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-noipersempre-

@ildestinochecihaunite

“Le cose finiscono. Le persone si lasciano. E sai una cosa? La vita va avanti. Inoltre, se le cose cattive non accadessero, come saresti in grado di sentire quelle buone?”
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A scrivere di te anche sui banchi, a pensare ai brividi quando mi prendi i fianchi, ai nervosi che plachi, alle risate e ai discorsi con gli occhi stanchi, mi manchi.

Cielonegliocchi (via cielonegliocchi)

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-Ti sei fatta crescere i capelli. -Così pare. -Ce li avevi corti quando stavi con me. -Lo so. -Stai bene, comunque. -Grazie. -Sei proprio bella. -Non dovresti dirmelo. Sono la tua ex. -Posso dirtelo. Ti ho amato. Sul suo viso comparve una smorfia:-Mi hai amato solo perché sono bella? -No, affatto. Ti ho amato perché… in realtà non lo so perché. -Come sarebbe a dire che non sai perché? -Che tu eri… non lo so. Ci fu un attimo di silenzio, poi lei finalmente sorrise:-Io ti amavo. Tu non l’hai mai capito ma io ti amavo. -Tu non me l’hai mai detto. -Hai ragione. Ti ho detto molte altre cose ma non quella. -Mi hai detto che ero un coglione, che ti trattavo male, che ero immaturo… Sbuffò:-Dio mio, lo sai che non lo pensavo davvero. -E che pensavi davvero? -Che eri fantastico. Avevi quel modo tutto tuo di vedere le cose e io amavo quel tuo modo di vedere le cose. Eri adorabile quando mi sorridevi dall’altra parte della strada e quando mi accarezzavi la guancia appena mi vedevi giù di morale. Eri dolcissimo quando mi permettevi di stare tra le tue braccia e sai io odiavo sentirmi piccola ma quando mi stringevi mi sentivo minuscola e stavo comunque benissimo nei tuoi abbracci ed eri straordinario quando stavi ad ascoltare le mie paturnie sconnesse come stai facendo ora… Si fermò per un istante con le lacrime agli occhi, poi lo guardò e la voce le tremava mentre pronunciava quelle parole:-E come ora mi sorridevi. Solo che poi mi baciavi e mi dicevi che andava tutto bene. Fu un attimo. Un attimo in cui lui si sporse dall’altra parte del tavolo e la baciò. E le disse:-Va tutto bene. Lei fece un respiro profondo. -Non avresti dovuto farlo. Sono la tua ex. -Sai perché ti ho amato? -No. -Perché era impossibile non farlo. Eri qualcosa che non riuscivo a capire e quando ci provavo mi perdevo. E quando mi perdevo trovavo i tuoi occhi e loro mi guardavano sempre con un amore sconfinato, non importava quanto io fossi stronzo o quanto ti facessi incazzare o piangere, i tuoi occhi continuavano sempre ad amarmi. Io ti amavo perché eri forte, piccola. Tu pensavi sempre che fossi io a proteggere te e invece eri tu a proteggere me. Io non ti ho mai protetto. E tu non hai idea… non hai idea di quante volte mi sono odiato. Mi sono odiato tutte le volte in cui non ti difendevo e non ti dicevo di amarti. Tu non mi dicevi di amarmi ma io sapevo che mi amavi. Io non ti dicevo di amarti ma ti amavo. Tu lo sapevi? Il sorriso della ragazza era triste:-No. -Ma ti amavo. Davvero. -Se l’avessi saputo non mi sarei arresa con te. -Quindi adesso saremmo ancora insieme? -Io sono ancora con te. -Ma stai con lui. -E tu stai con lei. -Ma sono con te. Lei sospirò:-Non fa niente. Siamo andati oltre il nostro amore. -Non lo so. Siamo ancora qui. -Non siamo più quelli che eravamo. -Hai ragione. Hai i capelli più lunghi. Finalmente lei rise. E lui non riuscì a non dirglielo:-Il tuo sorriso è sempre lo stesso, però. Il suo sguardo si fece serio in quello di lui:-Anche la tua capacità di farmi sorridere è sempre la stessa. -Vuoi sapere la verità? -Sì. -Anche il mio amore per te è rimasto lo stesso. -Vuoi sapere la verità? -Sì. -Li vedi i miei occhi? Si guardarono. -Li vedo. -Non lo capisci? -Che cosa? -Hai detto che ti guardavano con un amore sconfinato. -Sì. -Neanche loro sono cambiati. Ti stanno guardando ancora così.

Stupendo.

♥️.

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In India si insegnano le “4 leggi della spiritualità”: 1) La prima dice: >. Ciò vuol dire che nessuno arriva nella nostra vita per casualità. Tutte le persone che ci circondano, che interagiscono con noi, si trovano lì per qualcosa, per farci apprendere e progredire in ogni situazione. 2) La seconda legge dice: >. Niente, proprio niente, assolutamente nulla di ciò che accade nelle nostre vite sarebbe potuta avvenire in un altro modo. Nemmeno il dettaglio più insignificante. Non esiste il >. No. Ciò che è successo è stata l'unica cosa che sarebbe potuta accadere, ed è successo così affinché apprendessimo questa lezione e andassimo avanti. Tutte ed ognuna delle situazioni che si verificano nelle nostre vite sono perfette, nonostante la nostra mente ed il nostro ego vi resistano e non vogliano accettarlo. 3) La terza legge dice: >. Tutto inizia nel momento indicato, nè prima nè dopo. Quando siamo preparati affinché qualcosa di nuovo inizi nelle nostre vite, è proprio in quel momento che inizierà. 4) La quarta e ultima: >. Semplicemente così. Se qualcosa si è concluso nelle nostre vite, è avvenuto per la nostra evoluzione, pertanto è meglio averlo lasciato alle spalle e andare avanti avanzando arricchiti da questa esperienza. Credo che non sia un caso che stiate leggendo questo. Se questo testo entra nelle vostre vite oggi, è perché siete preparati per comprendere che nessun fiocco di neve cade mai nel luogo sbagliato. Vivi bene ama con tutto il tuo essere e sii immensamente felice.
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- Immaginiamo che io venga da te e ti dica ciao. Tu rispondi? - Ciao. - Esatto. E immaginiamo che me ne esco con una frase stupida che neanche un primate userebbe. - Tipo? - Tipo che ne so, tipo “Fa freschetto eh?” - Ma siamo a luglio. - Per questo neanche un primate la userebbe. - Non fa una piega. - Supponiamo che ti offra da bere, ma una cosa leggera sennò pensi male. - Penso male? - Tipo che voglio farti ubriacare. - Potrei pensarlo. - Una coca-cola dunque. - Con ghiaccio. - Se volessimo esagerare, si. - E fetta di limone, toh! - Un carnevale di Rio proprio. - E poi? Che supponiamo? - Supponiamo che parliamo tutta la sera e scopri che sono simpatico. - Si. - E che forse saresti disposta a uscire insieme. - Si. - Supponiamo che ti porto in un piccolo locale in un vicoletto di Trastevere, con le sedie un po’ scricchiolanti e le porzioni di carbonara abbondanti. - E il vino in brocche scheggiate. - Con le piante rampicanti che salgono fino agli appartamenti sopra di noi. - Si. - Supponiamo che poi facciamo una passeggiata e ci ritroviamo al ponte, davanti tipo a Castel Sant'Angelo con qualche tizio che suona “Wish you were here” seduto per terra, l'aria un po’ umida appiccicosa perchè mi pare di aver capito che non può fare freschetto giusto? - Giusto. - E stiamo lì, insomma s'è mangiato bene, s'è riso, sei bellissima, la grattachecca di Sora Lella ci ha ghiacciato il cervello e ci sono pure i grilli che fanno un live tipo come al Circo Massimo - Si? - Eh, metti caso che ti bacio. - Mh? - Quante probabilità ci sono che io poi abbia il profumo dei tuoi capelli riccissimi addosso? - Non saprei. Qualcuna? - E supponiamo che nei giorni seguenti io ti chiamo, tu mi chiami, ci chiamiamo insomma, e scopri che oh, in fondo capisci che mi piace farti ridere perché quel sorriso è tipo la droga più pericolosa mai scoperta dagli scienziati premi Nobel. - Si? - Quante probabilità ci sono che da lì in poi tu cominci a innamorarti di me? - Più di qualcuna direi. - Bene, perché altrimenti eravamo davvero nella merda sai? - Perché? - Perché io ho cominciato a innamorarmi già dal “ciao”.

Tomasso Fusari, Calcolo delle probabilità. (via youarethesonginsideme)