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Cicatrici che restano aperte

@gocciealpostodegliocchi-blog

Nelle nostre camere separate, a inchiodare stelle,a dichiarare guerre e a scrivere sui muri che mi pensi raramente
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Io a scuola: *si guarda intorno* Dio solo sa quanto non vi sopporto. Capre di merda.
Io ad un concerto: *guarda male la tipa vicino* Maddio, se questa non la smette di spingere le arriva una craniata.
Io al mare: *guarda le persone che passano vicino all'asciugamano* Se non la smettono di buttarmi sabbia addosso, giuro che li sotterro.
Io in pullman: *guarda male il gruppetto con la musica a palla* Ma cristo, esistono le cuffie per dio. Spero che quel fottuto telefono cada e si rompa. Branco di idioti.
Io ad una fiera: *guarda i suoi coetanei* Ma che ho fatto male di male per incontrarvi oggi?
Io su Tumblr: *dopo ennesima richiesta di follow back* NO GESU' SANTISSIMO, NON TI FOLLOW BACK, OKAY?
Io in montagna: *guarda la gente presa bene sugli scii* Godetevi questo momento perchè, tra un po', sarete tutti per terra dopo l'ennesima caduta.
Io al mercato: *cerca di superare* Uggesù santo, se non ti muovi a camminare vedi che fine fa il tuo carrellino!
Io su Facebook: *guarda la bacheca* Odio.Odio.Odio.Odio. Chi cazzo sei tu? Odio. Odio. Odio. Odio. Quanto sei troia. Odio. Odio. Odio. IL CONGIUNTIVO DANNAZIONE, LI VA USATO UN CONGIUNTIVO.
Io su un'isola deserta con 98543583 persone: *guarda gli altri naufraghi* Spero che andiate a farvi un bagno, tutti insieme molto allegramente, così gli squali vi divoreranno, stronzi.
Non è colpa mia, è la gente che mi rende nervosa.
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Io a scuola: *si guarda intorno* Dio solo sa quanto non vi sopporto. Capre di merda.
Io ad un concerto: *guarda male la tipa vicino* Maddio, se questa non la smette di spingere le arriva una craniata.
Io al mare: *guarda le persone che passano vicino all'asciugamano* Se non la smettono di buttarmi sabbia addosso, giuro che li sotterro.
Io in pullman: *guarda male il gruppetto con la musica a palla* Ma cristo, esistono le cuffie per dio. Spero che quel fottuto telefono cada e si rompa. Branco di idioti.
Io ad una fiera: *guarda i suoi coetanei* Ma che ho fatto male di male per incontrarvi oggi?
Io su Tumblr: *dopo ennesima richiesta di follow back* NO GESU' SANTISSIMO, NON TI FOLLOW BACK, OKAY?
Io in montagna: *guarda la gente presa bene sugli scii* Godetevi questo momento perchè, tra un po', sarete tutti per terra dopo l'ennesima caduta.
Io al mercato: *cerca di superare* Uggesù santo, se non ti muovi a camminare vedi che fine fa il tuo carrellino!
Io su Facebook: *guarda la bacheca* Odio.Odio.Odio.Odio. Chi cazzo sei tu? Odio. Odio. Odio. Odio. Quanto sei troia. Odio. Odio. Odio. IL CONGIUNTIVO DANNAZIONE, LI VA USATO UN CONGIUNTIVO.
Io su un'isola deserta con 98543583 persone: *guarda gli altri naufraghi* Spero che andiate a farvi un bagno, tutti insieme molto allegramente, così gli squali vi divoreranno, stronzi.
Non è colpa mia, è la gente che mi rende nervosa.
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Pensate, abbiamo avuto la fortuna di nascere nell'epoca del Tomorrowland e dei Bastille, dei cuori blu su Whatsapp e delle discoteche in riva al mare. Non sapete quanto siamo fortunati ad avere la possibilità di postare immagini porno su Tumblr e video in cui ci tagliamo su Ask.fm. Ve lo giuro, non saprei proprio immaginarmela un'epoca migliore: abbiamo Berlusconi, ma che ci importa? Tanto poi ce ne andiamo ad Ibiza a darla via come se non fosse nostra. Ma sì, chi se ne frega di Calciopoli, abbiamo vinto i Mondiali e Martin Luther King mica tira in porta come Balotelli, eh. Siamo stati fortunatissimi e non ce ne rendiamo conto, siamo cresciuti in un paese che si lamenta per la fuga dei cervelli ma che continua a sponsorizzare le tette. Insomma, perché mai dovremmo rimpiangere Woodstock se abbiamo la possibilità di andare in discoteca a impasticcarci il sabato sera? Ma che ci importa della libertà? Noi abbiamo l'omertà e la sottomissione. Mi raccomando, teniamoceli stretti questi anni di merda, tra contratti a tempo determinatissimo e pompini come strette di mano. Teniamoci la crisi e le apparenze, Angry Birds e Marco Mengoni. Insomma, cosa dovremmo mai farci con Mandela se abbiamo la Rodriguez e la sua farfallina? E non ditemi che sono troppo malinconica o retrò, ma non me ne faccio nulla di Giulia Carcasi e di Instagram quando vedo un'intera generazione in fila davanti l'Apple Store il giorno dell'uscita di un nuovo I-Phone e girare la testa, facendo finta di non sentire, quando ammazzano di botte un ragazzo omosessuale o ridicolizzano una ragazza in carne. Abbiamo i leggins stracolarati, ma la personalità in bianco e nero, le Vans con le quali calpestiamo ripetutamente chi ha un'opinione diversa dalla nostra, chi è più sensibile e chi non è mai sceso a compromessi. E non ditemi che questi sono gli anni zero, no. Magari lo fossero, potremmo ripartire da quello zero, crearci una nuova identità, una cultura sana, libera e non soggetta alla riforma Gelmini e ai continui tagli. Potremmo permetterci di restare qui, a girare in Vespa per le vie di Roma o ammirare la bellezza senza tempo di Firenze, potremmo provare sentirci a casa in qualunque posto, pagarci l'università e comprare un cassetto solo per i sogni, senza dover trovare una spazio striminzito tra le pagine in cui abbiamo scritto quando ci siamo sentiti criticare da una bionda tutta tette o un figlio di papà che non sa coniugare un congiuntivo, dall'alto della sua scrivania in radica di noce. Ma che ci importa se non abbiamo la materia grigia, ragazzi, noi possiamo tingerci i capelli di blu.

la rebloggherei all’infinito

Stima profonda.

ho le lacrime . 

Vabè,tralasciando i capelli blu,ha ragione.

*—*

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Van Houten, Io sono una persona buona ma un scrittore di merda. Lei è una persona di merda ma un buon scrittore. Insieme faremmo una grande squadra. Non voglio chiederle favori, ma se ha tempo – e da quello che ho visto ne ha un sacco – mi chiedevo se potesse scrivere un discorso funebre per Hazel. Ho tutti gli appunti, ma sarei felice se lei potesse farli diventare un discorso coerente, o anche solo indicarmi che cosa dovrei dire in un altro modo. Con Hazel le cose stanno così: quasi tutti sono ossessionati dal pensiero di lasciare un segno nel mondo. Di tramandare qualcosa. Di sopravvivere alla morte. Tutti vogliamo essere ricordati. Anch’io. Questo è ciò che più mi disturba, essere un’altra immemorata vittima dell’antica e ingloriosa guerra contro la malattia. Io voglio lasciare un segno. Ma Van Houten, i segni che gli umani lasciano troppo spesso sono cicatrici. Costruisci un meganegozio orrendo, o fai un colpo di stato, o provi a diventare una rockstar e pensi: “Adesso sì che si ricorderanno di me” ma (a) non si ricordano di te, e (b) tutto quello che ti lasci alle spalle sono altre cicatrici. Il tuo colpo di stato si trasforma in dittatura. Il tuo negozio distrugge il paesaggio. (Okay, magari non faccio così schifo come scrittore. Ma non riesco a tenere insieme le idee, Van Houten. I miei pensieri sono stelle che non riesco a far convergere in costellazioni.) Siamo come un branco di cani che pisciano sugli idranti. Avveleniamo l’acqua di fonte con la nostra piscia tossica, segnando ogni cosa come MIA nel ridicolo tentativo di sopravvivere alla nostra morte. Io non riesco a smettere di pisciare sugli idranti. So che è sciocco e inutile – inutile in modo epico, nella mia attuale condizione – ma sono un animale come chiunque altro. Hazel è diversa. Lei cammina leggera, vecchio mio. Lei cammina con passo leggero sulla terra. Hazel conosce la verità: la probabilità che abbiamo di ferire l’universo è pari a quella che abbiamo di aiutarlo, ed è molto probabile che non faremo né l’una né l’altra cosa. La gente dirà che è una cosa triste lasciare una cicatrice più piccola, che saranno in pochi a ricordarla, che sarà stata amata in modo profondo, ma non a vasto raggio. Ma non è triste, Van Houten. È magnifico. È eroico. Non è questo il vero eroismo? Come dicono i medici: primo, non fare del male. I veri eroi comunque non sono quelli che fanno le cose; i veri eroi sono quelli che NOTANO le cose, quelli che prestano attenzione. Il tizio che ha inventato il vaccino antivaiolo non ha inventato niente. Ha solo notato che le persone che avevano contratto il vaiolo bovino non si ammalavano di vaiolo. Dopo che la mia PET si è illuminata tutta, mi sono intrufolato nel reparto di terapia intensiva e l’ho vista mentre era priva di sensi. Sono entrato dietro un’infermiera che aveva la tessera magnetica e sono riuscito a stare seduto accanto a lei per dieci minuti prima che mi scoprissero. Ho davvero pensato che sarebbe morta prima che io avessi avuto il tempo di dirle che stavo per morire anch’io. È stato spaventoso: l’incessante aggressione meccanizzata della terapia intensiva. Aveva quest’acqua scura cancerogena che le usciva dal torace. Gli occhi chiusi. Era intubata. Ma la sua mano era ancora la sua mano, ancora calda, con le unghie dipinte di un blu così scuro che sembrava quasi nero e io l’ho tenuta stretta e ho cercato di immaginare il mondo senza di noi e per circa un secondo sono stato una persona abbastanza buona da sperare che morisse in modo da non dover scoprire che stavo per morire anch’io. Ma poi ho chiesto più tempo per poterci innamorare. Il mio desiderio è stato realizzato, suppongo. E le ho lasciato la mia cicatrice. Un infermiere è entrato e mi ha detto che dovevo uscire, che non era consentita la presenza di visitatori, e io gli ho chiesto come stava e il tipo ha detto: “Sta ancora accumulando acqua.” Una benedizione nel deserto, una maledizione nell’oceano. Cos’altro dire? È così bella. Non ti stanchi mai di guardarla. Non ti preoccupi se è più intelligente di te: lo sai che lo è. È divertente senza essere mai cattiva. Io la amo. Sono così fortunato ad amarla, Van Houten. Non puoi scegliere di essere ferito in questo mondo, vecchio mio, ma hai qualche possibilità di scegliere da chi farti ferire. A me piacciono le mie scelte. Spero che a lei piacciano le sue.

John Green, Colpa delle stelle. (via marsmorehappy)

Augustus waters ♥

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Era la loro spiaggia quella. La spiaggia su cui si erano incontrati per la prima volta, durante la festa di un amico che avevano in comune. Eppure lui l’aveva subito notata lì seduta in mezzo alla folla, le aveva detto: -i tuoi occhi sono spenti.- E lei si era messa a ridere, perché le sembrava una presa in giro, considerato che c’era un falò acceso proprio affianco a loro. Lui si sedette accanto a lei, sprofondando nella sabbia morbida e le disse che non era così che si rideva. Perché le risate false le sapeva riconoscere lui, non era mica scemo. La ragazza ebbe paura. Aveva gli occhi che urlavano, e nessuno li aveva mai capiti. Ora c’era qualcuno che ci aveva visto qualcosa, in quegli occhi spenti. E lei si chiudeva a riccio dentro di sé, perché era stanca di aver dato tutto e ricevuto niente. Di esser presa in giro per la sua timidezza, che altro non era che uno scudo. Lui le sorrise e lei pensò che un ragazzo con un sorriso del genere non doveva aver sofferto in vita, non doveva aver capito cos’è il dolore, qual’è la mancanza che si prova a sentire delle persone vicine lontane da sé. Lui le disse che a suo parere, lei doveva avere uno di quei sorrisi davvero belli. Uno di quelli rari, che quando lo vedi senti diventar gli occhi lucidi lucidi per l’emozione, e ti cominciano a tremare le gambe. Lei non ci credette, e lui le disse che era bella. Lei gli disse -non sei la prima persona che mente.- E lui glielo ripeté, perché era bella veramente. A distanza di sei anni, le onde di quello stesso mare si infrangevano sulla spiaggia, e loro due ci erano ritornati, mano nella mano. Lei gli aveva aperto il suo cuore, e lui l’aveva preso in mano, per custodirlo nel suo petto. Con un braccio sulla spalla del ragazzo, la ragazza cercava di trattenere le lacrime di commozione che le scendevano sulle guance, nel rivedere il posto in cui aveva trovato il ragazzo che l’aveva salvata da ciò che era diventata. Lui gliele asciugò, con l’incavo del pollice, e le disse -il cielo non si vergogna a piangere. Non devi farlo neanche tu.- La ragazza sorrise, e il ragazzo sentì le gambe diventargli molli. Erano passati sei anni, e ancora non si era abituato a quel sorriso, quando scoppiava all’improvviso sul suo viso.

Gliocchituoiparlano (via gliocchituoiparlano)

Mi sono venute le lacrime.

Occristo

Che meraviglia.

É stupendo…*^*

Fantastico *-*

Bellissimo

❤️

Oddio.

'Il cielo non si vergogna a piangere. Non devi farlo neanche tu'

Brividi

Dio stupendo