Avatar

Senza titolo

@nemorifilano-blog

Sei una delle persone migliori che io conosca. Hai quella quiete dentro, quella calma impassibile, quell’aura di tranquillità che non si può incrinare. Sei divertente, in una maniera così naturale e spontanea che non riesco a descrivere davvero. Hai sempre quel sorriso sulle labbra, quello sguardo contento, sereno. Sei gentile, sempre cortese anche se magari non sempre diplomatico. Onesto, sincero, dici sempre quello che pensi, non ti nascondi dietro mezze verità, dietro a cose che non ti rispecchiano. Sei dolce, cavolo se sei dolce. Ed è tutto parte di te, perché quando mi dici che ho dei capelli stupendi sempre, che mi stavi cercando, che ho degli occhi profondi, che ti piace essere abbracciato da me, tu lo pensi davvero. Lo dici con una naturalezza tale che mi sconvolge, mi lasci di stucco, perché non c’è mai stato nessuno che faccia così come te, con questa semplicità estrema. Perché é naturale pensare e dunque dire certe cose, secondo te. Ma io non le do per scontate, perché so che mi stai dicendo che mi vuoi bene, che mi apprezzi, che arrivi ad avere stima di me. E quando mi hai guardata negli occhi e mi hai detto che sono la persona che stimi di più, io non ci potevo credere. Sei tenero, sei sempre disponibile, anche se va contro il tuo essere pigro all’ennesima potenza. Sei la pigrizia fatta persona, ma hai sempre fame. E io rido di questo, ti prendo in giro per questo. Ma alla fine condivido il mio cibo con te, penso a te quando vorrei cucinare un dolce. Ami il cioccolato, ma in generale il dolce. Come me. E hai questi occhi sempre brillanti, questo sorriso sempre presente. Ed è un sorriso tranquillo, sicuro, imperturbabile. E non ho ancora conosciuto nulla che possa sconvolgerlo. O meglio, nulla a parte me. Perché io sono un tornado, tu un mare calmo. Io sono un ciclo continuo di alti e bassi, di emozioni forti, mentre tu sei sempre calmo, tranquillo. Perché io ho bisogno di affetto, e tu lo sai e non me lo fai mai mancare. E io ho bisogno di dirtelo a chiare lettere che ti voglio bene, mentre tu vai per il sottile. Io sono insicura, maniacale nel voler essere perfetta, tu te ne infischi. Io vivo con la paura di deluderti, tu con quella di vedermi triste. Perché se mi vedi triste, se pensi che possa anche minimamente riguardarti, mi stringi ancora più forte. Come quando ti sono arrivata in lacrime tra le braccia, hai lasciato cadere lo zaino e la giacca, mi hai stretta forte e ho affondato il viso nella tua felpa. E mi accarezzavi, mi volevi tranquillizzare. “Non fare così, non dargli retta” mi dicevi. E io mi sento a casa quando mi stringi, quando mi abbracci.  E ho una paura folle di come farò l’anno prossimo, con te al servizio militare e io ancora qua, tra compiti e libri, appunti e verifiche. E poi tu avrai l’università. Dove andrai non lo sai ancora. Forse Friborgo, forse Zurigo. Io so già che andrò a Zurigo, è quello che voglio. E Friborgo mi pare cosi distante, troppo lontana da te. Vorrei poterti avere vicino, poterti preparare dei dolci e vederti quell’espressione soddisfatta negli occhi. Vorrei farti delle sorprese, come per il tuo compleanno, per Natale, oppure in un giorno qualsiasi. Vorrei poterti tormentare, portarti in giro, farti il solletico fino a che non chiedi una tregua. E sentire le tue mani grandi e calde intorno ai miei polsi, vedere il tuo viso familiare, avere la tua presenza che mi rilassa. Perché mi rendi subito più calma. Anche se sono di cattivo umore, se sono nervosa, se ho bisogno di stare da sola. Alla fine io ho solo bisogno di te. E mi spaventa l’idea che tu hai gli esami da fare e che dopo chi lo sa dove sarai. Mi hai detto che non mi dimenticherai, che troveremo un modo. E io mi fido di te.

Però di tutte le domande che ti faccio continuamente ce n’è una che mi tengo dentro da un bel po’: secondo te il nostro non è amore? Io e te non ci amiamo davvero?

ermione13

Tutto quello che non ho il coraggio di dirti

Caro amore mio,

Scriverti questa lettera, così su un blog a caso, e sperare che un giorno, un giorno molto lontano tu possa leggerla è l’ultima delle mie follie.

Ti ringrazio, per avermi insegnato tutto, per avermi trasformato da bambina in una donna, per essere la ragione principale del mio cambiamento radicale, per non avermi mai lasciato sola, nonostante i tuoi repentini cambiamenti d’umore, nonostante le ferite che mi hai inferto. Ma, se dovessi tracciare un bilancio di noi, tutte quelle sofferenze scomparirebbero di fronte alla felicità che mi hai regalato in questi cinque lunghi anni. Ricordo ancora le parole che mi dicesti, quando ti accorgesti di me per la prima volta. “Ma che? Stavamo all’asilo insieme io e te?”. Dal primo momento in cui ho incontrato i tuoi occhi, non ho più smesso di pensarti. 

Se dovessi raccontare la nostra storia, non potrei fare a meno di usare l’aggettivo “speciale”, perché è così. Una storia piena di “ti amo” gridati al vento e finiti chissà in quale antro disperso, piena di abbracci immensi, piena di fragorose risate che ancora risuonano ai margini dei miei pensieri, piena di sorrisi. Eppure, che gran peccato che sia finita da ben due anni, anche se il nostro non è stato un addio completo. Solo in quell’occasione, dopo tre anni che ero innamorata di te e trovai il coraggio di confessarti tutto, solo lì, di fronte a quella finestra di quel corridoio, tu mi dicesti: “Ti ho amato anch’io, ma ora è troppo tardi”.  Da quel giorno ho cercato di non pensare più alla meraviglia che io e te eravamo insieme, al “noi” unico. Ti ho scaraventato via come si gettano le vecchie cose, di cui non si ha più bisogno ed ho vissuto bene, in tutta tranquillità fino a qualche settimana fa.

Amore mio, sono debole! Sono infinitamente debole! Quando si tratta di te, sarei disposta a fare le più strampalate follie! Perché vieni da me e mi chiedi se preferirei un invito a cena o un viaggio per l’estate io e te da soli? Perché balliamo come due innamorati? Perché mi abbracci? Perché vuoi che io venga a casa tua per trascorrere il tempo insieme a te? Perché mi fai tutto questo proprio adesso che sta finendo tutto?

Amore mio, tu ami lei, o, almeno, dovresti amarla! Se la ami, non torturarmi più, ma, se hai capito solo ora che fra me e te non è mai finita, fai in fretta! Fai in fretta! Oggi mi hai detto: “Se hai qualcosa da dirmi, fallo ora, ché sta finendo tutto”. E cosa dovrei dirti io? Potrei mai correre da te e dirti per la seconda volta che ti amo? Potrei mai mandare all’aria tutto per seguire te? Non voglio! Non adesso, almeno! Ho sofferto troppo, adesso tocca a te venirmi a cercare! Non voglio essere, come hai detto tu, solo “un ricordo importante”, se mi ami! Se la nostra storia non è mai finita, afferra le briglie di quest’amore folle e non lasciarle più! Ma, se ami realmente lei, allora non cercarmi mai più! 

So che non leggerai mai questa lettera, e so che molto probabilmente fra un anno tu starai studiando in chissà quale facoltà, io trascorrerò il mio tempo sui libri di diritto e ci saremo dimenticati l’uno dell’altra, di quest’amore splendido. Mi viene in mente la canzone che quattro anni fa mi dedicasti: “Domani sarà tardi per rimpiangere la realtà… E’ meglio viverla!”… E allora, viviamola adesso! Per “noi” non è mai troppo tardi!

Ti amo, anche se tento in ogni modo di mentire a me stessa, ma, irrimediabilmente so che ti amo! 

Tua “Gabry”

Era seduta sul davanzale del balcone, con le gambe a penzoloni nel vuoto. Guardava in alto il cielo stellato che sovrastava la sua città mentre le sue gambe si muovevano avanti e indietro spostando l’aria fredda. Guardò giù. Quattro piani visti da quella prospettiva sono davvero tanti. Avrebbe potuto buttarsi giù e nessuno se ne sarebbe accorto, perchè ormai tutti dormivano. Ma lei no. Le notti le passava piangendo e poi sul balcone. Le dava un senso di estrema libertà. Nelle mani aveva una sigaretta trovata nel comodino di sua madre. Non sapeva se fumarla o meno. Il fumo è solo una forma indolore di autodistruzione, ma a lei in fondo il dolore piaceva. Non la fumò, e la buttò giù dopo averla girata un po’ tra le dita. La città era completamente silenziosa, come se qualcuno l’avesse spenta con un semplice “click” di un interruttore. Le guardava intorno e ciò che riusciva a vedere erano solo i bellissimi occhi di quel ragazzo che tanto amava. Erano un tormento. Li vedeva ovunque. Prese il foglio e la penna accanto a lei. Quando usciva sul balcone li portava sempre con sè, perchè le piaceva scrivere, disegnare, o fare qualche scarabocchio mentre intorno a lei soffiava l’aria fredda della notte. Appoggiò il foglio sulle gambe ed iniziò a scrivere, senza fermarsi e senza pensare. “Ti prego, per una volta scegli me. Scegli me con i miei capelli mai a posto. Scegli me con i miei piccoli brufoli sulla fronte o sul mento. Scegli me e le mie sclerate. Scegli me e i miei occhi tristi. Scegli me e il mio sorriso strano. Scegli me con le mie lacrime. Scegli me e il mio carattere insopportabile. Scegli me e la mia voce irritante. Scegli me con la mia piccola ruga di espressione. Scegli me con le mie amate Vans. Scegli me e le mie labbra rovinate. Scegli me con le mie insicurezze. Scegli me e la mia timidezza. Svegli me con il mio oscuro passato. Per favore, scegli me, perchè io sceglierò sempre te. Te e i tuoi bellissimi occhi. Te e il tuo strano carattere. Te e il tuo sorriso che riesce a far sorridere anche me. Te e il tuo pensare sempre alla figa. Te e le tue insicurezze. Te e la tua aria da duro in classe e con i tuoi amici. Te e la tua dolcezza nascosta. Te, semplicemente te che riesci a farmi stare meglio. So che non sono perfetta, nè la migliore. Nemmeno io mi sceglierei, ma per favore, per una volta scegli me, Perchè nessuno ti amerà mai quanto me. Perchè solo io ti amerò come meriti. Scegli me.” Prese il foglio e lo rilesse un paio di volte. Poi prese l’accendino e lo bruciò. La piccola debole diamma si impossessava della carta, e da bianca la trasformava in nera, fino a renderla cenere e farla scomparire nel vento. Solo un piccolo pezzetto era rimasto della sua lettera. Un piccolo ritaglio bianco contornato di nero: “Scegli me”
Mi sono fatta male Ho ricominciato Mi sono rifatta male Ho ricominciato Sono diventata più forte Sono diventata stronza Mando la gente a fanculo Faccio fatica a fidarmi delle persone Ascolto gli altri e poi ascolto me stessa Sono quella che nasconde il dolore dietro una risata Sono quella che sorride sempre anche se il mondo va male Sono quella che ha le palle di essere forte anche se tutto intorno a me va a puttane
Qualsiasi cosa accada tra voi, qualsiasi cosa ti faccia passare, qualsiasi, tu sarai sempre in grado di perdonarlo ancora una volta, e un altra ancora, e un altra ancora.. Se ami davvero qualcuno, non importa cosa lui ti faccia, ma tu sarai sempre lì, non chiuderai mai quella porta, la terrai sempre socchiusa, come per dire “in realtà la vorrei chiudere, ma se vuoi, basta spingere un po’, ed entri di nuovo.”
È davvero bellissimo quando qualcuno ti da la buonanotte e non rientra più online. Quasi come se intendesse dirti ‘sei l'ultima persona a cui penso prima di addormentarmi’.

llookthesunset (via llookthesunset)

Dalla vita mi aspettavo tutto e niente. Seguivo il mio percorso fino a che un giorno non sei arrivato tu e il tuo “tu”. Cioè, tu eri la pecora nera, fin da subito. Ma tu hai saputo prendermi a muso duro, farmi ridere. Mi hai difesa, hai appoggiato i miei ragionamenti, come se avessimo una testa unica. All’inizio mi sei sembrato spocchioso, pesante…poi però da un giorno all’altro hai iniziato a vedere com’ero,hai scavato dentro di me. Sei arrivato tutto d’un colpo e in mezzo a tutto quel grigiore..Tu eri il mio sole.
Avatar
elisaaa23
Ho provato a dare la colpa al ciclo per il mio comportamento da acida insensibile, ma la realtà è che mi state tutti sul cazzo a prescindere dalle mie ovaglie.

@elsahemmings (via elsahemmings)