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@littlepieceofsun

| Alessia | 26 | Sicilia | I’m basically just a hopeless romantic with a dirty mind who has high standards // Instagram: itsaleccia
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Trattengo tutto dentro solo perché non posso esplodere come dovrei

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e capisco che a volte possa esser insopportabile il mio non aprirmi, ma io non ce la faccio proprio, ascolterei qualcuno per ore a patto che non mi venga chiesto di me

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Ecco, questa sono io.

Credo di essere una ragazza di vetro. Una di quelle che è forte ma che si spezza con troppa facilità una di quelle che cerca sempre di tenersi tutto dentro ma, poi, prima o poi, scoppia perché non ce la fa. Mi hanno sempre detto ‘sei forte’ e ho sempre acconsentito ma chi mi conosce davvero sa che sorrido sempre anche quando non mi va. Io sorrido: non ho voglia di spiegare quello che ho dentro - molto spesso l'ho fatto, ma non mi hanno capita - ed, allora, oggi, non mi spiego più perché tanto non ha senso. Io sorrido per ingannare il prossimo per non spiegare per tenere tutto per me perché sono molto gelosa anche del mio dolore perché il dolore altro non è che qualcosa che prima faceva bene ed ora non c'è più e fa male. Mi hanno sempre detto 'tu sei forte’ ma chi mi conosce da sempre sa che forte lo sono diventata col tempo con le esperienze: prima ero sempre maledettamente troppo sensibile. Non riuscivo mai a nascondere tutto dietro un sorriso e se mi ferivano, piangevo. Il vetro scoppiava. Non riuscivo mai a controllare le emozioni. Oggi, su per giù, sono ancora la stessa: la fragilità l'ho conservata dentro di me pur essendo diventata forte agli occhi degli altri. Non piango più ma dentro ho il mare ogni giorno perché il vetro dentro me è scoppiato anche se fuori non si vede. Io sono così: troppo sensibile. Sorrido per niente e mi dispero per tutto sono felice senza niente e mi rattristo troppo facilmente eppure chi mi conosce poco chi mi ha conosciuto negli ultimi anni non lo sa che dentro ho sempre la tempesta pure quando sorrido forte e regalo sorrisi grandi quanto il mondo a chiunque incontro. Mi sono sempre preoccupata per tutti ed ho sempre avuto paura di deludere di non essere quello che gli altri si aspettavano io fossi: volevo essere forte, ma anche meno forte - non mi piace 'debole’ come termine - perché volevo farcela da sola ma volevo che non mi lasciassero mai sola. Ho sempre avuto paura di non essere abbastanza ho sempre creduto in tutti, tranne che in me e quando mi dicevano 'Credimi, credi in te’ annuivo, sorridevo e cambiavo argomento. Non ho mai saputo esattamente chi fossi, ma ho sempre saputo cosa volessi ed ho sempre voluto, chi non mi ha mai voluto ed ogni volta incrociavo le dita, respiravo e mi dicevo 'questa volta tocca a me’, ma a me non è toccato mai perché la felicità me l'hanno data per poco e me l'hanno tolta con tanta facilità. Ho gli occhi malinconici il sorriso un po’ malmesso perché ogni volta che mi sono innamorata ogni volta che ho perso la testa non mi sono mai totalmente ritrovata. Ho sempre i pugni stretti i denti ferrei sorrido ripenso a quando ero felice rivivo dentro me quei giorni, mi immagino gli abbracci in cui mi sono sentita a casa trovo la forza e ricomincio: esco e sorrido. Sono forte, sì. Oggi lo dico anche io, ma essere forti fuori non significa esserlo anche dentro perché spesso chi non parla del proprio dolore, chi dice che va sempre tutto bene, è chi dentro soffre più di tutto il resto. Ecco, questa sono io: sono quella che si porta tutto dentro per non compiacere sono quella che sorride, mentre dentro piove. Oggi lo dico anche io: 'sì, sono forte’, ma, credetemi, dentro di me, ho sempre il mare in tempesta sono sempre in guerra con me stessa e mi ripeto sempre che mi merito di essere felice ma mi scordo sempre che la meritocrazia questo mondo non la conosce come la conosco io perché io me la merito la felicità, ma dov'è? Qui non c'è. Ecco chi sono.