"Ma voi sapete che soltanto attraverso la profondità e non alla superficie si possono misurare le gioie dell'anima."
- F. Liszt

"Ma voi sapete che soltanto attraverso la profondità e non alla superficie si possono misurare le gioie dell'anima."
- F. Liszt
Stories su stories per far vedere quanto ti stai divertendo ma nella realtà sei vuota dentro.
I dettagli non sono per chiunque
trascurare significa perdere
now days nothings more attractive than good communication and honesty.
"Le parole troveranno credito quando i fatti daranno certezze.”
- Socrate
ti manco?
se diventi come chi ti ha ferito hai perso due volte
Te ne renderai conto un giorno che la felicità non è mai stata per il tuo lavoro, né per la tua laurea, né per una relazione. La felicità non è mai stata seguire le orme di tutti quelli che sono venuti prima di te, non si tratta mai di essere come gli altri. Un giorno capirai che la felicità è ascoltare il cuore e seguirlo ovunque scelga di andare. La felicità è sempre stata l'essere più gentile con se stessi, si tratta di abbracciare la persona che stai diventando e imparare a convivere con se stessi, che la felicità non è mai stata nelle mani di altre persone. Si tratta di te. È la tua felicità, non quella degli altri.
facciamo l'amore appena svegli e poi addormentiamoci di nuovo
“You think attention is love, and that’s why you suffer so deeply.”
— Unknown
Sei un narcisista di merda.
Beh, intanto io almeno ci metto la faccia. E poi quanto credi di conoscermi per dirmi che sono un narcisista? Pensi di conoscermi davvero bene?
“In te vacillo, cado e m’alzo ardendo. Tu tra tutti gli esseri hai il diritto di vedermi debole.”
— Pablo Neruda
— Haruki Murakami, 1Q84
[text ID: We cannot simply sit and stare at our wounds forever. We must stand up and move on to the next action.]
nobody asked but..
i love this <33
la maggior parte dei miei problemi deriva dalla visione distorta che ho del tutto
Oggi ho suonato in concerto dopo tanto tempo che non lo facevo. Ho eseguito “Funérailles” di F. Liszt tratto da Armonie Poetiche e Religiose. Non so se essere contento del fatto che l’esecuzione sia andata bene (tranne per due imprecisioni) o se fare questa riflessione sul suonare in pubblico. Affrontare il pubblico per me è sempre una sfida, un confronto aperto con degli sconosciuti di fronte a me. Non è facile capire il pubblico e non farsi domare da esso. Tu vuoi soltanto condividere la tua arte ma ecco che lì sovviene la paura di sbagliare tutto, di non essere all’altezza del compito, di essere inferiore ad altri che suonano meglio di te. Ecco, io ci provo a non farmi schiacciare dal pensiero di dover per forza essere il migliore in quello che faccio e nell’ambiente in cui lo faccio. Ma la musica ormai è diventato questo. Una corsa di cavalli. Bartòk detestava i concorsi proprio per questo motivo. Ma qui non eravamo ad un concorso. Eravamo soltanto cinque ragazzi che suonavano per dilettare un pubblico più o meno colto. Perché allora nella mia testa è diventata una competizione? Perché devo per forza essere il migliore per spiccare, per avere un futuro? Perché c’è questa continua pressione del dover per forza scavalcare gli altri? Chissà che cosa ne penserebbe quella gente morta di cui suono le musiche.
