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Dopo il buio torna sempre il sole

@manonellamanofrale-tenebre-blog

“Certe notti sto qui a pensare, e l'unica cosa che sento è il vuoto che diventa sempre più grande. Mi viene un po’ da piangere, e un po’ da vomitare, perché fa male e non so cosa c'è che non va in me. Mi rendo conto che mi faccio condizionare troppo dalle persone che amo, e che la mia felicità e il mio umore dipendono in modo eccessivo dai loro comportamenti e da come stanno. E può essere che la giornata sia andata bene fino ad un certo punto, ma quando poi scopro che tutte le idee che mi sono fatta di una persona che amo sono sbagliate,mi viene la nausea, perché mi sento abbattuta e triste e delusa, e mi viene da ridere e da piangere, mi viene da darmi della sciocca perché alla fine sono io ad aver sempre sbagliato. Come si può dare fiducia in questo modo ad una persona? Chiunque sia, come si può dare fiducia e poi vedersi rifiutati e derisi da chi abbiamo sempre messo su un piedistallo? Ma forse sono io che sbaglio, forse nessuno andrebbe messo su un piedistallo. Forse è giusto ammettere che non esiste l'essere umano perfetto, e che anche chi amiamo, spesso viene da noi idealizzato e non lo è. Ci sta, siamo umani. Ma questo non toglie l'amarezza che provo ora, mentre in testa ho mille dubbi che mi fanno star male. Perché forse ho sempre frainteso, e la colpa è solo mia. Ed è brutto restare delusi da chi credevi non ti avrebbe mai fatto del male.”
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outoftuna
“[…] Che i libri so’ milioni, milioni, non li raggiungo mai, capito? Pecché io so’ uno a leggere, là so’ milioni a scrivere, cioè un milione di persone e io uno mentre ne leggo uno […]”

— Massimo Troisi, Le vie del Signore sono finite (1987)

È sempre stata inspiegabilmente incomprensibile, quella là. Un minuto prima ti amava e quello dopo ti odiava, ed erano mille i motivi per cui si stancava: per uno sguardo mancato, per una promessa infranta, per un commento di troppo.

Era, nonostante tutto, piena di bontà. Ti dava allo stesso modo, mille occasioni in più. Era però difficile riconquistarla, perché ti perdonava ma non dimenticava. Non era facile quella là, da un giorno all'altro diventavi uno sconsciuto e non sapevi nemmeno il perché. Era dannata, fuori dai coppi, la migliore delle amiche, il peggiore degli amori.

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septeline
“Sono convinto che cerchiamo la felicità nel posti sbagliati ed abbiamo riposto le nostre speranze su persone o cose che, semplicemente, non possono soddisfarci. Per quanto mi riguarda, sullo specchio sopra il lavandino ho scritto questa frase: «Ecco il viso della persona da cui dipende la tua felicità.»”

— John Powell, Esercizi di felicità