Avatar

persefone🔥

@lestessemolecole16

I JUST SAID THAT I'LL KEEPED YOUR LOVE🌓
Avatar
Sai, non c'è nulla -aggiunse- che regga il confronto con l'assolutismo morale dei giovani. È facile, quando sei un ragazzino, credere nel bene e nel male, nella luce e nel buio.

Shadowhunters, Città di ossa. (via betterthanyour1s)

Avatar
Non riusciva a scrollarsi di dosso il pensiero che ogni momento trascorso con Jace fosse in qualche modo prezioso e limitato, che si stessero avvicinando a qualche invisibile ultimatum che li avrebbe separati per sempre.

Shadowhunters - città di vetro. (via lunapark-mentale)

Avatar
Avatar
moon382
Forse sei una persona diversa da quella che credevi di essere — proseguì Clary, sperando contro ogni speranza che lui capisse ciò che voleva dire. — Ma nessuno diventa una persona completamente diversa nell’arco di una notte. Scoprire che Stephen era il tuo padre biologico non può automaticamente fartelo amare. E non devi per forza amarlo. Valentine non era il tuo vero padre, ma non perché tu non hai il suo sangue nelle vene. Non era il tuo vero padre perché non si è comportato da padre con te. Non si è preso cura di te. Sono sempre stati i Lightwood a prendersi cura di te. Sono loro la tua famiglia. Come mia mamma e Luke sono la mia. — Gli toccò la spalla, poi ritrasse la mano. — Mi dispiace — gli disse. — Sono qui che ti faccio la predica, mentre tu probabilmente sei venuto qui per restare da solo — Hai ragione — disse Jace. Clary si sentì mancare il fiato. — Va bene. Allora, io vado. — Si alzò, dimenticandosi di sollevare il vestito e per poco non inciampò sull’orlo. — Clary! — Jace posò la scatoletta e si alzò in fretta. — Clary, aspetta. Non era questo che volevo dire. Non volevo dire che voglio stare da solo. Volevo dire che hai ragione su Valentine… sui Lightwood… Lei si girò e lo guardò. Era per metà nascosto nell’ombra e le luci allegre e colorate della festa gli disegnavano strani motivi sulla pelle. Clary ripensò alla prima volta che lo aveva visto: le aveva ricordato un leone, magnifico e mortale. Ora, invece, le sembrava diverso. Quell’armatura dura e protettiva che usava sempre era sparita: ora portava le sue ferite con orgoglio. Non aveva neppure usato lo stilo per cancellare gli ematomi dalla faccia, dalla mascella, dal collo. Ma agli occhi di Clary era sempre bellissimo, anche più di prima, perché adesso le sembrava più umano. Umano e reale. — Sai — gli disse. — Aline diceva che forse non eri più interessato a me, ora che non è più proibito. Ora che, volendo, tu potresti stare con me. — Rabbrividì nel vestito leggero, stringendosi i gomiti con le mani. — È vero? Non sei più… interessato? — Interessato? Come se tu fossi… un libro, o una notizia? No, non sono per niente interessato. Sono… — S’interruppe, cercando a tentoni la parola giusta, come qualcuno cerca un interruttore nel buio. — Ti ricordi quello che ti ho detto tempo fa? Sul fatto che averti come sorella sembrava una specie di scherzo cosmico? Per me e per entrambi? — Mi ricordo. — Non ci ho mai creduto — disse Jace. — Voglio dire, ci credevo solo in un certo modo. Ho lasciato che questa idea mi portasse alla disperazione, ma non l’ho mai sentita veramente. Non ho mai sentito che tu eri mia sorella. I sentimenti che provavo per te non erano quelli che si dovrebbero avere per una sorella, ma non per questo non ti sentivo parte di me. Quello l’ho sempre sentito. — Vedendo l’espressione perplessa di Clary, Jace ebbe un moto d’impazienza. — Non lo sto dicendo nel modo giusto. Clary, ho odiato ogni secondo in cui ho creduto che tu fossi mia sorella. Ho odiato ogni momento in cui ho creduto che quello che sentivo per te implicasse qualcosa di profondamente sbagliato in me. Ma… — Ma cosa? — Il cuore di Clary batteva così forte che la stordiva — Ho visto il compiacimento di Valentine per quello che io provavo per te. Per quello che tu provavi per me. Ha usato i nostri sentimenti come un’arma contro di noi. E per questo l’ho odiato. Più che per qualsiasi altra cosa mi abbia fatto, è per questo che l’ho odiato e che mi sono rivoltato contro di lui. E forse è proprio di questo che avevo bisogno. Perché ci sono state delle volte in cui non sapevo se volevo seguirlo oppure no. È stata una scelta difficile, più di difficile di quanto non mi piaccia ammettere. — La sua voce era tesa. — Una volta ti ho chiesto se avevo scelta — gli ricordò Clary. — E tu mi hai risposto che abbiamo sempre una scelta. Tu hai scelto di stare contro Valentine. Alla fine è stata questa la scelta che hai fatto, non importa quanto sia stata dura. L’importante è che tu l’abbia fatta. — Lo so — disse Jace. — Sto solo dicendo che penso di averla fatta, almeno in parte, per te. Da quanto ti ho incontrato, tutto quello che ho fatto è stato in parte anche per te. Non posso staccarmi da te, Clary: né il mio cuore, né il mio sangue, né la mia mente, né nessun’altra parte di me. Non posso e non voglio. — Non vuoi? — sussurrò Clary. Jace fece un passo verso di lei. Il suo sguardo era fisso sul viso di Clary, come se non riuscisse a separarsene. — Ho sempre pensato che l’amore ci rendesse stupidi. Che ci rendesse deboli. Pessimi Cacciatori. Amare è distruggere. Ci credevo. Clary si mordicchiava il labbro, ma nemmeno lei riusciva a distogliere gli occhi dai suoi. — Una volta pensavo che essere un buon guerriero significasse non voler bene a niente e a nessuno — disse Jace. — A me stesso, in particolare. Correvo tutti i rischi che potevo. Mi buttavo in bocca ai demoni. Credo di aver fatto venire un complesso ad Alec sulle sue capacità di guerriero solo perché lui ci teneva a restare vivo. — Jace fece un sorriso incerto. — E poi ho incontrato te. Tu eri una mondana. Eri debole. Non eri una Cacciatrice. Non avevi mai fatto l’addestramento. Ma ho visto quanto amavi tua madre, quanto amavi Simon… Ho visto che eri pronta ad andare all’inferno per salvarli. E di fatto sei entrata nell’hotel dei vampiri. Altri Shadowhunters, con anni di esperienza alle spalle, non ci avrebbero nemmeno provato. L’amore non ti rendeva più debole: ti rendeva più forte di chiunque io avessi mai conosciuto. E mi sono reso conto di essere io quello debole. — No! — Clary era sbalordita. — Tu non sei debole! — Forse non più. — Fece un altro passo avanti. Adesso era abbastanza vicino da poterla toccare. — Valentine non voleva credere che avessi ucciso Jonathan — le disse. — Non voleva crederci perché, dei due, io ero quello debole, e Jonathan quello meglio addestrato. Giustamente, avrebbe dovuto essere lui a uccidere me. E c’è mancato poco. Ma io pensavo a te e ti vedevo là con me, con estrema chiarezza, come se mi fossi davanti agli occhi, come se mi stessi guardando. E sapevo che volevo vivere, lo volevo più di ogni altra cosa. Se non altro, per poter rivedere il tuo viso un’altra volta. Clary avrebbe voluto muoversi, avvicinarsi a lui, toccarlo, ma non ci riusciva. Le braccia, lungo i fianchi, sembravano congelate. Il volto di Jace era vicino al suo, così vicino che Clary si vedeva riflessa nelle sue pupille. — E adesso ti sto guardando — le disse Jace. — E tu mi chiedi se ti voglio ancora, come se io potessi smettere di amarti. Come se potessi essere disposto ad abbandonare la cosa che più di ogni altra mi rende forte. Non ho mai osato dare tanto di me a nessuno, prima d’ora. Poche briciole ai Lightwood, a Isabelle e ad Alee, e mi ci sono voluti anni… Ma, Clary, dalla prima volta che ti ho vista, io ti sono appartenuto completamente. Ed è ancora così. Se tu mi vuoi. Per un altro mezzo secondo Clary rimase immobile. Poi lo afferrò per la giacca e lo attrasse a sé. E le braccia di Jace si chiusero intorno a lei, quasi sollevandola. E poi Jace la baciò… o lei baciò lui, non era ben sicura, ma non era importante. Le labbra di Jace sulle sue erano elettricità pura. Le mani di Clary si aggrapparono alle sue braccia, stringendolo più forte a sé. Sentire il cuore di Jace battere attraverso la maglietta le diede uno stordimento di gioia. Il cuore di nessun altro batteva come quello di Jace e mai avrebbe potuto. Jace la lasciò andare e Clary si ritrovò senza fiato. Si era dimenticata di respirare. Lui le prese il volto tra le mani, tracciando con le dita la linea dei suoi zigomi. Ora c’era di nuovo la luce nei suoi occhi, vivida come era stata al lago, con in più un pizzico di malizia. — Ecco fatto — disse Jace. — Non è stato poi così male, no?, considerando che non era proibito… — Mi è capitato di peggio — rispose lei con una risata tremante. — Sai — le disse Jace, chinandosi a sfiorare le sue labbra con un bacio lieve — se è la mancanza del proibito che ti preoccupa, puoi sempre proibirmi di fare certe cose. — Che tipo di cose? Clary lo sentì sorridere sulle sue labbra. — Cose come questa.
Avatar
Avatar
lilac374
Parlò all'orecchio di Jace, con una voce bassa come un sussurro. - Anche lei ti amava - gli disse. - Ricordatelo, mentre muori.

- Jonathan Christopher Morgenstern (via l-behindthemask-l)

Avatar
Magnus guardò Alec come se fosse impazzito. — La tua città è sotto assedio — disse. — Le difese sono state abbattute e le strade pullulano di demoni. E tu vuoi sapere perché non ti ho chiamato? Alec strinse le labbra in una linea ostinata. — Io voglio sapere perché tu non mi hai richiamato.

Shadowhunters Città di Vetro di Cassandra Clare (via annabel1811)

Avatar
Alec si illuminò. -Ecco Magnus!- esclamò. E si allontanò senza nemmeno voltarsi indietro, aprendosi un varco tra la folla verso l'altro stregone. La sorpresa di Magnus, quando Alec si avvicinò, era visibile anche a distanza. -In un certo senso è dolce- commentò Isabelle guardandoli. -Più o meno.. -Perché più o meno? -Perché- spiegò Isabelle -Alec sta cercando di farsi prendere sul serio da Magnus, ma non ha mai detto ai nostri genitori di lui, e nemmeno del fatto che gli piacciono.. Voglio dire.. -Gli stregoni?- concluse Simon. -Molto divertente.- Isabelle gli lanciò un'occhiataccia. […] Alec e Magnus si erano messi un po’ in disparte, in un angolo. Alec stava disegnando una runa sulla mano di Magnus, il viso concentrato, i capelli scuri davanti agli occhi. […] Alec aveva abbracciato Magnus e lo stava baciando. Magnus sembrava sotto shock ed era impietrito. Diversi gruppi di persone, Cacciatori e Nascosti, li fissavano mormorando. Simon lanciò un'occhiata di lato e vide i Lightwood che osservavano la scena con gli occhi sgranati. Maryse si copriva la bocca con la mano. Maia era perplessa. -Aspetta un secondo- esclamò. -Anche quello fa parte del rituale?

Shadowhunters; Città di Vetro. (via sunnymargot)

Avatar
Avatar
tamaradim
Jace teneva le braccia lungo i fianchi, le mani aperte. Sembrava quasi che non respirasse. Del resto, anche Clary non era sicura di respirare. Fece scivolare una mano sulle lenzuola fino a sfiorare le sue dita, così leggermente che, se accanto a lei ci fosse stato un altro, forse non se ne sarebbe neanche accorta. Ma ora le terminazioni nervose delle dita fremettero dolcemente, come se la sua mano fosse sopra una fiamma. Sentì Jace entrare in tensione, poi rilassarsi. Aveva chiuso gli occhi e le ciglia proiettavano delle belle ombre sulla linea degli zigomi. La bocca si curvò in un sorriso, come se percepisse lo sguardo di Clary. Clary immaginò come sarebbe stato Jace la mattina dopo, al risveglio, coi capelli arruffati e gli occhi pieni di sonno. Nonostante tutto, il pensiero le diede una scossa di felicità. Intrecciò le dita alle sue. — Buonanotte — gli sussurrò. Tenendolo per mano, come i bambini delle favole, Clary si addormentò al suo fianco, nel buio.
Avatar
La gente non nasce buona o cattiva. Forse nasce con delle inclinazioni verso l'una o l'altra parte, ma è il modo in cui ciascuno vive la proprio vita che conta. E le persone che si incontrano.

Cassandra Clare (via fuucking-dreamer)

Avatar
— Tu mi ami? — Stupido Nephilim — ribatté Magnus paziente. — Perché mai sarei qui? Perché mai avrei passato queste ultime settimane a rimettere in sesto i tuoi stupidi amici ogni volta che si fanno male? E a tirare fuori te da ogni situazione assurda in cui ti cacciavi? Per non parlare dell'aiuto che vi ho dato per vincere la battaglia contro Valentine. E tutto completamente gratis!

Shadowhunters, Città di vetro (via you-havebeenremade)

Avatar
Clary: E' vero? Non sei più interessato?
Jace: Interessato?... Come se tu fossi un libro, o una notizia? No, non sono per niente interessato. Sono...
Ti ricordi quello che ti ho detto tempo fa? Sul fatto che tu fossi mia sorella sembrava una specie di scherzo cosmico? Per me e per entrambi?
Clary: Mi ricordo.
Jace: Non ci ho mai creduto. Voglio dire, ci credevo solo in un certo modo. Ho lasciato che questa idea mi portasse alla disperazione, ma non l'ho mai sentita veramente. Non ho mai sentito che tu eri mia sorella. I sentimenti che provavo per te non sono quelli che si dovrebbero avere per una sorella, ma non per questo non ti sentivo parte di me. Quello l'ho sempre sentito.
Da quando ti ho incontrato tutto quello che ho fatto è stato in parte per te. Non posso staccarmi da te Clary; né il mio corpo, né il mio sangue, né nessun'altra parte di me. Non posso e non voglio.
Clary: Non vuoi?
Jace: Ho sempre pensato che l'amore ci rendesse stupidi. Che ci rendesse deboli. "amare è distruggere" ci credevo.
Una volta pensavo che essere un buon guerriero significasse non volere bene a niente e a nessuno. A me stesso in particolare. Correvo tutti i rischi che potevo. E poi ho incontrato te. E l'amore non ti rendeva più debole. Ti rendeva più forte di chiunque altro io avessi mai conosciuto. E mi sono reso conto di essere io quello debole.
Clary: No! Tu non sei debole!
Jace: Forse non più. Volevo vivere, lo volevo più di ogni altra cosa al mondo. Se non altro, per poter rivedere il tuo sorriso ancora un'altra volta
Avatar
- Mi sembri felice - disse a Clary. Poi spostò lo sguardo su Jace. - E buon per te che lo sia. Jace inarcò un sopracciglio. - Adesso viene la parte in cui mi dici che se la faccio soffrire tu mi uccidi con le tue mani? - No - disse Simon. - Se fai soffrire Clary, è capacissima di ucciderti da sola. Se possibile con un'ampia varietà di armi.

Cassandra Clare, Shadowhunters-Città di vetro (via onlymadness-98)

Avatar

So che cosa c'è di sbagliato in me. E forse… forse è per questo che ho tanto bisogno di te. Perché se Valentine ha fatto di me un mostro, allora immagino che abbia fatto di te una specie di angelo. E Lucifero amava Dio, no? Così almeno dice Milton nel Paradiso perduto. […]                                                                                                                       — Io non sono un angelo, Jace — ripetè Clary. — Non restituisco i libri in biblioteca. Scarico illegalmente musica da internet. Racconto balle a mia madre. Sono assolutamente normale.

— Non per me. — Jace la guardò. Il suo viso era sospeso contro un fondale di stelle. Non c'era nulla, nella sua espressione, della sua solita arroganza: Clary non l'aveva mai visto così indifeso, ma anche questo suo essere indifeso era intriso di un odio verso se stesso profondo come una ferita.

Sponsored