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Un abisso senza fine

@azureilcuoreunbattitodicigl-blog

[La pioggia le aveva sgretolato l anima e il vento le aveva strappato via quel poco che le era rimasto trascinandola in un abisso senza fine ..]
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" Era diventata persa e si sentiva vuota. Perché quando perdi qualcuno che ami diventi così. Iniziò a capire i miei occhi, i miei discorsi. Iniziò a capire quanto fosse dura dover portare dei fiori a qualcuno che ami e non si trattava di san Valentino, di Natale o di qualsiasi altra festa allegra. Le dissi di essere forte perché sarebbe caduta in un burrone e sarebbe sprofondata. Mi guardò con aria sufficiente e affranta . Capiva il mio dolore e io capivo io suo. Avrei voluto stringerla a me e dirle che sarebbe andato tutto bene, ma alcuni vuoti non si colmano anzi peggiorano e basta. Sapevo che da quel momento in poi sarebbe cambiata e per quando odiavo ammetterlo per alcuni dolori non c è soluzione"

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Sai che lunatico, alla lettera, significa colpito dalla luna? La gente credeva che la luna rendesse pazzi. Una cosa logica, se ci pensi, dal momento che la luna governa le maree e l’ottanta per cento del corpo umano è costituito da acqua.

ilragazzostella (via ilragazzostella)

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Fidarsi,Affidarsi,Amarsi e in fine perdersi. Noi ci siamo fidati,affidati e amati. Eravamo la terza guerra mondiale insieme ma saremmo potuti essere persino la decima,a me non importava ,perché per te ne valeva sempre la pena. Eravamo tutto e niente,tutto quando ci amavamo ,quando ci rifugiavamo l uno nell altro e niente quando abbiamo iniziato ad odiarci e ci siamo lasciati la mano. Ci siamo urlati le peggio cose nel cuore della notte e faceva male. Le nostre mani che si spingevano ,i nostri occhi che smettevano di guardarsi e la nostra bocca che smetteva di univirsi. Eravamo complicati,tu ed i tuoi sbalzi d umore, io e la mia ansia,tu ed il buio,io e gli auricolari. Una combinazione dannatamente diversa ma amabile. Eri sicuro di te,sapevi di avermi eppure sono andata via. Non ho mai saputo tu fossi la mia casa,o io la tua,se era amore o solo uno sfogo. Ma ti amavo.
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Ti sei vestito di promesse vuote e ora al posto della speranza hai il freddo dentro. Non ti mostri mai agli altri,ne forte,ne fragile,ne passibile ,ne indifferente. Ma io nei tuoi occhi ci sapevo guardare e tu eri persa. Non sai quello che provi,se provi qualcosa. A tratti hai gli occhi tristi,a tratti persi,e la maggior parte delle volte ghiacciati. Una matita nera ti riveste gli occhi,chissà se é per mascherare le occhiaie ,gli occhi gonfi in mezzo a un fiume in piena. Un ciuffo di capelli sempre dinanzi il volto,chissà se per renderti meno visibile o per rendere meno visibile il resto. Non ti sforzi,ne di ridere ,ne di piangere e neppure di sospirare ma ti sforzi di vivere. Chissà se hai mai visto il mare,o se l hai visto negli occhi di qualcuno e poi? Poi forse l hai perso,o si é spenta la luce(?) Chissà qual é il tuo profumo preferito? O se l hai respirato per un periodo che sembrava infinito o che é finito troppo presto. Chissà se hai mai amato,hai mai avuto una casa,una meta o una mano da prendere? Ma soprattutto ti sei mai sentito vivo? Io si,io mi sentivo vivo ogni volta che eravamo insieme. Io si,avevo un profumo preferito,il tuo. IO si, io ho amato,ti ho amato e ovunque andrai,ovunque sarai,ti amerò comunque. Perché anche io,anche io ho avuto il cuore ghiacciato e continuo ad averlo ma con te no,perché basta guardare negli occhi tuoi per vederci il mare,per amare, per sentirsi a casa. Per ridere per piangere. Per vivere a me basti tu

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Il suo amore era come l essere. E cos é l essere? È qualcosa di fottutamente astratto che non si puó né toccare,né immaginare ma c è. Il suo amore era questo,qualcosa che ti mandava in bestia,ti faceva rodere il culo e dannare l anima. Non sapevi mai quando iniziava,se iniziava, quando finiva e se finiva. Ma c era è per quelli come lei era una misera conosolazione.

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QUanto tempo é passato da quando ci siamo persi? Come abbiamo smesso di amarci? Come abbiamo potuto permettere questo e continiare ad andare avanti? ERavamo belli insieme,eravamo forti ma ti ricordi o no? TI ricordi di tutte le volte che con le lacrime agli occhi e la voce roca ci siamo chiesti di restare? E dimmi..la ami come amavi me o forse non ci siamo mai amati? Ti chiama anche lei nel bel mezzo della notte per dirti che ti ama?. Il punto e che io so,so di dover dimenticare tutto e che il passato oramai é andato. Ma come si fa a vivere nel presente se il passato ti vive dentro? Dentro gli occhi,dentro il cuore..

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uff-puff

« Era la vertigine. L'ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa. »

-Milan Kundera,”L’insostenibile leggerezza dell’essere.”

(Passeio ao crepúsculo,Vincent Van Gogh.)

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Ci sono luoghi dove un abbraccio fa più male che in qualsiasi altro posto. Lì, dove ci lasci la pelle, in ogni passo che non hai protetto, che hai soffocato, nel dolore causato, tra le lacrime che non hai asciugato e la schiena di chi si è voltato e non è più tornato.

Manuela G. (via rivoluzionaria)

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Vuoi sapere perché soffro in silenzio? Perché mi basta saperti felice per non interferire nella tua vita e non andare contro le tue abitudini o desideri? Vuoi sapere perché ti ho dato tutto quello che potevo contro ogni logica e ragione? Perché ti amo. E vuoi sapere perché ti amo? Perché la mia anima è completa, tranquilla e serena solo quando incontra la tua.

A. Failla (via soniamencarelli)

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"I wanna die" Mi disse e in quel momento caddi più giú di quanto è giusto cadare. Voleva essere morta disse,senza pensare neanche un attimo a noi. L unica cosa che voleva era morire ,e glie lo si leggeva negli occhi che eravano offuscati dalle lacrime,eppure se piangeva forse ancora qualcosa la provava e forse poteva salvarsi. Voleva essere morta perché si era persa,avrei dovuto immaginare come si sentiva ma in realtà volevo esserlo anche io. La strinsi a me e le dissi che c ero io con le,ma con me? Chi c era con me a combattere questo inferno? Non glie lo chiesi anche se avrei voluto tanto farlo,ma il punto e che ogni volta che la guardavo,che la stringevo a me mi sentivo vivo e quell istante vorrei che fosse durato all infinito. Le promisi che l avrei salvata e in realtà la salvai,iniziò a ridere con gli occhi ma nessuno,nessuno salvó me.
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Salii sul treno senza sapere se quella fosse l andata o il ritorno. Salii su quel treno senza avere certezze,non avevo idea se in quel momento fossi a casa ma non importava. Era mattina presto e fuori era buio,il sole sembrava che non volesse sorgere. Avevo paura,forse per la prima volta o semplicemente avevo smesso di nasconderlo. Arrivai a destinazione e c era lei,con le sue facce buffe e le sue incertezze ad aspettarmi. Era tanto bella tanto quanto persa. Scesi dal treno,con un borsone in mano e notai che le tremavano le gambe così mi affrettai e la strinsi a me. La guardai e aveva uno sguardo quasi assente ed ebbi la consapevolezza che non avrei mai saputo se quella sarebbe stata mai la mia casa. Ebbi la consapevolezza che non l avrei mai conosciuta fino in fondo,per davvero ma,non mi importava perché in qualche strano modo o,forse per caso o per destino ,era la mia salvezza e neanche le incertezze potevano cambiare questo.
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Erano le cinque del mattino e fuori c era un temporale. Dormivano tutti e sembrava non si accorgessero di come la pioggia scendeva forte e decisa a farsi sentire e di come i lampi volessero dare un pò di luce in una stanza buia. Erano le cinque del mattino e finalmente mi sentivo a casa. Erano le cinque e sembrava che si fosse fermato il tempo, tu eri lì che dormivi beata abbracciata a me. Piano piano hai aperto gli occhi e mi hai strinto forte a te,come se fossi io la tua casa e per la prima volta mi sono sentito in pace perché quela tempesta lì fuori era quella che avevo negli occhi prima c che mi prendessi per mano.