cominciò a camminare senza vestiti e tutti erano inorriditi nel vederla così. Questo è il modo in cui ancora oggi le persone preferiscono accettare la menzogna camuffata come verità e non la nuda verità.
Jean-Léon Gerôme, La verità che esce dal pozzo
“Occorre dunque saper sdrammatizzare ogni cosa e sopportarla con animo indulgente: è più degno di un uomo ridere della vita che piangerne.”
— Seneca.
Alda Merini
Io farei tornare di moda le lettere scritte a mano, e tutto l’amore che c’è dentro la scrittura.
“Sono spesso disinteressato, a volte assente e mi dimentico quasi tutto, ma di chi voglio ricordo persino i respiri.”
— Vincenzo Cannova
I want a girlfriend who will slow dance with me in yhe kitchen.
too busy watering my own grass to check if yours is greener








