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"His voice."

@charluz00

"L'amore ci farà a pezzi."
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"Che farai senza di me?" “Mangerò, forse di meno.” “E poi?” “Fumerò, forse di più.” Strinse i pugni e abbassò gli occhi. “Non avresti mai dovuto incontrarmi.” “Non avresti mai dovuto sorridermi.” “Come facevo a non sorriderti?” “Come facevo a non innamorarmi?” La stazione era buia, vuota, eravamo rimasti solo noi lì dentro. In lontananza si cominciava a sentire il rumore dei binari calpestati. “Dai, vado via. Altrimenti perderai il treno.” “Che importa? Quello più importante l’ho già perso.” “E’ colpa tua.” “E’ colpa di questa fottuta distanza.” Attaccai le mie labbra al suo orecchio sinistro e gli sussurrai piano. “Ma adesso siamo vicini.” “Si. Siamo vicinissimi.” “Dimentica i chilometri, ricordati delle emozioni.” “Il treno su cui non vorrei mai salire sta per arrivare. Non c’è più tempo per ricordarmi delle emozioni.” “Allora ricordati di me quando guarderai fuori dal finestrino.” “Se ti bacio ricordo meglio.” E le nostre guance si sfiorarono con le lacrime incastrate fra le ciglia, e le sue mani tremarono nei miei capelli come quando si raccoglie un oggetto prezioso caduto a terra che non si è rotto, e la sua fronte premette forte sulla mia come per schiacciarmi i pensieri, e il rumore del treno si faceva sempre più intenso. “Eccolo lì. Mi sa che devo…” “Si. Devi…” Raccolse lo zaino a terra. “Non mi ricorderò di te quando guarderò fuori dal finestrino. Mi ricorderò di te quanto ti volterò le spalle e ti lascerò qui e starò in pensiero perché non potrò seguirti con lo sguardo mentre mi allontano. Mi ricorderò di te quando in treno ci saranno altri cento posti liberi e a me basterebbe la tua presenza per riempirlo. Mi ricorderò di te quando prenderò la bottiglina d’acqua, e l’altra mano non sarà legata alla tua. E mi ricorderò di te quando…” “Il treno è qui…” Gli dissi con un filo di voce. Lui corse verso le porte che si stavano per chiudere, mi guardò ancora una volta. Dietro quei vetri trasparenti lo vidi sedersi, incrociare le gambe e abbassare la schiena. Il treno era partito. Si allontanava velocissimo, e in quel momento lo invidiavo così tanto, perché stava portando con sé la cosa più cara che avevo. Raccolsi anch’io la borsa a terra. Ma… c’era un bigliettino affianco. Doveva essergli caduto dallo zaino. Lo aprii. “…E mi ricorderò di te quando tornerò a casa, e non mi sentirò più a casa senza di te.”

cassandrablogger (via cassandrablogger)

Reblog a vita.

Una delle note più belle in questo sito

(via vjntage)

La cercavo da tantissimo, reblog per sempre

Bellissima.

Stupenda.

Dio mio, stupenda.

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"Che farai senza di me?" “Mangerò, forse di meno.” “E poi?” “Fumerò, forse di più.” Strinse i pugni e abbassò gli occhi. “Non avresti mai dovuto incontrarmi.” “Non avresti mai dovuto sorridermi.” “Come facevo a non sorriderti?” “Come facevo a non innamorarmi?” La stazione era buia, vuota, eravamo rimasti solo noi lì dentro. In lontananza si cominciava a sentire il rumore dei binari calpestati. “Dai, vado via. Altrimenti perderai il treno.” “Che importa? Quello più importante l’ho già perso.” “E’ colpa tua.” “E’ colpa di questa fottuta distanza.” Attaccai le mie labbra al suo orecchio sinistro e gli sussurrai piano. “Ma adesso siamo vicini.” “Si. Siamo vicinissimi.” “Dimentica i chilometri, ricordati delle emozioni.” “Il treno su cui non vorrei mai salire sta per arrivare. Non c’è più tempo per ricordarmi delle emozioni.” “Allora ricordati di me quando guarderai fuori dal finestrino.” “Se ti bacio ricordo meglio.” E le nostre guance si sfiorarono con le lacrime incastrate fra le ciglia, e le sue mani tremarono nei miei capelli come quando si raccoglie un oggetto prezioso caduto a terra che non si è rotto, e la sua fronte premette forte sulla mia come per schiacciarmi i pensieri, e il rumore del treno si faceva sempre più intenso. “Eccolo lì. Mi sa che devo…” “Si. Devi…” Raccolse lo zaino a terra. “Non mi ricorderò di te quando guarderò fuori dal finestrino. Mi ricorderò di te quanto ti volterò le spalle e ti lascerò qui e starò in pensiero perché non potrò seguirti con lo sguardo mentre mi allontano. Mi ricorderò di te quando in treno ci saranno altri cento posti liberi e a me basterebbe la tua presenza per riempirlo. Mi ricorderò di te quando prenderò la bottiglina d’acqua, e l’altra mano non sarà legata alla tua. E mi ricorderò di te quando…” “Il treno è qui…” Gli dissi con un filo di voce. Lui corse verso le porte che si stavano per chiudere, mi guardò ancora una volta. Dietro quei vetri trasparenti lo vidi sedersi, incrociare le gambe e abbassare la schiena. Il treno era partito. Si allontanava velocissimo, e in quel momento lo invidiavo così tanto, perché stava portando con sé la cosa più cara che avevo. Raccolsi anch’io la borsa a terra. Ma… c’era un bigliettino affianco. Doveva essergli caduto dallo zaino. Lo aprii. “…E mi ricorderò di te quando tornerò a casa, e non mi sentirò più a casa senza di te.”

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Reblog a vita.

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La cercavo da tantissimo, reblog per sempre

Bellissima.

Stupenda.

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Siamo adolescenti. Vogliamo il messaggio della buonanotte, il messaggio del buongiorno. Vogliamo gli abbracci improvvisi, i baci di notte nei vicoli. Vogliamo le risate fino alle lacrime. Vogliamo l’ alcol e le sigarette. Vogliamo le mani sul culo. Vogliamo le scritte sotto casa. Volgiamo sentire i brividi dietro la schiena. Vogliamo ballare. Vogliamo gli after. Le discoteche e i pub dove ci possiamo ubriacare. Vogliamo l’ansia prima di un appuntamento. Vogliamo i nostri compagni di classe anche se la scuola è una merda. Vogliamo gli amori e le delusioni. Il solletico. Le corse sotto la pioggia. Vogliamo urlare. I concerti. Le foto. Vogliamo le cazzate. Le serate nei parchetti. La prima volta di tutto. Vogliamo essere adolescenti.

fuoripiovedentropure (via fuoripiovedentropure)

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VAFFANCULO OK? VAFFANCULO TUMBLR. NON È VERO UN CAZZO CHE TUMBLR È FAMIGLIA, NON È VERO CHE SU TUMBLR SIAMO TUTTI UGUALI E NON FACCIAMO DIFFERENZE. MAGARI NON CI INSULTIAMO, MAGARI NON CI OFFENDIAMO NELLE DOMANDE, MA NON È COSI PER TUTTI. CHE CAZZO DI FAMIGLIA È UNA DOVE LA GENTE LEGGE QUELLO CHE REBLOGGHI A PATTO CHE ABBIA UN RELATIVAMENTE ALTO NUMERO DI NOTE? NON È UNA FAMIGLIA, LE PERSONE SONO LE STESSE CHE PER STRADA TI SQUADRANO DALLA TESTA AI PIEDI PERCHÈ SI SENTONO SUPERIORI. NON È VERO CHE ACCETTATE TUTTI QUI, NON È COSI, PERCHE QUELLO CHE SCRIVE UN BLOG SFIGATO CON 200 LETTORI NON SE LO CACA NESSUNO. SE LO SCRIVO IO NON SE LO CACA NESSUNO. NEANCHE CIO' CHE STO SCRIVENDO ADESSO SE LO FILERÀ NESSUNO E ALLORA VAFFANCULO, PERCHÈ TUMBLR NON È CASA PER TUTTI.

Dio santo finalmente una che dice il vero.

Amen

alleluia.

……………………..

Non sono tutti così …

DATE UN PREMIO A QUESTA PERSONA! 🙌🙏