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Carpe Diem

@freddacomeghiiaccio

Clarissa. 15. Italia. |La chiave per il fallimento è cercare di piacere a tutti.| |I giorni felici li viviamo senza accorgercene e solo quando arrivano quelli brutti tentiamo invano di richiamarli indietro.| |Meglio avere rimorsi che rimpianti.| |Se vuoi fare una cosa, falla, non esitare.|
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RAGAZZO IDEALE: -alto -muscolso -moro -occhi azzurri -che ama gli animali -sguardo sexy, molto sexy -tenero -che ti faccia venire un orgasmo con la sua sola presenza

……..oh aspettate. Ho appena descritto Ian Somerhalder….

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Il mio ragazzo ideale sarebbe uno di quelli con le cuffie sempre nelle orecchie e il cappuccio alzato. Uno di quelli che a scuola va bene ma non lo ammette. Uno di quelli che a te ci tiene davvero e non cambia atteggiamento davanti ai suoi amici. Uno di quelli che sarebbe pronto a rinunciare ad una serata in discoteca pur di passare un po’ di tempo con te. Uno di quelli che ti abbraccia e ti coccola spesso. Uno di quelli che ti accompagna in libreria, ti guarderebbe ore sfogliare le pagine di qualsiasi libro e poi, di nascosto, te ne regalerebbe uno a Natale, Pasqua, il tuo compleanno, o solo perchè ne ha voglia. Uno di quelli che si prende cura di te anche quando stai male. Uno di quelli non troppo diabetico ma sdolcinato e stronzo al punto giusto. Uno di quelli che ti fa mettere le sue felpe enormi e qualche volta te ne lascia una “cosí quando dormi avrai sempre il mio profumo con te” direbbe. Uno di quelli che, senza preavviso, si presenta davanti a casa tua per portarti un giorno al mare o da qualsiasi altra parte. Uno di quelli sempre sorridenti. Uno che mi capisca, che sappia accettare i miei difetti. Uno che per una volta preferisca la mia permalositá, il mio non essere perfetta, la mia (non) bellezza e che, nonostante tutto, continui a ripetere che sono perfetta cosí per lui. Uno che non mi tenga nascosto nulla, perchè tanto possiamo dirci tutto. Uno che sia il mio confidente o il mio migliore amico, prima di essere il mio ragazzo. Uno di quelli che purtroppo non ce ne sono, e sarebbero da inventare.
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Sono cambiato tanto,
perché in tempi cupi
un cane abbandonato impara a crescere fra i lupi

Mezzosangue (via youaresuchadisaster)

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Ho deciso di raccontarvi la mia storia infinita. Quando ero in seconda media decisi di fare una webcam di gruppo con alcuni amici, per incontrare e parlare con gente nuova. Venivo chiamata “splendida, bella, perfetta”, poi vollero fotografarmi e così fecero. Un anno dopo ricevetti un messaggio su Facebook, da lui. Non sapevo come faceva a conoscermi. Diceva: ”Se non mi mostrerai qualcosa, invierò la foto del tuo seno.”. Conosceva il mio indirizzo, la mia scuola, genitori, amici, nomi dei miei familiari. All’alba del giorno di Natale, qualcuno bussò alla mia porta alle 4 del mattino: era la polizia. La mia foto era stata inviata a tutti. Poi mi sentii davvero male e provavo ansia, una grande depressione e attacchi di panico. Poi mi trasferii e conobbi l’alchol e le droghe. La mia ansia peggiorò. Non potevo uscire. Un anno passò e il ragazzo ritornò con la mia nuova lista di amici a scuola. Ma creò una pagina Facebook. Il mio seno era la sua immagine profilo. Piangevo ogni notte, persi tutti i miei amici e il rispetto che le persone avevano per me, ancora. Non piacevo a nessuno. Venivo chiamata per nome, giudicata. Non potei più ricevere quella foto indietro, è in giro, per sempre. Iniziai a tagliarmi. Promisi a me stessa di non farlo più. Non avevo amici e a pranzo mi sedevo da sola. Così ricominciai a cambiare varie scuole, di nuovo. Tutto era migliore quando mi sedevo ancora da sola, a pranzo, in biblioteca, tutti i giorni. Un mese dopo cominciai a parlare con un ragazzo, un mio vecchio amico. Tornammo amici, iniziammo a messaggiarci e lui iniziò a dirmi che gli piacevo. Cominciò ad interessarsi a me. Lui aveva la ragazza. Mi disse: ”Non preoccuparti, la mia fidanzata è in vacanza.”. Così feci. Grande errore. Lui si era unito a me. Pensavo di piacergli. Una settimana dopo ricevetti un messaggio: ”Vieni fuori da scuola.”. La sua ragazza e altre 15 persone arrivarono, incluso lui. La ragazza e altri due dissero soltanto, guardandosi intorno: ”Tu non piaci a nessuno.”. Davanti a tutta la mia nuova scuola (50 persone). Un ragazzo gridò: ”Dai, picchiala.”. Così lei lo fece, mi buttò a terra e iniziò a picchiarmi ripetutamente. Alcuni ragazzini mi filmarono. Ero sola e mi lasciarono a terra. Mi sentivo come uno scherzo in questo mondo. Pensavo che nessuno potesse meritarlo. Ero sola. Mentivo dicendo che era stata colpa mia e che era stata una mia idea. Non volevo che lui stesse male, pensavo di piacergli sul serio, ma lui voleva solo sesso. Qualcuno gridò: ”Dai picchiala.”. I professori accorsero ma io me ne andai e mio padre mi trovò in un fosso in fin di vita. Volevo davvero morire. Quando mi portò a casa, bevvi la candeggina. Mi uccise dentro e pensai che stavo morendo per davvero. Arrivò l’ambulanza e mi portò all’ospedale e mi ripulirono. Quando tornai a casa, questo è quello che vidi su Facebook: ”Se lo merita. Hai lavato il fango dai capelli? Spero sia morta.”. A nessuno importava, mi trasferii lontano, in un’altra città, da mia madre. Un’altra scuola. Non volevo esporre denuncia perché volevo dimenticare. Sei mesi sono passati. Le persone stanno postando foto di candeggina, ammoniaca e fossi taggandomi. Io stavo facendo del mio meglio. Loro dissero: ”Dovresti provare un tipo di candeggina differente, spero che muoia questa volta e che non sia così stupida.”. Dissero: ”Spero che lei veda questo e si uccida.”. Perché mi è capitato questo? Mi sono incasinata, ma perché continuare a seguirmi? Ho lasciato la città. Continuo a piangere ora. Ogni giorno penso: ”Perché sono ancora qui?”. La mia ansia è davvero orribile ora, non sono mai uscita quest’estate. Tutto per il mio passato. La mia vita non migliora mai, non posso andare a scuola, incontrare o stare con gente nuova. Tagliarmi di continuo. Sono davvero depressa. Sono sotto anti depressivi ora e andavo da uno psicologo fino ad un mese fa quest’estate. Sono finita in ospedale per overdose per due giorni. Sono bloccata. Ciò che resta di me ora. Niente finisce. Non ho nessuno, ho bisogno di qualcuno. Il mio nome è Amanda Todd.” 

27/11/1996 - 10/10/2012

L’ignoranza delle persone è tanta da non capire che non è deridendo gli altri che si diventa migliori. E ogni tipo di violenza è sinonimo di poca intelligenza. Stop al bullismo. (ilragazzostella)