Avatar

Nessuno Si Salva Da Solo

@fullofwounds-blog

Virginia,19.
Sono alla ricerca di qualcosa di sensato e adeguato da scrivere qui, che sappia descrivermi in poche righe. Ma non sono facile da catalogare.
Avatar

Ho cambiato taglio di capelli: ho fatto la frangia e sono diventata "bionda". Mio babbo mi è venuto a prendere. Mi guarda e mi fa "Ma questi occhiali?" E io più provo a fregarmene più ci rimango male.

Avatar

Aspetto sempre il "momento giusto" per fare qualcosa ma puntualmente finisco per non farla

Avatar

Non sopporto le persone che mi riempiono di belle parole ma alla prima occasione dimostrano il contrario

Avatar
Il problema è che l’amore cancella il dolore, ma il dolore non cancella l’amore.

vikarak (fiorisuibinari)

Il dolore che ci ha provocato una persona non cancellerà mai l'amore che proviamo per essa.

Avatar

Se lo guardi non te ne accorgi: di quanto rumore faccia. 
Ma nel buio, tutto quell’infinito diventa solo fragore, muro di suono, urlo assillante e cieco. 
Non lo spegni, il mare, quando brucia nella notte. - Alessandro Baricco. (( oceanomare )) shynessispartofme.

Avatar

E come te lo spiego? E’ una cosa che non si vede. La senti. Non è un ‘mi manchi’ è un manchi. Ogni parte di me sente che non ci sei più. Sei entrato nella mia vita come un uragano. Hai distrutto tutto, e tenendomi la mano mi hai aiutata a ricostruire qualcosa di migliore. Ci tenevi a me, mi hai tenuta. Mi aggrappavo a te. Non cadevamo mai. Eri irremovibile quando si trattava di noi. Eravamo in bilico. Eravamo tutto e niente. Eravamo il grigio in un mondo in bianco e nero. Le guardavi quelle foto? Rigate,rotte. Ma noi eravamo lì. Rotti,distrutti, a pezzi. Eravamo insieme. Non avevamo fallito. Guardale. Non lo vedi? Avevi il cuore in gola e il sorriso negli occhi. Si vedeva solamente l'ombra della felicità come una nube. Quegli occhi vuoti erano diventati pieni di te sai? Le mie labbra chiamavano il tuo nome. Le tue baciavano il mio sorriso. Le mie mani fredde erano vincolate fra le tue. Le tue braccia avrebbero avuto solo la forma del mio corpo dicevi. E adesso? Te ne sei andato. Per colpa tua le iridi sono diventate color cenere. Le palpebre viola. Le mani fredde. Il volto scuro. Non te ne rendi conto. Cominci a respirare più fumo che aria. Le notti diventano giorno. Non dormi più. Cosa credevi? Il mondo non gira, tu corri. Le gente se ne va. Non passa. Mentre tu vieni trapassata da quel che chiami dolore. Che ti prende alla gola. Ti soffoca. Blocca il tuo battito. Le gambe cedono. Le braccia perse. Cadi. Ti ha fatto cadere. Ti ha portata così in alto per poi non avvertire e mollare la presa. Mentre cadevi potevi già sentire il rumore di te stessa. Perché una persona quando si rompe fa rumore. Tu eri in silenzio. Eppure gridavi. Gridavi forte. Vedevo i contorni rossi e gonfi sugli occhi. Vedevo le tue mani spaccate contro i muri. I muri rovinati, dai graffi di una vita affilata. Non si rompe nulla. Eppure lo senti. Senti che qualcosa ti è stato tolto. Il sangue gela. Il labbro sanguina. L'occhio lacrima. La mano crolla sul pavimento. La testa gira. E’ tutto così sfocato. Tu lo sei. La tua sagoma che scompare oltre la soglia. Come si fa a lasciare la mano del tuo domani? Non voglio altri tramonti. Non voglio più stelle. Odio la luna. Detesto il mare. Quella panchina. Il profumo. Il ricordo. Tu. Sento solo il suono che aumenta. Il mondo ricomincia a giare. Non mi piace questa giostra. Non posso scendere. Non puoi fare finta di nulla. Torna. Vattene. Resta. E’ un conto alla rovescia. Stai contando il tempo da quando è finita. Questa volta conterò. Arriverò a domani. A quell'alba. A quella stella. Arriverò a quel sorriso che le mie labbra non sfioreranno.. Annegavo nell'inchiostro. Mi contavo i graffi che non si vedevano. Io li sentivo. Erano dentro. Erano storie incise nella pelle. Ti ho perso. Adesso conto di nuovo. Dieci. Due. Duemila. Quattordici. Otto. Ventisei. Dove sei? Eri tutto quello che avevo. Nove. Cinque. Novantanove. Mi hai lasciato sola con quel che più odiavo. Mi hai lasciato sola con me. Lei. Un sorriso malinconico spuntava. Una lacrima gelida spiccava. Guarda la luna. Girati. Nemmeno un passo. Soltanto una strada. Solo un posto. Solo una via, Nessuna vita. Rimango lì incastrata fra un muro e un pavimento. Con gli occhi nel cemento. E di te non mi è rimasto soltanto che un frammento. o forse due.

Avatar

Si può tornare ad essere felici dopo un anno di dolori? Cos'è la felicità? Vedere di nuovo il suo nome tra le notifiche?

Avatar

In questo momento odio te, la tua ipocrisia, la tua incoerenza e falsità, il tuo opportunismo. Odio te e il dolore che mi procuri, che mi consuma dentro e che non riesco ad eliminare in alcun modo.

Avatar

Quanto fa male il ricordo di momenti felici E quanto lo ero quando tu percorrevi queste vie al mio fianco!

Avatar

Mi dicono di non scrivergli. Non lo faccio. Il dolore mi consuma.