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"L'ultima lacrima."

@la-ragazza-che-sorride-sempre

Senza riserva

“Io ti regalerò ogni singolo risveglio la mattina, e poi lascerò i capelli scivolarmi fra le dita, ti regalerò ogni singola carezza quando è sera. Ho imparato già ad amarti senza più riserva alcuna.”

Ho voglia di fare l’amore con te, di baciarti piano, al buio. Abbracciarti stretto stretto e baciarti la mascella, il collo, l'orecchio poi scendere sulle clavicole. Vorrei percorrere tutto il tuo braccio, lasciare piccoli baci fino alla mano, prenderla e portarla al mio petto per farti sentire il mio cuore che batte più veloce. Vorrei ascoltarti respirare, sentire il tuo cuore confondersi con il mio. Stringerti piano la mano mentre mi baci il seno e po’ più sotto. Voglio prenderti i capelli mentre mi lasci dei piccoli baci lungo tutto lo stomaco, fino ad arrivare al basso ventre. Voglio sentirti sulla pelle, voglio avere il ricordo di te impresso su di me. Voglio sentirti dentro. Voglio fare l'amore con te, immaginarti al buio. Voglio dare a te quello che nessuno è ancora riuscito a togliermi. Voglio sentire i nostri due respiri affannati unirsi in uno solo. Voglio fare l'amore con te oggi, domani, dopo domani, per una settimana intera. Voglio fare l'amore con te su questo letto, sul divano, sul tappeto, sul tavolo, in piedi, sulla cucina, non importa dove, l'importante è fare l'amore con te. Voglio sentire le tue mani su di me, sulla mia pelle come un tatuaggio indelebile. Voglio andare a dormire con la consapevolezza che domattina lo rifaremo, dopo pranzo lo rifaremo, prima di cena lo rifaremo. Voglio fare l'amore con te e magari arrivare anche al punto in cui riesci a tirare fuori la donna passionale che c'è in me così da raccontarti i miei sogni con le unghie sulla tua schiena. Voglio che anche i vicini sappiano quello che stiamo facendo e che vedano i segni sui nostri corpi di quello che abbiamo fatto. Voglio che la gente veda quanto ci amiamo non solo dai nostri sguardi, non solo per il fatto che ci teniamo per mano, non solo per le battute cattive che mi fai, non solo per i commenti dolci che ogni tanto ricevo. Voglio che la gente possa dire che siamo una coppia davvero innamorata. Voglio fare l'amore con te perchè voglio viverti a pieno, voglio vivere a pieno questa relazione, voglio poter dire di aver provato tutto, voglio non dover rimpiangere nulla. Voglio fare l'amore con te, voglio fare tutto quello che ho sempre visto nei film romantici,voglio fare tutto quello che ho sempre letto nei libri. Voglio stringere la tua testa al mio petto quando stiamo a letto, nudi e sudati. Voglio stare sdraiata sul divano, a mangiare schifezze, giocando a carte o a guardare un film, con la testa sulle tue gambe, le tue mani che accarezzano i miei capelli. Voglio stare con te davanti alla tv, senza sapere bene cosa stiamo guardando, con la coperta di pile, con i piedi poggiati sul tavolino, con la tua mano sulla mia coscia, con il tuo pollice che disegna dei piccoli cerchi sulla mia pelle. Voglio stare con te così, per sempre. Io e te rannicchiati sul divano a farci le coccole. Solo io e te, la tv, e una coperta di pile. Voglio fare l'amore con te su quello stesso divano, con il camino acceso e la tv a basso volume. Voglio fare l'amore con te, regalarmi a te e amarti senza riserva alcuna.

Quando ti ho conosciuto non sapevo cosa saremmo diventati.  Non sapevo in cosa l'amore ci avrebbe trasformato.  Non sapevo nemmeno che tu saresti stato per me l'amore che non avrei mai immaginato di trovare. Non sapevo che l'amore salva. Non sapevo che l'amore mi avrebbe tolto il fiato come solo tu sei in grado di togliermelo, amore. Quando ti ho conosciuto ho dovuto combattere con ogni paura che mi portavo dentro da sempre, ogni giorno da tutta la vita. Ho dovuto combattere contro me stessa e contro te perché tu non eri vero. Eri sogno e i sogni fanno male al mattino quando ci si sveglia.Dirti ti amo è stata una lotta contro tutto quello che avevo nel cuore e nel cervello.  Perché si sa, il cuore va da una parte il cervello dall'altra.  Ed io credo che l'amore è amore quando cervello e cuore rispondono entrambi sì.  Diventare tua è stato un premio, è stato ricevere il dono più bello mai richiesto e ricevuto. Non eri previsto, non era previsto che tu mi sconvolgessi la vita. Non era previsto che insieme saremmo stati diversi.  Le cose belle non sono mai previste. L’amore, dicono, è vedere bellissimo anche il peggio dell’altro ed è vero. Vero perché io di te vedo bellissimo tutto, anche il tuo peggio. Perché amare è prima imparare ad amare gli sbagli. I difetti, le brutture, i guai dell’altro.  Quando ti ho conosciuto non lo sapevo, me l’hai insegnato tu. Come tutto il resto. Come ad amare, come a volare guardando un paio d’occhi. Come a scrivere il tuo nome da per tutto. Come imparare a fare torte solo per sorprenderti. Che lottare è la dimostrazione d’amore più potente che ci sia.  Che il sole negli occhi si scalda più volentieri se due mani sono intrecciate, soprattutto se queste mani sono le nostre.  Quando ti ho conosciuto non sapevo che farsi bella era qualcosa da donare a te.  Non sapevo che ogni tuo “sei bellissima” sarebbe rimasto inciso nel cuore e ogni “ti amo” sarebbe diventato un marchio sulle ossa. Quando ti ho conosciuto non sapevo che amarti mi avrebbe svuotato e riempito di tutto e che stare nuda di fronte a te significava sentirmi libera per la prima volta in tutta la mia vita.  Ma amore, non parlo solo di una me nuda tra le tue braccia, non parlo solo di pelle che si spoglia e mani che toccano, parlo di mostrarti il mio cuore così com’è, senza barriere, senza riserve: nudo.  Tu l’hai preso. Te l’ho dato.  E ti ringrazio per tutte le paure che ti sei preso, per tutte le insicurezze che mi hai curato, per tutte le ferite ancora aperte che mi hai disinfettato. Grazie. Perché le persone non sanno di far male, perché la vita non sa di far male e perché noi stessi non sappiamo come smettere di farci del male e allora siamo avvelenati da ferite che non si rimarginano e per questo ti ringrazio di essere arrivato tu, di averti conosciuto ed essermi lasciata salvare.  Quando ti ho conosciuto non sapevo che l’amore è un miracolo e che il miracolo più grande per me sei tu.

Ti è mai capito di sentirti

completamente deluso

da una persona?

Di non provare più nulla,

di essere consapevole della sua indifferenza

e di non starci più male,

perché ogni volta

questa persona saprà sempre

come farti crollare

le tue speranze.

Mi mancavi così tanto,

immensamente.

Aspettavo con ansia un tuo ritorno,

trattenendo il respiro

come se la mia vita dipendesse da quello.

Eppure quando sei “”‘tornato’“”“,

per così dire,

hai annullato ogni cosa.

Mi ha reso solo più debole,

più angosciata

e più repulsiva nei tuoi confronti.

Ho sempre riposto tantissime

speranze in te.

Era come se,

per te,

annullassi tutti.

La gente mi diceva

di aprire gli occhi,

di non farmi prendere in giro

e di notare i tuoi comportamenti.

E io invece facevo finta di nulla,

mi bastavi solo tu.

Quanto ero stupida?

Probabilmente troppo.

Ma sai,

la colpa non è nemmeno tua.

Ero e sono io,

che per anni,

mi sono accontenta del tuo nulla,

ma poi arriva un punto

in cui ti svegli e ti guardi dentro,

noti ogni cosa e io

ho notato la tua assenza e mi sono abituata.

Va bene così,

mi ha deluso talmente tanto

che ora non provo più nulla.

Nessun dolore,

nessuna emozione,

nessun desiderio.

Ma tanto lo so,

da quale stupida che sono,

che se ti rivedrò sarà come

se queste parole non le avessi mai dette.

Il mio cuore impazzirà

e io avrò il desiderio di correre da te,

di abbracciarti ancora e

riavere la felicità che mi davi.

Però per ora

mi illudo di stare bene

e di poter vivere senza te.

Lettera di un professore

Oggi una ragazza della mia città ha cercato di uccidersi. Ha preso e si è buttata dal secondo piano. No, non è morta. Ma la botta che ha preso ha rischiato di prenderle la spina dorsale. Per poco non le succedeva qualcosa di forse peggiore della morte: la condanna a restare tutta la vita immobile e senza poter comunicare con gli altri normalmente.

“Adesso sarete contenti”, ha scritto. Parlava ai suoi compagni.

Allora io adesso vi dico una cosa. E sarò un po’ duro, vi avverto. Ma c’ho ‘sta cosa dentro ed è difficile lasciarla lì.

Quando la finirete?

Quando finirete di mettervi in due, in tre, in cinque, in dieci contro uno?

Quando finirete di far finta che le parole non siano importanti, che siano “solo parole”, che non abbiano conseguenze, e poi di mettervi lì a scrivere quei messaggi – li ho letti, sì, i messaggi che siete capaci di scrivere – tutte le vostre “troia di merda”, i vostri “figlio di puttana”, i vostri “devi morire”.

Quando la finirete di dire “Ma sì, io scherzavo” dopo essere stati capaci di scrivere “non meriti di esistere”?

Quando la finirete di ridere, e di ridere così forte, quando passa la ragazza grassa, quando la finirete di indicare col dito il ragazzo “che ha il professore di sostegno”, quando la finirete di dividere il mondo in fighi e sfigati?

Che cosa deve ancora succedere, perché la finiate? Che cosa aspettate? Che tocchi al vostro compagno, alla vostra amica, a vostra sorella, a voi?

E poi voi. Voi genitori, sì. Voi che i vostri figli sono quelli capaci di scrivere certi messaggi. O quelli che ridono così forte.

Quando la finirete di chiudere un occhio?

Quando la finirete di dire “Ma sì, ragazzate”?

Quando la finirete di non avere idea di che diavolo ci fanno 8 ore al giorno i vostri figli con quel telefono?

Quando la finirete di non leggere neanche le note e le comunicazioni che scriviamo sul libretto personale?

Quando la finirete di venire da noi insegnanti una volta l’anno (se va bene)?

Quando inizierete a spiegare ai vostri figli che la diversità non è una malattia, o un fatto da deridere, quando inizierete a non essere voi i primi a farlo, perché da sempre non sono le parole ma gli esempi, gli insegnamenti migliori?

Perché quando una ragazzina di dodici anni prova a buttarsi di sotto, non è solo una ragazzina di dodici anni che lo sta facendo: siamo tutti noi. E se una ragazzina di quell’età decide di buttarsi, non lo sta facendo da sola: una piccola spinta arriva da tutti quelli che erano lì non hanno visto, non hanno fatto, non hanno detto.

E tutti noi, proprio tutti, siamo quelli che quando succedono cose come questa devono vedere, fare, dire. Anzi urlare. Una parola, una sola, che è: “Basta”.

Prof.Enrico Galliano di PN.

“Ieri Virginia mi ha chiesto: “Papà,ma se tu e la mamma vi lasciate chi è che tiene due figlie e chi una?” Ero in cucina che stavo affettando le cipolle, la domanda mi ha colto di sorpresa. “In che senso,Virginia?”, ho detto. “Siamo tre sorelle”, ha detto,“la terza sorella non potete mica dividerla a metà!” Mi è venuto da ridere. Stavo per risponderle:“Non ti preoccupare, amore, la mamma ed io non ci lasceremo mai”, ma non volevo mentirle, perché so che ogni relazione s'inventa ogni giorno, e il torto più grande che puoi fare a te stesso, e agli altri, è proprio quello di crederti invincibile.“Virginia”, ho detto, “se per caso la mamma ed io un giorno ci separassimo vi vedremmo tutte e tre, un po’ io e un po’ la mamma, non ti preoccupare.” “Ma in Mrs. Doubtfire il papà vedeva i bambini solo il sabato”, ha detto. “Virginia, certe volte quando due genitori si lasciano possono succedere delle cose”, ho detto. “Magari non si sono lasciati bene, ma litigando. Ma la mamma ed io siamo stati sempre d'accordo che, se anche ci lasciassimo, voi verreste sempre prima di tutto. Hai capito? Sempre.” Mi ha fissato in silenzio.“Papà”, ha detto d'un tratto.“Ma l'amore può finire?“ Ci ho pensato un attimo prima di rispondere."L'amore non finisce”, ho detto,“sono le persone che cambiano.” “Le persone?”, ha detto. “Virginia”, ho detto,“anche gli adulti crescono, sai? Tu adesso sei una bambina grande, sette anni fa eri una bambina piccola. Funziona un pochino così anche per le mamme e i papà. Io quando ho conosciuto la mamma ero una persona diversa, lo era anche lei. L'importante, quando due persone si amano, è riuscire a cambiare insieme o rispettare i cambiamenti dell'altro. I genitori, con i propri figli, fanno proprio quella cosa lì, invece fra loro certe volte non ci riescono. E’ per quello che l'amore per i figli è l'unico che non finisce mai mai. "Ma tu”, ha detto,“quando hai incontrato la mamma, come hai fatto a sapere che era la mamma?"Non ho capito”, ho detto. “Come hai fatto a capire che volevi amarla?”, ha detto. “Ah,quello”, ho detto.“L'ho capito dopo circa dieci minuti. "E da cosa?”, ha detto. “Quando ci siamo incontrati la prima volta, si è sollevata i capelli dietro la nuca, sopra la testa, e si è fatta uno chignon senza neanche un elastico, solo annodandoli”, ho detto. “E allora?”, ha detto. “E allora lì ho capito che lei aveva disperatamente bisogno di un elastico”, ho detto.“E io dei suoi capelli.” “E tu ce l'avevi,l'elastico?”, ha detto. “No”, ho detto,“ma quando la mamma lo ha scoperto ormai mi voleva già bene.” “Papà!”, ha detto,“ma allora l'hai imbrogliata.” “Forse un pochino”, ho detto,“ma il punto è che la mamma è stata la prima che mi abbia mai fatto venire voglia di cercare un elastico, capisci che intendo?” Mi ha guardato per qualche secondo. “Tieni papà”, mi ha detto, sfilandosi l'elastico che le teneva su i capelli. “Così tu e la mamma non vi lasciate.” Lei ha riso, io per fortuna stavo affettando le cipolle.”

Ti amo
Perché sei il meglio che mi potesse capitare,
Perché nelle nostre incomprensioni ci siamo sempre compresi.
Perché siamo piccoli ma stiamo crescendo insieme.
Perché nei giorni bui sei la mia luce.
Perché quando non mi amo io mi ami tu.
Jd

Chiara:

« “Questa è una storia impossibile” ecco una delle frasi che più mi aveva colpito durante i nostri primi appuntamenti.

Io, viaggiatrice costante e tu, prigioniero di Milano. Sembravamo così diversi e incompatibili. Eppure ogni volta che ti vedevo ridere insieme a me provavo qualcosa di fortissimo, e io, istintiva, ho seguito quelle sensazioni e per la prima volta nella mia vita mi sono lasciata trasportare dalla corrente delle emozioni, senza pensare alle conseguenze. Poi è arrivato quel primo “Ti amo” su quel divano a Los Angeles e quella prima litigata che sembrava presa da un film. È iniziato a diventare difficile separarci e abbiamo cominciato a vivere su FaceTime con due fusi orari diversi. I love love, ti ricordi? E poi è arrivato lui che all’inizio chiamavamo “edamame” e poi si è trasformato in un leoncino, ti ricordi? A legarci per sempre. Ricordo quando parlavamo per la prima volta di un bambino da volere avere insieme. Fu andando all’aeroporto di New York, e un anno dopo eccoci piangere senza riuscire a smettere. In questo discorso voglio farti capire una cosa: stai realizzando i miei sogni uno dopo l’altro. Sognavo una famiglia e tu mi hai dato Leo. Sei il mio punto di riferimento, il mio cuore, il futuro che ho sempre sognato ma soprattutto sei la mia anima gemella. Ti prometto che sarò lì a ridere con te ogni volta che sarai felice, e la tua roccia quando avrai bisogno di sostegno. Mi emozionerò sempre a vedere il tuo nome apparire sul telefono, a sentire parlare di te e non darò mai per scontato qualsiasi momento insieme. Cercherò sempre di farti sentire speciale ed amato per farti brillare ogni giorno di più. Ti prometto che il nostro rapporto sarà sempre senza filtri e senza segreti, e che sarò la tua più grande complice. Sarò sempre pronta ad emozionarmi quando potrò ascoltare una canzone che solo io potrò ascoltare. Ti prometto che ci addormenteremo abbracciati a cucchiaino ogni notte, insieme, ma soprattutto ti prometto che ti amerò in maniera pura e fiera perché più di chiunque altro tu mi hai spinto a credere nell’impossibile. Non ho bisogno che il mondo mi ami, ho bisogno che mi ami una sola persona , sei e sarai per sempre tu»  

Fedez:

«Chi mi conosce sa quanto nella mia personalissima visione della vita tutto ruoti intorno a cinismo e disincanto, prospettive che poco si conciliano con concetti come il destino e l’idea di un futuro già scritto che ci attende ineluttabile. E nel corso della mia ormai non tanto breve esistenza, gli eventi che ho vissuto non solo non hanno scalfito questi miei preconcetti, anzi li hanno soltanto irrobustiti portandomi a guardare la realtà con fare sempre più scettico e critico, eppure si dice che c’è un momento nella vita in cui le certezze si dissolvono e che quel momento arrivi per tutti e tu ancora prima che essere la donna che amo sei stata il fattore scatenante di questo momento, un corto circuito. Pensare che se nell’estate del 2016 non avessi scritto in maniera del tutto casuale una rima con il tuo nome noi oggi non saremmo qui, da un lato mi fa sorridere e dall’altro mi mette i brividi. Sarebbe stata la risposta quando qualcuno ci avrebbe chiesto come ci siamo conosciuti. Oggi siamo la dimostrazioni di cosa si può arrivare a fare per non buttare al cesso un bellissimo aneddoto.

Mi piace pensare che questo assurdo allineamento di pianeti nella nostra relazione ci abbia fatto sentire legittimati a non doverci chiedere più di tanto se stessimo correndo troppo o se ci fosse qualcosa da correggere nella traiettoria del nostro destino prima di fare passi più grandi di noi. Come se tutto fosse già stato scritto, per l’appunto. Sono certo che di cose da correggere ne abbiamo e ne avremo molte, ma so anche che per quanto avremmo potuto posticipare tutto rimandando a un momento più giusto, più adatto, più solido sappiamo che tutto questo sarebbe dovuto finire comunque così, perché non puoi correggere il fato, perché non puoi combattere l’inevitabile, perché ci sono momenti in cui senti il destino stringersi intorno a te come una mano stretta attorno alla maniglia di una porta e allora puoi soltanto lasciarlo entrare. Per anni mi sono nutrito di diffidenze e rancore, un piatto amaro che ho tenuto in caldo anche per te servendotelo in diverse occasioni. Ma nonostante il mio istinto di autodistruzione abbia cercato di trovare sempre qualcosa di sbagliato in te, in noi, alla fine anche lui si è dovuto arrendere all’evidenza dei fatti. Semplicemente, le cose accadono e noi non possiamo fare altro che lasciarci trascinare dalla corrente. Questa è la nostra strada, una strada verso il destino più che verso una destinazione. Abbiamo collezionato tanti momenti indimenticabili che difficilmente si riescono a vivere in un lasso di tempo così breve e nell’abbraccio che ci siamo dati il giorno della nascita di nostro figlio c’era tutta la sincerità, la gioia e la disperazione che due cuori possono contenere, ma anche le nostre liti, gli scontri e le incomprensioni sono momenti che spesso ricordiamo col sorriso. Bukowski diceva che l’essere umano ha due grandi difetti: l’incapacità di arrivare in orario e l’incapacità di mantenere le promesse. Io non posso garantirti che sarò sempre in orario ma ti prometto che anche se in ritardo ci sarò per sempre».

“Mi ha baciata così lentamente, con la bocca aperta, che ogni singola parte del mio corpo - la pelle, le clavicole, gli incavi dietro le ginocchia -, tutto dentro di me si è riempito di luce.”

— K. Stockett, “The Help”

“E siamo stati amici, E siamo stati amanti, E siamo stati un po’ di tutto in questi anni, E siamo stati un po’ di tutto pur di starci, E ti giuro baby, Che non siamo stati come tutti gli altri.”

— Sac1 - Chiudi gli Occhi