O finiamo per ammazzarci
O finiamo per sposarci
Ti auguro di realizzare tutti i tuoi sogni e di vivere con il rimpianto di avermi lasciata andare
Vieni qua
tra le mie braccia
che ti ricucio
Sono così.. cerco di fare il meglio per gli altri perché è ciò che vorrei ricevere io
Baby non te la prendere.. non voglio vederti
Sennò poi ti salto addosso e perdo il controllo
Mi manchi e non te lo posso dire
Quante cose vorrei dirti..
Ma non ne vale la pena
Restiamo abbracciati con la convinzione di sconfiggere tutto grazie al nostro piccolo mondo.
E lo facciamo davvero.
Chiara:
« “Questa è una storia impossibile” ecco una delle frasi che più mi aveva colpito durante i nostri primi appuntamenti.
Io, viaggiatrice costante e tu, prigioniero di Milano. Sembravamo così diversi e incompatibili. Eppure ogni volta che ti vedevo ridere insieme a me provavo qualcosa di fortissimo, e io, istintiva, ho seguito quelle sensazioni e per la prima volta nella mia vita mi sono lasciata trasportare dalla corrente delle emozioni, senza pensare alle conseguenze. Poi è arrivato quel primo “Ti amo” su quel divano a Los Angeles e quella prima litigata che sembrava presa da un film. È iniziato a diventare difficile separarci e abbiamo cominciato a vivere su FaceTime con due fusi orari diversi. I love love, ti ricordi? E poi è arrivato lui che all’inizio chiamavamo “edamame” e poi si è trasformato in un leoncino, ti ricordi? A legarci per sempre. Ricordo quando parlavamo per la prima volta di un bambino da volere avere insieme. Fu andando all’aeroporto di New York, e un anno dopo eccoci piangere senza riuscire a smettere. In questo discorso voglio farti capire una cosa: stai realizzando i miei sogni uno dopo l’altro. Sognavo una famiglia e tu mi hai dato Leo. Sei il mio punto di riferimento, il mio cuore, il futuro che ho sempre sognato ma soprattutto sei la mia anima gemella. Ti prometto che sarò lì a ridere con te ogni volta che sarai felice, e la tua roccia quando avrai bisogno di sostegno. Mi emozionerò sempre a vedere il tuo nome apparire sul telefono, a sentire parlare di te e non darò mai per scontato qualsiasi momento insieme. Cercherò sempre di farti sentire speciale ed amato per farti brillare ogni giorno di più. Ti prometto che il nostro rapporto sarà sempre senza filtri e senza segreti, e che sarò la tua più grande complice. Sarò sempre pronta ad emozionarmi quando potrò ascoltare una canzone che solo io potrò ascoltare. Ti prometto che ci addormenteremo abbracciati a cucchiaino ogni notte, insieme, ma soprattutto ti prometto che ti amerò in maniera pura e fiera perché più di chiunque altro tu mi hai spinto a credere nell’impossibile. Non ho bisogno che il mondo mi ami, ho bisogno che mi ami una sola persona , sei e sarai per sempre tu»
Fedez:
«Chi mi conosce sa quanto nella mia personalissima visione della vita tutto ruoti intorno a cinismo e disincanto, prospettive che poco si conciliano con concetti come il destino e l’idea di un futuro già scritto che ci attende ineluttabile. E nel corso della mia ormai non tanto breve esistenza, gli eventi che ho vissuto non solo non hanno scalfito questi miei preconcetti, anzi li hanno soltanto irrobustiti portandomi a guardare la realtà con fare sempre più scettico e critico, eppure si dice che c’è un momento nella vita in cui le certezze si dissolvono e che quel momento arrivi per tutti e tu ancora prima che essere la donna che amo sei stata il fattore scatenante di questo momento, un corto circuito. Pensare che se nell’estate del 2016 non avessi scritto in maniera del tutto casuale una rima con il tuo nome noi oggi non saremmo qui, da un lato mi fa sorridere e dall’altro mi mette i brividi. Sarebbe stata la risposta quando qualcuno ci avrebbe chiesto come ci siamo conosciuti. Oggi siamo la dimostrazioni di cosa si può arrivare a fare per non buttare al cesso un bellissimo aneddoto.
Mi piace pensare che questo assurdo allineamento di pianeti nella nostra relazione ci abbia fatto sentire legittimati a non doverci chiedere più di tanto se stessimo correndo troppo o se ci fosse qualcosa da correggere nella traiettoria del nostro destino prima di fare passi più grandi di noi. Come se tutto fosse già stato scritto, per l’appunto. Sono certo che di cose da correggere ne abbiamo e ne avremo molte, ma so anche che per quanto avremmo potuto posticipare tutto rimandando a un momento più giusto, più adatto, più solido sappiamo che tutto questo sarebbe dovuto finire comunque così, perché non puoi correggere il fato, perché non puoi combattere l’inevitabile, perché ci sono momenti in cui senti il destino stringersi intorno a te come una mano stretta attorno alla maniglia di una porta e allora puoi soltanto lasciarlo entrare. Per anni mi sono nutrito di diffidenze e rancore, un piatto amaro che ho tenuto in caldo anche per te servendotelo in diverse occasioni. Ma nonostante il mio istinto di autodistruzione abbia cercato di trovare sempre qualcosa di sbagliato in te, in noi, alla fine anche lui si è dovuto arrendere all’evidenza dei fatti. Semplicemente, le cose accadono e noi non possiamo fare altro che lasciarci trascinare dalla corrente. Questa è la nostra strada, una strada verso il destino più che verso una destinazione. Abbiamo collezionato tanti momenti indimenticabili che difficilmente si riescono a vivere in un lasso di tempo così breve e nell’abbraccio che ci siamo dati il giorno della nascita di nostro figlio c’era tutta la sincerità, la gioia e la disperazione che due cuori possono contenere, ma anche le nostre liti, gli scontri e le incomprensioni sono momenti che spesso ricordiamo col sorriso. Bukowski diceva che l’essere umano ha due grandi difetti: l’incapacità di arrivare in orario e l’incapacità di mantenere le promesse. Io non posso garantirti che sarò sempre in orario ma ti prometto che anche se in ritardo ci sarò per sempre».
Che bello arrivare a casa e sentirsi dire "il problema sei tu"
Te ne vai
Ma rimangono i tuoi capelli sul mio cuscino
Ma rimane la gioia nei miei occhi quando penso a te
Continuo a svegliarmi con il batticuore,
come se il vero pericolo fossero i sogni.
D. P.
“Tuo padre non l'ha capito, alza la voce e punta il dito, non sa fare il padre, non sa fare l'amico. Ti giudica per come vesti, cosa mangi, con chi esci, per come parli. E più grida e meno lo senti.”
— Onemic - Guardare avanti
via weheartit
