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crudel world

@migodolavita-blog

Donne mie che siete pigre, angosciate, impaurite, sappiate che se volete diventare persone e non oggetti, dovete fare subito una guerra dolorosa e gioiosa, non contro gli uomini, ma contro voi stesse che vi cavate gli occhi con le dita per non vedere le ingiustizie che vi fanno. Una guerra grandiosa contro chi vi considera delle nemiche, delle rivali, degli oggetti altrui; contro chi vi ingiuria tutti i giorni senza neanche saperlo, contro chi vi tradisce senza volerlo, contro l’idolo donna che vi guarda seducente da una cornice di rose sfatte ogni mattina e vi fa mutilate e perse prima ancora di nascere, scintillanti di collane, ma prive di braccia, di gambe, di bocca, di cuore, possedendo per bagaglio solo un amore teso, lungo, abbacinato e doveroso (il dovere di amare vi fa odiare l’amore, lo so) un amore senza scelte, istintivo e brutale. Da questo amore appiccicoso e celeste dobbiamo uscire donne mie, stringendoci fra noi per solidarietà di intenti, libere infine di essere noi intere, forti, sicure, donne senza paure. Donne mie dalle dita che puzzano di aglio, donne mie dalle vene varicose, gli occhi feroci, le mani insolenti, la bocca timida, vi hanno insegnato ad essere cretine, povere, dipendenti, vi hanno insegnato a dire sempre di sì, con astuzia degradante, con candore massacrante, con vigore represso. Vi hanno insegnato a lavorare, a ubbidire, a tacere, a figliare, con gioia e purezza senza acrimonia, per servire, aiutare, sostenere, consolare l’ uomo, sempre lui, nella sua smagliante illusione razzista. Donne di marmo, di pece, di latte cagliato, voi lavorate ogni giorno senza stipendio per i figli, il marito, i cugini, i nipoti, i fratelli , i nonni, i padroni tutti che vi vogliono belle e pure come oggetti sociali. Se dite di no vi sembra di fare peccato, per questo dite sempre di sì, con l’animo sciolto e la testa piena di fumo amaro, dite di sì e in cambio ricevete un bacio di buonanotte dal caro figlio del cuore su una guancia rugosa che sa di lardo e di acqua sporca. Donne mie illudenti e illuse che frequentate le università liberali, imparate latino, greco, storia, matematica, filosofia; nessuno però vi insegna ad essere orgogliose, sicure, feroci, impavide. A che vi serve la storia se vi insegna che il soggetto unto e bisunto dall’olio di Dio è l’ uomo e la donna è l’ oggetto passivo di tutti i tempi? A che vi serve il latino e il greco se poi piantate tutto in asso per andare a servire quell’ unico marito adorato che ha bisogno di voi come una mamma?

Dacia Maraini (via lauramalvicini)

Ho perso te e non ci credo Potevo perdere tutto ma Come comprendere tutto se non lo vedo Ed eri tutto quello che chiedevo Ed ora so che ho perso tutto È perdendolo che lo vedo

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ultra-au
Mi veniva da piangere, ma non ci riuscivo. Provavo solo un'amara stanchezza, una nausea triste: quanto ti senti giù, che più a terra non potresti.

Charles Bukowski (via ultra-au)

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cardisimo

Io non so spiegarti cosa sia l'amore. So solo che appena mi dici “devo andare”, sento un nodo alla gola e mi inizi già a mancare.

Ti rivedo, dopo tanto, e mi sento sottosopra, lo stomaco in subbuglio. Mi guardi. Faccio finta di non notarlo. Mi passi accanto, saluti. Faccio finta di non sentire. Vado lontana da te, ti ritrovo sempre vicino, quando mi giro. Troppo vicino. Faccio finta di non vederti. Faccio finta che tu non mi faccia ancora smettere di respirare. Faccio finta che le gambe non stiano per cedere e che le mani non stiano sudando. Faccio finta di non averti mai amato, che tu non abbia mai fatto parte della mia vita. Faccio finta che tu non mi faccia ancora “tremare il cuore”.

Ildiavolobaciadadio. (via ildiavolobaciadadio-blog)

Tu. Si proprio tu. Piombi di notte. In questa oscurità che non mi fa dormire. Rimango confusa da ciò che vuoi. Spesso quello che mi dici si contraddice con le tue azioni. Vorrei poter capire. Vorrei poterti portare in salvo da te stesso, perché il tuo nemico più grande sei tu. Di fronte al tuo:“ Veni qua. Sto una merda.” io non posso far altro che correre da te. Starti vicino. Offrirti tutto ciò di cui hai bisogno. Al tuo:“Ti voglio bene.” io mi sciolgo, ti chiederai perché ovviamente, beh so che è sincero, non me lo dici quasi mai, perché ti faccio dannare. La verità è che anche se siamo costantemente separati ma legati l'uno dall'altro. Indivisibili. Siamo capaci di non parlarci ma ci portiamo sempre nel cuore. Sappi questo. Abbi pazienza con me. Non sono una tipa facile. Però so dare l'anima anche alle persone che non se lo meritano. Ma tu te la meriti. Resta qui con me. Restiamo a sognare ciò che più ci piace. Per me sei te.

@solo-unincubo