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Aspettando che mi gridi una poesia

@avro-cura-di-te

Sono un mix di felicità e sarcasmo. Poi però arriva la notte e divento quasi amore 🌹
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Mi piacciono i silenziosi, non i taciturni. Mi piacciono gli originali, non gli stravaganti. Mi piacciono i coraggiosi, non gli incoscienti. I protagonisti, non gli spettatori. I sognatori, non gli utopisti. I sinceri, non gli adulatori. Mi piace chi affronta la vita con leggerezza, non con superficialità. Chi crede in se stesso, non il convinto. Mi piacciono le belle persone, che è diverso dalle persone belle.
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sen-tiamo
Fai quello che ti rende felice, vivi, divertiti, esagera. Ma non tornare a casa mai col rimpianto di non aver fatto qualcosa, piuttosto col pentimento di aver fatto più del dovuto.

sen-tiamo (via sen-tiamo)

Source: sen-tiamo
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Ieri Virginia mi ha chiesto: “Papà, ma se tu e la mamma vi lasciate chi è che tiene due figlie e chi una?” Ero in cucina che stavo affettando le cipolle, la domanda mi ha colto di sorpresa. “In che senso, Virginia?”, ho detto. “Siamo tre sorelle”, ha detto, “la terza sorella non potete mica dividerla a metà!” Mi è venuto da ridere. Stavo per risponderle: “Non ti preoccupare, amore, la mamma ed io non ci lasceremo mai”, ma non volevo mentirle, perché so che ogni relazione s'inventa ogni giorno, e il torto più grande che puoi fare a te stesso, e agli altri, è proprio quello di crederti invincibile. “Virginia”, ho detto, “se per caso la mamma ed io un giorno ci separassimo vi vedremmo tutte e tre, un po’ io e un po’ la mamma, non ti preoccupare.” “Ma in Mrs. Doubtfire il papà vedeva i bambini solo il sabato”, ha detto. “Virginia, certe volte quando due genitori si lasciano possono succedere delle cose”, ho detto. “Magari non si sono lasciati bene, ma litigando. Ma la mamma ed io siamo stati sempre d'accordo che, se anche ci lasciassimo, voi verreste sempre prima di tutto. Hai capito? Sempre.” Mi ha fissato in silenzio. “Papà”, ha detto d'un tratto. “Ma l'amore può finire?” Ci ho pensato un attimo prima di rispondere. “L'amore non finisce”, ho detto, “sono le persone che cambiano.” “Le persone?”, ha detto. “Virginia”, ho detto, “anche gli adulti crescono, sai? Tu adesso sei una bambina grande, sette anni fa eri una bambina piccola. Funziona un pochino così anche per le mamme e i papà. Io quando ho conosciuto la mamma ero una persona diversa, lo era anche lei. L'importante, quando due persone si amano, è riuscire a cambiare insieme o rispettare i cambiamenti dell'altro. I genitori, con i propri figli, fanno proprio quella cosa lì, invece fra loro certe volte non ci riescono. E’ per quello che l'amore per i figli è l'unico che non finisce mai mai.” “Ma tu”, ha detto, “quando hai incontrato la mamma, come hai fatto a sapere che era la mamma?” “Non ho capito”, ho detto. “Come hai fatto a capire che volevi amarla?”, ha detto. “Ah, quello”, ho detto. “L'ho capito dopo circa dieci minuti.” “E da cosa?”, ha detto. “Quando ci siamo incontrati la prima volta, si è sollevata i capelli dietro la nuca, sopra la testa, e si è fatta uno chignon senza neanche un elastico, solo annodandoli”, ho detto. “E allora?”, ha detto. “E allora lì ho capito che lei aveva disperatamente bisogno di un elastico”, ho detto. “E io dei suoi capelli.” “E tu ce l'avevi, l'elastico?”, ha detto. “No”, ho detto, “ma quando la mamma lo ha scoperto ormai mi voleva già bene.” “Papà!”, ha detto, “ma allora l'hai imbrogliata.” “Forse un pochino”, ho detto, “ma il punto è che la mamma è stata la prima che mi abbia mai fatto venire voglia di cercare un elastico, capisci che intendo?” Mi ha guardato per qualche secondo. “Tieni papà”, mi ha detto, sfilandosi l'elastico che le teneva su i capelli. “Così tu e la mamma non vi lasciate.” Lei ha riso, io per fortuna stavo affettando le cipolle.

Matteo Bussola (via fourteenblushes)

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Lui era un bravo ragazzo e con me, solo con me, la sua faccia era diversa. Baciava come un ragazzo di quelli da evitare. Toccava come un ragazzo di quelli da evitare. Faceva l’amore come un ragazzo di quelli da evitare. Però era un bravo ragazzo, perché dopo certi baci mi accarezzava, dopo certe notti mi richiamava, e poi mi guardava in un modo, in quel modo in cui ti guardano quando non sanno cosa fare, cosa dire, ma capisci che vogliono solo stare con te. Noi eravamo due bravi ragazzi che facevano un sacco di cose che non si possono raccontare, insieme. Cose che non l’avresti mai detto, con quelle espressioni dolci, che ne potessimo essere capaci. Lui era un bravo ragazzo, e io, io l’ho amato tanto. Soprattutto quando fingeva di essere un duro e poi mi prendeva la mano senza accorgersene e non la lasciava più.

S. Casciani. (via perlabionda)

e ora però?