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@iwannabemorethanwhoiam

I dream of you in colors that don’t exist.
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Ti ringrazio tanto Asia, ho pianto tantissimo, sono felicissima.

Wow

Ho i brividi.

Dio santo..

‘Era caduta in un tonfo sordo..’

non ho parole.

Mamma mia.

Troppi ricordi sono venuti a galla

Brividi.

Dio. Stupendo.

Aww

Vorrei capitassero anche a me tutte queste cose. È meraviglioso

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girlsad23

Dio mio.

..ho i brividi!

Che meraviglia..

Wow…non ho parole

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diaryoflud

Brividi

Troppi ricordi…

Oddio, le lacrime

gol-dye

Dio santo..😢

‘Avrei messo la sua felicità prima della mia’

È la bellezza

Non credo ci siano parole più belle di queste, complimenti e grazie ancora per avermi fatto commuovere così tanto. @ciocheabbiamoeciocheciresta ascolta.

Non ho mai sentito il cuore così,come se anche lui potesse avere dei brividi. “Ferendosi e non rialzandosi più”

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Avevo 15 anni, era il 1946 e, sai, all’epoca era tutto diverso. Abitavo in un piccolo paesino, che giravo spesso in sella alla mia bici, per andarmi a rifugiare in un posto che mi piaceva pensare conoscessi solo io; amavo sdraiarmi sull’erba fresca e sentire i raggi del sole riscaldarmi, nelle fresche mattine d’estate. Un giorno, subito dopo esser tornata a casa, mia madre mi mandò a prendere l’acqua al pozzo vicino casa. Mentre riempivo le grandi brocche, vidi passare un ragazzo, che si fermò per chiedermi “serve aiuto?”. Così, mi accompagnò fino alla piazza del paese perché, sai, mia madre non voleva vedessi dei ragazzi. Ci salutammo, propensi ad incontrarci nuovamente. Solo una settimana dopo, ero diretta nel “mio posto”, quando vidi in lontananza lui. Scesi dalla bici e lui fece lo stesso. Avevo poco tempo a disposizione, dovevo tornare a casa presto, ma quel tempo lo passai tutto con lui. Ci mettemmo insieme, ma non come i ragazzi di oggi, che si baciano tra la folla senza preoccuparsi degli sguardi della gente, no, il nostro era un amore segreto, un amore che conoscevamo solo noi; era il nostro amore! Dopo qualche anno, mi giunsero delle voci: dicevano che lui si fosse messo con un’altra ragazza, che io ormai non ero più niente. Così, all’età di vent’anni, decisi di partire per andarmene lontano da lui; Roma sarebbe stata la giusta soluzione. Lui continuava a cercarmi, a scrivermi, venne addirittura a Roma per chiedermi spiegazioni. Io non volevo averci più niente a che fare, lo mandai via. Chiusi per sempre la nostra relazione. Mi feci una vita, sposai tuo nonno, ebbi la tua mamma, che a sua volta mi diede due bei nipoti. Lui fece lo stesso, rimase in quel paesino, e sposò una donna del posto. Solo tanti anni dopo scoprii che non mi aveva mai tradito e che, le voci che giravano, provenivano dalla gelosia di una mia “amica”. Lui provò così tante volte a spiegarmi l’accaduto, ma io non ne volevo sapere, non l’ho mai lasciato parlare. Non voglio dire che io non abbia amato tuo nonno, l’ho amato, amato sul serio, fin quando non ci ha lasciato, ma il mio grande amore, la mia anima gemella, la persi tanti anni prima. E sai cos’è l’amore, tesoro? Pensare ancora a lui, nonostante siano passati 68 anni.

testo di urlandocontro-ilcielo (via unsorrisoaprimavera)

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"Se ti chiedessi di darmi il numero da 1 a 10, quale mi daresti?" Mi chiese mentre stavamo tornando a casa dal ristorante. “Dio, 10 ovvio, che domande”esclamai sorridendole. “No, seriamente.. Pensaci, non mi offendo e vorrei che mi dicessi la verità!” disse senza che io potessi aggiungere altro. Stemmo in silenzio in macchina, finché non la accompagnai a casa sua. “Buona notte allora, a domani” le dissi strappandole un bacio dalla bocca. “Buonanotte scemo” mi sorrise. “Sempre 10” le dissi e lei sorrise. Andai a casa e ci pensai per tre ore, più esattamente per tre ore e quarantasette minuti. Non è facile dare un numero ad una persona, basandosi solo su dieci numeri. Erano le due del mattino e ancora non riuscivo a prendere sonno così mi alzai dal letto e mi misi a scriverle una lettera: “Non so esattamente cosa stia scrivendo o perché lo stia facendo, spero solo che mi aiuterà a capirne di più su di noi e sul numero che dovrei darti. Spero allo stesso tempo, di riuscire a chiudere occhio, perché non riesco a non pensare ad altro che a quella domanda. Dimmi, come si fa a dare un numero ad una persona? Tu non puoi scegliere, cioè, è una cosa insensata, però ora voglio provarci, seriamente. 10 deve essere l’eccellenza e ovviamente l’1 è il suo contrario. Si comincia ad arrivare alla sufficienza, vera, al numero 6 e sicuramente tu sei oltre a quello. Facciamo così: partiamo del numero 5, è una via di mezzo. Sei testarda, non mi ascolti mai e quando ti parlo, fai sempre il contrario. Facciamo che sali a 6 per questo. Perché? Semplice. Se mi ascoltassi sempre, saresti una persona completamente noiosa e quindi è un vantaggio. Sei. Non ti piacciono i miei gusti musicali e solo per questo dovresti scendere a meno 10, inoltre non ti piace la cucina straniera, ma ti piace quella piccante. Abbiamo gusti completamente diversi e per questo sei diventata un 7 1/2. Perché? Per il semplice fatto che se avessimo gli stessi gusti, non avremmo nulla su cui discutere. Sette e mezzo. Quando mi vedi con un’altra ragazza, non fai vedere la tua gelosia e questo vale come un punto in più. Otto e mezzo. Sei bellissima e questo ti fa ascendere a 6 1/2. Perché? Perché ti fai desiderare involontariamente e questo mi fa paura. La paura di perderti ti fa scendere a quattro, perché? Perché se ti perdessi, mi faresti del male, sentimentalmente e io bisogno di te. Ecco, questa piccola o forse enorme dipendenza da te, ti ha fatto arrivare a 0. Perché senza di te, sono zero. Sei uno 0, con un 1 davanti. Un dieci. Perché? Perché mi bastano i tuoi occhi per non pensare a nulla. Due occhi di color castano scuro che mi hanno fatto perdere la testa.” “ho capito ora” mi dissi con le lacrime in viso. Lei è il mio 10.

Ricordounbacio (via ricordounbacio)

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Mi piaci più della pizza, più dei jeans a vita alta, più del tè caldo nei pomeriggi d’inverno. Mi piaci più delle canzoni d’amore, più dei film gialli, più degli anelli che indosso sempre. Mi piaci più della mia felpa preferita, più della sensazione che si prova quando dopo una stancante giornata finalmente si può dormire. Mi piaci più della cioccolata calda e dei viaggi all’estero, più delle stelle e delle maratone a Just Dance. Mi piaci più del mio piatto di pasta preferito e dei dolci della nonna. Più dei messaggi chilometrici e della coca cola. Mi piaci più di qualsiasi altra cosa e se ho te, lo giuro, tutto il resto lo butto.
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'I don't think people understand how stressful is to explain what's going on in your head when you don't even understand it yourself.'