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Gliocchituoilosannoluinontornerà.

@deenise--blog

Sei sotto effetto baby ?
- Yeah !
Si ?
- Parlami !
Vuoi che ti dica qualcosa ?
- Ah ha
Io so quello che vuoi sentirti dire !
Penso che tu mi vuoi baby, perché anche io ti voglio !
- Penso che ti amo baby.
Penso che ti amo anch'io .. Sono qui per salvarti ragazza, vieni nel mondo di shady voglio crescere con te, apriamo il nostro amore. Io so che mi vuoi baby e lo sai che anch'io ti voglio. Loro mi chiamano Superman, sono qui per metterti in salvo ragazza. Voglio salvarti ragazza, vieni nel mondo di shady ..
- Oh ragazzo, tu mi tiri pazza♡♡
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La leggenda narra che una sera, mentre Fatima preparava la cena, vide rientrare il marito, di cui era perdutamente innamorata, con una concubina (la religione islamica permette la poligamia maschile, e l'uomo si può sposare fino a quattro volte). Profondamente amareggiata dall'arrivo di questa donna, Fatima non si accorse di aver lasciato cadere il cucchiaio di legno con cui stava cuocendo il semolino e continuò a mescolare la cena con la mano, senza sentire dolore fisico, poiché la pena che provava nel cuore era talmente forte da non farle sentire il bruciore alla mano. Quando il marito arrivò in cucina, trovandola in quello stato, le chiese cosa stesse facendo e, solo in quel momento, lei si riscosse, accorgendosi della bruciatura e del forte dolore alla mano. Il marito si prese cura di lei, ma poi le disse che avrebbe passato la notte con la nuova sposa. Fatima accettò la volontà del marito, ma quando egli si recò nella camera con la concubina, lei li osservò di nascosto da una fessura tra le assi di legno della parete della camera. Si dice che quando lo vide baciare la nuova moglie una lacrima uscì dagli occhi di Fatima, per andarsi ad appoggiare sulla spalla del marito, facendogli capire l'amore che provava per lui e convincendolo a rinunciare alla nuova concubina.

Dio…

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Odio la parte di me che ti ama, quella parte che ha bisogno della tua presenza o, anche, del tuo solo ricordo. Malandato, ammaccato, sbiadito, immaginario, forse un po’. Un po’ troppo. La odio così profondamente che mi logora, mi fa a pezzi lentamente, mandando al diavolo quel poco di buono che era rimasto in me.

ossigenomancato. (via ossigenomancato)

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Te la ricordi? Te la ricordi la prima volta che ti sei sentita inferiore,uno spreco di spazio? Te la ricordi? Te la ricordi la prima volta che ti sei svegliata venti minuti prima per truccarti e sembrare “carina”? Te la ricordi? Te la ricordi la prima volta che hai detto “questo lo metterò quando sarò magra”? Te la ricordi? Te la ricordi la prima volta che ti sei messa le dita in gola? Quando hai passato un’ora a guardarti allo specchio e tirarti la pelle indietro con le lacrime agli occhi e poi sei salita sulla bilancia e hai guardato la tazza del water? Te la ricordi? Te la ricordi la prima volta che hai saltato il pranzo o la cena? Quando hai detto “ho mangiato prima e ho perso l’appetito” e poi ti sei sentita lo stomaco che brontolava e ti ripetevi “non sta brontolando,sta applaudendo”? Te la ricordi? Te la ricordi la prima volta che hai appoggiato la lametta sulla pelle? Quando hai chiuso la porta a chiave e hai iniziato a guardare quella punta affilata e hai iniziato a rigirarla tra le dita finché te la sei appoggiata addosso e hai iniziato a pregare “ti prego,ti prego,non posso essere tanto incapace da non riuscire a fare neanche una cosa così semplice.”? Te la ricordi? Te la ricordi la prima volta che ti sei addormentata con le guance ancora umide? Quando i pensieri hanno iniziato a sussurrare e poi hanno,piano piano, iniziato a gridarti contro? Te la ricordi? Te la ricordi la prima volta che ti sei chiusa nel bagno della scuola a piangere? Quando hai sentito che non ce la facevi più a stare seduta un classe e sentirti quella che,nonostante gli sforzi ,rimane quella stupida,mentre gli altri eccellono senza sforzo. Quando hai pensato che non saresti stata capace di uscire e passare nei corrdoi,tra le persone,mentre riescono a vedere tutte le tue imperfezioni? Te la ricordi? Te la ricordi la volta in cui hai iniziato a tenere i capelli raccolti perché sciolti stavano sempre in disordine? Te la ricordi? Te la ricordi la prima volta in cui hai immaginato come sarebbe stato il mondo senza di te? Quando hai pensato che non sarebbe stato così male? Te la ricordi?
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Io spero che tu soffra. E che tu soffra anche tanto. E non mi interessa niente, e dammi della stronza e bastarda, ma non me ne frega comunque. Io spero che tu soffra, che tu stia male almeno un po’. Almeno la metà di quello che io ho sofferto per te, lo spero. Spero che tu pianga quanto ho pianto io per te. Che non sappia da che parte sbattere la testa, tanto da stringerti fra le tue stesse braccia e tremare in piena estate. Spero che tu stia male da vomitare, da farti venire la febbre e tremare allo stesso tempo. Spero che tu stia male per una persona come io lo sono stata per te. Che tu ritrovi la stessa apatia che vedevo io nelle le tue parole. La stessa, nelle parole di un’altra persona. Magari della persona che ami. La stessa indifferenza e voglia di lasciar tutto marcire. Spero che tu stia male. E che tu soffra, come soffrono le persone che vorrebbero, ma non possono. Come me, che volevo salvare qualcosa, il nostro qualcosa. Spero che tu stia male, anche solo un secondo o un minuto. Vorrei che tu assaporassi i secondi che vive una persona distrutta e sconfitta. Una persona che si vede rovinare e sgretolare, inerme, incapace di poter fare altro. Vorrei che tu nemmeno piangessi, che ti mancassero le lacrime per mesi interi. Un minuto. Vorrei che tu lo passassi come ho passato io mesi interi. Solo così, perché l’unica cosa che avrei dovuto fare era quella di farti soffrire come avevo sofferto io. L’unica cosa che dimentico sempre, prima di andarmene, è lasciare un ricordo di me. 
È raro che faccia soffrire le persone, che mi ci metta di impegno e le faccia star male di proposito. Mi pento, ora, di non averti lasciato questo ricordo, rovinandoti la vita come avrei dovuto fare. Ma magari è stato meglio così. Tutto questo dolore un giorno mi servirà, mi aprirà gli occhi, ed invece è giusto che tu rimanga lo stronzo che sei sempre stato.

come-fossi-acqua-dentro-acqua. (via come-fossi-acqua-dentro-acqua)