Notti sotto le stelle cadenti, notti sulla tua pelle, notti che mi son sentita bella e mi interessava solo dei tuoi occhi.
Un’occhiata al mio diario
Storia di una positiva al Covid
Dentro il caos, fuori nulla.
Nella mia testa viaggio lontana, tra alberi e grattacieli, boschi fatti di sabbia, mare fatto di acqua dolce, cieli sereni e temperature basse.
Nella mia testa sono in mezzo alla folla, cerco il contatto, ti abbraccio, ti bacio. Avvicino il volto, voglio sentire anche i sussurri, le parolacce bloccate a metà, i sospiri di sollievo e di esasperazione.
Nella mia testa corro al tramonto, corro di notte, corro all’alba, corro perché voglio sentire il vento accarezzarmi il viso, guardare quante più cose possibili, alle svelta, sfocate ma ben impresse nella mente.
Nella mia testa rido, gioco, il mio mondo è grande, vasto, non riesco a contenerlo, mi esplode in petto.
Dentro ho un meraviglioso caos.
Sono qui, chiusa in una stanza, le pareti bianche, le lucine accese.
Sono sola, saluto da lontano, mi sfugge ciò che urli.
Sono ferma, le lenzuola hanno assunto la mia forma.
Piango, smetto, un’altra lacrima, mi esplode il petto.
Fuori c’è uno spaventoso nulla.
Just Pinned to Motospace: Dzisiaj ganiamy małym nissanem #nissan #micra #testdrive #micrak12 #motospace #instacar #car http://ift.tt/2qResPQ
Sono un flusso di pensieri che non trova sfogo nella materialità della vita.
Ho imparato che sbagliando non si impara proprio nulla, l’unica cosa che impari sono i rischi a cui andrai incontro la volta dopo. Ho imparato che fare stare bene gli altri ti riempie di gioia. Ho imparato quanto sia bello ridere e non temere di sembrare stupidi. Ho imparato che gli ostacoli sono costruzioni mentali potenti e che il primo limite siamo noi stessi. Ho imparato quanto sia bello riuscire, almeno una volta, a vedere lo stesso orizzonte con qualcuno, senza dovergli dare spiegazioni. Ad avere gli stessi occhi, in due. E non essere imbarazzati del silenzio. Ho imparato che ci sono momenti in cui devi combattere con te stesso e lasciare da parte l’orgoglio. Ho imparato che mettersi in gioco fa paura, una paura tremenda. Ricominciare tutto da capo, iniziare è sempre il passo più duro. Ma durante la strada, quando ti rendi conto che puoi farcela, la sensazione è stupenda. Ho imparato ad accettare molto più di prima i miei difetti, i miei errori, le mie cadute, i miei limiti… che mi rendono chi sono. Ho imparato che la mia famiglia è un dono prezioso, il più prezioso del mondo. Ringrazio Dio o chi per lui immensamente, perché ho persone meravigliose che mi supportano anche quando sbaglio e che fanno finta di capirmi anche quando nemmeno io mi capisco, quando partono i miei trip mentali, solo per non farmi sentire peggio. Ho imparato cos’è il fascino dei viaggi, la bellezza dell’essere sconosciuti e trovarsi in posti nuovi, la meraviglia di non capire una parola di ciò che qualcuno ti sta dicendo ma riuscire a capirsi a gesti, lo stupore nel rendersi conto di essere capace di fare cose che non avresti mai pensato potessero essere alla tua portata. Credo di aver imparato tante cose e moltissime ancora devo impararne. E’ stata dura fare i conti con gli altri ma soprattutto con me stessa, che ero talmente diversa da sentirmi persa e sola. Ho iniziato a farmi mille domande, sono diventata molto più inquieta, ho commesso errori. Poi ad un certo punto ho capito che dovevo smetterla di assillarmi e farmi male da sola. Evidentemente le cose dovevano andare cosi, era quello il tragitto che dovevo percorrere, non dovevo avere paura, non dovevo fare passi indietro. Cosi ho iniziato piuttosto a fare passi avanti per venirmi incontro. Da sola. Non è stato facile, perché una volta che ti perdi non è istantaneo ritrovarti. Infatti, non devi cercare chi eri, piuttosto devi rincorrere una persona nuova … e io non sapevo esattamente chi stessi rincorrendo. Ho rivalutato tutte le mie certezze e ho ricevuto porte in faccia. Ho subito giudizi da chi non mi conosceva e da chi invece mi conosceva bene ma non ha avuto pietà. Ho dovuto accettare che spesso si da più di quanto si riceva. Ho capito che dovevo apprezzarmi molto di più, e che non dovevo continuare a sforzarmi per cercare di fare vedere agli altri il mondo come lo vedevo io, a non cambiare mai la mia opinione per qualcuno, anche se gli volevo bene. Ho subito tante critiche, l’unica cosa che mi dispiace è che non si ha mai tempo per ascoltare, si pensa solo alle proprie ragioni e a guardare una parte soltanto della medaglia. Quella che ci fa più comodo. Per tutti questi motivi io dico: non mi pento di niente e non rimpiango nulla. I pensieri continueranno a fluire nella mia mente che non è mai in pace, continuerò a pensare a come sarebbero potute andare certe cose, continuerò a stupirmi dell’ assurda puntualità di certi incontri e di certe perdite, e il mio tragitto per capire chi sono non è affatto terminato. Però… posso dire che in gran parte non recrimino gli sbagli, le cadute, i pianti, le delusioni, le critiche, mie e degli altri… perché tutto sta servendo a farmi crescere, a migliorarmi spero, a capire meglio chi sono e cosa posso/non posso fare nel mondo, a circondarmi di persone positive, che mi apprezzano sinceramente e che anche se non mi capiscono , non mi abbandonano. Grazie a chi c’è, a chi non molla, a chi vorrà esserci sempre.E grazie anche un po’ a me stessa. Non mi pento, perché adesso so camminare da sola.
#postpresodafacebook #seconda parte
Ma devi voler bene come prima cosa a te stessa, ragazza.
Ti devi curare. Con carezze, gelati, scarpe nuove, quintali di libri e cose strampalate che ti facciano ridere.
Con amici più giovani di te che rinnovino il tuo entusiasmo, e con amici più grandi di te che aumentino la tua saggezza. Con persone uguali a te che ti facciano sentire capita e con persone diversissime che ti aiutino a capire.
Guarda tramonti, scrivi una cosa al giorno che ti abbia colpita, legati i capelli e vai a correre. Scappa pure da quel che devi, non aver paura. Piangi, che non sei debole se lo fai, sei solo vera. Impara a stare da sola ma continua ad apprezzare la compagnia. Cammina, ed allenati ad osservare, non solo a guardare.
Hai un medico per il corpo, cercatene uno anche per l'anima: dovresti essere tu, perché l'anima è più difficile da interpretare del corpo - e solo tu la conosci.
Ma ricorda sempre una cosa: se non stai bene non potrai mai fare del bene.
Quel che hai dentro scivola inevitabilmente fuori - è l'osmosi. Se sei distrutta devi ricostruirti, o altrimenti finirai per distruggere.
(Catherine Black)
Il Gatto nero e la luna
non fidarti di me, non sono quello che credi io parlo male di te quando tu non mi vedi con le tue strategie ottieni quello che vuoi ma con me non funziona, lo so che gioco fai
“Mi sono stufata. Vivo in un mondo dove le persone hanno poco spessore, ed io non ho proprio bisogno di voi. Mi avete riempito di belle parole, false speranze, senza però metterle in pratica. Mi avete illusa. E, al posto di puntarvi il dito contro, mi avete fatto credere che fossi io quella sbagliata. La colpa di tutto e di tutti. Vi credete superiori a me quando invece siete solo merda da schiacciare. Beh, sapete che vi dico? vi sto schiacciando in questo momento. Vi sto eliminando dalla mia mente e dal mio cuore. Si, vi sto cacciando letteralmente dalla mia vita. E fanculo, fottetevi tutti. Se solo esistesse il modo per cancellarvi anche dalla faccia della terra, vi giuro che lo metterei in pratica. Farei un favore all'intera comunità. Coglioni.”
—
Una persona cambia per tre motivi: ha imparato cose nuove, ha sofferto abbastanza, o si é stancata di vivere sempre le stesse esperienze! (Marco Martone)
io c'ho provato a dare fiducia alle persone ma hanno continuato a deludermi
nessuno risolverà i tuoi problemi al posto tuo
quella sensazione di quando ti trovi in mezzo alla gente ma non sei mentalmente presente




