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Aurora cariani

@essendonoi-blog

Vieni, inseguimi tra i cunicoli della mia mente tastando al buio gli spigoli acuti delle mie paure. Trovami nell'angolo più nero, osservami. Raccoglimi dolcemente scrollando la polvere dai miei vestiti. Io ti seguirò. Ovunque. _Saffo
16 - Roma
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Cioè boh Sei così perfetto e disastroso allo stesso tempo. Hai quegli occhi che mi fanno impazzire, certe volte sono talmente indecifrabili, proprio come un enigma. A volte sei timido e impacciato, altre volte così sicuro di te, da lasciarmi senza parole. Mi fai incazzare da morire quando ti comporti come un bambino dispettoso, eppure io non sono in grado di prendermela con un bambino. Amo le smorfie che fai quando ti spettino i capelli. Amo i baci che mi dai sul collo. Amo il tuo essere così fastidiosamente pefettino. Amo ascolarti, anche se certe volte sei ripetitivo. Amo il fatto che tu ti preoccupi per me, perchè nessun ragazzo l'aveva mai fatto prima d'ora. Amo le tue manie e le tue fissazioni. Amo farti il solletico sull'ombelico quando ti faccio i grattini, perchè so che non lo sopporti. Amo quando mi dedichi canzoni mai sentite per farti perdonare. Amo immergermi tra le tue braccia, perchè mi fa sentire al sicuro. Amo il tuo profumo, che ormai è diventato profumo di casa. Amo te, il tuo carattere e il fatto che tu riesca a tenermi testa. Ti amo nel modo più dolce e innocente possibile e credimi, non me lo so spiegare.

Unfottutopandaincompreso (via unfottutopandaincompreso)

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Ho finito di preparare il mio libro. Parlo di me, di lui, di quella che ero e che non sono più, di quella che ero e vorrei riavere: Non si cancella quello che sono stata. Trama È successo, quello che non doveva succedere. Pero ora è successo, e basta. Non c'è piu niente da cambiare, tutto resterà cosi, ma io mica me lo scordo quello che eravamo. Tu invece.. forse..gia l'hai fatto. Ma non importa. Posso ricordare io per tutte e due Per entrambi Anche se di un amore cosi, non lo so come tu faccia a dimenticarti. Mi amavi vero? Il punto è un altro, ci ameremo ancora? So già la risposta.

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Se l'omofobia fosse una conversazione sul cibo:

omofobo: Il mio cibo preferito è la pizza
omosessuale: Figo! Il mio è la pasta.
bisessuale: A me piacciono entrambe.
pansessuale: Non ho un preferito, mangio tutto quello che mi piace.
asessuale: Mi piace più l'odore del cibo, che il sapore.
omofobo: MA COS'AVETE CHE NON VA?? PERCHE' LA PIZZA NON E' IL VOSTRO CIBO PREFERITO?!?!?!?!? ANDRETE TUTTI ALL'INFERNO
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“È grave sforzarsi di essere uguali: provoca nevrosi, psicosi, paranoie. È grave voler essere uguali, perché questo significa forzare la natura, significa andare contro le leggi di Dio che, in tutti i boschi e le foreste del mondo, non ha creato una sola foglia identica a un'altra”. [Paulo Coelho] Ancora oggi, omosessuali e bisessuali sono identificati come gli individui con il più alto rischio suicidario oltre che di emarginazione sociale.  Ma non siamo ancora tutti consapevoli, o forse non vogliamo semplicemente renderci conto, del fatto che sono molte le responsabilità che ognuno di noi ha in merito. Una battuta, uno scherzo, una parola, una risata, potrebbe ferire qualcuno più di quanto noi crediamo! L’auto accettazione del proprio corpo e della propria sessualità è un processo molto complesso per i giovani adolescenti, specie negli omosessuali che si scontrano continuamente con il forte pregiudizio della società. Sentiamo spesso parlare di omofobia, ma facciamo veramente qualcosa di concreto per distruggerla del tutto? Se c'è qualcuno di “inumano” è proprio l'omofobo che rappresenta uno dei maggiori esempi della negazione di ogni forma di convivenza civile.  Sono d'accordo che il pensiero omofobo sia talmente radicato nella nostra società che nessuno riuscirebbe a cancellarlo in poco tempo. Ma questo può essere realizzato, se poco alla volta iniziamo ad aprire i nostri occhi e ad ampliare a 360 gradi il modo di guardare il mondo. Ognuno di noi, infatti, dovrebbe collaborare ad una lenta costruzione di una società che promuova la cultura della differenza, come un qualcosa che non sia negativo, e dei pari diritti.  L’umanità di qualcuno non deve essere pregiudicata solo per i suoi gusti sessuali, mi sembra un concetto semplice e che dovrebbe essere intuitivo per ogni essere vivente sulla faccia della terra.  STOP ALL'OMOFOBIA: il contributo di ognuno di noi è fondamentale per contrastare questa forma di razzismo e abbattere la chiusura mentale del nostro Paese!  “LOVE IS LOVE”!

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mikelez

“We live in a world where we have to hide to make love, while violence is practiced in broad daylight.”

– John Lennon

Source: ackmichele
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Temo proprio che questo post, in quanto a lunghezza, sarà quasi una tesi di laurea. O peggio. In ogni caso, tutto è nato quando oggi c’erano due ragazze in macchina che stavano uscendo dal parcheggio della stazione e due ragazzi in bici sono sbucati a tutta velocità dall’angolo, senza controllare nulla, senza andare sul marciapiede. Diretti, senza farsi problemi. Quindi, ovviamente, la ragazza al volante ha frenato per non investirli. E cosa fanno quei due simpaticoni? Uno se ne esce con una frase molto intelligente, davvero. “Impara a guidare.” E il suo amico, ancora più arguto dell’altro, ridendo: “Ma dai, è una donna. Cosa pretendi?” Se fossi stata la donna al volante, nel sentire certe affermazioni, li avrei stesi. Ma tralasciamo gli istinti. Per ovvie ragioni lei li ha ignorati, li ha lasciati passare e se ne è andata. Al che, una volta tornata a casa, dopo questo episodio di vita quotidiana che mi ha lasciato basita, mi sono informata sull’effettivo binomio donna al volante-pericolo costante. E, con sorpresa (ma neanche tanta) pare proprio che non abbia alcun fondamento! Il gentil sesso provoca meno incidenti. “Le donne al volante sono quasi sempre prudenti, mai competitive e raramente vengono trovate in stato di ebbrezza, avendo capito e metabolizzato l’importanza di una guida sicura. Non che l’uomo sia spericolato e guidi male a prescindere ma le statistiche degli incidenti, quelli agghiaccianti che ogni fine settimana fanno la conta delle persone che non sono tornate a casa, parlano chiaro.” Che liberazione. Mi sono tolta un peso. Mi piacerebbe trovare quei due ragazzini. “Ehm, avrei un piccolo consiglio. Evita di parlare a vanvera, di dare voce a certi pregiudizi senza alcun tipo di fondamento. È un suggerimento amichevole, credimi. Ah, un’altra cosa. Ricordati di rispettare sempre le donne. Perché tua madre è una donna e ti puliva il culo quando eri bambino. Ricordatelo e sii grato al genere femminile, eh. Addio e buona vita. Saluti, ciao ciao.” Ma ovviamente, poteva una come me fermarsi qui e dire solo “oh, le donne sono più “brave” alla guida”? Certo che no. E allora vorrei far luce su alcune cose (tante, ma ahimè, quando un argomento mi sta a cuore non riesco a non dire tutto quello che ritengo necessario!) Noi donne non siamo il sesso debole, quelle che non devono entrare nelle famose “cose da uomini”. Perché su alcune cose siamo diversi, certo, e su altre uguali. E se voi uomini avete a volte una forza fisica maggiore (“amoooore, mi apri il barattolo?” che è l’unico contesto in cui dovete effettivamente usare un po’ di forza nelle braccia), noi donne abbiamo la forza di sopportare il ciclo tutti i mesi, il parto e la menopausa. E scusate se è poco. E se voi uomini avete le palle, noi donne abbiamo le tette. Due a due, ce la giochiamo bene. Quindi niente “cose da uomini”, niente “cose da donne”. Occuparsi della famiglia, dell’educazione dei bambini, dei più deboli, non è “roba da donne”. È anche “roba da donne.” Così come la politica, l’economia, la medicina e molti altri campi non sono “cose da uomini”. Sono anche “cose da uomini”. Vi faccio qualche piccolo esempio. Ada Lovelace, matematica inglese, fu il primo programmatore informatico della storia. Anna Maria Mozzoni, pioniera del movimento femminista e del femminismo in Italia. Per la serie:  donne decise e sicure ne abbiamo…? Benazir Bhutto, per due volte primo ministro del suo Paese, il Pakistan, è stata la prima donna a ricoprire una carica così importante in uno stato musulmano. E come non nominare Coco Chanel, un'icona della moda, dello stile e della classe, che ha rivisitato abiti maschili per noi donne. E chi dobbiamo ringraziare per i nostri amati pantaloni? Spesso ci dimentichiamo che fino a un po’ di tempo fa, le donne si sognavano di indossare i pantaloni che noi a volte diamo per scontati. Pensate che emozione per le prime ragazze poter indossarli, pensate poi a che emozione poter mettere i pantaloncini e scoprire le gambe! Dorothy Hodgkin, scienziata britannica, Premio Nobel per la chimica nel 1964. Eleanor Roosvelt: una donna importante nella storia americana, ma non solo; ha presieduto, tra le altre cose, la commissione che approvò la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Sempre impegnata nella salvaguardia dei diritti civili delle donne. Elena Lucrezia Corner Piscopia: la prima donna a ottenere una laurea al mondo. Come si può notare, era italiana. Emmeline Pankhurst. Con il marito ha lottato in favore dell'uguaglianza politica delle donne. Nel 1903 fondò il Women’s Social and Political Union, che puntava al voto delle donne, per questo è conosciuta come la leader delle suffragette. Gertrude Belle Elion, scienziata di fama mondiale, ricevette il Premio Nobel per la medicina, a lei si devono importanti progressi nel campo della ricerca farmacologica per la cura della leucemia. Golda Meir, la prima donna a guidare il governo del suo Paese, Israele. Marta Graham, inventando movimenti e passi unici, è considerata la madre della danza moderna. Margherita Hack, la scienziata era una vera autorità nel settore dell'astronomia. Maria Montessori, educatrice, pedagogista e medico ha inventato un nuovo metodo di insegnamento. Marie Curie oltre ad aggiudicarsi ben due Premi Nobel, ha svelato nozioni importanti sulla radioattività. Rita Levi Montalcini, neurologa italiana, tra le scienziate più famose al mondo, ha conquistato un Premio Nobel per la medicina. Malala Yousafzai, attivista pakistana impegnata per l'affermazione dei diritti civili e per il diritto all'istruzione delle donne. Olympe de Gouge, celebre drammaturga francese. Divenne molto famosa per il suo pensiero libero e rivoluzionario. Nel 1791 scrisse la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina in cui dichiarava l'uguaglianza politica e sociale tra uomo e donna. Josephine Butler è una femminista britannica che ha lottato contro la prostituzione legalizzata e soprattutto contro il controllo amministrativo e medico delle ragazze. Inoltre si è battuta perché l’Università di Cambridge aprisse più corsi alle donne, intorno al 1860. Maud Wagner, la prima tatuatrice donna. Simone Segouin, 18 anni, ha combatutto al fianco della resistenza francese durante la liberazione di Parigi. E l’elenco potrebbe allungarsi davvero parecchio. Questo è un piccolo estratto per dimostrare che forse non è il caso di rimanere nell’ignoranza. Non c’è niente che sia a portata esclusiva degli uomini. Forse invece di mettere barriere (“questo è il mio campo di studi, questo è il tuo”) basterebbe proseguire per mano e aiutarsi. Senza badare a cosa abbiamo tra le gambe. E ho quasi finito. Ma già che ci sono lo dico. Vedo alcune ragazze il cui unico pensiero è farsi belle, mostrare tette e culo e trovarsi un fidanzato. Non ho nulla contro di loro, ognuna ha i propri scopi nella vita. E magari a loro non è successo nulla di male, hanno una casa, l’amore dei genitori, hanno un futuro. Studiano, andranno all’università. E magari si chiedono “ma cosa potrebbe volere una donna dalla vita oltre a quello che ha già?” Ecco, magari a loro non serve nient’altro. Ma non rimaniamo in questa visione chiusa. Ci sono donne nel mondo a cui l’istruzione viene negata. Sono costrette a matrimoni forzati, partoriscono che sono ancora bambine. Alcune neonate vengono lasciate morire solo perché sono nate femmine. Alcune ragazze, mentre noi siamo qui a scrivere e a parlare con le amiche di quanto sia stronzo quel ragazzo che ci ha spezzato il cuore, sono obbligate a prostituirsi. Altro che libri e interrogazioni di cui tanto ci lamentiamo. Il 17% degli adulti in tutto il mondo non è in grado di leggere o scrivere, due terzi (493 milioni) dei quali sono donne, una proporzione che non è variata di molto nel corso degli ultimi 20 anni. Un esempio illuminante è quello di Hauwa Ibrahim, vincitrice del premio Sacharov 2005 e prima donna a diventare avvocato in Nigeria. Oggi Hauwa difende i diritti delle persone che altrimenti non avrebbero accesso alla giustizia a causa dell'analfabetismo. Molte di queste persone sono donne accusate di adulterio e condannate a morte secondo la legge Sharia. Quindi, nel momento in cui una ragazza mi dice “ma abbiamo già tutto nella vita, cosa vuoi ancora?” in realtà mi sta dicendo “ho avuto la fortuna di nascere in un paese in cui i miei diritti li ho qui belli e pronti, cosa mi interessa delle altre donne nel mondo?” Siamo fortunate, molto fortunate. Ma non abbiamo risolto tutti i problemi. Perché ogni giorno si sente la notizia di ragazze stuprate, di donne che subiscono violenze, anche domestiche. In Italia, sono 6 milioni 788 mila le donne che hanno subito violenza almeno una volta nel corso della propria vita. In Italia, le stime che si possono fare non sono specifiche perché moltissime donne hanno paura di denunciare i propri aggressori. E se fai del male a una donna non sei un uomo, sei un bastardo. Perché c’è una grande differenza tra una donna che dice “no” ma intende “sì” e una che dice “no” e intende “no.” La vostra fidanzata può dirvi “no” al vostro “vuoi un abbraccio?” dopo una litigata, e lo dice sorridendo, già si scioglie e si rifugia nelle vostre braccia. E allora poco da dire, quel “no” è solo per scherzare. Certo che lo vuole il vostro abbraccio. Ma una donna che piange, che ha paura, che vuole allontanarsi da un uomo che le vuole fare del male… quella donna se dice “no” è no. E non c’è da discutere. Se continui a farle del male, allora sei un pezzo di merda. Una donna del suo corpo fa quello che vuole. Gli uomini non entrino nel merito. Se una donna vuole abortire, lo fa. Non sto giustificando l’aborto in ogni situazione. Non è un gioco. Ma una donna che è incinta del suo stupratore, una donna che sa che suo figlio avrà delle malattie che gli renderanno la vita un inferno: scusatemi, queste donne io non me la sento proprio di giudicarle senza appello. No all’aborto, e perché? Con quale coraggio dici a una donna che soffre “no, non abortire, è una vita”? Ma cosa ne sai di quello che sta passando? E se toccasse a te, donna così decisa nelle tue opinioni e chiusa di mente? Dimmi, tu, dall’alto delle tue convinzioni, tu cosa faresti? Non mi interessa se ho solo 18 anni e sembro categorica su certe cose. Non mi importa se sembro troppo seria quando si parla di essere donne. È il nostro corpo. Non dobbiamo né esibirlo né nasconderlo. Ma dobbiamo rispettarlo, amarlo e non dobbiamo permettere che dei bastardi ci lascino addosso lividi e paure, ricordi dolorosi e cicatrici. Non voglio che le donne siano considerate superiori agli uomini. Voglio che siamo considerate uguali. E probabilmente passerò la mia vita a lottare. E non smetterò finché le donne non potranno camminare per strada da sole di notte senza temere uno stupro. Non smetterò perché non è giusto che in una stanza piena di donne, un uomo si senta in paradiso mentre una donna in una stanza piena di uomini sia terrorizzata.

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Trovarono tra tutte quelle orribili carcasse due scheletri, uno dei quali abbracciava singolarmente l’altro. Uno di quegli scheletri, che era quello di una donna, era ancora coperto di qualche lembo di una veste di una stoffa che era stata bianca, ed era visibile attorno al suo collo una collana di adrézarach con un sacchettino di seta, ornato da perline verdi, che era aperto e vuoto. Quegli oggetti erano di così poco valore che di certo il boia non li aveva voluti. L’altro, che abbracciava stretto questo, era lo scheletro di un uomo. Notarono che aveva la colonna vertebrale deviata, la testa incassata tra le scapole e una gamba più corta dell’altra. D’altronde non aveva alcuna vertebra cervicale rotta ed era evidente che non fosse stato impiccato. L’uomo al quale era appartenuto era quindi giunto lì, e lì era morto. Quando fecero per staccarlo dallo scheletro che abbracciava, cadde in polvere.

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Ti faccio la promessa più grande che si possa fare, quella che, dopo di te, non farò a nessun altro. Comunque vada, ti prometto che non mi pentirò mai di questo nostro amore. Mi hai dato tanto, troppo, perché un giorno tu possa togliermi più di quanto mi hai donato. Non mi pentirò mai di averti amato così tanto, di averci creduto così tanto. Non mi darò mai della stupida. Non dirò mai “se tornassi indietro”. Perché lo so, anche se tu mi tradissi, se tu mi mentissi, rifarei le stesse cose, ti amerei allo stesso modo. Ci sono amori che non importa come finiscono, l’importante è che siano esistiti.

— Susanna Casciani

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dipingersi
E a volte vorresti cambiare rotta e prendere quel timone per poter finalmente seguire la scia del tuo cuore e non quella del vento, o quella che ti suggerivano gli altri. E a volte vorresti solo qualcuno che ti facesse da salvagente. Per tutta la vita, a salvarti dall'alta marea.
E per tutte le alte maree, a salvarti la vita.

@dipingersi (chia.meoph on instagram)