Credo che il mio problema principale risieda nel fatto di non saper lasciare andare davvero le cose o le persone; è una specie di attaccamento morboso che mi porta continuamente degli alti e bassi dell'umore. Rendo le persone il centro del mio mondo e associo a loro qualsiasi cosa che me le ricordi e poi quando le perdo, è come se perdessi pezzi del mio mondo. Come se loro, andandosene da casa mia, si portassero via degli oggetti. Io non sono mai stata in grado di sviluppare la capacità di lasciarmi il passato alle spalle, di passare dalla negazione della vicenda, all'accettazione. Forse perché nessuno me l'ha mai insegnato o forse perché in qualsiasi cosa ci metto sempre sempre troppo cuore, anche dopo essere stata delusa nel più brutto dei modi continuo a pensare ad un motivo, uno soltanto, per tenermi quella persona. Il mio problema risiede nel fatto di non accettare le cose così come capitano e cercare sempre un'altra via d'uscita, un'altra soluzione, anche quando non ce ne sono. Sono sempre stata una speranzosa disperata, fino all'ultimo ho sempre creduto ci fosse qualcosa da salvare anche quando era tutto chiarissimo che no, non c'era più nulla per cui combattere. Mi importava poco che quella ad uscirne con più ferite di tutti sarei stata io, il mio cuore mi ha sempre spinto oltre ed ho sempre amato con tutta me stessa anche chi dimostrava palesemente di non amarmi. La speranza mi ha sempre tirato dei gran ceffoni su questo piano, ed io ho continuato ad abbracciarla con amore. Che stupida sono stata. Il mio problema è che non so mollare la presa anche quando so benissimo e stringerla mi procura molto più male, preferisco farmi male piuttosto che perdere la persona che amo, ma in tutto questo sapete qual è la cosa triste? Che non si tratta di perdere la persona che ami, perché lei ti ha già lasciato da tempo, bensì il suo ricordo. Ciò a cui ti aggrappa ogni giorno è solo uno stupido ricordo, non è nulla di concreto. Ma quando te ne accorgi è sempre troppo tardi, e magari non ci stai nemmeno pensando; magari stai ad una cena con gli amici e ti rendi conto che stai lottando per un ricordo, non per una persona, che ti stai facendo male da sola, con la tua mente. Magari ti stai lavando i denti e quando alzi lo sguardo allo specchio ti accorgi che la persona che ami l'hai persa da subito, da quando ha scelto di andarsene e tu hai tenuto stretto intorno al cuore, come un filo spinato, solamente un banalissimo ricordo. Ma siamo noi gli ingenui, rifiutiamo di vedere la verità, rifiutiamo qualsiasi parola ci venga detta, costruiamo uno scudo di metallo davanti a quel ricordo e combattiamo con le unghie e con i denti per un nulla. Il segreto sarebbe accettare le cose e andare avanti e basta, smettere di pensarci, di agitarsi al pensiero, continuare la routine di sempre, con qualcosa in meno, ma farselo andare bene. Ed invece no, stiamo lì a crogiolarci nel ricordo di un passato che non tornerà. Quindi si, il mio problema risiede nella mia profonda speranza che gli altri mi amino come li amo io e quando mi accorgo che non è così, ricordo a quei pochi momenti in cui invece sembrava che lo fosse, e resto lì incapace di vivere nel presente. Eppure sento, che il cuore respira meglio quando rimuovo dei pesi inutili, eppure posso dirvi che volare vi sembrerà un gioco da ragazzi una volta lasciata a terra l'ancora dei ricordi che non torneranno, delle persone che non vi ameranno e che non meritano il vostro amore. Combattere per le cose per la quale ne vale davvero la pena e non per quelle perse in partenza o in passato, credo sia questo.