Avatar

Living in a starry night

@musicosolitario

Sono Adrian e sono un ragazzo di 22 anni. Adoro alla follia suonare il pianoforte e un giorno conto di salire sui più grandi palcoscenici del mondo. Adoro la notte: così quieta e profonda. Adoro osservare la Luna e perdermi nella sua bellezza. Adoro l'inverno, l'odore di freddo che porta e la neve, così soffice e immacolata. Parlando delle cose che non sopporto io detesto le persone che non sono sincere nei confronti degli altri e odio la freddezza che a volte mi mostrano le persone al quale tengo. Tengo sempre conto di quelle piccole cose che alla maggior parte delle persone sfugge e per questo spesso mi faccio film mentali inutili. Mi affeziono troppo facilmente alle persone e sono sempre troppo fottutamente gentile con chiunque, anche con chi non si meriterebbe tutta quella gentilezza. Basta poco per rendermi felice: un abbraccio inaspettato, un messaggio nel momento giusto oppure quelle piccole cose che fanno sempre sorridere. Se volete parlare scrivetemi, io ci sono✨ "Di notte ogni cosa assume forme più lievi, più sfumate, quasi magiche. Tutto si addolcisce e si attenua, anche le rughe del viso e quelle dell’anima." "La vita del cristallo, l’architettura del fiocco di neve, il fuoco del gelo, l’anima del raggio di sole. La frizzante aria invernale è piena di queste cose."
Avatar

Stories su stories per far vedere quanto ti stai divertendo ma nella realtà sei vuota dentro.

Avatar
reblogged

Te ne renderai conto un giorno che la felicità non è mai stata per il tuo lavoro, né per la tua laurea, né per una relazione. La felicità non è mai stata seguire le orme di tutti quelli che sono venuti prima di te, non si tratta mai di essere come gli altri. Un giorno capirai che la felicità è ascoltare il cuore e seguirlo ovunque scelga di andare. La felicità è sempre stata l'essere più gentile con se stessi, si tratta di abbracciare la persona che stai diventando e imparare a convivere con se stessi, che la felicità non è mai stata nelle mani di altre persone. Si tratta di te. È la tua felicità, non quella degli altri.

Avatar
Anonymous asked:

Sei un narcisista di merda.

Beh, intanto io almeno ci metto la faccia. E poi quanto credi di conoscermi per dirmi che sono un narcisista? Pensi di conoscermi davvero bene?

Avatar
reblogged

— Haruki Murakami, 1Q84

[text ID: We cannot simply sit and stare at our wounds forever. We must stand up and move on to the next action.]
Avatar

Oggi ho suonato in concerto dopo tanto tempo che non lo facevo. Ho eseguito “Funérailles” di F. Liszt tratto da Armonie Poetiche e Religiose. Non so se essere contento del fatto che l’esecuzione sia andata bene (tranne per due imprecisioni) o se fare questa riflessione sul suonare in pubblico. Affrontare il pubblico per me è sempre una sfida, un confronto aperto con degli sconosciuti di fronte a me. Non è facile capire il pubblico e non farsi domare da esso. Tu vuoi soltanto condividere la tua arte ma ecco che lì sovviene la paura di sbagliare tutto, di non essere all’altezza del compito, di essere inferiore ad altri che suonano meglio di te. Ecco, io ci provo a non farmi schiacciare dal pensiero di dover per forza essere il migliore in quello che faccio e nell’ambiente in cui lo faccio. Ma la musica ormai è diventato questo. Una corsa di cavalli. Bartòk detestava i concorsi proprio per questo motivo. Ma qui non eravamo ad un concorso. Eravamo soltanto cinque ragazzi che suonavano per dilettare un pubblico più o meno colto. Perché allora nella mia testa è diventata una competizione? Perché devo per forza essere il migliore per spiccare, per avere un futuro? Perché c’è questa continua pressione del dover per forza scavalcare gli altri? Chissà che cosa ne penserebbe quella gente morta di cui suono le musiche.