A Volte (tratto da ”Storia di un fumatore”)
a volte ci sono specchi in cui io non vorrei essere riflesso, e vetri nel quale vorrei che le persone non mi ci vedessero attraverso. ma è fisica, o roba del genere, ed io non posso farci nulla! però, a volte, vorrei che mi pensassero più persone, giusto per saperlo, sentirei finalmente le orecchie fischiare fortissimo, poi silenzio, di nuovo. a volte preferisco solo pensare alle vite degli altri, perché, a volte, le loro sono più interessanti, perché sono cose che non vivo. a volte tutto, se vissuto appieno, è poco interessante, e pensiamo che la nostra vita sia poco interessante, o insoddisfacente. a volte invece sono fortunato a poter parlare delle volte in cui ho vissuto delle belle esperienze, ma solo perché a volte sto meglio, quindi per un attimo il mio peso non si fa sentire, e a volte pure quello del mondo. dovremmo essere tutti più leggeri, a volte, per vivere in un mondo più leggero. ma come fai? è fisica, matematica, quelle materie scientifiche! non puoi farci granché! a volte allora vorrei sapere più matematica solo per capire con precisione quanto peso, perché a volte sento di pesare più di una montagna, e in più della bilancia non mi fido, e poi a volte manco funziona bene. ma io mi chiedo, chi le gestisce queste “Volte”? è una coincidenza fortuita o meno di conseguenze positive e negative che creano questa “Volta”. allora, ecco, a volte vorrei che queste Volte capitassero più spesso, invece che sempre a volte. magari uno capisce pure che quelle volte non so manco poi così necessarie, ma come fai a capirlo se non lo vivi? ma poi, veramente, a volte non vi capita di pensare che certe volte potevate agire diversamente da come avete fatto? si che l’avete pensato! capita pure a voi, a volte, di avere qualche piccolo rimpianto. ma dico io, che uno rimpiange, ma a che serve? che cambi? però si sa, l’uomo a volte deve rifugiarsi in un mondo formato da una vita uguale alla propria, ma senza gli sbagli che ha fatto. capita anche a me a volte, ma quelle volte finisco sempre per fumare troppo, poi dovete sapere che mi piace assai il whiskey, quindi finisco pure bere un po’. a ubriacarmi non mi ubriaco, c’ho paura di vomitare, però in compenso finisco per odiarmi un po’. sapete, inizio a pensare a come sono, alla vita, alla mia vita. che tutto sommato è un fallimento andato bene. direte voi “e beh, se è andato bene come fa ad essere un fallimento?” e c’avete ragione, ma probabilmente non siete dei fumatori. e se lo siete avete tutta la mia ammirazione, non scherzo. comunque sia, perché è andato bene? perché sono ancora vivo. (raccontare quindi una storia in cui il protagonista ha pensato di suicidarsi e non l’ha più fatto, ecco perché è andato bene) ma a voi a volte non fa schifo il sapore che vi lascia la sigaretta dopo una decina di minuti che avete smesso di fumare? per risolvere devo fumare di nuovo, però solo a volte, altre volte mi lavo i denti, perché penso sia più salutare.