ricordo della sua avversione verso i gatti, "mi guardano in modo strano" diceva. io ridevo. aveva quell'odio sconfinato verso i gatti, ma era adorabile. ricordo il suono della sua risata quando dicevo qualche cazzata o sbuffavo. ricordo di aver paragonato la sua risata a quella dei suoi amici una sera, e di avergli detto: "la tua risata è la più bella tra tutte." non so perché mi soffermarsi a fare certe riflessioni con lui. forse perché ero felice e mi piaceva notare ogni dettaglio della nostra relazione per conservare quegli attimi di felicità. ricordo così tante cose di lui, peccato che siano solo ricordi.
quella sera mi presentai sotto casa sua, spettinata e con le idee in disordine. volevo dirgli che era uno stronzo, volevo dirgli che lo odiavo da morire ma lo amavo al tempo stesso. volevo dirgli talmente tante cose, ma quando aprì quella porta scoppia in lacrime. non potevo reggere quegli occhi verdi che sembravano capire ogni mio pensiero, non potevo reggere ciò che stava succedendo tra noi. così dissi soltanto che non volevo perderlo e lui posò le sue labbra sulle mie.
finì così, lo lasciai scivolare via come le foglie scivolano dagli alberi in autunno. sparì e, silenziosamente, io mi accasciai a terra aspettando il suo ritorno. aspettavo che le sue mani tornassero tra le mie, che i suoi occhi potessero essere ancora posati su di me in un tiepido giorno di aprile. aspettai, ma lui non tornò più. i suoi occhi non si posarono più su di me, la sua voce non mi fece più sentire bella, il suo profumo non mi restò più addosso. e ora, in un ormai freddo giorno d'autunno sento la sua mancanza come quando piove da giorni e ti manca il sole.
dissi che era tardi perché beh, lo era davvero. era tardi per prendere quei treni che non avevo preso. era tardi per presentarsi sotto casa sua, strappargli un bacio e un sorriso e andarmene perché non sapevo concludere nulla. era tardi per il futuro che avevamo accuratamente progettato insieme. era tardi per le corse sotto la pioggia. era tardi per i baci nel vento e le lacrime in stazione. era tardi e basta, e se sei in ritardo un treno lo perdi, così come una persona.
