Avatar
Amavo immaginare la mia vita con te. La condivisione dei gesti, le probabili esperienze.. Magari non si sarebbe avverato un bel niente, eppure mi piaceva pensare che, in un futuro qualsiasi, tu saresti stato l'unica certezza a cui appigliarmi.

Whiteheaven93 (via whiteheaven93)

Avatar
reblogged

Spero lui possa amarmi sempre, così, senza paura, senza freno. Spero rimanga tutta la vita, anche se poi, la mia vita è lui. (Foto mia)

Avatar
Ti chiedo perdono per le prime litigate, per l'orgoglio, per i miei silenzi e i tuoi ritorni.
Ti chiedo perdono perché a volte non mi serviva essere forte e bello, mi bastava scivolarti tra le braccia e sentirti dire che mi volevi, che mi pensavi, che gli impegni ci portano via ma tu rimanevi.
Ti chiedo perdono per la costante paura di perderti, per i miei pensieri negativi ogni volta che non rispondevi al telefono per mezz'ora. 
Dove sei, con chi sei, cosa fai.
Ti chiedo perdono per averti accusata di essere distante, come pistola puntata in bocca ti ho inchiodata all'angolo e ti ho costretta a parlare, la verità prima di ogni altra cosa. 
Anche se faceva bene, anche se faceva male. 
Per aver dubitato di te.
Ti chiedo perdono per il mio amore forte, per le mie parole maldestre, per le mie poesie lette sulla spiaggia d'estate.
Ti chiedo perdono per aver preteso da te più di quanto io pretenda da me stesso. Per non averti capita.
Ti chiedo perdono per i miei gesti folli, per i tentativi di rimediare, per il mio chiederti di restare quando non volevi far altro che andare. 
Per averti costretta a sedere, per non averti lasciato correre. 
Per averti tralasciata, data per scontata. 
Colta come fiore e poi accantonata.
Ti chiedo perdono per i tuoi messaggi che si attardavano ad arrivare, per i miei che ti cercavano e non sapevano dove trovarti. Per quelle volte in cui mi arrabbiavo e non rispondevo io, come bambino volevo fartela pagare.
Ti chiedo perdono per non averti capita, per non averti difesa.
Per non aver intuito la bellezza delle tue spine dietro la corazza e la paura, dietro le delusioni passate. 
Per averti voluta tutta e subito, per aver preteso di essere il primo e l'unico, nessuno prima di me.
Ti chiedo perdono per non aver saputo amarti, tenerti e riprenderti, quando il mondo cambiava e tu non eri con me.
Avatar
reblogged
Quanta voglia che ho di vederti, di sentire le tue labbra sulle mie, di sentire il tuo fantastico profumo. Voglio mostrarti che, anche se non ci siamo visti per un po’ io sono sempre la stessa che riesci a far ridere con un niente, che per me in verità, è tutto.
Avatar
reblogged
Aveva bisogno di quello che nessuno era in grado di darle. Avevo bisogno di un abbraccio spacca ossa, di quelli che spezzano il fiato nei polmoni e fermano il sangue nelle vene. Aveva bisogno di un bacio sulle labbra, di tempo indefinito, di quelli che ti fanno battere il cuore forte e lo fanno scoppiare d'amore. Aveva bisogno di tutto tranne che di parole. Quanto le odiava le parole, fatte di niente e di tutto. Fatte di dolore e gioia. Parole che si disperdono nell'aria, parole mai ascoltate, parole nelle canzoni. Non si potevano toccare. Eppure quelle cose fatte di nulla, l'avevano distrutta. Illusa. Disillusa. Delusa. Voleva non capirle, voleva essere sorda. Era patetica, stretta in un angolo buio, raggomitolata come un feto, con la musica che non riusciva a sovrastare il dolore nel suo cuore. Tutto per delle parole. Lei le sapeva usare a meraviglia le parole. Lei capiva le parole. E dava loro troppo importanza. Voleva calore sulla sua pelle, calore. Qualcosa che le facesse capire di essere viva. Persino uno schiaffo. Era una piccola guerriera contro un esercito intero. Era un cuore di miele corazzato contro cento cuori di pietra. Una guerra già persa. Una guerra contro delle stupide parole.

ho-laguerra-negliocchi (via ho-laguerra-negliocchi)

Avatar
C’erano un ragazzo e una ragazza alla stazione. Che luogo triste la stazione, poteva dare tanta gioia, così come poteva dare tristezza in ugual modo. -Stai tremando.- -Anche tu. Vedi che io me ne accorgo- -Ma io tremo perché ho freddo.- -Si certo. Hai freddo in una delle più calde giornate estive di quest’anno. Ti credono tutti, sai?- -Tu non ne hai il coraggio, lo ammetto io per primo. Io sto tremando perché mi stai abbracciando, e perché so che passerà tempo prima che io ti possa abbracciare di nuovo. -…… -Ehi, hai sentito? - Le parole le morivano in gola, lei provava a farle uscire, davvero, ma le sue labbra non riuscivano a emettere nessun suono. - -Va bene, tu non parli, parlerò io. Mancherai. Non dico “mi mancherai”, perché non mancherai solo a me, ma ad ogni parte di me, ogni cellula di cui sono composto.- Forse fu il rombo del treno che si avvicinava che le diede il coraggio e, mentre gli altri passanti si dirigevano sul treno, lei glielo disse: -anche tu. Non era mai stata una ragazza di tante parole, non aveva mai detto tanti ‘ti voglio bene’ alla gente, non le piacevano i gesti d’affetto. Lui, per lei era un’eccezione. Una di quelle eccezioni che ti cambiano la vita, però. E chissà se lui le aveva sentite, quelle due parole. Il rumore delle rotaie calpestate dal treno cominciò. Lei se ne andò, e quando il rumore sordo del treno cessò, lui si sentì scoppiare. Si, lui sentì scoppiare il cuore, come quando lei aveva riso. Ma ora era una sensazione diversa. Ora c’era solo il ragazzo, alla stazione. Stava guardando il treno allontanarsi, e pareva scorgere gli occhi di lei nell’orizzonte. Ma lei era nel treno, lei tornava a casa. E si sapeva, non si sarebbe più sentita a casa senza di lui. Il ragazzo aveva uno sguardo sognante, ma era privo della sua luce. Come il sole, quando tramonta. E il cielo perde la sua luce, e la luna e le stelle non basteranno per illuminarlo. Il mondo ama il sole, e non sarà completamente luminoso fino a quando quella sfera luminosa non sorgerà. E il ragazzo, non sarà completamente felice fino a quando lei non tornerà. Era passato tempo. Il ragazzo era nel buio della sua stanza, quel giorno non era andato a scuola. Sentiva voci in lontananza. Erano voci nella sua testa, e ricordavano la voce della ragazza. Se lo ricordava bene lui. Che quando parlava, era come se sussurasse. Le sue parole erano dette con delicatezza, e con quella dolcezza che non trovi dentro il cuore di chiunque. Vuoto nel petto. A tanti chilometri da lui, sorpassato il mare, la ragazza era nell’aula scolastica. Era una lezione di epica, la sua materia preferita. Lei adorava distrarsi dai pensieri ascoltando la voce rilassata della professoressa che le narrava eventi immaginari, misti a realtà. Eventi di coraggio, o di viltà, di odio, e di amore. Ma quella volta non riusciva a concentrarsi. I suoi pensieri erano troppo forti. Come quando il vicino di casa ha la musica troppo alta, e tu anche se sei stanco, sei nel tuo letto ma non riesci a dormire. Lei provava la stessa sensazione. E in più, un vuoto nel petto. A volte, quando due persone si salvano, è come se donassero un pezzo di loro stesse alla persona che le ha cambiato la vita. Ma voi penserete, “Un pezzo. Bene, si può sopravvivere senza un pezzo, no?” È solo che entrambi si erano lasciati un pezzo vitale, il cuore. Come si fa a vivere senza un cuore? È già difficile sopravvivere, figuriamoci “vivere”. A volte, quando due persone si pensano contemporaneamente, si crea un flusso di energia coso forte, da far sì che le persone sorridano nello stesso istante. Nonostante il mare le separi, nonostante ci sia un groviglio di strade tra di loro. La ragazza tornava a scuola, cartella sulle spalle e capelli disordinati al vento. E tanti chilometri lontano, il ragazzo era ancora fermo, gli occhi spenti, nella sua stanza. Eppure successe così, e per davvero dico, sorrisero. Poi lo schermo del telefono della ragazza si illuminò. Si usavano telefonare spesso, i due. Ma non era mai successo che si sentissero a quell’ora. La ragazza era nel tragitto casa - scuola, così prese il telefono dalla tasca della cartella. -Sai, la distanza è dura da superare. E poi c’è di mezzo il mare,-cominciò il ragazzo. -Ehi, non si usa dire pronto? Avrebbero dovuto cominciare a litigare ora, come facevano di solito, e poi far terminare tutto in una risata. È solo che a volte, la sensazione di mancanza è così forte che ti fa scordare il resto. C’è solo quel vuoto nel petto che non se ne va via. E poi, tutta quella nostalgia. Cosi lui fece finta di non sentire e continuò. -Dicevo, la distanza è difficile da colmare. Ci vuole tanto tempo per arrivare da te, e io non posso farlo.- continuò il ragazzo. Il cuore della ragazza batteva forte, non sapeva dove il ragazzo volesse arrivare. -Sai, il tragitto è tanto, ma se poi ci si viene incontro, la distanza è meno per tutti e due. Ti va di venirmi incontro? La ragazza si sarebbe dovuta rilassare, in realtà il cuore le batté ancora più forte, ma questa volta era per il pensiero di rivedere il ragazzo. Di rivedere quegli occhi che le facevano vibrare il cuore. Così la ragazza si sciolse, e glielo disse. - Li possiamo colmare i chilometri. Devo vederti ora, non ce la faccio più. Il tuo sorriso nella mia mente è un tormento, non riesco più a dormire, e mi devo assicurare che tu stia bene. Non riesco a vivere non sapendo se il tuo sorriso lá dove sei, è vero o finto. Perché lo so, le persone non se ne accorgono di questi dettagli.- Così il ragazzo, con le mani che gli tremavano, disse ” Vediamoci a metà strada tra me e te, lo sai dove devi scendere. Subito dopo aver oltrepassato Termoli. Veniamoci incontro, ci vedremo in stazione. Voglio abbracciarti.- Il telegiornale dice che due treni si sono scontrati nel tragitto termoli ovest. Non ci sono sopravvissuti, entrambi i comandanti non hanno resistito all’impatto. Si parla di un guasto dei binari, si crede che il caldo abbia fatto surriscaldare le rotaie. Non ci sono indagati, si pensa sia una tragedia le cui cause sono solo ed esclusivamente naturali. Lei era stato il suo ultimo pensiero, prima dello schianto. Come si fa a non pensare a quegli occhi così belli, dentro i quali ci vedevi il mare? Lui era stato il suo ultimo pensiero, prima del botto. Le pareti del mezzo erano vibrate. Lei già pensava agli occhi del ragazzo. Si era ripromessa che quando l’avrebbe rivisto non avrebbe distolto lo sguardo da lui. Tanto il mondo non aveva senso, se non lo guardava insieme a lui. A volte, quando due persone si pensano contemporaneamente, si crea un flusso di energia così forte che fa sì che le persone sorridano, nello stesso istante. Si erano pensati nello stesso momento, mentre i loro treni si sono schiantati. Nessuno è sopravvissuto. Ma ne sono sicura, adesso entrambi staranno sorridendo.

Gliocchituoiparlano (via gliocchituoiparlano)

Brividi.

oh cazzo..

Dio…

Dio mio, le lacrime.

Piango.

(via arcilesi)

Stupendo

I brividi..

É la cosa più bella che io abbia mai letto …. Brividi…

Una delle cose più belle che abbia mai letto, oddio. Piango.

Mio dio che bellezza

Porca puttana

No okay, non mi fa bene leggere certe cose.

I brividi è una cosa troppo bella da esprimere a parole

Piango oddio

Reblog a vita con la vista sfocata dalle lacrime.

Mio dio

Non ho parole…una cosa stupende

Lacrime.

Oddio, è senza dubbio tra le cose più belle che abbia mai letto. (via 680km-ismylimit)

Reblog infinito. Brividi

Dio…

Tante lacrime.

Lacrime

Non ci sono parole per descrivere l’amore che provo per te.

Avatar

che meraviglia

Madonna,quanto amo la sua voce.

Cosa seei

Vi ringrazio!!!

L’amore sei tu

È normale avere i brividi per tutta la schiena? ..

Giuro i brividi.

Piango…. La cosa più bella che abbia mai sentito.

Wow, sei uno spettacolo, riesci a sorprendermi ogni volta di più

Mi sto sentendo male, la tua voce e i brividi

“Quel mare immenso..” Ho i brividi.

E tra tutto quello che sei vedo nascere i miei sorrisi più belli

Cristo, uno spettacolo. La tua voce, il testo, la melodia in sottofondo, le lacrime sui miei occhi e i brividi alla schiena.

“Non dirò niente e non vorrò nient’ altro da te che questo istante”

I brividi.

Oddio. Ti adoro.

Ohw

io davvero, senza parole. parole stupende e poi la voce. . madonna.

Dio che brava. Senza parole.

adoro.

Non ho mai sentito parole più belle.

IO TI AMO. TI AMO.

Non ho parole per descriverlo Davvero, è una delle cose più belle che abbia mai sentito, mi hai fatta commuovere, sono parole stupende, e spero che qualcuno, un giorno, possa dedicarle a te.

La sua voce è qualcosa di unico. Mi vengono i brividi e mi tremano le mani al pensare a ciò che ha detto,alle belle parole che ha detto. Dio.

La sua voce, le sue parole..dio, i brividi

Brividi. Dio,sei qualcosa di unico.

Sei. Una meraviglia.

i brividi.

Piango.

Woow è magnifico

che bellissima voce

Fantastico!!!

Wow..

sei irreale… 

Fantastica, non ho davvero parole. ❤️

La cosa più dolce che abbia mai sentito.

Brividi veri.

Qualcuno sa il titolo della canzone dì Einaudi sotto?

No vabbeh….

"Per te"❤

Avatar

Ti ringrazio tanto Asia, ho pianto tantissimo, sono felicissima.

Wow

Ho i brividi.

Dio santo..

‘Era caduta in un tonfo sordo..’

non ho parole.

Mamma mia.

Troppi ricordi sono venuti a galla

Brividi.

Dio. Stupendo.

Aww

Vorrei capitassero anche a me tutte queste cose. È meraviglioso

Avatar
girlsad23

Dio mio.

..ho i brividi!

Che meraviglia..

Wow…non ho parole

Avatar
diaryoflud

Brividi

Troppi ricordi…

Oddio, le lacrime

gol-dye

Dio santo..😢

‘Avrei messo la sua felicità prima della mia’

È la bellezza

Non credo ci siano parole più belle di queste, complimenti e grazie ancora per avermi fatto commuovere così tanto. @ciocheabbiamoeciocheciresta ascolta.

Non ho mai sentito il cuore così,come se anche lui potesse avere dei brividi. “Ferendosi e non rialzandosi più”

Oddio. La prima volta che l'ho letta ero su wattpad, e ritrovare ora, dopo tanti mesi, queste parole mi fa sentire strana… Stupendo

“Decisi che avrei fatto qualsiasi cosa per vederla felice”

Spettacolare.

Dio. Ho i brividi

Lo rebloggo sempre.

completamente catapultata in un'altra dimensione dimensione per 5 minuti minuti 42 secondi.

Siete troppo dolciosi 🍩🍩

Wow🌹

Senza parole *–*

Mio dio cos'è. Stupendo. I brividi.

niente da dire.

Madonna i brividi😍

Non ho parole…veramente

Dio. L'amore.

Non ci sono parole per descriverlo.

oddio brividi.

....❤

Avatar
reblogged
Ti rivedo anche nelle cose più assurde, quando penso di stare bene e di non averti nella mia mente, ma tu torni, sempre. Sono in macchina e guardo fuori dal finestrino, non so perché ma stavo pensando a quanto sarebbe bello essere seduti a mangiare qualcosa insieme, solo io e te. Mi piacerebbe sapere come leggi il menù, o se non lo leggi neppure perché prendi sempre la stessa cosa, se preferisci la coca cola o gli alcolici, se mangi velocemente o meno, se preferisci parlare o stare zitto perché altrimenti il cibo si potrebbe raffreddare. E niente, mi immaginavo come muovi le labbra dopo aver portato la forchetta alla bocca, e ti ho visto in modo così chiaro nella mia mente, che sembrava quasi vero. Come muovi le tue labbra e ti pulisci dopo esserti sporcato su un lato della bocca, come sorridi quando ti accorgi che ti sto guardando senza rendermene conto, e poi come ti raccogli i capelli in una sorta di chignon perfetto che nessuno sa fare come te. Le mani che si muovono tra i tuoi capelli, l'elastico tra le tue dita lunghe. Ti immaginavo, prima. E avevo una strana sensazione alla bocca dello stomaco, come un senso di nausea, perché è sempre più difficile, e sto male, ma non posso dirlo a nessuno, perché nessuno capirebbe mai quello che provo per te, perché io non ci so stare così, senza abbracciarti, anche se so che non ti ricorderesti nemmeno di me, che la mia sarebbe solo una faccia tra tante per te, mentre tu sei la persona a cui tengo di più a questo mondo. Forse è questa la cosa più difficile da accettare, dopotutto io non sarò mai niente, mai niente per te. Solo a scriverlo mi sento veramente uno schifo, ma lo ammetto a me stessa, per lo meno. So di stare aspettando te solo perché tu mi distrugga fino alla fine, mi stai logorando. Mi stai logorando, ma sei tu. Sai quando si dice che ognuno ha ‘una sua persona’ ? Io non so perché, ma sento che sei tu. Sento che a parte tutto, non importa cosa accadrà, la mia persona sarai sempre tu, sarai sempre tu, perché tu non lo sai quanta forza mi dai, tu non lo sai e vorrei solo questo. Che sapessi che hai fatto così tanto per me, mi hai dato il coraggio di fare cose che pensavo non avrei mai fatto, è solo per te che non ho mollato mai, o se quando l'ho fatto ho deciso di smettere di piangermi addosso e riprendere in mano la mia vita. Non ti ringrazierò mai abbastanza per questo. Per esserci stato quando non c'era nessuno, per esserci stato quando tutto sembrava sbagliato e io stessa lo ero. Grazie, non sai quanto ti amo. Ti amo più della mia stessa vita.
Avatar
Se domani finisse il mondo da chi correresti? Se davvero fosse l'ultimo giorno della nostra vita, della vita di tutti, da chi andresti? Se non ci fossero più primavere, se non cadesse più la neve, se tutto sparisse, se non potessi più ascoltare canzoni d'amore, se non potessi più baciare, se non potessi più dire ciao. Se non potessi più sorridere, a chi sorrideresti l'ultima volta?
Avatar
Anonymous asked:

Se non sono troppo indiscreta,potrei sapere la storia tra te e il tuo ragazzo? Mi piacciono molto le storie d'amore😍

Ci siamo conosciuti quattro anni fa, io avevo 14anni mentre lui ne aveva 16. È iniziato tutto come un gioco, che poi si è trasformato in dipendenza. Come puoi notare, ero abbastanza piccola. Frequentavo la seconda media, lui il liceo scientifico. Abbiamo iniziato a parlare come se niente fosse, non mi aspettavo granché. Ripeto: ero abbastanza immatura. Mi faceva piacere scambiarmi messaggi con lui, anche durante le ore. Non avevo mai messaggiato in classe: mi sentivo elettrizzata. C'era la vecchia riforma, lui usciva a mezzogiorno tre volte alla settimana, io sempre all'una meno dieci. Correva dalla fermata dell'autobus alle medie per vedermi due minuti, il tempo che uscissi da scuola e prendessi il pullman. Ricordo ancora la prima volta che l'ho visto. Indossavo una camicetta a quadri blu, i capelli davanti al viso, solo il mascara. Sorrisi di impulso, e mi buttai ad abbracciarlo. Rimasi sorpresa da me stessa: non era mai successo che io, la freddezza fatta a persona mi emozionassi alla visione di qualcuno. Eppure successe, quando sfiorò le mie labbra ebbi la consapevolezza di aver trovato la mia metà. Il caos nella mia testa si placò immediatamente..fui invasa da una strana pace. Come quando torni a casa dopo una luna giornata, casa. Lui era e tutt'ora é la mia casa. Mi ha cresciuta e lo ringrazio infinitamente. Ha passato ore, mesi, anni del suo tempo a spiegarmi cos'è giusto e cos'è sbagliato. A ripetermi “non si dice ciao, é un professore, si usa salve!” Ma io continuavo ad usare il “ciao” e tu ridevi. Litigavamo ed io piangevo. Gli dicevo di andar via, e mi lasciava davvero sola. Ha sempre rispettato i miei silenzi, le mie lunghe attese. Poi tornavo e si scusava per i miei errori. Mi ha sempre consolato e curato, “la mia bambina.” Sembrerà ridicolo, ma già mi sono emozionata ahahah. Andai al liceo con lui, la mattina sull'autobus mi lasciava dormire su di lui. Mi stringeva forte e mi copriva con la sua giacca. Ad ogni ora passava a salutarmi, mi portava la merenda e girava mezzo istituto per trovare dell'acqua e una bustina di oki quando stavo male. Quando facevo tardi, e non prendevo il pullman mi lasciava il flauto alla Nutella sul banco con dolci scritte sull’ involucro. Poi dal nulla, le risate finirono e iniziarono le litigate. Io non tornavo, lui nemmeno. Pure una banalità diventava motivo di lite. Me ne andai, lo lasciai credendo che sarebbe stato meglio senza di me. Piangevo spesso, ma mai davanti agli altri. Me lo aveva insegnato lui. La scuola iniziò. Per prendere il suo autobus mi alzavo un ora prima. Non smisi mai di farlo, mi consentiva di vederlo anche se da lontano dei minuti in più. Mi mancava, faceva freddo e la voragine nel petto si allargava ogni giorno di più. Iniziai a sedermi sempre sola, dietro con le ginocchia strette al petto. Ad ascoltare vecchie canzoni che parlavano di cuori in frantumi. Iniziai a chiudermi, a formare una forma di bolla attorno a me. Non piangevo più. Uscivo sempre dalla classe e mi fermavo davanti alla sua. Sorridevo, sempre. Dovevo mostrarmi forte. Usciva, ci guardavamo, entravo in bagno ed alzavo il volume della musica. 28 novembre,tre anni. Playlist : “questo piccolo grande amore.” Lo guardai, lui no. Piansi anche l'anima e chiamai a casa. Provai ad uscire con un ragazzo, non lo nego. Volevo innamorarmi ancora, sapevo che chiodo scaccia chiodo non era una buona idea. Ma non potevo star male, non potevo star sola con un fantasma. Volevo sorridere. Ci uscì. Non parlai di fatto, io che parlo sempre. Mi mise un braccio attorno alla vita. Mi scostai, avevo bisogno di aria. Entrai una profumeria e presi in mano il suo profumo preferito, non userò mai il termine “ex.” Me lo misi attorno e strinsi le mani sullo stomaco. Il ragazzo che era con me mi guardo stranito. Lo ignorai ed uscì. Andammo al bar, non presi nulla. Non avevo appetito da un bel po’. Fissai il vuoto pensando a come sarebbe stata la giornata se al suo posto ci fosse stato lui. Risi. Il ragazzo mi disse “ mi piace quando mi guardi così.” Risi ancora, guardavo dietro di lui, guardavo alla mia felicità passata. Mi accompagnò alla stazione e me ne andai. Non passava. Intanto lui, il mio lui aveva iniziato una nuova storia. Mori poco a poco dentro. Iniziai ad avere incubi la notte, a non dormire più. A fissare il vuoto senza controllare il tempo. Riuscì con quel ragazzo, niente. Il vuoto, nessun sentimento da provare. Mi disse “ti amo.” Risposi “io amo lui.” Mi é dispiaciuto, ma a fingere amore io non sono brava. Un vecchio amico si interessò a me, rifiutai brutalmente anche lui, nemmeno ci uscì. Sapeva chi amavo, una sera mi venne a parlare e mi chiese scusa per la sua insistenza. Che mi augurava il meglio, ero con due amiche. Quando passò lui, il mio lui e fraintese la storia. L'indomani mi chiamo, mi chiamo per parlare. Non piangevo più da mesi. Mi raccontò di averci provato con diverse ragazze, ma che nessuna era me. Che niente e nessuno poteva togliermi il mio volto dalla testa. Era esattamente ciò che ho provato io. Parlammo del più e del meno mentre le ore scorrevano: nessuno dei due voleva andarsene. Piansi di felicità. Mi accompagnò in macchina sotto casa mia e ricordo il dolore che provai quando scesi senza poterlo stringere.. Almeno una volta. Piansi e obbligai i miei a portarmi da una mia amica. Passai la notte in lacrime e soffocare le grida intrinse di mi manchi. Passo un mese. Il 28 dicembre. Mi scrisse, scrisse che gli Mancavo. Che aveva passato inverni freddi ma mai come questo. Se potevamo trascorrere il capodanno insieme. Andammo a casa sua e fu li che iniziai a vivere dopo tanto tempo. A respirare. Mi baciò e iniziammo a piangere entrambi come stupidi bambini. Fu la giornata più bella della mia vita. Il giorno in cui vidi la luce dopo mesi di buio. Susseguirono mesi di attese, di dolore e pianti per riunirci. Per poi diventare più forti di prima. Litighiamo, tanto. Ma nessuno va più da nessuna parte, o forse si. Lui viene da me e mi abbraccia. Mi salva continuamente. Trova sempre del tempo per me, anche quando non ha un minuto libero. Lo amo per questo: mi distingue da tutto il resto. Preferisce guardarsi i film sul divano con me piuttosto che andare a ballare, preferisce come me la pizza al ristorante. Le risate alle conversazioni piatte piene di paroloni. Io non sono dolce, mai.Mi ricordo che una sera il portone di casa mia era chiuso e dovevo attendere che mio padre scendesse ad aprirlo. Lui rimase lì fermo ad aspettare con la macchina. Credevo che non funzionasse più, mi spiegò gentilmente che stava aspettando che io fossi al sicuro dentro casa. Andammo alle giostre e mi tenne la mano per tutto il tragitto assicurandosi ogni due minuti che la mia sicura fosse realmente sicura. Quando iniziai ad aver paura mi urlò di aprire gli occhi. Eravamo a testa in giù ed io ho le vertigini. “ guarda com'é bello.” Io guardavo lui. Si era il più bel spettacolo mai visto. Si chinò a baciarmi e la paura in parte passò. Poi mi sentii male ahahah, sono una fifona. Aveva paura che svenissi. Si stesse sul marciapiede con me e ogni due minuti mi poneva la stessa domanda : stai bene ?Lo amo perché nota i particolari, fa caso ai dettagli. Conosce i miei gusti, le mie paure. Lo amo perché lui é me.Ogni giorno ringrazio Dio per averlo conosciuto.

Avatar

Mai sentita storia d'amore più bella!

Grazie di cuore !❤️

i brividi

Avatar

che meraviglia

Madonna,quanto amo la sua voce.

Cosa seei

Vi ringrazio!!!

L’amore sei tu

È normale avere i brividi per tutta la schiena? ..

Giuro i brividi.

Piango…. La cosa più bella che abbia mai sentito.

Wow, sei uno spettacolo, riesci a sorprendermi ogni volta di più

Mi sto sentendo male, la tua voce e i brividi

“Quel mare immenso..” Ho i brividi.

E tra tutto quello che sei vedo nascere i miei sorrisi più belli

Cristo, uno spettacolo. La tua voce, il testo, la melodia in sottofondo, le lacrime sui miei occhi e i brividi alla schiena.

“Non dirò niente e non vorrò nient’ altro da te che questo istante”

I brividi.

Oddio. Ti adoro.

Ohw

io davvero, senza parole. parole stupende e poi la voce. . madonna.

Dio che brava. Senza parole.

adoro.

Non ho mai sentito parole più belle.

IO TI AMO. TI AMO.

Non ho parole per descriverlo Davvero, è una delle cose più belle che abbia mai sentito, mi hai fatta commuovere, sono parole stupende, e spero che qualcuno, un giorno, possa dedicarle a te.

La sua voce è qualcosa di unico. Mi vengono i brividi e mi tremano le mani al pensare a ciò che ha detto,alle belle parole che ha detto. Dio.

La sua voce, le sue parole..dio, i brividi

Brividi. Dio,sei qualcosa di unico.

Sei. Una meraviglia.

i brividi.

Piango.

Woow è magnifico

che bellissima voce

Fantastico!!!

Wow..

sei irreale… 

Fantastica, non ho davvero parole. ❤️

La cosa più dolce che abbia mai sentito.

Brividi veri.

Qualcuno sa il titolo della canzone dì Einaudi sotto?

No vabbeh….

È bellissimo..

Avatar
reblogged
C'era una sottile ma sostanziale differenza tra i suoi abbracci e quelli degli altri e la si poteva notare da molte cose, partendo ad esempio dal secondo prima di stringermi, i suoi occhi luminosi, lo sguardo di chi al buio cerca la luce, e la frazione di secondo dopo che racchiude il momento più cruciale, significativo, ossia il momento in cui posiziona le sue braccia intorno a te, che sembra una cosa facile se ci stai a pensare, ma la verità è che ci sono mille e mille modi per posizionare le braccia intorno a qualcuno, e lui lo faceva nel modo più giusto, più adeguato, il modo in cui posizionava delicatamente le dita sulla mia schiena e poi mi attirava a sé di scatto, con l'impeto fugace di qualcuno che ti vuole proteggere, che concentra la sua forza senza farti male, l'attimo rapido e fuggente di chi ti fa sentire al sicuro, di chi piano piano ti fa entrare in casa sua e ti affitta il suo posto lì, quel posto che batte sempre, come una mano che bussa alla porta, quel posto tanto piccolo quanto fragile. Allora lui ti ci fa entrare, ti stringe più forte, serra le sue braccia intorno alla tua vita come se volesse chiudere il lucchetto, ti fa appoggiare la testa nell'incavo delle sue spalle e ti fa ascoltare il suono veloce e armonioso del suo piccolo posticino, ti infonde il calore di cui hai bisogno e ti concede l'anima, ti spoglia senza muovere un dito e ti fa sentire la pelle contro la pelle, le ossa incastrate nelle ossa, il battito accelerato, il ritmo alternato delle sue dolci parole con la melodia che arieggia intorno, una melodia strana, di quelle così leggere che sembrano quasi sfiorarti il viso, uno di quei suoni cosi melodiosi che ne senti le note scorrere nelle tue vene, assieme al sangue che fluisce, la gola che deglutisce, e il nodo che pian piano si scioglie, mentre il respiro si blocca per un po’, si calma, si riposa sulle sue labbra e le racchiude in un bacio, uno solo, un bacio in un abbraccio che ti fa sentire a casa.

Seccasetedite. (via seccasetedite)