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•DISASTRO•

@fenutiamo

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Ho solo imparato ad abbracciare più forte le persone, a baciarle, a stringerle di più. Assaporando il momento passato insieme come se fosse l’ultimo. Perché non puoi mai sapere se ti abbandoneranno o meno.

Elisa Priano (via unsolstiziodestate)

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la finezza dei napoletani.che amore ah screen mio, permettetevi di prenderlo e vi apro il culo

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«Tu o sei scema o lo fai apposta» «Che cazzo vuoi? Ti sei stato tutta la serata con quella? E ora te ne vai a fanculo» «Madonna mia. Non abbiamo fatto nulla. Mi stava aiutando a organizzarti la festa di compleanno. Sarà pazzesca. Ho invitato anche dei cantanti, quelli che piacciono a te. Non ti tradirei mai. Non fare la scema, scendi. Andiamo al mare.» «di sera?» «Si, è ancora più bello. Scendi»

NOI NAPOLETANI SIAMO TROPPO AWW. (screen della mia amica)

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Ma porca troia nel ‘98 dovevamo nascere noi? In un’epoca in cui ti guardano solo se sei un metro e settanta, se hai una 36, un culo bello sodo e un seno giusto per loro? E ovviamente lo shatush, la riga in mezzo, le superga alte, i leggings o come cazzo si scrive, il rossetto rosso battona e la maglietta a stampa animalier. Non possono mancare l’iPhone, meglio se 5s, la borsetta fighissima in cui entra solo mezzo quaderno, ma chissene frega, a loro non serve, ovviamente il beauty con il rossetto e il fondotinta, e le sigarette. Quelle non possono mancare. E puoi anche avere tutte queste cose, ma se non cambi ragazzo ogni settimana non ti vorranno. Se non la dai al primo che passa, ti guarderanno male. Per non parlare poi del fatto che ami leggere! Abolito! I libri sono aboliti, la cultura ancor di più. Ti vogliono stupida, con la bocca che sa fare bei lavoretti, e l’apertura di gambe ampia. Vogliono che il tuo argomento principale sia ‘ieri in discoteca mi sono fatta uno, non so manco come si chiama!’, e guai a dire ‘ho letto quel libro, è molto bello e profondo.’ Devi essere stupida e vuota. L’unica sensazione di pienezza che devi sentire è tra le gambe e in bocca. Ma per favore, dove sono finiti quei bei vestitini, quelli che te la facevano sognare la notte, una donna! Quelle ragazze che le conquisti regalando loro un libro, e non tirando fuori i preservativi.
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Non avevo interessi. Non riuscivo ad interessarmi a niente. Non avevo idea di come sarei riuscito a cavarmela, nella vita. Agli altri, almeno, la vita piaceva. Sembravano capire qualcosa che io non capivo. Forse ero un po’ indietro. Era possibile. Mi capitava spesso di sentirmi inferiore. Volevo solo andarmene. Ma non c’era nessun posto dove andare. Il suicidio? Gesù Cristo un’altra faticata. Avevo voglia di dormire per cinque anni di fila, ma non me lo permettevano

Charles Bukowski, “Panino al prosciutto”. (via atelophobiadelirium)

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"Se per esempio,arrivi alle quattro del pomeriggio, io comincerò ad essere felice sin dalle tre. Più passerà il tempo e più sarò felice."