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Apathos

@laragazzachevuolescappare

Micol è la storia breve,ma intensa, quella sigaretta accesa che non riesci a fumare per le lacrime amare che rigano le guance,Micol è quel sorriso negato,è la parte sbagliata di un libro che non ha un finale...
Mìcol 23
Lodi.
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sopravvivo
Io odiavo i ritardi, odiavo le persone che arrivavano in ritardo persino con la comprensione. E qualche volta tornavo a fare in conti con queste che rientravano nella mia vita nell'esatto momento in cui tutto aveva ripreso ad andare bene, come a volermi disturbare. Ed io non lo tolleravo perchè ci ho messo tempo e fatica a guarire quelle cazzo di cicatrici. Tu tornavi soltanto per riaprirmele ed era il comportamento peggiore che potessi aspettarmi dagli altri. Perchè ero andata avanti e volevo che lo facessi anche tu.
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sono un'amica assente. puoi contare su di me quando ne avrai più bisogno, ma non sarò mai una di quelle che ti mandano messaggi o ti chiamano in continuazione, non sono nemmeno una di quelle che verranno a casa tua ogni giorno. vivo nel mio mondo, ma puoi contare su di me, ti sosterrò nei momenti più difficili senza che tu me lo chieda, sarò lì per celebrare i tuoi traguardi e asciugare le tue lacrime nei tuoi fallimenti. non parlo con te 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ma la mia amicizia è vera.

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Non so davvero perché sono tanto triste. E questa tristezza mi stanca, e voi stessi dite d'esserne stanchi. Ma ho ancora da sapere dove l'ho presa, dove me la son trovata, come me la sono guadagnata, di che diavolo è fatta, da dove è spuntata. Ed essa mi stordisce così che sento a riconoscere me stesso.

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“La prima volta che l'ho vista, nella mia testa si é calmato tutto. Tutti i tic, tutte le immagini inesistenti… Semplicemente scomparse. Quando soffri di un disturbo ossessivo compulsivo non ti capita di avere momenti tranquilli. Perfino quando sono a letto penso: “Ho chiuso a chiave la porta? Mi sono lavato le mani?” Quando l'ho vista, l'unica cosa a cui riuscivo a pensare erano le sue labbra o la ciglia sulla sua guancia. La ciglia sulla sua guancia. La ciglia… Sulla sua guancia! Sapevo di doverle parlare. Le ho chiesto di uscire 6 volte in 30 secondi, mi ha detto di sì alla terza, ma non mi sembrava convinta e ho continuato. Al nostro primo appuntamento, ho passato più tempo a sistemare la cena in base ai colori, invece di parlare con lei, ma a lei piaceva. A lei piaceva che la salutassi 16 volte, o 24 se era mercoledì. Le piaceva che ci mettessi una vita per tornare a casa, perché dovevo evitare le crepe del marciapiede. Quando siamo andati a vivere insieme, lei disse di sentirsi al sicuro. Nessuno poteva derubarci, perché chiudevo la porta a chiave 18 volte. Guardavo sempre la sua bocca quando parlava. Quando parlava. Quando parlava. Quando parlava. Quando mi ha detto di amarmi, gli angoli delle sue labbra si sono arricciati all'insù. La notte, se ne stava sdraiata e mi guardava mentre facevo accendi e spegni, accendi e spegni, accendi e spegni con la luce; chiudeva gli occhi e immaginava i giorni e le notti che le passavano davanti. Certe mattine volevo salutarla baciandola, ma correva via perché la facevo tardare a lavoro. Quando mi fermavo ad una crepa sul marciapiede, lei continuava a camminare. Quando diceva di amarmi, la sua bocca formava una riga dritta. Mi diceva che occupavo troppo del suo tempo. Dalla settimana scorsa, dorme con sua madre. Mi ha detto che non avrebbe dovuto farmi affezionare troppo, che tutto questo é stato uno sbaglio. Ma come può essere uno sbaglio, se non devo lavarmi le mani dopo averla toccata? L'amore non é uno sbaglio. Mi uccide sapere che lei è in grado di andarsene, mentre io non potrei mai. Non potrei mai andare là fuori e trovare qualcun'altra, perché penso sempre a lei. Di solito, quando mi ossessiono su qualcosa, vedo germi infilarsi nella mia pelle; mi vedo travolto da un'infinita serie di auto. Lei é stata l'unica cosa meravigliosa su cui mi fossi fissato. Voglio svegliarmi ogni mattina e pensare al modo in cui tiene il volante, al modo in cui gira le manopole della doccia come con una cassaforte, a come spegne le candele, a come spegne le candele, a come spegne le candele, a come… Ora… Penso solo a chi altro la stia baciando, non riesco a respirare perché la bacia una sola volta. Non gli interessa che sia perfetto. La rivoglio così tanto… Così tanto… Che lascio la porta aperta; lascio le luci accese…”

— Il disturbo ossessivo compulsivo in amore (via poverostronzo)