amore? no grazie
A volte mi fermo a pensare. Penso a me, a cosa è stato e a cosa ne sarà della mia vita. Fin da piccoli ti insegnano che la vita è il dono più importante. Qualcosa che ti è stato donato da una persona buona lassù, sopra qualche nuvola, ma che non ti è stata data per sempre, la hai solo in prestito. Sai che prima o poi deve tornare al legittimo proprietario. Mi chiedo spesso cosa farmene, in modo da usarla al meglio, finchè è solo mia.
Ti insegnano che la vita non è un gioco, ma in realtà si. Sono sempre stata convinta che sia stato già tutto scritto: vita, morte e miracoli. Ma e se non fosse così? Se ci avessero davvero donato la libertà? Io non riesco a immaginare una cosa così, perchè sarebbe come dire che davvero dio non esiste, o meglio che ognuno possiede un proprio Dio, se stesso. Ma come può un essere così imperfetto essere allo stesso la perfezione per se stesso? E tutto questo come può giovare alla vita, come può renderti felice? Non lo so.
Cos'è per me però la vera felicità?
Già da un po' continuo a chiedermi cosa mi possa rendere davvero felice. Ho deposto tutto nell'amore, sono andata alla cieca. Ma sbagliavo. Ho visto troppi film romantici. Forse è vero che la vita te la costruisci tu, come ti pare e piace, ma non si può prendere a modello un film! Per alcuni può sembrare una cosa banale, ma non lo è! Ho passato quattro lunghi anni dietro una persona che non mi ha mai considerato, e secondo alcuni sto perdendo anche il quinto anno. Ma cari miei, voi no capite. Se non ci passate non potete capire. Sono sempre stata vista come la ruota di scorta, il cesso con i denti storti, la nana che nessuno si fila perchè è troppo bassa e piena di brufoli, per non parlare del modo di vestire. Non mi ricordo com'era la situazione della terza media, ma so solo che quel 12 dicembre è arrivato lui, mi ha scritto così dal nulla. E da li tutto è cambiato. Era brutto nella foto profilo, non aveva nulla di speciale, ma già da quella notte era cambiato qualcosa. La prima volta che l'ho visto mi sono resa conto che non era affatto brutto: biondo e occhi azzurri, un sogno! Ero persa, completamente. Ma figuriamoci, il tipico fighetto che parla con la sfigata? Solo nei film più belli può capitare! E fu così che iniziai a sognare ad occhi aperti, sperando che almeno un po' mi notasse, ma niente. Ovviamente, come ogni bel ragazzo che si rispetti, guardava le ragazze più carine. La cosa più strana è che una di queste si è finta mia amica, e abbiamo passato un intera serata a sparlare mentre lui ascoltava. Non si sa per quale motivo, ma sembrava quasi gelosa. Un giorno mi scrisse con il cellulare di lui, spacciandosi per lui, per dimostrargli quanto ero effettivamente presa. Inoltre, dalle volte seguenti iniziò a mostrarmi i messaggi più dolci che si inviavano. Mi stavo facendo sempre più male. Ma il dolore non finisce qui, iniziò a provarci anche con mie amiche compaesane. E mentre scriveva con loro aveva pure la faccia tosta di scrivermi che non ero una brutta ragazza.
Dopo un viaggio insieme smise per un po' di importunarmi, ma tutto ciò durò poco. I primi giorni delle superiori mi riscrisse per sapere se avevo qualche nuova compagna di classe carina. Si datemi della cogliona.. io gli diedi dei nomi. Cominciammo a sentirci sempre di meno, fino a smettere di scriverci.
Estate 2013: nuova avventura. Quell'estate sono stata brava, mi sono interessata a qualcun altro. Anche perchè a settembre partì per l'anno all'estero.
Quando decidi di andartene non puoi pretendere di tornare e riprendere con le tue solite abitudini. E invece si, quando si tratta di prendere in giro le persone, tutto è lecito. Lui tornò e come se nulla fosse, una sera di luglio mi scrisse, come non aveva mai fatto prima. Usava frasette dolcissime e metteva cuoricini ovunque. Quando qualcuno ti tratta così ti senti una principessa. Ma fidatevi, c'è anche qui la presa in giro: sarà pur stato lui a scrivere, ma su consiglio di amici. Quando ciò accade il mondo ti crolla addosso. Purtroppo la faccenda non finisce qui, come se non gli fosse bastato farmi fare la figura dell' idiota, in gita, l'ultima sera prima di tornare a casa, decise di farmi le coccole e fare il carino. Le cose che provai quella sera furono talmente intense da farmi riperdere la testa. Ma ovviamente tutto ciò fu fatto per una scommessa: il giorno dopo scoprì che lui in realtà non voleva affatto me, ma una mia amica, e se non fosse riuscito ad avere lei, allora si sarebbe accontentato di me. Mi uscì solo un vaffanculo, poi scoppiai in lacrime.
Nonostante tutto questo, a settembre mi riscattai, andai ad una festa e ricevetti il mio primo bacio. Fu carino. E almeno il giorno dopo non se ne andò, anzi, mi trattò davvero come se fossi importante. Poi però scomparì anche lui per un po'. La mia vita qui si complica.
Apparì un vecchio compagno di classe delle medie, anche lui biondino. Com'era? Il tipico ragazzo problematico, che alle medie per pavoneggiarsi non ha voglia di studiare, ma poi capisce che deve prendere in mano il suo futuro e iniziare a mettere la testa apposto. Solo che non è facile mettere la testa apposto, quando c'è di mezzo anche la ragazza che cerca in tutti i modi attenzione. Durò solo due mesi, perchè poi ricomparì il ragazzo del primo bacio. Tutti gli anni passati a giudicarmi e farmi giudicare brutta erano cambiati. Mi sentivo contesa addirittura tra due ragazzi. Durò poco anche con lui. Era un doppiogiochista. Mentre scriveva con me, si limonava un' altra. Ma indovinate tutto ciò da chi l'ha preso? Dal suo buon amico Giacomino. Esatto! Lo stesso che mi distrusse quella poca autostima che avevo. Il povero Giacomo, fidanzato da qualche mese, non poteva permettere che io mi dimenticassi di lui, ed ecco che, come per magia, ricomparse! Iniziò a scrivermi sempre più spesso, finchè decisi di lasciare perdere il suo amico e dedicarmi completamente a lui. Stavolta sembrava cambiato! Mi scriveva le stesse, o quasi, cose che scriveva alla mia finta amica, quando ero alle medie. Il 14 febbraio 2015, ci vedemmo, io e lui da soli. Avevo passato l'intera settimana prima a farmi castelli in aria. E quella sera sembrava che tutto ciò che avevo sempre desiderato, si stesse finalmente per avverare. Durò poco, pochissimo. Mi chiese di provare a stare insieme, infondo sentiva che ero cambiata, che non ero più quella bambinetta assurda che gli correva dietro. E questo non se lo poteva permettere! Gli sono bastati tre giorni però, per capire che ormai ero di nuovo sua. Quindi non serviva mandare avanti tutta quella scena. Mi scrisse che era meglio restare amici. Gli chiesi il nome della ragazza, e lui mi rispose con il nome di una tipa, alta e magra. No, non poteva succedere per la terza volta! E invece si, il mondo mi ricadde addosso. Dapprima considerai il suicidio. Ma non potevo dedicargli completamente la mia vita, tre anni erano più che sufficienti! Preferì smorzarmi lentamente, smettendo di mangiare. Non meno di due settimane dopo, un ragazzo mi chiese di uscire. Era bruttino e basso, ma chi ero io per giudicare? Il problema è che era appena uscito da una storia abbastanza seria. Il problema più grande è che dopo essere uscito due volte con me, capì che forse non era il caso. Scoprì una settimana dopo che si sentiva anche con un' altra. Passai il mese più brutto della mia vita. Non mangiavo, non dormivo e non studiavo. Mi chiudevo in bagno e piangevo disperata, chiedendomi che avevo fatto di male.
Arrivò la fine di marzo, e con lei la gita di terza superiore a Firenze. Qui conobbi Al. Era un ragazzo un po' strano. Bastò un abbraccio per far scattare qualcosa in me. All'inizio non ci sentivamo tanto, scrivevamo poche volte, ma si capiva che lui non voleva niente di più di un'amicizia. Optai quindi per limonarmi gente alla cazzo, così, senza impegno. Decisi però, a fine maggio, di dichiararmi ad Al, ma ovviamente senza successo.
Devo ammettere che l'estate passata è stata abbastanza tranquilla, eccetto per Jack, che mi scrisse due o tre volte, forse da ubriaco. A fine agosto, riniziai a risentirmi con Al e non si sa come, decidemmo di provarci. Jack non poteva permettere tutto ciò, lo stavo dimenticando, e stavolta definitivamente. Iniziò a scrivermi sempre più spesso, con la stessa tecnica dell'anno prima. Finchè, dopo due mesi, io e Al ci lasciammo. Ora ero tutta sua di nuovo. Non potevo ricascarci però! A volte ringrazio davvero il corso degli eventi. Il 21 dicembre, andai ad una festa, alla quale sarebbe dovuto esserci stato anche Jack, ma per qualche problema non arrivò. Adottai la tecnica di limonarmi il primo che passasse, Lusu. Scelsi bene, perchè mi chiese il numero e iniziammo a scrivere. Stupida! Pensando di togliermi dai piedi giacomo, glielo confidai. Iniziò quindi a scrivermi ogni singolo giorno, diventando sempre più appiccicoso, finchè l'ultimo giorno del 2015, gli dissi di smettere di scrivermi, e lui lo fece. Ero tornata sua però. Ogni volta che baciavo Lu, vedevo giacomo. Però lui avevo smesso di rompere, e credevo definitivamente, quindi dovevo reagire e pensare ad altro.
Il 4 febbraio partì per Auschwitz, e la sera del party, limonai con un fighetto. Giuro che all'inizio non sentivo sensi di colpa. Al ritorno però, sul treno, ripensai alla mia vita del cazzo, futile e iniziai a piangere come una bambina, cercando di chiedere perdono a me stessa. Più mi guardavo allo specchio però, più vedevo lo schifo. Provavo ribrezzo nel guardarmi. Un compagno di viaggio, provò compassione nel vedermi e cercò di consolarmi. Arrivata a casa dovevo capire cosa fare. Dovevo prendere in mano la mia vita. Dissi la verità a Lu, ovvero di averlo tradito. E lui mi perdonò. Non poteva andare avanti però. Arrivò la fine di febbraio 2016, sembrava che le cose stessero tornando normali, stavo quasi per stare in pace con me stessa. Chi torna? Jack. Mi dice di aver lasciato l'università. Mi sentivo male per lui, non mi andava di farlo soffrire. E il modo migliore era quello di dargli attenzioni e farlo sentire importante. C'ero già passata l'estate prima con mia sorella, ed ero consapevole di come ci si sentisse. Il problema è che per me lui lo era davvero. Fin dal primo momento della terza media, il vedere un suo messaggio mi rendeva felice. Due settimane dopo mi scrive di non avermi mai dimenticato e che gli piacerebbe andare oltre alla semplice amicizia, sente di aver bisogno di me. E infatti è così. A causa di alcuni problemi forse deve smettere di correre. È un duro colpo per uno sportivo. Bastano tre parole in questi momenti: io ci sono. Ora lui vuole davvero provare. Io gli ho detto che mi sta bene, ma mi sto rendendo sempre più conto che lui non è mai cambiato. La sua felicità dipende dalla mia tristezza. Il sapere che comunque vada, ci sarà sempre quella sfigata pronta a tirargli su il morale, lo rende la persona che è, ovvero una persona piena di autostima.
Questa storia la racconto spesso, ma non ho mai avuto il coraggio, nè il tempo per scriverla. Infatti scrivere è tutta un' altra storia. Mi rendo conto davvero di quanto sono idiota e soprattutto debole. Sono stata usata più e più volte. Molti mi danno della troia, perchè ho limonato con tante persone. Però fatevi un esame di coscienza: la colpa è solo vostra!
Non posso più guardarmi allo specchio, senza notare le mie imperfezioni fisiche.
Non posso più guardarmi negli occhi, senza piangere, perchè da questi maledetti occhi vedo la ragazza che sono diventata, e che vorrei eliminare.
La cosa più brutta è che, volendo o no, io sono sola. Il giacomo può tranquillamente parlarmi di tutto, ma io non posso mai confessargli nulla. Anche perchè la maggior parte dei problemi che ho ora, sono a causa sua. La voglia di urlarglielo in faccia è tanta. Ma sono troppo vigliacca.
Sono riusciti anche a darmi della persona egoista, e alcune volte pure stronza. Chi non lo sarebbe dopo tutto questo? Sono sempre stata scartata dalle persone, sono sempre stata la seconda scelta, in tutto. Anche a casa. Mia sorella fallisce, pazienza. Io fallisco e vengo insultata, e trattata come una schifezza. E se riesco? La mia è solo fortuna, che purtroppo mia sorella non ha. Quindi se vado male, mi si abbassa quella poca autostima che ho, e se vado bene, devo pure sentirmi in colpa perchè ci sono persone più sfortunate.