Credo fermamente che un foglio bianco sia la maggior forma di libertà esistente. Puoi scegliere il colore, la destinazione, e il mondo da farci entrare dentro. Sei tu e tutto quello che vuoi dire.
Shadowhunters. (Via ilsanguedagliocchi)
Jace Herondale, Shadowhunters. (Via ilsanguedagliocchi)
-Dovevo vederti- disse, più a se stesso che lei. -So che non è giusto. Ma dovevo farlo.- -Be’, siediti, allora- lo invitò Clary, spostando le gambe per fargli posto sul bordo del letto. -Perché così mi fai paura. Sei sicuro che non sia successo niente?- -Non ho detto questo.- Jace si sedette, rivolto verso di lei. Era così vicino che Clary avrebbe potuto piegarsi in avanti e dargli un bacio. Lei si strinse il petto. -Ci sono brutte novità? È tutto… stanno tutti… -Non brutte- disse Jace. -E neanche novità. Anzi, il contrario di novità. È una cosa che ho sempre saputo e… Probabilmente la sai anche tu. Dio sa se ho nascosto tutto per bene.- I suoi occhi scrutavano il volto di Clary, come se volesse mandarlo a memoria. -Quello che è successo- le disse, esitando -è che ho capito una cosa. -Jace- sussurrò Clary. Non sapeva di preciso perché, ma aveva paura di quello che lui stava per dire. -Jace, non devi… -Volevo andare… in un posto- proseguì lui -ma continuavo a sentirmi trascinato qui. Non riuscivo a smettere di camminare, non riuscivo a smettere di pensare. Alla prima volte che ti ho visto, e a come, da quella volta, non sono più riuscito a dimenticarti. Ho cercato, ma non ci sono riuscito. Ho fatto in modo che Hodge mi mandasse a prendere per portarti all'Istituto. E anche allora, in quello stupido caffè, quando ti ho visto sul divanetto con Simon, sentivo che c'era qualcosa di sbagliato: dovevo esserci io, con te, su quel divanetto. Dovevo essere io quello che ti faceva ridere così. Non riuscivo a liberarmi da quella sensazione. Che dovevo essere io. E più ti conoscevo, più lo sentivo. Non mi era mai successo prima. Prima succedeva che desideravo una ragazza e poi la conoscevo, e poi non la desideravo più. Ma con te la sensazione era sempre più forte, fino alla notte in cui sei arrivata a Renwick e ho capito. E poi scoprire che il motivo per cui mi sentivo così, come se tu fossi una parte di me che avevo perduto e di cui non sapevo nemmeno di sentire la mancanza, finché non ti ho rivisto. Scoprire che era perché tu eri mia sorella mi parve davvero una specie di scherzo cosmico. Come se Dio mi stesse sputando in testa. Non so nemmeno io per cosa, forse per aver pensato che potevo averti, e meritare una cosa bella come te, ed essere felice. Non riuscivo a immaginare cosa potessi aver fatto per essere punito in questo modo. -Se tu sei stato punito- disse Clary -sono stata punita anch'io. Perché tutte me cose che tu sentivi le sentivo anch'io. Ma non possiamo… Dobbiamo smettere di sentirci così, perché è la nostra unica possibilità. Le mani di Jace erano strette ai suoi fianchi. -La nostra unica possibilità per cosa?- -Per poter continuare a vederci. Perché altrimenti non potremo più stare vicini, nemmeno nella stessa stanza. E io non potrei sopportarlo. Preferisco averti nella mia vita anche solo come un fratello, piuttosto che non averti affatto. -E io dovrei starmene seduto a guardare mentre tu esci con altri ragazzi e t'innamori di qualcun altro e ti sposi…?- gli si indurì la voce. -Nel frattempo, guardando te, morirei un po’ ogni giorno. -No. Per allora non te ne importerà più nulla- replicò Clary. Ma si chiese, mentre parlava, se lei avrebbe potuto sopportare l'idea di un Jace a cui non importava. Non aveva mai pensato così in là nel tempo. Quando cercò di immaginare se stessa guardare Jace che si innamorava di un'altra e la sposava, non riuscì nemmeno a figurarselo, non vide niente se non un tunnel nero e vuoto, davanti a lei, che si allungava all'infinito. -Ti prego. Se non diciamo niente… Se fingiamo… -È impossibile fingere-disse Jace con assoluta chiarezza. -Io ti amo e ti amerò fino alla morte, e se c'è una vita dopo la morte, ti amerò anche allora. Clary trattenne il respiro. Le aveva pronunciate. Le parole da cui non si tornava indietro. Cercò disperatamente qualcosa da dire, ma non le venne niente. -E so che pensi che io voglia stare con te solo per… per dimostrare a me stesso che razza di mostro sono- aggiunse Jace -E forse sono davvero un mostro. Non lo so. Ma quello che so è che, se c'è sangue di demone in me, c'è anche sangue umano. E non potrei amarti come ti amo, se non fossi almeno un po’ umano. Perché i demoni vogliono. Ma non amano. Io invece…- Jace si alzò, mosso da una sorta di furia improvvisa, e si avvicinò alla finestra. Sembrava smarrito come lo era stato nella Sala degli Accordi, davanti al corpo di Max.
Shadowhunters, Città di ossa. (via j-justanxiety)
Shadowhunters || Città di Cenere (via princessofmistake)
Jace Herondale,Shadowhunters. (Via ilsanguedagliocchi)
All monsters are human Stiles Teen wolf
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