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BAD GIRL

@distructgirl1-blog

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forse sei pazza sicuramente bella hai questi occhi che non finirei mai di guardarci dentro dici cose strane non sempre le capisco mi piacciono la tua voce e i tuoi pensieri hai capelli tutti neri e questi occhi che non finirei mai di guardarci dentro non so se baci lascia stare tutto vieni via cercherò di portarti in posti belli

Guido  Catalano.  (via mare-di-nessuno)

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Non c'è più dialogo, ora tutti i ragazzi si fidanzano su facebook e si lasciano su whatsapp. Prima il rapporto era basato sugli sguardi, oggi chiedi un'amicizia e poi conosci una persona, prima invece conoscevi una persona e poi magari le chiedevi l'amicizia. Poi arriva quell'amico che dice ‘Hai 700 amici solo?’, ma il mio problema non è che ho 700 amici solo, il mio problema è che mi sento solo tra 700 amici. Tutti dicono che l'amore fa male, non è vero. La solitudine fa male, il rifiuto fa male, perdere qualcuno fa male. Tutti confondono queste cose con l'amore, ma in realtà l'amore è l'unica cosa in questo mondo che copre il dolore e ci fa sentire ancora meravigliosi .

Alessandro Siani (via sibaciavanodisguardiqueidue)

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Ti ho lasciato andare come si fa con un biscotto che ti è caduto a terra, che hai una voglia matta di mangiarlo, ma ormai si è sporcato e con tanta tristezza devi buttarlo via. Ti ho lasciato la mano e sapevo che stavi per darla a qualcun'altra. Io non volevo cederti a nessuna e tu non volevi cedermi a nessuno. La differenza è che io stavo sempre ad aspettarti e tu eri sempre da qualcuno che non ero io. Ed io volevo che tu restassi. Lo volevo più di ogni altra cosa, più di qualsiasi biscotto. Ma tu scalciavi come un bambino quando non vuole stare nella culla; Tu scalciavi come un cavallo impazzito, ed io mi stavo facendo troppo male. Così, anche se io volevo mangiarti ad ogni costo, ti ho lasciato andare via, perché ormai ti eri sporcato, ed io la mia malattia me l'ero già presa, non potevo permetterti di contaminarmi per sempre.

Unacostolalussata (via unacostolalussata)

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Certe volte penso a tutto quello che ho perso: la mia migliore amica, la felicità di quando ero piccola, la sicurezza data dall'ingenuità ma, anche, quella bambola con i capelli rossi e ricci che amavo tanto. Penso a quello che avrei potuto avere ma che non ho mai rincorso, per la sola paura di cadere. Penso a quanto amore non ho dimostrato nei momenti in cui avrei dovuto e tutto quello che ho dato senza ricevere nulla in cambio. Penso a quante volte ho bloccato i miei sentimenti e le mie parole, quante volte ho pianto per lasciali andare senza che nessuno si facesse male. Penso a tutte le volte in cui ho provato ad essere felice con la persona sbagliata e tutte le volte che ho rifiutato il ragazzo che poteva essere giusto. Penso a tutte le volte che mi sono sentita sbagliata e diversa, quando mi chiedevo perché non riuscivo ad amare ed essere ricambiata dalla stessa persona e nello stesso momento. Mi ricordo quante volte ho pianto pensando di essere la persona sbagliata per tutti. L'adolescenza fa schifo, ma mi accorgo di aver vissuto di più di quanto facciano le ragazze che si accontentano di un ragazzo al fine di non sentirsi diverse e sbagliate.

mimanchimanontornare (via mimanchimanontornare)

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Ma la verità è che lei non vuole un ragazzo perfetto. Non vuole un ragazzo che piaccia a tutte le ragazze, tanto se è il suo ragazzo l’importante è che piaccia a lei. Non vuole un ragazzo che le scriva ogni mattina: “Buongiorno bellissima” e ogni sera: “Buonanotte amore mio” o che le faccia mille complimenti. Non vuole un ragazzo che le dia sempre ragione o che sia sempre dolce e gentile, non vuole un ragazzo che le regali diamanti e gioielli costosi o che si presenti con un mazzo di rose il giorno del suo compleanno. Lei vuole semplicemente un ragazzo che la ami. Vuole un ragazzo che le scriva una lettera, e che le dica: “Sei così stronza che non so come faccia io a sopportarti, però ti amo”. Vuole un ragazzo che la aiuti in matematica perché lei non riesce a capire quel casino di numeri e lettere, e che abbia pazienza se lei chiederà mille altre spiegazioni. Vuole un ragazzo con cui avere anche delle discussioni, perché così si ritroverebbero più forti di prima, e perché in fondo bisogna essere un po’ diversi per amarsi. Vuole un ragazzo che il giorno del suo compleanno la abbracci forte e le dica: “Indovina un po’? Questo è solo il primo di molti compleanni che festeggeremo insieme, amore”.

-lezionidivoloperprincipianti (via lezionidivoloperprincipianti)

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Ammetto che la “realizzazione” di questo post, non è stata per niente semplice. Per il semplice fatto che le nostre emozioni sono state messe sotto pressione. Ho provato ad interpretare personalmente la situazione della giovane ragazza, ed ha avuto un forte impatto. Mi sono rivisto nel passato, quando la mia autostima mi divorava piano piano, ogni notte. Speravo che fosse l’ultima ma dovevo continuare ancora ad andare avanti. L’insicurezza aumentava e la forza dell’autostima aumentava in senso negativo. Sono arrivato alla conclusione di un pensiero, si passa dall’essere buoni al diventare cattivi per il male che subiamo. Dunque l’autostima è rappresentata come se fosse una persona che raccoglie i nostri pensieri negativi su di essa, e non fanno altro che renderla cattiva e quindi ci attacca quando noi diventiamo più deboli. In alcune vignette, si nota che l’autostima ha uno sguardo triste ma è colmo di rabbia. La colpa di tutto ciò, principalmente è la nostra, siamo noi a farle del male e non viceversa. Quando non sai come affrontare un nemico, non affrontarlo con le parole o con brutte intenzioni ma stringilo a te, esso rimarrà privo di rimorsi. Siate sicuri di voi stessi, non permettete né a voi né a qualcun altro di ostacolarvi, perché alla fine quello che ci rimette, sei solamente tu. Vuoi essere forte? Sii forte, non chiederlo. Vuoi essere felice? Sii felice, non pensarlo. Hai tu in mano la tua vita, trascinala fino a dove vuoi, i limiti sono fatti per essere superati e alcuni limiti sono solo blocchi mentali inesistenti. Ora sorridi, e fai pace con la tua autostima, perché credo abbia tanta voglia di essere abbracciata da te.

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Non avevo interessi. Non riuscivo ad interessarmi a niente. Non avevo idea di come sarei riuscito a cavarmela, nella vita. Agli altri, almeno, la vita piaceva. Sembravano capire qualcosa che io non capivo. Forse ero un po’ indietro. Mi capitava spesso di sentirmi inferiore. Volevo solo andarmene. Ma non c’era nessun posto dove andare. […]Avevo voglia di dormire per cinque anni di fila, ma non me lo permettevano.

Charles Bukowski - Panino al prosciutto (via noncercosoluzioni)

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So che non ne vuoi sapere più niente di me. So che è finito tutto, so che ci siamo fatti tanto male e che adesso è arrivato il momento dell’addio. Non c’è bisogno che tu lo dica, lo so già. È un addio non detto ma comunque esplicito, non ho bisogno di un ultimo abbraccio o di un ultimo bacio, che mi farebbero solo più male. So che andrai avanti senza di me e te la caverai benissimo. Ma una cosa voglio chiedertela, ok? Ricordati di me. Non dimenticarti dei nostri ricordi. Non buttare via niente di noi. Ricordati di quando il mio cuore era tuo e il tuo era mio, e le nostre mani si cercavano sempre, di continuo, e si stringevano e ci sembrava che l’essenziale fosse lì, nelle nostre dita intrecciate, dei lacci che non volevamo sciogliere. Ricordati di quando eravamo insieme, di quando ero la tua piccola e tu eri il mio eroe, di quando le persone di noi dicevano che eravamo troppo diversi per poterci amare, e noi non li ascoltavamo e anche se ci facevamo male, andavamo sempre avanti, in due. Ricordati che non ci siamo mai detti “ti amo” ma ci siamo amati davvero, e non serviva nessuna dichiarazione per capirlo. Ricordati di quando piangevo per te e di quando poi tu mi asciugavi le lacrime, e tutto il male passava. Tu un giorno chiamerai un’altra con i nomignoli che riservavi a me. Un giorno non sarò io la tua “piccola”, e tu sarai l’eroe di qualcun’altra. Un giorno stringerai altre mani e bacerai altre labbra. Un giorno il mio nome non ti passerà neanche per la testa, e nel cuore avrai solo il suo. Ma per favore, per favore, per favore… ricordati di quello che siamo stati e di quanto abbiamo riso, di quanto abbiamo pianto, di quante volte ci siamo persi e di quante ci siamo ritrovati e stretti, stretti forte. Io adesso devo odiarti, e devo andare via con i nostri ricordi, loro sanno quanto ci siamo amati, e li terrò con me perché conterranno per sempre un po’ di te. Adesso io ti dico addio ma non ti dimentico. Non dimenticarmi neanche tu. Per favore, per favore, per favore amore mio, qualsiasi cosa succeda. Per favore, non dimenticarti mai del mio amore, non dimenticarti mai di me. Ti prego. Ricordami.

Miriana Cimbro, lezionidivoloperprincipianti (via lezionidivoloperprincipianti)