La vedete quella freccetta rossa? Lì è dove ho vissuto diversi mesi della mia vita, in un monolocale di 20 mq scarsi: cucina, bagno e salotto/camera da letto; “alla giapponese” come direbbe il conte Mascetti. L’appartamento era così piccolo che Antonio, il mio coinquilino antifumo, mi obbligava a sporgermi così tanto fuori dalla finestra da finire spesso a cavalcioni, con una gamba dentro e una fuori. In quella posizione ho avuto modo di ammirare scene assurde, come quando i barboni occuparono il tetto del palazzo di fronte, o quando improvvisarono un rave nel garage sotto casa all’una di notte.
Ora, la vedete quella freccia verde? Lì è dove un kamikaze si è fatto esplodere, uccidendo 22 persone ad un concerto di Ariana Grande. Mentre passavano per televisione quelle immagini familiari, riflettevo sulle motivazioni che possano aver spinto un essere umano alla volontà di fare una strage di adolescenti, bambini o poco più.
Ho poi tutta una serie di cazzate costruite ad hoc; come che in alcuni quartieri di Manchester vigesse la sharia (la legge coranica), o che addirittura lì gli occidentali siano visti male, io rispondo che ho passato il primo mese in un quartiere che puzzava di doner kebab e ogni 5 mt trovavi arabi spanzati su poltrone a fumare il narghilè, ma MAI nessuno mi ha importunato, nè guardato male. A parte quel pezzo di merda di Karim, “"l'affittuario”“ della casa che ci ha cacciato il giorno prima della scadenza (quando torno lí ripasso a bucarti le ruote) comunque…
I mass media hanno l’enorme potere di indirizzare la paura delle persone e di metterne alla gogna altre in un processo che non ha nulla di democratico. Allora bisogna dirlo che il pericolo terrorismo non viene dai barconi di disperati che sbarcano ogni giorno a Lampedusa, a Kos… ma piuttosto da un male radicato negli individui che non si sentono voluti da questa società. Individui nati in famiglie ultraconservatrici, cresciuti a pane pita e Corano e innaffiati dall’odio e dalla paura che cresce come un recinto intorno alla comunità islamica.
Ma l’odio non sarà mai la soluzione ad altro odio, è necessario estirpare le cause che portano giovani islamici a giustificare il proprio rancore attraverso testi manipolati e fomentati da imam fondamentalisti; il nostro nemico non è allora il musulmano, ma l’alienazione e la solitudine.
Il terrorismo islamico ci deve far aprire gli occhi sulla fragilità del nostro sistema, ci deve far guardare intorno per vedere quante persone sole reagiscono invece con la droga; l’autolesionismo; il suicidio. E se quindi cambia solo la forma quanti potenziali terroristi incontriamo ogni giorno? Allora noi possiamo combattere il terrorismo ogni giorno. concretamente, sentendoci e facendo sentire TUTTI parte integrante di questa società che è nostra, che possiamo cambiare attraverso una rivoluzione che deve avvenire prima dentro ciascuno di noi. Allora non avremo solo vinto il terrorismo islamico, ma tutte quelle forme di paura che fanno costruire questi muri che ci isolano.