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@nuvolesimiliapromesse

Sorridimi un po', stringimi forte, cosa credi? A me basta poco. Soltanto, promettimi un'emozione degna d'essere vissuta.
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Prendi questo giorno, amata.

Tutto questo giorno è tuo.

Lo do ai tuoi occhi, amore mio,

lo do al tuo petto;

te lo lascio tra le mani e tra i capelli,

come un ramo celeste.

Te lo do perché ti faccia una veste

d'argento azzurro e d'acqua.

Quando arriverà

la notte che questo giorno inonderà

con la sua sete tremante,

siediti accanto a me,

toccami e coprimi

con tutti i tessuti stellati

della luce e dell'ombra

e chiudi i tuoi occhi allora

perché io dorma.

Pablo Neruda, Un giorno

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“Perchè la guerra la combatti bene soltanto dove tra le punte delle lance intravedi una bocca di donna, e tutto, le ferite il polverone l'odore dei cavalli, non ha sapore che di quel sorriso.”

Il Cavaliere Inesistente; Italo Calvino  (via doppisensi)

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“Perché era amore solamente Cademmo nell’abbraccio, ci separammo dal mondo, non sapevamo se eravamo due corpi o due anime o un corpo e un’anima o se semplicemente non eravamo perché era amore solamente e poi solamente fu la marea d’argento del nulla.”

— Wislawa Szymborska -  Perché era amore solamente (via dearlittleswallow)

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“Sono belle le cose, belli i contorni degli occhi e i contorni del rosso gli accenti sulle a, lacrime di pagliacci le ciglia delle dive le bolle di sapone, il cerchio del mondo è bello l’ossigeno delle stelle e la poesia dei ritorni, di emigranti e isole, cercando l’invisibile: l’appartenenza è bello il fuoco e il sonno e il buio petulante gola dei fantasmi e il brodo primordiale padre nostro che cola in questi nomi.”

— Gianmaria Testa

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“E mi piace la notte ascoltare le stelle. Sono come cinquecento milioni di sonagli… Ma ecco che accade una cosa straordinaria. Alla museruola disegnata per il piccolo principe, ho dimenticato di aggiungere la correggia di cuoio! Non avrà mai potuto mettere la museruola alla pecora. Allora mi domando: “Che cosa sara’ successo sul suo pianeta? Forse la pecora ha mangiato il fiore…” Tal altra mi dico: “Certamente no! Il piccolo principe mette il suo fiore tutte le notti sotto la sua campana di vetro, e sorveglia bene la sua pecora…” Allora sono felice. E tutte le stelle ridono dolcemente. Tal altra ancora mi dico: “Una volta o l'altra si distrae e questo basta! Ha dimenticato una sera la campana di vetro, oppure la pecora e’ uscita senza far rumore durante la notte…” Allora i sonagli si cambiano tutti in lacrime! E’ tutto un grande mistero! Per voi che pure volete bene al piccolo principe, come per me, tutto cambia nell'universo se in qualche luogo, non si sa dove, una pecora che non conosciamo ha, si o no, mangiato una rosa. Guardate il cielo e domandatevi: la pecora ha mangiato o non ha mangiato il fiore? E vedrete che tutto cambia…”

— Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe.

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“Malgrado le pietre A immagine umana Rideremo ancora Malgrado i cuori Legati e mortali Viviamo in speranza Nulla ci riduce A sogni senza sogni A sopportare l'ombra Di un'ora simile Non c'è sull'ora Dubbio o sospetto Per sempre al mondo Tutto muove e canta.”

— Paul Eluard

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“Ti do me stessa, le mie notti insonni, i lunghi sorsi di cielo e stelle – bevuti sulle montagne, la brezza dei mari percorsi verso albe remote. Ti do me stessa, il sole vergine dei miei mattini su favolose rive tra superstiti colonne e ulivi e spighe. Ti do me stessa, i meriggi sul ciglio delle cascate, i tramonti ai piedi delle statue, sulle colline, fra tronchi di cipressi animati di nidi – E tu accogli la mia meraviglia di creatura, il mio tremito di stelo vivo nel cerchio degli orizzonti, piegato al vento limpido – della bellezza: e tu lascia ch’io guardi questi occhi che Dio ti ha dati, così densi di cielo – profondi come secoli di luce inabissati al di là delle vette –”

— Antonia Pozzi, Bellezza.

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“E ancora ritorna in ogni sua estate quando io la guidai o fui forse guidato a contarle i capelli con le mani sudate. Non credo che chiesi promesse al suo sguardo, non mi sembra che scelsi il silenzio o la voce, quando il cuore stordì e ora no non ricordo, se fu troppo sgomento o troppo felice. E il cuore impazzì e ora no non ricordo da quale orizzonte sfumasse la luce. […] Ma che la baciai questo sì lo ricordo col cuore ormai sulle labbra, ma che la baciai, per Dio, sì lo ricordo, e il mio cuore le restò sulle labbra.”

— Fabrizio De André, Un Malato Di Cuore.

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“Che esista l’acqua che esistano le cose il sasso la faina la carezza il vento che esista il vuoto smisurato l’amore dello spazio lo sbriciolio della parola amore, il suo crepitare non dà tregua se amore è direzione. Le parole seminano scavano nel cielo: non vivono le cose solo dentro di noi, devono venire al mondo, riflesse pronunciate. Amare essere amati pelle con pelle respiro passo dentro buccia di mondo.”

— Chandra Livia Candiani, Che esista l’acqua.

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“Fate domande ma senza chiedere risposte, baciate la sua nuca all’improvviso, cantate passando da una stanza all’altra, stupitevi che c’è un frigorifero e che lo potete aprire, lasciate la confidenza ai respiri, siate contenti qualche volta del suo nervosismo e anche del vostro, non forzate l’amore a essere l’amore, trattate bene la vostra solitudine e la sua.”

— Franco Arminio

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“Ti bacio a occhi chiusi, bacio gli occhi e le ossa che stanno negli universi più nascosti e quello che di te c’è qui in questo mondo che si scuce, la carne appena calda accarezzata in controluce.”

— Franco Arminio

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Dimmi che sono possibili le stelle. Anche se nulla fosse vero, né le pareti di casa, né le cariatidi, né questo vento secco di voci lontane e appuntite […].
Non dovrei piú fidarmi di notti ampollose e vaghe, o del tappeto di parole ai piedi di un microfono spento, quando la sala é ormai vuota: mi basterá essere la luce nella stanza oscura delle fotografie che non abbiamo avuto il tempo di sviluppare. Narrami di come possono esplodere le corolle dei fiori in pieno inverno, che non é necessario apettare primavera, che venga subito, che venga adesso. Dimmi che, aprendo la porta, un giorno, ti troverò lì.

Cardiopoetica

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“Ti ho cercato, amore mio, in ogni atomo di te che è disperso nell'universo. Ne ho raccolti quanti mi era possibile, nella terra, nell'aria, nel mare, negli sguardi e nei gesti degli uomini.”

— Antonio Tabucchi, Tristano muore.

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C'è un uragano con il tuo nome, aerei militari che come certi baci non fanno rumore.

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“Ma ci sarò io, arriverò, felice da fare schifo e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti.”

- Questo scontro tranquillo, Le Luci Della Centrale Elettrica.

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Come quando mi hai guardata ed io ho pensato che fosse proprio il momento giusto per assaporarti l'anima, mentre tu potevi tranquillamente assaggiare ogni angolo di me.