Odio il fatto che mi riscrivi dopo tanto tempo e mi dici belle parole, belle da morire, che io ci ricasco e torno a sentirle girare nella mia testa tanto da star male. Odio il fatto che quando accade, quando torni intendo, tu non torni mai per davvero. Non mi scrivi, non mi cerchi, non vuoi stare con me. Allora perché lo fai? Cosa vuoi?
Odio il fatto che tu mi abbia fatto soffrire così tanto. Forse non l'hai fatto nemmeno intenzionalmente, ma è successo, ho passato giorni a ubriacarmi e a piangere, a scrivere il tuo nome così tante volte da aver le mani stanche, da sentire i polsi duri, contratti, da sentire tutta l'aria soffocarmi. Odio il tuo essere così dannatamente bello, nonostante l'incuranza, a volte, del tuo aspetto, la barba un po’ incolta, lo sguardo perso. Odio l'effetto che mi fai ancora, dopo quattro anni non è cambiato niente, stessa storia. Odio pensarti ancora come l'amore più grande della mia vita e molto probabilmente è solo frutto della mia immaginazione, dei miei trip mentali. Odio il fatto che mi illudi senza porti problemi, senza stancarti, senza che io ti faccia una minima pena. Odio te e la tua tristezza, il tuo essere così misterioso, ambiguo, enigma irrisolto. Odio sentir nominare il tuo nome, odio sentire la tua voce, odio pensarti, odio scrivere di te. Ti odio talmente tanto che se ti odio, odio anche me, perché è dentro di me che vivi. Non sei lì, non sei qui. Sei solo nella mia testa.