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@deludedpoet

e tu, beata,
sorridendo nel tuo viso immortale,
domandavi perché ancora una volta
io soffrivo e perché ancora chiamavo
e che cosa soprattutto volevo
avere nel mio cuore in affanno.
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vctmntx
Giurami che ti vedrò ritornare
Come un dipinto che ha perso colore
Promettimi che tornerò a disegnare

Emanuele Aloia; Girasoli 

ti penso alle quattro e sono ancora sveglio

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itsmyecho

Mufasa: Simba, mi hai molto deluso. Simba: Lo so… Mufasa: Avrebbero potuto ucciderti. Mi hai disobbedito deliberatamente, e, quel che è peggio, hai messo Nala in pericolo! Simba: …Stavo solo cercando di essere coraggioso come te. Mufasa: Ma io sono coraggioso solo quando devo esserlo. Simba, essere coraggiosi non significa andare in cerca di guai. Simba: Ma tu non hai paura di niente. Mufasa: …Oggi ho avuto paura. Simba: Davvero? Mufasa: Sì. Temevo di poterti perdere.

BRITOMARTI: Oh Saffo, onda mortale, non saprai mai cos’è sorridere?

SAFFO: Lo sapevo da viva. E ho cercato la morte.

BRITOMARTI: Oh Saffo, non è questo il sorridere. Sorridere è vivere come un’onda o una foglia, accettando la sorte. E’ morire a una forma e rinascere a un’altra. È accettare, accettare, se stesse e il destino.

SAFFO: Tu l’hai dunque accettato?

BRITOMARTI: Sono fuggita, Saffo. Per noialtre è più facile.

SAFFO: Anch’io, Britomarti, nei giorni, sapevo fuggire. E la mia fuga era guardare nelle cose e nel tumulto, e farne un canto, una parola. Ma il destino è ben altro.

BRITOMARTI: Saffo, perché? Il destino è gioia, e quando tu cantavi il canto eri felice.

SAFFO: Non sono mai stata felice, Britomarti. Il desiderio non è canto. Il desiderio schianta e brucia, come il serpe, come il vento.

….

SAFFO: Non invidio nessuno. Io ho voluto morire. Essere un’altra non mi basta. Se non posso esser Saffo, preferisco esser nulla.

BRITOMARTI: Dunque accetti il destino?

SAFFO: Non l’accetto. Lo sono. Nessuno l’accetta.

BRITOMARTI: Tranne noi che sappiamo sorridere.

SAFFO: Bella forza. É nel vostro destino. Ma che cosa significa?

BRITOMARTI: Significa accettarsi e accettare.

SAFFO: E che cosa vuol dire? Si può accettare che una forza ti rapisca e tu diventi desiderio, desiderio tremante che si dibatte intorno a un corpo, di compagno o compagna, come la schiuma tra gli scogli? E questo corpo ti respinge e t’infrange, e tu ricadi, e vorresti abbracciare lo scoglio, accettarlo. Altre volte sei scoglio tu stessa, e la schiuma – il tumulto – si dibatte ai tuoi piedi. Nessuno ha mai pace. Si può accettare tutto questo?

— Cesare Pavese, “Schiuma d’onda”, da “Dialoghi con Leucò”.

Tu non mi hai mai amata.

Ormai l'ho capito, c’ho messo un po’ per rendermene conto.

Tu avevi paura di rimanere solo.

Tu non mi hai mai amata ed io ho sempre finto d'esser cieca, ma tu non mi hai mai amata e questo è tutto, non c'è bisogno d'aggiungere altro.

Sono stata io, piuttosto, ad amare follemente te, ti ho regalato così tanto amore da coprire bene entrambi.

Così tanto da scambiare il mio stesso amore verso di te, per te che amavi me.

Che cazzata.

Che cazzata incredibile guardare con occhi offuscati i tuoi sorrisi e sperare che sarebbero stati sempre e solo miei.

Che cazzata farmi abbracciare ed essere convinta che sarei stata per sempre io quella a star con il viso cosi vicino al tuo cuore.

Che cazzata aver vomitato promesse incredibili ed aver confuso i tuoi silenzi con giuramenti solenni.

Che cazzata enorme, ho fatto, ad amarti cosi pazzamente da vedere riflessi in te i miei stessi sentimenti e credere che fossero tutti tuoi.

Che cazzata gigantesca fotografare tutte le stelle che abbiamo guardato insieme, convinta che sarebbero state nostre e nostre soltanto.

E che cazzata enorme è stato non chiederti mai certezze, perché credevo fossi tu la mia sola sicurezza.

Tu non mi hai mai amata ed ora l'ho capito.

E non sono arrabbiata con te, sono arrabbiata con me.

Sono stata io, che offuscata dal mio amore assurdo per te, mi sono convinta che riuscisse ad arrivarti.

E magari l'amore potesse bastare.

Perché non conta più quanto io ti abbia amato;

perché tu non hai mai amato me.