tanto lo sai che ci penso
Ma a volte il dolore non si manifesta in pianti, urla o singhiozzi nel cuscino. Non si manifesta con rabbia e rancore e con sfrontatezza con la quale affronti gli altri solo per riuscire a sfogarti, anche in minima parte.
A volte il dolore è silenzio. Non ci sono parole, tanto meno urla, le lacrime non escono anche se provi. Fissi il vuoto e resti a sentire il ticchettio delle lancette, fissi il vuoto e ti dimentichi che esisti. Certe volte stai male, forse troppo e quindi lasci stare. Semplicemente lasci che le cose vadano, ti trapassino, e resti zitto perché non ci sono parole abbastanza grandi per poter esprimere come ti senti. Ti accasci lì, su te stesso, ti perdi nel nulla, annuisci, fai dei mezzi sorrisi, aiuti gli altri, ma tu sei fuori gioco, tu sei perso e non sarai mai in grado di ritrovarti.
“Ti devi sfogare. Tu non ti incazzi mai, ti tieni tutto dentro. Fai sempre la parte di quello tranquillo, equilibrato. Ma prima o poi scoppi. Hai bisogno di scaricarti.”
— Quella vita che ci manca, Valentina D'Urbano (via queldisperatovuotodentrome)
“Non saprai cosa significa il dolore finché non ti troverai a fissare il nulla ripetendoti che sei forte.”
— Ragazzo Fenice (via ragazzo-fenice)
TEXT ME
A volte succede tutto così in fretta che non hai nemmeno il tempo di renderti conto di cosa, esattamente, stia succedendo. Ti ritrovi sotto un cumulo di macerie e resti immobile a chiederti perché proprio a te, e sapete, in quei momenti si possono fare i migliori discorsi motivazionali o ci si può dire qualsiasi cosa per convincersi che si è abbastanza forti per rialzarsi da lì sotto; ma non funzionano, mai. In meno di due secondi il pavimento sotto ai piedi si sgretola, e quando credi di aver trovato un appiglio, si stacca anche quello facendo continuare la tua inesorabile caduta nel vuoto. Non sai se troverai un fondo, tanto meno se troverai l'ennesimo appiglio, anche se sai già che non puoi stare un'intera vita aggrappato a qualcosa, sai già che le braccia cederanno e continuerai a cadere sempre più giù. Il brutto di quando ti tolgono una delle cose che ami, è che poi, per qualche strano motivo, dopo un po' inizi a perdere anche tutte le altre che amavi. Ti ritrovi solo, così si, esattamente come me, sola contro una vita che non sai manovrare. È come guidare un auto a dieci anni, insomma, se qualcuno non ti ha mai insegnato nulla, a quell'età è un vero e proprio suicidio. E alla fine è un po' come tenere la pistola della vita puntata giusto in mezzo al petto, ti sudano le mani, tremi, hai paura e quando meno te lo aspetti, lei spara. Cadi, non senti, non vedi, non dici più nulla. E sotto quel cumulo di macerie, resta solo il tuo corpo, nessuno è venuto a salvarti, nessuno se n'è accorto, a nessuno importa.
— Najwa Zebian
Everywhere in the world, But not here.




