“Ma se d’improvviso una sera / ci guardassimo negli occhi / avremmo fatto un buon uso, / un uso semplice e profondo / di noi e del mondo”
— Franco Arminio, da Cedi la strada agli alberi
“Non so se tu lo fai mai, ma prima di dormire mi piace immaginare il nostro futuro. Insieme. Ci immagino ancora innamorati persi, forse anche più di adesso. Mi piace immaginare noi due a litigare per la casa e tu come sempre crederai per farmi contenta. Mi immagino la tua disperazione quando capirai di dover cucinare tu perché altrimenti rischio di avvelenarti. Penso a quanto potrò essere fortunata a potermi addormentare ogni sera tra le tue braccia. Mi immagino la richiesta di matrimonio e le lacrime che scorrono sui nostri volti. Poi noi due che litighiamo per il nome di nostra figlia. Mi piace pensare a noi due e al nostro futuro. Sono un caso perso. Amami.”
—
“Voglio essere la tua donna per sempre. Voglio finire gli studi, sposarti, viaggiare, non me ne frega nulla del Sudafrica se tu non vuoi venire con me. Voglio avere una casa tutta nostra, e non mi interessa che sia enorme o no, mi basta anche un monolocale. Passare le notti a dormire abbracciati, o passarle ad amarci e a viverci, o, ancora, passarle a guardarti sognare. Voglio tornare da lavoro e trovarti a casa ad aspettarmi, e voglio anche aspettarti a casa ed accoglierti con un bacio appena entri dopo una giornata di lavoro. Voglio imparare a cucinare per farti trovare pronta la cena, voglio vedere tutti i film che non ho visto e che secondo te invece avrei dovuto vedere, nel nostro divano, la sera. E se mi addormenterò mi lascerò portare in braccio, se avrai voglia di farlo. E svegliarmi la mattina con un bacio e l’odore del caffè, e la domenica svegliarti con la colazione pronta e una carezza solo per te. Amore, voglio vivere. Vivere di te, di noi, del nostro amore. Non mi serve niente altro se ci sei te. E non voglio niente altro, perché io ho te. E un giorno avremo una grande famiglia, e daremo tutto il nostro amore ai nostri bambini. E il tempo passerà così veloce che ci troveremo in un colpo vecchi senza più i nostri ragazzi in casa. Ma non sarà triste, amore, perché noi due ci ameremo ancora e anche più di adesso, e continueremo a prenderci in giro, io continuerò a bruciare le pizze, e tu continuerai a guardarti il tuo adorato calcio. E poi la notte ci ritroveremo a letto, troppo stanchi e troppo anziani per amarci fisicamente, ma ci addormenteremo mano nella mano perché non potremo più starci staccati. Se mi immagino la mia vita, immagino questo, e non c’è nulla al mondo che voglio più di tutto ciò. Potrei spaventarti, ne sono consapevole, ma non mi interessa più di tanto. Ti desidero e desidero passare il resto della mia vita con te. Tesoro, io un giorno ti sposerò, un giorno sarò incinta del nostro primo figlio e un altro giorno, molto tempo dopo, sarò incinta del nostro ultimo bambino. Ma stai certo che nessun giorno ti amerò meno del precedente, perché il mio amore per te può solo crescere.”
— Citazione non mia.
mi piace quando
ti dico che mi piaci
e tu non ci credi
e mi chiedi perché.
e allora ti spiego
che mi piaci perché
hai gli occhi più incasinati
dei miei.
mi piaci perché
tu non sorridi quasi mai
ma quando lo fai
cazzo che bello.
mi piaci perché
le tue labbra sanno
di fuochi d'artificio
in una notte estiva
coca cola
e concerti in prima fila.
mi piaci perché
nel tuo disordine
mi sento nel posto giusto.
mi piaci perché
quando andiamo al McDonald’s
mangi
come se nessuno
ti stesse guardando
e te ne freghi
di ciò che gli altri pensano di te.
mi piaci perché
sei confusa
e da quando ti conosco
la confusione
non è mai stata così bella.
mi piaci perché
ti mordi le labbra
quando sei in imbarazzo.
mi piaci perché
il tuo nome
mi è rimasto incastrato in testa
come quando una canzone
diventa la tua preferita
e non pui fare a meno di cantarla
tutto il giorno.
mi piaci perché
sei fatta di tornadi
tuoni
e temporali
ma in te vedo un arcobaleno.
mi piaci perché
hai fatto battere il mio cuore
quando volevo
che non battesse più.
mi piaci perché
hai visto musei pieni d'arte
in me
dove io vedevo soltanto
gallerie vuote.
mi piaci perché
mi sentivo perso
poi ho incontrato te
e ho capito
che la mia destinazione eri tu.
la mia detinazione sei sempre stata tu.
mi piaci perché
ogni volta che sei in ritardo
e vorrei maledirti
poi ti vedo arrivare
e mi domando
ma cosa c'è di più bello di questo?
mi piaci perché
posso andare ovunque
ma il tuo abbraccio
è il posto in cui torno sempre,
il tuo abbraccio
è la città in cui voglio vivere.
mi piaci perché
non mi serve una motivazione
mi basti tu.
Che bello quando c'è un sacco di gente ma io e te ci guardiamo negli occhi e tutto si svuota e non c'è più nessuno e finalmente siamo rimasti soli
Gio Evan
E ho lasciato
dentro me
quadri bianchi
dipingili te.
Ultimo
Sono incantata,
dall’abilità che la natura ha,
di esprimere ogni sua meraviglia,
tramite un’alba,
un tramonto,
una notte stellata,
una luna piena,
un sole splendente,
un prato fiorito e,
a volte,
persino per mezzo dell’essere umano.
Allora resta ancora 5 minuti
Tanto lo sai che poi saranno ore.
Passeremo la notte
con i sedili giù e con un'alba in più.
Qualsiasi periodo tu stia passando,
qualsiasi situazione tu stia vivendo,
volevo ricordarti che è solo un momento.
Anche quando tutto sembra buio
ritorna sempre l’alba,
quando tutto sembra esser crollato
può tornare in piedi più forte di prima,
e quando tutto sembra grigio
non ti resta che aspettare l’arcobaleno.
E volevo solo ricordarti,
che dopo ogni montagna
trovi sempre il mare,
e che dopo ogni tempesta
arriva il sole.
Quindi vai avanti,
sii forte
e cerca il mare
dietro alla tua montagna.
Le stelle cadenti, i fuochi d'artificio, i tramonti, il rumore del mare, a me tutte le cose belle ricordano te. Forse perché anche tu sei una meraviglia.
La più grande.
— M.
non c'è più traccia dell'amore riservato, quello delle dita che si sfiorano di nascosto, delle ginocchia che si toccano di proposito, delle spalle a stretto contatto, quello delle occhiate fugaci, inaspettate, imbarazzate, ricercate disperatamente, quello dei sorrisi lievi che bisogna stare attenti a non far scovare perché alla domanda “per quale motivo ridi?” come glielo spieghi che si è talmente innamorati da cercare un contatto visivo, un contatto fisico, un contatto dell'anima che ti rende felice ed elettrizzato come un bacio appassionato in riva al mare all'alba?
“ Io non ti dimenticherò mai." Lo so. Come si fa a dimenticare la prima volta in cui ha battuto forte il cuore? Come li dimentichi i baci che non ti ho dato? Lo so. So che come hai voluto me, con l'ingenuità di un ragazzino, non potrai volere mai nessun'altra. Sei più uomo adesso, ti ho già spezzato il cuore, non ci credi più. Non puoi nemmeno volere me come hai voluto me. Lo so. Lo vedo nei tuoi occhi quando ti passo accanto. Sento tutti i miei silenzi, i miei "ti avrei voluto dire.” Lo so, perché i tuoi amici quando mi guardano sorridono ancora, per avvertirti che ci sono, che ti guardo, che un po’ m'importa ancora. Tu andrai avanti con la tua vita e non mi dimenticherai. “Io ti amerò per sempre.” “Non è vero ” ti risposi spaventata. Mi conoscevo troppo, sapevo che sarei scappata. “Però amami adesso” pregai spaventata più di prima al solo pensiero di non averti più. Ma io lo so che quella ragazzina sveglia tu la ami ancora. Lo so. Sono più donna adesso, mi hai spezzato il cuore, non ci credo più. Noi, sempre noi, diversi noi ma ancora noi. In quanti altri modi devo amarti per trovarne uno che funzioni? In quanti altri anni devo cercarti? E quanto ancora devo scriverti prima di ritornare?
La conosci quella parola tedesca che sembra un litigio tra consonanti e vocali, zweisamkeit? Non ha una traduzione letteraria in Italiano, ma è quella sensazione di benessere quando stai con quella determinata persona. Quando non hai bisogno di nient'altro per star bene. Una di quelle persone che potrebbero starti a centinaia di chilometri dal naso, ma tu la sentiresti talmente vicina da rimanere attaccata alla cornetta del telefono a parlare di tutto e di niente, con cui fai quei discorsi talmente insensati che finisci per parlare di una poesie di Baudelaire e di come si manteca la carbonara, nello stesso momento. Sentirsi stupidi insieme. E quando non c'è, non serve riempire i vuoti, alzare il volume della musica o far finta di star bene perché nello stesso momento in cui mi mancavi di meno, io mi mancavo un po’ di più. Non so se è capitato anche a te. Di far fatica a prendere sonno, di non aver voglia di alzarti dal letto, di scrivermi qualcosa di notte e poi cancellarlo per paura di disturbare… non so se è capitato anche a te di pensare che la Luna potesse far sentire meno il peso di questo buio. Pensarsi mentre ci si ignora. Zweisamkeit, quella sensazione di quando senti il cuore ovunque quando pensavi di averne uno solamente a pezzi, qualcuno che ti faccia ancora credere nei sogni, che sorrida davanti agli incubi, che sia lì ad applaudirti davanti ai traguardi raggiunti… così, qualcuno che cammina in quei dolori dove nessuno aveva mai avuto il coraggio di entrare. Quindi ti lascio una stanza vuota della mia anima, solo per te possiamo metterci una valanga di libri, dei tatuaggi da fare, un biglietto per il Giappone solo per vedere fiorire i ciliegi e poi tornare il giorno dopo, comprare su Amazon un telescopio per cercare le stelle, preferire i litigi ad una finta felicità e non essere come quelli che di fronte ad un mare in tempesta gridano “che spettacolo!” e poi hanno paura anche a bagnarsi solamente i piedi. Zweisamkeit, quella sensazione per cui non sarai mai, uno fra tanti. Tu inizia a raccontarmi di Baudelaire che io preparo quella stupida carbonara.






