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Dimagrire fino a sparire

@deviessereforteguerriera-blog

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“Cosa credi? Che voglia stare sola? Ma sono fatta così, non riesco ad avvicinarmi veramente a nessuno. È un dato di fatto. È come se mi mancasse quella parte dell’anima che si incastra negli altri, come nel Lego. Che si unisce veramente a qualcun altro. Alla fine tutto cade a pezzi. Famiglia, amici. Non resta più niente.”

David Grossman, Qualcuno con cui correre  (via cinquantasfumatureditenebra)

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Non smetteró mai di rebblogarlo

Guardatelo vi prego se è sulla vostra Dashboard ..

Oh mio Dio è stupendo

Dio mio..

dio santissimo

one friend can save a life

Uno dei video più belli che io abbia mai visto.

REBLOGGO INFINITO. ♥

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supremed23
Voglio dimagrire, così anch’io potrò sedermi sopra alle mie amiche senza pensare che peso più di loro. Voglio dimagrire, così quando avrò voglia di saltare nelle braccia di qualcuno, non penserò al io peso. Voglio dimagrire perché quando qualcuno mi chiederà quando peso potrò dirlo senza girarci troppo in torno. Vorrei dimagrire perché la mia felicità aumenterebbe. La mia autostima, aumenterebbe.

Giá

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Tu bevi cioccolata calda, io bevo thé verde. Tu mangi patatine fritte, io mangio insalata. Tu bevi coca cola, io bevo acqua. Tu mangi snack con 200 kcal, io mangio una mela. Voi mangiate, io invece mi limito a guardarvi. Vedi la differenza?

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Sapete cosa significa essere la più grassa delle tue amiche? 
Sapete che significa andare a fare shopping ed essere l'unica che non può provare nessun vestito perché già sa che tanto le starebbe male? 
Sapete che significa dover tirare sempre in dentro la pancia per sembrare più magra? 
Sapete cosa significa camminare e sentire le vostre gambe toccarsi tra un passo ed un altro? 
Ecco questo è perché la sera prima di andare a dormire piango. Piango perché non sono perfetta

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Mi vergofno cosí tanto del mio corpo, mi ritrovo ad osservarlo quasi in lacrime e ad odiarlo, ogni singola parte. Faccio tanto per cambiare, continuo per la mia strada, seppur completamente stupida, a costo di mettermi tutti contro, a costo di farmi prendere in giro, ma non ci guadagno niente di niente. Mi faccio ancora più schifo e probabilmente non raggiugerò mai il mio obbiettivo. È frustante, guardarsi e trovare solamente che difetti, ma sembra nessuno lo veda o capisca, io riesco solo a vedermi enorme, di più ogni giorno. Ho il terrore di pesarmi o di fare qualsiasi altra cosa, mi sento osservata ad ogni sguardo; sono tutti la conferma di quanto sia vero il mio pensiero, di quanto sono lontana.

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Fa schifo la solitudine. Fanno schifo i tagli. Fanno schifo i ricordi. Fanno schifo i sentimenti. Fanno schifo le lacrime. Fa schifo la tristezza. Fa schifo la pena. Fa schifo la paura. Fa schifo la vergogna. Fa schifo la vita. Fanno schifo le persone. Fanno schifo le domande. Fa schifo la sensibilitá. Fa schifo la falsitá. Fa schifo la depressione. Fanno schifo gli insulti. Fa schifo il bullismo. Faccio schifo io..
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《Una volta, su un pezzo di carta gialla con le righe verdi, scrisse una poesia, e la intitolò “chops”, perché quello era il nome del suo cane. E i versi parlavano di lui. Il professore gli diede una A e una stella dorata; e sua madre la appese alla porta della cucina e la lesse a tutte le sue zie. Era l'anno in cui Padre Tracy portò tutti i ragazzi allo zoo, e li lasciò cantare sull'autobus; l'anno in cui nacque la sorellina, con quelle unghiette minuscole, senza capelli. Sua madre e suo padre si baciavano sempre, e la ragazza che abitava dietro l'angolo gli mandò un biglietto di San Valentino con una fila di X, e lui dovette chiedere a suo padre che cosa significassero. E suo padre, la sera, gli rimboccava sempre le coperte. Era sempre pronto a farlo.

Una volta, su un pezzo di carta bianca con le righe blu, scrisse una poesia, e la intitolò “Autunno”, perché quella era la stagione che stava vivendo, e i versi parlavano di questo. Il professore gli diede una A e gli chiese di scrivere in modo più chiaro; sua madre non la appese alla porta della cucina, perché aveva appena imbiancato. E i ragazzi gli dissero che Padre Tracy fumava sigari, e lasciava mozziconi sui banchi, e a volte questi facevano dei buchi. Era l'anno in cui sua sorella mise gli occhiali con le lenti spesse, e la montatura nera; e la ragazza che abitava dietro l'angolo rise, quando le chiese di andare a vedere Babbo Natale . E i ragazzi gli spiegarono perché i suoi genitori continuavano a baciarsi: suo padre non gli rimboccava mai le coperte, e s'infuriava se glielo chiedeva piangendo.

Una volta, su un pezzo di carta strappato dal suo taccuino, scrisse una poesia. e la intitolò “Innoenza: una domanda”, perché quello era il quesito che si poneva su di lui, e i versi parlavano di questo. Il suo professore gli diede una A, e gli lanciò uno sguardo strano, serio: e sua madre non la appese alla porta della cucina, perché non gliela fece mai leggere. Era l'anno in cui Padre Tracy morì, e lui dimenticò come finiva il Credo degli Apostoli. Sorprese sua sorella a fare sesso in veranda, sul retro; e sua madre e suo padre non si baciavano mai, e non si parlavano. E la ragazza che abitava dietro l'angolo si truccava troppo, e lui tossiva quando la baciava, ma la baciava lo stesso, perché era la cosa giusta da fare. Alle tre del mattino si infilava nel letto, e suo padre russava rumorosamente.

Ecco perché, sul retro di un sacchetto di carta marrone, provò a scrivere un'altra poesia, e la intitolò “il nulla assoluto”, perché i versi, in realtà, parlavano di questo. E si diede una A, e si tagliò I suoi dannatissimi polsi. E la appese alla porta del bagno, perché questa volta, pensò, non sarebbe riuscito a raggiungere la cucina. 》

{Noi siamo infinito - Stephen Chbosky}