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Nostalgia.

@eastpakfullofweed

To the bone.
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«Mi fanno impazzire i libri che, quando hai finito di leggerli, vorresti che l'autore fosse il tuo migliore amico, per telefonargli ogni volta che ti va.»

J. D. Salinger, Il giovane Holden.

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Voglio qualcuno che si concentri su di me, che mi dia importanza, una persona con una meta, intelligente, interessante, qualcuno con cui poter parlare liberamente tutto il giorno, qualcuno che sappia vedere oltre e senza pregiudizi, voglio una mente attiva, critica, che abbia le proprie opinioni, una persona con cui sperimentare fantasie sessuali senza imbarazzo, ridere e fare qualsiasi cosa senza pianificarla.
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-Immaginiamo che io venga da te e ti dica ciao. Tu rispondi? -Ciao. -Esatto. E immaginiamo che me ne esco con una frase stupida che neanche un primate userebbe. -Tipo? -Tipo che ne so, tipo “Fa freschetto eh?” -Ma siamo a luglio. -Per questo neanche un primate la userebbe. -Non fa una piega. -Supponiamo che ti offra da bere, ma una cosa leggera sennò pensi male. -Penso male? -Tipo che voglio farti ubriacare. -Potrei pensarlo. -Una coca-cola dunque. -Con ghiaccio. -Se volessimo esagerare, si. -E una fetta di limone, toh! -Un carnevale di Rio proprio. -E poi? Che supponiamo? -Supponiamo che parliamo tutta la sera e scopri che sono simpatico. -Si. -E che forse saresti disposta a uscire insieme. -Si. -Supponiamo che ti porto in un piccolo locale in un vicoletto di Trastevere, con le sedie un po’ scricchiolanti e le porzioni di carbonara abbondanti. -E il vino in brocche scheggiate. -Con le piante rampicanti che salgono fino agli appartamenti sopra di noi. -Si. -Supponiamo che poi facciamo una passeggiata e ci ritroviamo al ponte, davanti tipo a Castel Sant'Angelo con qualche tizio che suona “Wish you where here” seduto per terra, l'aria un po’ umida appiccicosa perchè mi pare di aver capito che non può fare freschetto, giusto? -Giusto. -E stiamo lì, insomma s'è mangiato bene, s'è riso, sei bellissima, la grattachecca di Sora Lella ci ha ghiacciato il cervello e ci sono pure i grilli che fanno un live tipo come al Circo Massimo. -Si? -Eh, metti caso che ti bacio. -Mh? -Quante probabilità ci sono che io poi abbia il profumo dei tuoi capelli riccissimi addosso? -Non saprei. Qualcuna? -E supponiamo che nei giorni seguenti io ti chiamo, tu mi chiami, ci chiamiamo insomma, e scopri che oh, in fondo capisci che mi piace farti ridere perché quel sorriso è tipo la droga più pericolosa mai scoperta dagli scienziati premi Nobel. -Si? -Quante probabilità ci sono che da lì in poi tu cominci a innamorarti di me? -Più di qualcuna direi. -Bene, perché altrimenti eravamo veramente nella merda sai? -Perché? -Perché io ho cominciato a innamorarmi già dal “ciao”.

Tommaso Fusari, Calcolo delle probabilità - @daarksideofhumans (via daarksideofhumans)

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Stop wondering why they didn’t want you.

Stop telling yourself that you were a burden or that you were too distant or too sad or too needy. Because one day, someone will love you for your “too much”s and “not enough”s.