“Addio. Una parola breve, incolore. Eppure con un significato ben più profondo, a stento racchiuso in queste cinque, asettiche lettere. Vuol dire andarsene, allontanarsi da qualcuno, per sempre. Un tempo piuttosto lungo, in effetti. Ma non si spreca mai un addio per qualcuno di cui non ci importa, no, ed è proprio per questo che quella semplice parola si carica, si impregna di un significato così intenso, cupo. L’attimo prima siamo rinchiusi nella nostra prigione dorata, una bolla lucida, cristallina, che ci fa vedere ciò che c’è all’esterno senza farcelo avere. Eppure, quando ci decidiamo ad infrangere quella liscia superficie brillante e a fare il primo passo verso il mondo ci pentiamo. Perché diciamo addio costretti da un Fato che decide che le rotaie che si incrociano presto prenderanno direzioni ben diverse, perché ogni strada che ha un tratto in comune è destinata a dividersi. Poi ci sono quegli addii così dolorosi, che siano volontari o no, che ti cambiano per sempre. Questi sono del tipo che ti mozza il fiato, che ti fa accasciare a terra senza più aria nei polmoni, senza una reale ragione per alzarsi e lavarsi il viso da quelle lacrime amare. Ci fanno corrodere il cuore fino a plasmarlo in una nuova forma. Fredda, scura, di un nero pece che ribolle. Le emozioni che proviamo si accumulano fino a risucchiarci in quell’abisso di catrame bollente. E poi ci alziamo, ci mettiamo in fila per una vita nuova, vuota e insignificante. Camminiamo al ritmo del nostro nuovo cuore, corrotto dalla malinconia. Ci lasciamo andare alla ripetitività di una vita che non abbiamo mai voluto. Lasciamo che quel catrame che ci ha uccisi si raffreddi, per poi diventare l’unica cosa che ci tiene in piedi, un esoscheletro scuro fatto di delusioni e rassegnazione. Andiamo avanti fingendo che tutto vada bene giorno dopo giorno, nel pallido e spento fantasma della vita che è stata. E poi, nelle notti più buie, la nostra mente ci impone di rivivere tutto da capo, come in una videocassetta che va indietro, indietro e ancora indietro. Riviviamo l’idillio, quello che tanto rimpiangiamo. Stiamo bene, certo, ma solo per i primi minuti. Poi iniziamo a capire che non avremo mai indietro quei momenti passati nell’ignoranza, quando non sapevamo quanto questa vita sia dolorosa e ingiusta. Perché, diciamocelo, tutti noi speriamo che quella rosea alba duri per sempre, donandoci i suoi colori caldi e fugaci, ma presto svanisce in un cielo ben più banale. Riviviamo i momenti in cui abbiamo trangugiato veleno ogni giorno sapendo che la cura sarebbe stata ben peggiore. E poi, nel cuore della notte, arriva il momento di rivivere il momento dell’addio vero e proprio. Spesso non è quello in cui pronunciamo la parola stessa, ma quando ci guardiamo negli occhi con quella persona che per noi significa tutto, con una consapevolezza troppo pesante per il nostro cuore, radicata troppo in profondità dentro di noi per non lasciarla trapelare dal nostro sguardo. È quello il momento in cui capiamo che il Fato è contro di noi, che, per quanto lottiamo, il suo vento spazzerà via quella nuvole dalle mille sfumature che vorremmo guardare per sempre. Allora urliamo, strilliamo, digrigniamo i denti una lenta danza di agonia. La musica si fa più intensa, vibrante. Ci porta in un nuovo abisso fatto di accettazione e ci lasciamo trasportare dalla corrente tanto odiata, finché non guardiamo scomparire quell’alba che si fa di un colore sempre più intenso, tanto bello da far male. Perché gli ultimi attimi sono sempre i migliori, quelli quando guardiamo ciò che abbiamo avuto scivolare via da noi in tutto il suo splendore. Ed è per questo che dire addio è come salutare per l’ultima volta le ultime sfumature portate dall’alba e guardale scomparire in un cielo sempre più comune, sempre più spento. E noi siamo costretti a procedere per la nostra strada in una monotona agonia, guardando dallo specchietto quello che è stato, sperando di riaverlo presto, ma sapendo che non sarà così.”
Tumblr (via innamoratadiunpiccoloangelo)
Prima di morire, vivi.
(via averpauradisognare)
“Prima di morire, vivi”
(via mihainsegnatoavivere)
Rebloggate ed esprimete un desiderio:) Dopo scrivete qui sotto rebloggando, se si è avverato davvero♥ Buongiorno bellezze!
Speriamo 😭
HA FUNZIONATO DIO SANTO,AMO TUMBLR.
Ha funzionato. E non lo so se è per questa gif o era destino, ma so solamente che lui adesso è con me.
Non succederà mai…
È TORNATO È TORNATO
daidaidai
PORCA MERDA,È TORNTO
Funziona cazzo
Mi ricordo che quando ero ritornata da poco con il mio ex, avevo espresso il desiderio che la sera stessa volevo che mi tornasse a dire ti amo, e indovinate cosa mi ha tornato a dire dopo tanto tempo quella sera stessa? Mi ha detto ti amo…non so se sia una coincidenza o doveva andare così a prescindere, ma si è sempre avverato quasi tutto quello che chiedevo quindi non arrendetevi mai ragazze/i, non arrendetevi mai, credete in ciò che volete e in ciò che amate e lo avrete perché l’amore e le persone buone e che hanno dato tanto amore per gli altri vincono su tutto.
Dio si avvera sempre ogni volta qualsiasi cosa chiedo
speriamo
perchè solo a me non funziona..?!
4 yeeh.
Ragazzi ha funzionato dinuovo e funziona sempre
dio mio, mi sono resa conto solo ora che ho rebloggato due volte questo post desiderando due cose diverse ed entrambe si sono realizzate. non so se sia solo una coincidenza, ma diamine io voglio crederci.
Funzioni davvero. Grazie.
Speriamo
Spero.
Speriamo..
Io ci provo☁️
Speriamo…
Manchi. F
(via walking-dead-da)
Dovreste capire che l’inglese è la lingua più bella del mondo, se provereste a capirla, ve ne innamorereste. In inglese innamorarsi si dice ‘fall in love’ letteralmente tradotto ‘cadere in amore’, e infatti in amore si cade e cadendo ci si fa male e rialzarsi è una vera e propria sfida. Invece ‘I am in love with you’, si traduce in ‘io sono innamorato con te’, non di te, e come se si desse per scontato che l’altra persona ricambi. In together c’è la parola ‘to - get - there’ ovvero ‘per arrivare li’ , come se per arrivare da qualche parte bisognerebbe essere insieme. Si potrebbe amare l’inglese anche per il solo motivo che la parola ‘crush’ che vuol dire cotta, ti fa venire in mente il rumore di uno schianto infatti quando si è cotti di una persona si va a sbattere con la testa un po’ ovunque. Oppure ci avete mai pensate mai che la stessa parola imperfect contiene ‘I’m perfect”? Ed è la stessa cosa in impossibile. Mentre “piangere a dirotto” si dice ‘crying your heart out’ come se ogni volta che piangiamo forte rischiassimo di perdere un pezzo di cuore. Mentre la parola “lucciole” si traduce con “fireflies” letteralmente “fuoco che vola” e solo se provi ad immaginare la scena potresti rabbrividire. Cioè dai, vogliamo parlare della parola ‘bed’ che se la guardi attentamente ha la forma di un letto? O della parola ‘stressed’ che al contrario si legge dessert? Pensate alla parola fine, che in italiano fa tanta paura e provoca spesso dolore che in inglese vuol dire “bene”. La parola maschio invece si traduce in ‘male’ e questo già ci fa capire quale sia la differenza tra maschio e uomo. Una cosa meraviglosa e invece che “io” è l’unico pronome che si scrive sempre maiuscolo, non “tu”, non “noi”, sempre e solo “io” come a ricordarci che noi stessi siamo esseri importanti. Gli Inglesi inoltre usano l’espressione “learn by heart” per dire “imparare a memoria” come se la memoria non risiedesse nella mente e infatti i ricordi più belli hanno sede nel cuore. Ma la cosa più bella rimane che dicendo “I love you” si annulla la differenza che in italiano abbiamo tra ti amo e ti voglio bene. Diciamolo questi inglesi con le parole ci sanno proprio fare.
Quando ti rendi conto di avere un padre di merda odioso e fastidioso, beh lì piangi.
Questo ragazzo di nome Josch, soffre di bullismo, bullismo per il suo aspetto fisico. Come pegno lo hanno costretto a invitare al ballo la ragazza più carina e popolare della scuola, pensando che questa tanto respingesse. Josch andò a casa sua con un mazzo di rose e fece la sua proposta, la ragazza senza pensarci lo abbracciato e accettò l’invito. Erano re e regina del ballo.
fonte (staywithmeyou)






