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come un respiro.

@gliocchipieni

di chi ti ricordi per sorridere?
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“Dio benedica i baci sul muro, quelli lunghi e infiniti, quelli con la lingua, quelli dati di nascosto e in fretta, quelli con uno sconosciuto che poi diventerà il tuo ‘per sempre’, quelli sulla fronte che ti fanno sentire protetta, quelli dove ti prendono in braccio e ritorni piccola.”
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Ma il coraggio era anche questo. La consapevolezza che l'insuccesso fosse comunque il frutto di un tentativo. Che talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire mai.
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doppisensi
San Gennà, San Gennà, io sto un’altra volta qua, San Gennà… Sì, è sempre per quella grazia che t’aggio chiesto, San Gennà! Eh, io nun te l’avess’ ‘a ripetere neppure… No, San Gennà. Tu lo sai, io so cliente, ccà… Sì. Chella me vuleva ‘a chiesa affianco San Gennà… ma io aggio ditto, ma pecché, io mi trovo bene là. San Gennaro nun me fa mancare niente, mi tratta bene… San Gennà, si putisse anticipà nu poco ‘e pratiche ‘e chella grazia, he’ capito? Sì, ne ho proprio bisogno, San Gennà! Sì, altrimenti non venevo ccà, ampressa stamattina… San Gennà, ne ho bisogno, he’ capito, eh?

Massimo Troisi, La Smorfia  (da San Gennaro)

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reblogged
Di sabato nel privé con lo champagne. In settimana soli con il tonno del discount. Vi amo quando pensate che una camicia bianca e un cellulare preso a rate possano dare l'illusione, a voi e agli altri, che stiate economicamente meglio della media. Pagatevi le bollette, ricaricatevi il telefono, fate il pieno alla macchina, chiudete le pendenze con Equitalia, rendete i soldi ai vostri amici, poi ne riparliamo.

(via ciro95)

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Non sempre ci capiamo. Non è facile interpretare i pensieri, comprendere bene cosa si nasconde dietro a certe parole. E allora urliamo, ci diciamo cose senza senso, litighiamo, io tengo il muso, divento acida. Ma tutte le discussioni mi vanno bene, finché nei tuoi occhi vedo la voglia di chiarire. Siamo così bravi a fare pace. Sempre.
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Me lo chiedo spesso cosa faresti se io me ne andassi, se un giorno non fossi più al tuo fianco. Tipo a me mancheresti tanto, le abitudini che fanno star bene sono difficili da lasciar andare, ma poi tu un'abitudine non sei. Non credo ai “non posso vivere senza di te”, strappalacrime e vuoti, perchè si puó stare senza una persona, anche se è importante, anche se ti regala tanti sorrisi e ti fa battere un po’ più forte il cuore quando ti tocca i capelli. Capita: ti appoggi a qualcuno, si sposta, cadi. Ginocchia sbucciate, qualche pezzo di cuore in meno, un velo di tristezza ben camuffato da un sorriso più splendente del solito. E io? Io ti mancherei? Ti mancherebbe svegliarti e iniziare la giornata senza il mio buongiorno? Ti mancherebbe la mia spontaneità? E tutte le mie “cose strane”? I miei cambi di umore e le mie insicurezze? Se, durante una chiacchierata con una persona qualsiasi, dovesse capitarti di pronunciare una parola contemporaneamente a lei, penseresti anche solo per un secondo a me e al mio “toccati il naso”? Le giornate passate a casa a far niente, ma che sembravano indispensabili? Andare a dormire senza la mia buonanotte avrebbe lo stesso sapore? Perchè quando una persona fa capolino pian piano nella tua vita e porta la felicità queste sono alcune delle piccole cose che ti entrano dentro e che non sono facili da lasciar andare. Certe cose si sentono, allora stringimi e non farmi andare via. Certe cose non si sentono, come un pezzo di puzzle sbagliato che non combacia bene, allora lasciami andare.