Avatar

Δησмαℓу

@anomaliahh

🇮🇹 Italian fanfic writer blog, she/her, 21 y.o. I love: Creepypasta | Horror | Undertale | Videogames | History | Theater | Pokémon | Anime | Mystic Messenger | Music | Pizza | Chocolate | Animals | TV Series | Books | Writing | Sleep late | Memories | Travel | Photos | Madness | 𝗜 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗳𝗿𝗼𝗺 𝗛𝗼𝗿𝗿𝗼𝗿𝘁𝗮𝗹𝗲.
Avatar

downside: going to have to include a picture of the Giza pyramids in the slides for the lecture upside: i get to give people a crash course in why perspective matters in two frames, because

followed by

is such a funny sequence

i find most people who haven't seen it in person don't know that cairo is RIGHT THERE

Avatar

I loved these perspectives so I took some of my own when I was in Cairo and yeah, they're literally just. Right there. Pass em on your way to work, nbd

No, y'all don't even understand.

There is literally a Pizza Hut across the street from the pyramids.

Avatar

That Pizza Hut among other things is why Egyptologists laugh their asses off when we see another piece of media where the protagonists get "lost in the desert near the pyramids", because it's like... just turn around my dudes you're only a seven min walk away from the nearest fastfood shop

Yall don't know how much I adore all of this

Learn to speak ‘Onigiri’ with Inumaki

高菜(ta-ka-na) - pickled mustard leaf おかか(o-ka-ka) - bonito flakes ツナ (tsu-na) - tuna しゃけ (shi-ya-ke) - salmon 明太子 (me-n-ta-i-ko) - cod roe こんぶ (ko-n-bu) - kelp いくら (i-ku-ra) - salmon caviar ツナマヨ (tsu-na-ma-yo) - tuna mayo すじこ (su-ji-ko) - salmon roe

beta character ai embarrassingly enough is fucking with my writing shshhsjs because i usually write in past tense but the AI roleplays in present tense….

which means i just finished the next drabble for the event and i noticed how i just switched into present tense subconsciously halfway through 😭😭😭 rip

I FELT THIS DHAHXHSH 💀

What is yours will find you

-ˏˋ 𝐃𝐍𝐈 𝐋𝐢𝐬𝐭 ˊˎ-

↳ Non interagire con me se fai parte di queste categorie.

▹ Racist, homophobic, transphobic, sexist, ableist, etc. – anyone against human rights.

Nazis or fascists.

Pedophile, zoophile, necrophile.

TERFs or MAPs.

Abusers/rap1sts apologist.

Animal abusers.

Pro ana or pro Eating Disorders.

Pro-life (against the right to abortion).

▹ Anyone who doesn't respect other people's beliefs – such as cultures or religions (including atheism).

Bigots.

▹ Anyone who demonize or fetishize mental disorders/illnesses.

▹ Disorders/illnesses fakers.

▹ Anyone who ships real life people with each other.

▹ Anyone who supports incest ships/minor × adult ships.

Anyone who doesn't respect other ships (normal and safe ofc) and the people who ships them.

▹ Anyone who does body shaming, in any forms.

▹ Anyone who does kinkshaming and is anti-kinks (yes, even for the "weird" ones you're thinking of/don't like).

▹ Anyone who judges or invalidates other's coping mechanisms or other people's traumas.

▹ Anyone who invalidates pronouns.

▹ Anyone who doesn't respect people's innate right to live however they choose as long as it makes them happy and doesn't hurt anyone else.

Rule your mind or it will rule you

ᴅɪꜱᴄʟᴀɪᴍᴇʀ: Non sono vostra madre, pertanto voi siete responsabili dei contenuti che consumate. Non controllerò ogni account che interagisce con i miei post NSFW. E non iniziate drama per questo.

-ˋˏ ✄ ┈┈┈┈┈┈┈┈┈┈┈┈┈

𝐒𝐜𝐫𝐢𝐯𝐨:

×Reader (fem/male)

Headcanons

Fluff

Angst

Major Character Death

NSFW & Smut (18+ only!)

Gore

Explicit abusive relationships

𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐜𝐫𝐢𝐯𝐨:

Incest

Pedophilia/Zoophilia

Specific age gaps

Polyamory (ʙᴜᴛ ɴᴏᴛʜɪɴɢ ᴀɢᴀɪɴꜱᴛ ɪᴛ)

Specific health diseases

Your OC × Character

¹ ɴᴏᴛᴇ: In caso di tematiche forti, troverete sempre gli opportuni trigger warnings ad inizio post! ✩

┈┈┈┈┈┈┈┈┈┈┈┈┈

² ɴᴏᴛᴇ: Sono sempre super disponibile ma ricordate che ho il diritto di rifiutare qualsiasi richiesta se non mi sento a mio agio con essa o se non credo di poterla scrivere bene, quindi in caso vi chiedo di accettarlo e non farmi sentire in colpa.

Write hard and clear about what hurts

✧ 𝑼𝒏𝒅𝒆𝒓𝒕𝒂𝒍𝒆 𝑨𝑼𝒔:

✧ 𝒀𝒐𝒖𝒓 𝑩𝒐𝒚𝒇𝒓𝒊𝒆𝒏𝒅 𝒈𝒂𝒎𝒆:

✧ 𝑴𝒚 𝑯𝒆𝒓𝒐 𝑨𝒄𝒂𝒅𝒆𝒎𝒊𝒂:

✧ 𝑨𝒏𝒈𝒆𝒍𝒔 𝒐𝒇 𝑫𝒆𝒂𝒕𝒉:

✧ 𝑴𝒚 𝑫𝒆𝒂𝒓 𝑯𝒂𝒕𝒄𝒉𝒆𝒕 𝑴𝒂𝒏:

✧ 𝑴𝒚𝒔𝒕𝒊𝒄 𝑴𝒆𝒔𝒔𝒆𝒏𝒈𝒆𝒓:

Don't stop trying to find me here amidst the chaos

❃ 𝐍𝐚𝐦𝐞: Eri

❃ 𝐏𝐫𝐨𝐧𝐨𝐮𝐧𝐬: She/her

❃ 𝐀𝐠𝐞: 21

❃ 𝐍𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐲: Italian 🇮🇹

❃ 𝐌𝐁𝐓𝐈: ISFP 9w8

❃ 𝐙𝐨𝐝𝐢𝐚𝐜 𝐬𝐢𝐠𝐧: Virgo

❃ 𝐁𝐢𝐫𝐭𝐡𝐝𝐚𝐲: 10/09

❃ 𝐎𝐭𝐡𝐞𝐫 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐬: WattpadInstagram

» 🅺🅸🅽🆂 «

PersephoneLore Olympus
Ochaco UrarakaMy Hero Academia
Jane PorterTarzan
MillieHelluva Boss
Kissing Tears {ꜰʟᴜꜰꜰ}

▹ 𝐩𝐚𝐢𝐫𝐢𝐧𝐠: Peter (YB) x Fem!Reader

▹ 𝐡𝐞𝐚𝐝𝐞𝐫 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭: aphasia4fog on Instagram & Twitter

▹ 𝐬𝐭𝐲𝐥𝐞: one-shot

《Oh, v-vieni, entra pure!》

Disse Peter scansandosi dall'ingresso per farti entrare. Dire che era nervoso era dire poco, lui aveva proprio scritto in faccia a caratteri cubitali: "Dio non farmi fare cazzate come al solito". E l'avrebbero capito tutti, non soltanto le persone a lui vicine come te. Non era mai stato capace di nascondere le sue emozioni, il suo sguardo e il suo sorriso parlavano per lui, nel bene e nel male. Non c'era bisogno che dicesse niente. Non ti sopportava? L'avresti ben intuito dallo sguardo truce con cui ti fulminava anche solo per un "ciao" o dalla sua mascella serrata. Gli stavi simpatico? Il suo sguardo si sarebbe illuminato ogni qual volta ti avrebbe incontrato e ti avrebbe sempre ascoltato e osservato con interesse. Gli piacevi? I suoi occhi dolci e il suo sorriso da ebete l'avrebbero reso subito palese. Pensavi che se le sue pupille avessero potuto diventare a forma di cuore come nei vecchi cartoni l'avrebbero sicuramente fatto. Ed infine le sue mani che, in qualsiasi caso, non riuscivano mai a stare ferme: quando si irrigidivano stringendosi in un pugno che sembrava pronto a colpire o quando si torturavano involontariamente i vestiti mentre stava parlando.

Con te però era sempre stato il Peter dolce e premuroso con un sorriso da ebete che sembrava sciogliersi ad ogni parola che dicevi. Fin dall'inizio. E l'avevi sempre trovato dannatamente adorabile, tant'è che adesso eri a casa sua, per la prima volta.

《Grazie~》

Gli sorridesti dolcemente cercando di rassicurarlo ed entrasti. Ad una prima occhiata l'appartamento sembrava in ordine... anche fin troppo. Sapevi che quando un posto era stranamente troppo ordinato probabilmente il proprietario aveva riordinato tutto in fretta e furia all'ultimo secondo. E questo era sicuramente il caso di Peter, che non era proprio una persona così maniaca dell'ordine. Tuttavia il pensiero che si fosse messo a pulire e riordinare per il tuo arrivo ti fece sorridere. Sarebbe stato davvero carino da parte sua e nessuno ti aveva mai dato tutte le attenzioni che ti aveva dato lui da sempre.

《E-ecco, lasciami pure il giacchetto...!》

《Oh, giusto》

Ti abbassasti la zip sotto il suo sguardo dopodiché ti aiutò subito a toglierlo, posandolo sull'attaccapanni vicino alla porta. Il suo tocco era un po' impacciato ma gentile come sempre. Anche se eravate da soli a casa sua non avevi esitato neanche un secondo ad accettare il suo invito, sapevi che lui non avrebbe mai potuto farti del male. Notasti accanto al tuo il suo giacchetto, blu scuro, lungo, e non potesti non trovare divertente l'evidente differenza di dimensioni e lunghezza rispetto al tuo. In effetti, in confronto a te, Peter era davvero alto e quello non faceva altro che ricordarti quanto eri bassa.

《È davvero carino il tuo appartamento, molto meglio del mio! Perché dicevi che era un disastro?》

《Beh, lo era, fidati... solo perché non l'hai visto prima, heh...》

Quello aveva confermato i tuoi pensieri di prima. Non riuscisti a trattenerti dal provocarlo.

《Davvero? Quindi hai pulito tutto per me~?》

Gli domandasti con un sorrisetto, aspettandoti già la sua reazione. Di risposta lui arrossì, non eccessivamente ma quanto bastava per farlo notare, dopodiché distolse lo sguardo portandosi una mano dietro la nuca, visibilmente in imbarazzo. Esattamente quello che ti aspettavi. Quando si trattava di te ci voleva davvero poco per farlo arrossire.

《N-non potevo certo accoglierti nel disordine...!》

Ridacchiasti divertita.

《Grazie Peter, è stato davvero carino da parte tua...》

Ed ecco che il suo imbarazzo lasciò spazio al suo solito sorriso perdutamente innamorato. Sembrava così genuino che questa volta fosti tu quella ad arrossire.

《C-comunque!》

Si schiarì la voce per spezzare quella strana atmosfera.

《Hai fame? Ho preparato qualcosa-》

Neanche lo facesti finire di parlare.

《Sto morendo di fame! Fammi vedere, sono curiosa~!》

《Non ti aspettare chissà che eh, sono andato sul classico!》

Ti fece strada nella sua piccola cucina, il tavolo era già perfettamente apparecchiato per due persone, uno di fronte all'altra. Semplice ma carino, niente di troppo vistoso o elegante, proprio come piaceva a te. Anche perché qualcosa di elegante o romantico sarebbe risultato decisamente fuori luogo in un appartamento del genere.

《Accomodati pure!》

Disse sorridendo mentre spostava di poco una delle due sedie per farti sedere. Dopodiché si avvicinò al forno e non appena lo aprì si levò nell'aria un profumo buonissimo ed inconfondibile: lasagne. Appena le vedesti uscire dal forno il tuo sguardo si illuminò, avevi già l'acquolina in bocca solo a guardarle.

《Hai fatto le lasagne! Come sapevi che era il mio piatto preferito?!》

Lui distolse lo sguardo, imbarazzato come sempre, emettendo una piccola risatina divertita.

《Solo fortuna...~》

Posò il vassoio sul tavolo e tagliò due porzioni di lasagne, servendo ovviamente prima te.

《Credi che ti basteranno? Ho preparato solo questo ma se avrai ancora fame dimmelo!》

Ridacchiasti fra te e te, con quei modi sembrava quasi tua nonna, tuttavia sapevi che lo diceva soltanto perché ci teneva davvero che tu stessi bene.

《Non preoccuparti, un piatto di lasagne come questo mi sazia sempre》

Ti sorrise e iniziaste a mangiare. Appena mettesti in bocca il primo pezzetto, morbido e caldo al punto giusto, riuscisti quasi a sentire le tue papille gustative fare i salti di gioia mentre la besciamella ti si scioglieva sulla lingua. Era davvero squisito.

《Mh-!》

Peter ti guardò perplesso e un po' preoccupato mentre ingoiavi quel boccone, sicuramente pensò di aver sbagliato qualcosa o che ti fossi scottata perché era troppo caldo.

《Ma sono buonissime! Le hai fatte davvero tu?》

A quelle parole la sua espressione si rasserenò, sorridendo.

《Certo, tutto quanto! Sono felice che ti piacciano...!》

《Cavolo, hai questo talento e non me l'hai mai detto... che spreco! Avrei potuto mangiare altre volte queste splendide lasagne!》

Esclamasti con un finto tono triste, quasi teatrale. Peter ridacchiò divertito.

《Beh, da adesso in poi posso fartele quante volte vuoi~!》

《Sei da sposare...》

Quelle parole ti uscirono spontaneamente, senza neanche che te ne accorgessi, come se fosse qualcosa di talmente naturale da risultare ovvio. Quando realizzasti cosa avevi appena detto però arrossisti di botto, come fece anche lui. Vi guardaste per qualche attimo, senza saper bene cosa dire, poi distoglieste lo sguardo.

《S-se lo dici tu...》

Mormorò appena, con un sorriso felice sul volto.

Dopo quel momento di imbarazzo la cena proseguì abbastanza bene, entrambi finiste il vostro piatto di lasagne - anzi, a dirla tutta tu rubasti anche un po' delle lasagne di Peter, non gli potevi resistere - e lo aiutasti a sparecchiare. Avevi notato che per tutta la cena lui aveva guardato più te che il piatto, probabilmente non aveva neanche fatto caso al gusto di quelle lasagne, e di tanto in tanto si era pure morso la lingua per sbaglio. Non avevi mai visto qualcuno mordersi accidentalmente la lingua così tante volte ma lo trovasti davvero carino.

《E adesso che si fa?》

Domandasti avviandoti di nuovo verso il salotto.

《Uh... se vuoi potremmo-》

《...E quello cos'è?》

Lo interrompesti. Eri passata davanti la porta aperta della sua camera e non avevi potuto non sbirciare velocemente al suo interno. L'ansia cominciò pian piano ad impadronirsi di Peter, non sapendo ancora a cosa ti riferissi essendo rimasto ad asciugare le ultime posate in cucina. Terminò quello che stava facendo in fretta e furia e ti raggiunse subito.

《C-cosa...?》

《Quello!》

Dicesti indicando la teca con un piccolo serpente dalle squame ambrate al suo interno, collocata su un mobile della camera.

《Oh, quella è Rat!》

Tirò un sospiro di sollievo, lieto di sapere che non avevi visto niente di strano o compromettente.

《Tranquilla, non morde, non è velenos...》

Ma con sua grande sorpresa tu eri già appiccicata alla teca che guardavi il serpentello con un sorriso affettuoso, senza neanche aver finito di ascoltare le raccomandazioni di Peter.

《...Non hai paura, eh?》

Chiese avvicinandosi a te.

《Scherzi? Come si fa ad aver paura di un esserino così adorabile?》

Posasti un dito sul vetro della teca, vicino alla piccola testa del serpente. Rat ti guardava e sembrava più incuriosita che spaventata.

《E poi si vede lontano un miglio che è innocua!》

《Sai, puoi prenderla se vuoi...!》

Ti voltasti verso di lui con un sorriso smagliante.

《Davvero?! Sarebbe fantastico, grazie!》

Peter ti sorrise e proseguì ad aprire la teca. Una volta libera Rat cominciò subito ad avvolgersi tra le sue dita, da come si muoveva sicura si capiva che lo conoscesse a memoria. Visto che non stava un attimo ferma doveva farla passare continuamente da una mano all'altra per evitare che gli risalisse lungo tutto il braccio.

《Ecco, tieni...》

Mormorò avvicinando le mani alle tue. Rat avvicinò cautamente il muso ad una tua mano, osservando bene il nuovo "territorio".

《Tranquilla Rat, puoi fidarti... è un'amica》

La sua voce quando parlava alla sua amichetta diventava sorprendentemente dolce, come se stesse parlando con una sua bambina. Quando si trattava del serpente, tutti i segnali di imbarazzo, vergogna o nervosismo venivano cancellati. Normalmente non sarebbe mai riuscito a starti così vicino, a far sfiorare le vostre mani in quel modo senza arrossire, ma in quel momento invece sì.

Dopo qualche attimo di esitazione finalmente Rat si decise a lasciare le mani di Peter avvolgendo le tue dita.

《A-ah, eccola...!》

Non avevi mai toccato un serpente prima di allora e sentire quella pelle fredda, sottile e squamosa scivolarti fra le dita fece percorrere lievi brividi lungo tutto il tuo corpo. Nelle tue mani Rat era cauta, molto più lenta e incerta, si muoveva con attenzione esplorando ogni angolo. La trovasti davvero adorabile.

《Ma quanto sei carina eh, piccolina~?》

Inutile dire che ti uscì la classica vocina buffa che esce ogni volta che si parla a qualche animale o ad un bambino molto piccolo ma non gli desti troppo peso. Sapevi che non dovevi vergognarti di queste piccole cose con Peter. Avvicinasti il musino di Rat al tuo viso per guardarla meglio: sembrava così fragile da quanto era leggera e sottile ma la sua voglia di esplorare ed i suoi occhietti rossi come il sangue sprizzavano forza e vitalità. Le accarezzasti la testa con un dito della mano libera e le desti un leggero colpetto con il naso sul suo muso, come a farti dare un piccolo bacio. In risposta l'animaletto mosse la testa come se fosse perplesso da quel tocco. Certe volte si dimostrava davvero buffa, complice anche lo sguardo apparentemente perso dato dai suoi occhi a palla. Apristi la bocca per dire nuovamente qualcosa a Rat ma un flebile singhiozzo strozzato alle tue spalle ti bloccò. Ti voltasti subito.

Peter era seduto sul letto che ti stava guardando e stava piangendo. Silenziose lacrime scendevano lungo le sue guance come piccoli serpenti trasparenti. La sua espressione non sembrava triste, anzi, sarebbe stata normale se non fosse stato per quelle dannate lacrime. Non aveva emesso alcun suono fino a quel momento, non sapevi da quanto tempo stesse piangendo, ma vederlo in quello stato ti spezzò il cuore e ti sentisti tremendamente in colpa senza sapere neanche per cosa.

《P-Peter...?》

La tua voce era un sussurro. Non pensavi neanche di meritare di parlare o di preoccuparti per lui dal momento che eri stata così presa da Rat da non esserti accorta di quello che gli stava succedendo, qualsiasi cosa fosse. Non avevi idea del perché stesse piangendo, sembrava che stesse bene fino a pochi minuti prima. E speravi con tutta te stessa che fosse stato così, prima.

Il pensiero di aver sbagliato qualcosa o averlo ferito in qualche modo cominciò ad insidiarsi prepotentemente nella tua testa, ma più provavi a pensare a cosa potessi aver fatto di sbagliato e più non trovavi risposte.

《S-Scusa...》

Non potevi sentire la sua voce tremare a quel modo.

《T-tutto bene? Che succede?》

《È solo che... mentre ti guardavo...》

Fece una piccola pausa, cercando le parole giuste.

《Ho pensato al fatto che non... n-non ho mai avuto nessuno prima in casa mia, in camera mia...》

Deglutì a vuoto, probabilmente provando a far scendere il nodo alla gola.

《S-sono stato solo per anni e-e vederti qui insieme a me, insieme a Rat...》

Si lasciò scappare un altro piccolo singhiozzo.

《...mi ha fatto pensare a quanto sia grato di averti qui. Di averti conosciuta...》

Concluse, mentre stringeva nervosamente i suoi pantaloni con una mano tremante. Nonostante le lacrime adesso si stagliava un dolcissimo sorriso sul suo volto.

A quel punto stavi piangendo anche tu. Non ti saresti mai aspettata che qualcuno potesse dirti qualcosa del genere, né che qualcuno riuscisse davvero a piangere per la gioia di averti nella sua vita.

Dopo quelle parole, quella confessione, non potevi stare a guardare ulteriormente. Le tue gambe si mossero praticamente da sole. Ti precipitasti da lui, lasciando Rat su un cuscino lì vicino, e lo baciasti stringendolo forte a te. Lo baciasti come se fosse la cosa più naturale del mondo, come se lo facessi da una vita. Ed in fondo era da una vita che volevi farlo, ma forse te ne rendesti conto solo in quel momento. Lui ricambiò il bacio quasi istantaneamente, dopo qualche secondo di stupore ed incredulità, stringendoti per i fianchi. Grazie a quella vicinanza riuscisti a percepire molto bene il suo profumo di colonia con un leggero retrogusto di fumo e sigarette. Era il suo profumo, soltanto suo, e lo amavi proprio come amavi lui. Avresti voluto imprimere quell'odore nei tuoi vestiti, sul tuo corpo, in modo da averlo sempre con te. Mentre vi baciavate gli accarezzavi le guance, preoccupandoti di asciugargli con cura e amore ogni traccia delle lacrime versate poco prima, come se fosse stato quel bacio a cancellarle. A cancellare tutto il dolore e la tristezza di quei suoi anni in solitudine.

《Non sei più solo, okay? E non lo sarai mai più...》

Gli mormorasti a fior di labbra, con ancora il fiato corto a causa del bacio. Fu quello il tuo modo di dirgli che lo amavi. Lui ti guardava con un sorriso commosso, completamente rosso in viso e perdutamente innamorato, come era sempre stato fin dal primo momento in cui ti aveva vista. Adesso però non c'erano più segni di pianto sul suo volto.

《Q-quindi non piangere più o bacerò tutte quelle lacrime, intesi?》

Dichiarasti con sguardo deciso.

《Tesoro, questo non è un buon incentivo per farmi smettere di piangere, anzi... mi fa venire ancora più voglia...》

Ammettesti a te stessa che non aveva tutti i torti. Non eri mai stata brava a trovare "punizioni" e in particolare in quel caso avevi soltanto detto la prima cosa che ti era passata per la testa. Probabilmente la cosa che avresti voluto fare tu, non quella che lo avrebbe fatto smettere. Rideste entrambi, insieme.

《Stupido...》

Lo baciasti ancora una volta, sedendoti a cavalcioni sulle sue gambe. Eri certa che non volevi lasciarlo, per nessun motivo al mondo.

Laid Bare {ꜰʟᴜꜰꜰ}

▹ 𝐩𝐚𝐢𝐫𝐢𝐧𝐠: Lust!Sans x Fem!Reader

▹ 𝐡𝐞𝐚𝐝𝐞𝐫 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭: bones_on_skin on Instagram & Twitter

▹ 𝐬𝐭𝐲𝐥𝐞: one-shot

▹ 𝐓𝐖: molestia

Lust era già da qualche minuto che si guardava nello specchio del camerino, con la cassa toracica in bella mostra. Non sapevi bene cosa volesse sistemarsi, a te pareva che andasse benissimo già così. D'un tratto fece illuminare di colpo i suoi occhi, abbozzando un piccolo ghigno, per poi farli tornare normali in un lampo e facendo sparire anche quel sorriso. Notasti che guardò il tuo riflesso nello specchio, eri seduta su un morbido e peloso pouf bianco dietro di lui. C'eravate solo voi due, lui faceva entrare soltanto te nel suo camerino, prima di uno spettacolo.

《Ti deve piacere molto quella maglia, mh?》

Esordì lo scheletro. Tu ti guardasti: indossavi un semplice maglione oversized di un rosa pastello piuttosto chiaro le cui larghe maniche ti superavano di poco i gomiti. Era abbastanza scollato ma sotto ci avevi abbinato una maglietta beige a maniche lunghe che contribuiva a nascondere ancora di più il tuo corpo. Eri letteralmente il contrario di Lust, pensasti.

《Beh, sì... perché?》

《Era la stessa che indossavi anche quella sera...》

《Quella sera?》

Il tuo sguardo si fece a dir poco confuso.

《La prima volta che ci siamo incontrati!》

Realizzasti poco dopo a cosa si riferisse e non riuscisti a non arrossire per la vergogna al solo pensiero.

《Ah, ti prego, non me lo ricordare... è stato così imbarazzante...》

Mormorasti mentre ti torturavi le maniche di quel maglione. Una domanda però ti sorse spontanea.

《...aspetta, ma come fai a-》

《Tesoro, eri l'unica che poteva entrare in uno strip club con un maglione del genere. Sembra più una coperta che un vestito!》

Ridacchiasti e anche lui sorrise divertito, girando per un attimo la testa verso di te.

《Sì, in effetti hai ragione, però... non so, mi fa sentire bene stare qui dentro... mi fa stare bene nascondermi...》

Mormorasti, spostando lo sguardo verso un punto indefinito del pavimento, con uno strano sorriso sulle labbra. Un sorriso un po' malinconico forse, per quella tua sensazione così in contrasto con il pensiero comune del tuo universo. Lust si limitò a guardarti attraverso lo specchio, con lo sguardo di chi sapeva cosa volesse dire.

《Hai ragione, dovrebbero guardare solo chi vuole essere guardato...》

Da fuori si iniziò a sentire la musica del palco partire e alzarsi pian piano sempre di più, riempiendo tutto il locale. Lust fece comparire in un attimo, da sotto le sue costole, una strana sostanza rosa semi-rigida che si estendeva fin dentro i suoi pantaloni, imitando un corpo umano. Si allargò un po' l'elastico dei pantaloni e guardò all'interno, da dove fuoriusciva un piccolo bagliore, per poi risistemarsi.

《...come me, per esempio~!》

Si voltò in modo teatrale, con un largo sorriso stampato in volto. Non era il suo naturale sorriso, lo conoscevi ormai, era semplicemente già entrato nelle vesti dell'attore. In un attimo si era già messo di nuovo la sua canottiera corta e il suo lungo gilet. A quel punto ti alzasti e gli sorridesti.

《Allora io vado...》

《No, aspetta!》

Si avvicinò a te mettendoti una mano sulla spalla prima che potessi fare qualsiasi passo.

《Vieni dietro le quinte, è più sicuro...》

Non riuscisti a capire a pieno il significato di quella frase, né perché fuori o nel locale potesse essere pericoloso, ma ti fidasti di lui ovviamente. Era la persona di cui sapevi di poterti fidare ciecamente, inoltre sembrava sempre sapere o nascondere qualcosa che ti era sconosciuto.

Così ti prese per mano e ti guidò dietro le quinte del palco. La sua presa era stranamente delicata, sembrava quasi avesse paura di toccarti o di farti male e questo sicuramente stonava con il personaggio di lui che tutti si immaginano ma, per qualche motivo, ti rese felice. Eri a conoscenza di molte cose di Lust che tutti gli altri ignoravano, tra cui anche quel piccolo particolare, e questo ti faceva sentire speciale, quasi onorata.

Tuttavia, prima di finire con l'arrossire a causa di quei pensieri, decidesti di distrarti guardandoti in giro. Il dietro le quinte di quel palco era davvero... strano, particolare. Sembrava quasi tutto un altro universo rispetto al mondo che avevi sempre conosciuto: qualcuno stava in un angolo a fumare, un paio di ballerine invece stavano provando e riprovando le mosse del loro spettacolo mentre altre si facevano delle foto, infine c'era perfino qualche tecnico in pausa che stava schiacciando un pisolino. Lì erano tutti concentrati su loro stessi, a differenza della gente che vedevi fuori e, in effetti, ti sentivi un po' più tranquilla.

《Allora?》

Lust richiamò la tua attenzione.

《Meglio qui, mh~?》

Annuisti con un sorriso.

《Sì, c'è proprio un'atmosfera diversa qua dietro...!》

《Già... beh, adesso è meglio che vada, il mio pubblico mi aspetta~!》

《Stendili come sempre~!》

Indossò uno dei suoi soliti sorrisi da palcoscenico e ti guardò per qualche altro secondo, il tempo necessario per far comparire dei piccoli cuori nelle sue pupille e far brillare i suoi occhi di un rosa acceso. Era pronto.

《Non sbirciare, eh~》

Ti salutò con un occhiolino e sparì dietro il piccolo corridoio che conduceva sul palco. Subito dopo si alzarono grida, applausi e complimenti, seguiti dalla voce all'altoparlante del locale che annunciava l'entrata in scena di Lust.

Lui non voleva che tu guardassi i suoi spettacoli, non gli piaceva per qualche motivo, e a te andava benissimo così. In fondo anche tu preferivi vederlo senza una maschera.

Anche se, in realtà, una volta l'avevi l'avevi visto esibirsi, almeno per un po'. La prima volta che avevi messo piede in quel posto ed anche la prima volta che vi eravate incontrati, come aveva accennato lui poco fa nel camerino.

Ed è proprio con quei pensieri che la tua testa non poté fare a meno di tornare a quei momenti.

• • •

Non sapevi esattamente come avevi fatto a farti trascinare in quello strip club. Un attimo prima eri fuori con il tuo gruppetto di amici, l'attimo dopo sei lì dentro. Così impari a non prestare attenzione alle conversazioni ed estraniarti sempre dagli altri, pensasti. Fatto sta che adesso eri bloccata davanti il bancone di un bar con un drink che non volevi bere, circondata da migliaia e migliaia di persone e mostri sudati, urlanti e fin troppo su di giri, il tutto scandito da una musica così assordante da far venire il mal di testa. Non era decisamente un posto per te quello. Avresti voluto uscire il prima possibile ma non potevi certo abbandonare la tua compagnia in quel momento, sapevi che se l'avessi fatto avrebbero finito per escluderti definitivamente ed erano le uniche persone con cui uscivi ogni tanto. Non potevi perderle.

Anche se, in realtà, c'era rimasto ben poco di loro lì con te. Una ragazza era sparita da tempo nei bagni, altri erano andati a ballare non si sa dove. Eri rimasta solo in compagnia di un tuo amico completamente ubriaco che, nonostante quello, continuava ad ordinare da bere e blaterare cose senza senso ed una tua amica che era impegnata a parlare e provarci spudoratamente con qualcuno seduto accanto a lei. Tu eri lì in mezzo, a rigirarti quel drink fra le mani osservandone i colori e le bollicine che si muovevano, sperando che il tempo passasse in fretta.

Ad un tratto sentisti anche una mano, o meglio una zampa felpata, toccarti il fondoschiena. Quel contatto ti fece sobbalzare e girare all'istante verso lo sconosciuto che ti aveva toccata: era un mostro piuttosto alto dalle sembianze di un ghepardo con una giacca di pelle nera che, appena incrociò il tuo sguardo, ti fece l'occhiolino con un sorrisetto ammiccante. Non sapevi minimamente come reagire ma sapevi che nel tuo universo era praticamente un complimento ed anzi, sarebbe stata una disgrazia se nessuno avesse voluto toccarti, così abbozzasti un sorriso, timido e poco convinto. Lui per tua fortuna sparì subito dopo tra la folla e tu ti fiondasti immediatamente sul drink, adesso ti era stranamente comparsa un po' di voglia di bere.

Dopodiché cercasti di concentrarti su altro, finendo con lo sguardo sul palco. C'era uno scheletro senza maglietta che stava ballando e facendo acrobazie attorno ad un palo a ritmo di musica. Aveva l'aria decisamente stanca ma allo stesso tempo sembrava che non potesse farne a meno, come se fosse dipendente da qualcosa. Tuttavia non fu proprio la decisione migliore posare gli occhi su di lui in quel momento visto che dopo poco tirò fuori la lingua e si abbassò i pantaloni. Non vedesti niente, distogliesti lo sguardo in un lampo, completamente rossa in volto per la vergogna. Eri pronta ad ordinare un altro drink se solo la tua amica a fianco, che aveva notato tutto, non ti avesse interrotta prima di parlare.

《Hey, ti piace Lust, mh~?》

Domandò con un sorrisetto beffardo.

《C-chi?》

La guardasti confusa e ancora un po' imbarazzata.

《Lo scheletro che balla, è la star di questo posto!》

《Ah... beh, assolutamente no! Perché dovrebbe? Non lo conosco neanche!》

《Beh... forse perché ha una bella dote~?》

Sogghignò distanziando i due indici fra loro per indicare una certa misura. Ci mettesti qualche secondo per realizzare a cosa alludesse.

《N-no, no, non mi interessa, davvero!》

《Eh? Come non ti interessa? Andiamo, non fare la timida, guarda che a me puoi dirlo~!》

《Te lo dico io perché non le interessa, la tua amica è ancora una verginella!》

Si intromise sghignazzando lo sconosciuto con cui stava parlando prima lei. La tua amica lo guardò per poi guardare di nuovo te in cerca di conferme.

《Cosa? Possibile?》

Avresti voluto sprofondare in quel preciso istante. Avevi fatto di tutto per non far uscire fuori quell'argomento con te come protagonista e ci eri sempre riuscita... fino ad ora. Maledisti in silenzio quello sconosciuto.

《E-ecco... io... i-insomma...》

《Oh cazzo (t/n), dobbiamo assolutamente rimediare! E abbiamo l'occasione giusta davanti agli occhi!》

《E-eh-?!》

《Sì sì, e pago io, non ti preoccupare!》

Fu così che, a spettacolo finito, fosti trascinata davanti la porta di una delle camere al piano di sopra. Erano le stanze private dove potevi passare del tempo da sola con le star del locale o con chi volevi tu e la tua amica l'aveva prenotata per un'ora intera con Lust. Avevi provato a dissuaderla dal farlo, ma era stato tutto inutile e adesso non potevi certo tirarti indietro dopo tutto quello che aveva dovuto sborsare. Dalle altre stanze vicine si potevano udire gemiti, mugolii e urla ovattate che contribuivano a farti sentire tremendamente a disagio. Guardasti la tua amica e lo sconosciuto che, poco lontano da te, stavano cercando di incitarti ad entrare gesticolando. Non si sarebbero persi per niente al mondo quel tuo momento. Non potevi fare più niente, ormai eri costretta ad andare in fondo a questa cosa. Deglutisti a vuoto, cercando inutilmente di ingoiare anche tutta l'ansia che avevi. Prendesti un bel respiro e, ancora per niente convinta, bussasti.

《Avanti, ti sto aspettando da un po'~!》

Ecco, adesso avevi fatto scocciare pure Lust che stava solamente facendo il suo lavoro, pensasti. Quella serata non poteva andare peggio.

Spinta dalla pressione che sentivi entrasti subito, ritrovandoti davanti lo scheletro che avevi visto ballare sul palco, seduto sul letto matrimoniale al centro della stanza. Per tua fortuna aveva tutti i vestiti addosso, fatta eccezione per un gilet lungo rosa dalla pelliccia di un azzurro brillante, appoggiato all'attaccapanni in un angolo della camera. Esitasti qualche secondo per poi chiuderti la porta alle spalle.

A quel punto vi guardaste per qualche secondo, in silenzio. Non sapevi minimamente cosa dire o cosa fare. Alla fine fu lui a prendere l'iniziativa e parlare.

《Hai freddo, dolcezza?》

Domandò alzandosi dal letto e avvicinandosi a te. Ci provasti a sostenere il suo sguardo per più di due secondi, ma fallisti miseramente. Quelle sue luminose pupille rosa e quel suo sguardo così sicuro ti mettevano troppo in soggezione. Nessuno ti aveva mai guardata in quel modo.

《Non preoccuparti, adesso ci riscalderemo un po'~》

Ti sorrise maliziosamente accarezzandoti una guancia. Quel tocco ti fece rabbrividire e in risposta riuscivi soltanto a stringere il tuo maglione rosa pastello, nervosa. Il tuo sguardo vagava freneticamente dal parquet bianco alle pareti rosso bordeaux, cercando invano di scappare. Tuttavia non potevi certo fermarlo o andartene, in teoria eri entrata lì per quello. Inoltre i due fuori che stavano aspettando di sentire qualcosa per poter esultare non ti avrebbero di certo lasciata uscire facilmente, per non parlare di Lust. Gli avresti fatto buttare un'ora di lavoro ed era davvero un sacco di tempo, avrebbe avuto tutte le ragioni per arrabbiarsi.

Eri così presa da tutti questi pensieri e dall'ansia di quello che sarebbe potuto accadere di lì a poco che quasi non sentisti la voce dello scheletro.

《Hey, tutto bene?》

《U-uh?》

Il suo tono di voce era cambiato, non era più provocante come prima, ora era normale e tranquillo, anzi quasi preoccupato. Fu quel suo cambio a darti la forza per guardarlo e notasti subito che le sue pupille non erano più di un rosa brillante ma erano diventate bianche. Anche il suo sguardo era cambiato, adesso era molto più rassicurante. Sembrava una persona totalmente differente insomma.

《E-ecco... sì, c-cioè... insomma, heh...》

Lui ti osservò per qualche altro secondo, per poi allontanare la mano dal tuo viso. Evidentemente aveva capito che non volevi essere lì, anche se alla fine era abbastanza palese.

《Perché sei venuta qui?》

《Amici...》

Riuscisti a dire soltanto, portando lo sguardo sulle tue scarpe.

《M-mi dispiace...》

Aggiungesti mormorando.

Dovevi sembrare davvero patetica ai suoi occhi, pensasti. Lui invece abbozzò un piccolo sorriso intenerito.

《Capisco... quindi ti hanno costretto loro a venire qua, mh?》

Annuisti.

《Già, non hanno voluto sentire ragioni...》

《Beh, sei stata fortunata, piccola! Se non vuoi stare qui puoi uscire, tranquilla》

Ti sorrise e anche tu ricambiasti, decisamente felice e grata che lui avesse compreso la situazione. Lust si allontanò da te, andando verso il letto. A quel punto il tuo primo istinto sarebbe stato quello di andartene ma ti bloccasti prima ancora di fare qualsiasi movimento.

《...n-non posso》

《Eh?》

Si voltò guardandoti interrogativo.

《Non posso andarmene così... l-loro hanno pagato questa stanza, insistito così tanto e poi-》

《Sono qui fuori, mh?》

Annuisti nuovamente. Lui sospirò.

《Beh, allora... direi di dargli quello che vogliono sentire~》

Si avvicinò di nuovo a te, sotto il tuo sguardo confuso. Non avevi idea di cosa volesse fare ma, a differenza di prima, adesso non avevi paura di lui. Ti mise una mano sulla spalla e ti spostò delicatamente da davanti la porta. Per un attimo pensasti che volesse uscire fuori a parlare con i tuoi amici e stavi per fermarlo ma, invece, si fece comparire improvvisamente da sotto le sue costole una strana sostanza dello stesso rosa delle sue pupille che si estendeva fin dentro i suoi pantaloni neri. Ricreava la forma di un bacino umano anche se sembrava più morbido e gelatinoso. Ti affascinò molto, non avevi idea che uno scheletro del genere potesse avere anche quei poteri e ti domandasti a cosa potessero servirgli. Tuttavia la risposta non tardò ad arrivare.

Si accarezzò la parte del corpo appena creata, i suoi occhi si accesero di nuovo di un rosa brillante e notasti che anche i suoi zigomi si fecero leggermente rossi. Infine schiuse la bocca per far uscire un gemito di piacere.

《A-ah~》

E poi continuò, aggiungendone altri, alcuni più acuti e forti e altri meno. Sembravano tutti tremendamente realistici e abbastanza femminili. Tu sussultasti per la sorpresa diventando subito rossa come un pomodoro e ti allontanasti all'istante, guardando altrove, completamente in imbarazzo. Ti chiedesti come facesse a replicare certi versi così bene ed in modo così naturale senza fare niente di eccitante, inutile dire che per te sarebbe stato impossibile.

Il suo "concerto" erotico durò per un po' di tempo, minuti che ti sembrarono interminabili, e alla fine si concluse con un orgasmo -ovviamente finto, anche se nessuno fuori avrebbe potuto intuirlo-. Riprese fiato e, con il tempo di un battito di ciglia, le sue pupille erano già tornate bianche e il rossore sparito dal suo viso. A quel punto ti guardò con un sorriso divertito.

《Adesso non dovrebbero darti più fastidio~》

Annuisti velocemente, ancora un po' rossa in viso.

《S-sì, grazie...!》

Tuttavia eri davvero troppo interessata a toglierti le curiosità che ti erano frullate per la testa in quei momenti, quindi trovasti il coraggio di continuare.

《Però... come hai fatto a... i-insomma...》

Ti schiaristi la voce e iniziasti a gesticolare con le mani nel tentativo di far capire quello che volevi dire. Ti imbarazzava anche soltanto pronunciare la parola "gemiti" a voce alta. Non sapevi davvero come, proprio tu, fossi potuta nascere in un universo del genere.

Lust ti guardò per qualche secondo, probabilmente godendosi la scena di te totalmente imbarazzata che cercavi inutilmente di dire determinate cose, per poi scoppiare a ridere genuinamente divertito.

《Torna sempre utile saper fingere qui, piccola!》

Dopodiché il suo sorriso si affievolì, diventando un po' più serio.

《Non sai mai chi ti capita...》

Percepisti un velo di amarezza nella sua voce e nel suo sguardo, ma sparì subito dopo. Ti sentisti quasi in dovere di cambiare argomento.

《E... posso toccarla...?》

Domandasti timidamente, indicando la pancia gelatinosa che si era creato poco fa e che c'era ancora. Era da quando l'avevi vista la prima volta che ti eri chiesta come fosse fatta.

《Eh?》

Lui sembrò confuso e un po' spiazzato da quella domanda, come se non ci fosse abituato. Ti guardò per poi abbassare lo sguardo sul suo bacino artificiale.

《Ah, c-certo, guarda che sono qui apposta eh~!》

Disse ridacchiando e avvicinandosi a te. Voleva sembrare sicuro ma in realtà si notava che era anche leggermente imbarazzato.

《Grazie...!》

Lo toccasti con un dito, premendo delicamente e, per tua sorpresa, al tatto quella strana sostanza rosa era molto meno gelatinosa di quello che sembrava. Anzi, era abbastanza rigida anche se molto morbida, tuttavia era davvero liscissima tant'è che il tuo dito scivolò subito sulla sua pelle. Lo sentisti rabbrividire a quel tocco e quando alzasti lo sguardo su di lui lo scopristi intento a trattenere una risatina.

《Mh- pfft-》

Vedendo quella sua buffa espressione ti si allargò un piccolo sorrisetto beffardo sul volto.

《Soffri il solletico per caso...?》

《Z-zitta, e non dirlo a nessuno, intesi?! Ne va della mia reputazione!》

Ridacchiasti, in effetti quelle reazioni e quelle espressioni non si addicevano per niente al personaggio di lui che ti eri immaginata la prima volta che l'avevi visto.

《Va bene, va bene, non lo dirò a nessuno, tranquillo~》

Gli sorridesti dolcemente, allontanando la mano.

《Ma adesso... che facciamo per tutto il tempo che ci rimane?》

《Beh, tu forse saprai un sacco di cose su di me, ma io non so neanche il tuo nome!》

Disse mettendosi a sedere sul letto e allungando la mano verso una bottiglia di vino già aperta sul comodino.

《Direi che hai un bel po' di cose da raccontare... e un sacco di tempo a disposizione~》

Si versò un po' della bevanda in uno dei due calici che erano vicino alla bottiglia.

Ti sedesti a fianco a lui e passaste il resto della vostra ora a farvi domande e parlare di un sacco di cose diverse. Alla fine quell'esperienza, contro tutte le tue aspettative, si rivelò davvero una bella serata.

• • •

Quando riapristi gli occhi venisti accecata dalla brillante luce del camerino di Lust. Ti guardasti intorno un po' confusa e ancora frastornata dal risveglio, l'ultima cosa che ricordavi è che eri dietro le quinte del palcoscenico mentre adesso eri nuovamente seduta sul morbido pouf del camerino.

《Finalmente ti sei svegliata, cominciavo a darti per morta~》

Lust richiamò la tua attenzione. Ti guardava seduto sulla poltroncina davanti lo specchio, con il gomito appoggiato sulla piccola scrivania dove teneva qualche trucco e la testa sorretta dal palmo della mano. Notasti che le sue pupille erano ancora a forma di cuore, la cosa ti fece sorridere. Le trovavi davvero belle.

《Te l'ho sempre detto di non addormentarti così in giro... poi potresti ritrovarti con uno sconosciuto in tutt'altro posto!》

Ti rimproverò con un sorriso, indicando prima sé stesso e poi il camerino.

《Cavolo, scusa, devo essermi appisolata mentre aspettavo che finisse lo spettacolo... quanto ho dormito...?》

Mormorasti stropicciandoti un occhio. Quel gesto però ti fece notare che Lust aveva messo il suo gilet sopra di te come fosse una coperta, per tenerti al caldo. Non riuscisti a non arrossire lievemente a quel pensiero, era stato davvero carino da parte sua.

《Per un bel po', visto anche che il mio spettacolo è finito! È piena notte adesso...》

Sbarrasti gli occhi a quell'informazione.

《C-che?! Oddio, ma allora devo tornare a casa...!》

Ti affrettasti ad alzarti, prendendo il gilet di Lust.

《Ti accompagno》

Si alzò anche lui per poi avvicinarsi a te, tu gli restituisti il suo gilet.

《Grazie...》

Ti sorrise e solo in quel momento le sue pupille tornarono al loro normale bianco. Lui ti offrì un suo braccio, che tu abbracciasti, e in un attimo vi ritrovaste davanti la porta di casa tua. Ormai ti eri abituata al teletrasporto, per fortuna, anche se le prime volte furono davvero... tragiche.

《Eccoci qua~》

Lasciasti il suo braccio.

《Già, grazie mille ancora, per tutto!》

《Figurati...》

Vi guardaste per qualche attimo. Il silenzio attorno a voi creava una strana atmosfera intima e quasi romantica. Al buio poi le pupille di Lust sembravano brillare ancora di più, illuminandogli di poco gli zigomi. Furono proprio i suoi occhi a trattenerti lì invece di entrare in casa, non avevi mai fatto caso al modo in cui ti guardava. Non avresti saputo spiegarlo, ma era come se volesse abbracciarti, proteggerti solo con lo sguardo. Sentivi i suoi occhi addosso, ma in un senso positivo, diverso da come facevano tutti gli altri abitanti di quell'universo. Nel senso che lui osservava qualsiasi lineamento del tuo viso come se volesse memorizzarne ogni dettaglio, per ricordarti anche quando te ne saresti andata o nei momenti in cui non fossi stata insieme a lui. Come se volesse portarti dentro di sé per tutta la giornata.

《(T/n)...》

Il tuo cuore saltò un battito non appena lui pronunciò il tuo nome. Ti prese una mano, delicatamente.

《È da tempo che... insomma...》

Distolse lo sguardo, decisamente imbarazzato. Sembrava stesse cercando parole che non trovava o che non sapeva come fare a tirare fuori. Era la prima volta da quando vi conoscevate che lo vedevi in quello stato. Di solito eri tu quella imbarazzata, insicura ed impacciata dei due. Il tuo cuore cominciò ad accelerare pian piano i battiti ad ogni secondo che Lust passava a decidere cosa dire.

Alla fine cambiò idea.

《No, ecco... non sono bravo con le parole, heh...》

Abbozzò un sorriso nervoso e finalmente riportò lo sguardo su di te. Avvicinò di poco il viso al tuo portando una mano sulla tua guancia.

《Posso...?》

Sussurrò guardandoti negli occhi, il suo pollice sfiorò le tue labbra. Ci mettesti qualche secondo per realizzare tutta quella situazione, nel mentre le tue guance si fecero così calde che avrebbero potuto andare a fuoco. E proprio a causa di quei tuoi secondi di silenzio Lust iniziò a dubitare della tua risposta e la sua tipica sicurezza cominciò ad abbandonarlo.

《L-lo so lo so, forse sarebbe stato più romantico e spettacolare se l'avessi fatto e basta, però-》

Non gli desti modo di continuare perché lo baciasti prima che potesse dire qualsiasi altra cosa. Non volevi che si allontanasse, che cambiasse idea o che ti lasciasse, per niente al mondo. Lui inizialmente sbarrò gli occhi sorpreso ma subito dopo ti strinse a sé, ricambiando quel bacio tanto dolce quanto pieno d'amore e desiderio.

Sapevi che le sue labbra avevano baciato mille altre persone prima di te, ma eri sicura che a nessuna l'avevano chiesto prima. Fu quello che rese quel bacio così unico e vero, solo vostro. Un bacio con il quale Lust riuscì a dirti tutto quello che non era riuscito a dire prima.

Big Bang {ᴀɴɢꜱᴛ}

▹ 𝐩𝐚𝐢𝐫𝐢𝐧𝐠: Katsuki Bakugou x Fem!Reader

▹ 𝐡𝐞𝐚𝐝𝐞𝐫 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭: mitsuru_mtmt on Twitter

▹ 𝐬𝐭𝐲𝐥𝐞: one-shot

▹ 𝐓𝐖: morte, descrizioni di ferite.

《Bakugou, hey, fermo!》

Prendesti delicatamente un suo braccio, con la paura che potesse fiondarsi di nuovo nello scontro nonostante si fosse appena rialzato dopo essere stato scaraventato via per l'ennesima volta. Tra tutti gli eroi e studenti che erano stati mobilitati contro Shigaraki lui era sicuramente quello messo peggio. Tomura non era stupido, anzi. Ora che Midoriya non era lì con voi il suo primo bersaglio era diventato lui, proprio una delle persone a te più care e Dio solo sa quanto ti facesse male vederlo in quello stato. Metà del suo viso era ricoperto di sangue e dei ciuffi dei suoi capelli biondi, non sapevi se casualmente o di proposito, ti nascondevano il suo occhio destro che avevi il sospetto non riuscisse ad aprire bene e fosse gravemente ferito. Per non parlare poi del suo braccio praticamente distrutto insieme ad uno dei suoi Grenadier Bracer fuori uso, e i vari tagli e strappi sulla sua tuta da eroe. Ma, nonostante le sue condizioni preoccupanti e la stanchezza che inevitabilmente si faceva sentire, lui riusciva ancora a reggersi in piedi come se niente fosse e non sembrava aver perso neanche un briciolo della sua voglia di combattere. Anzi, paradossalmente sembrava avere più forza di prima. Era sempre stato così: inarrestabile. Non avevi mai capito come facesse, ma non potevi fare a meno di ammirarlo dal primo momento che lo avevi visto in azione. Non importava dove si trovasse, chi avesse davanti o in quali condizioni fosse ridotto, lui ne sarebbe sempre uscito vincitore. E forse è stata proprio questa sua caratteristica a farti interessare a lui, in principio.

《Ascolta, non puoi con-》

《Tieniti pronta, (T/n)》

Ti interruppe, ignorando completamente i tuoi richiami. Il suo sguardo era costantemente puntato verso Shigaraki, impegnato ora a combattere contro il Big Trio. La cosa non ti sorprese, sapevi già prima di aprir bocca che sarebbe stato inutile cercare di dissuaderlo, ma avevi voluto fare almeno un tentativo. La cosa che ti stupì invece fu il fatto che ti avesse chiamato per nome. Non lo faceva spesso, anzi quasi mai, di solito usava sempre degli stupidi soprannomi per prenderti in giro. Tuttavia, i nomignoli con cui chiamava te sembravano un po' più affettuosi e "gentili" rispetto a quelli che usava per tutti gli altri. Insomma, potevi ritenerti fortunata. L'avevi notato da tempo e, benché cercassi di continuare a tenergli testa e rispondergli ogni volta a tono per provocarlo a tua volta, dovevi ammettere che in fondo quei suoi soprannomi ti piacevano e non ti infastidivano per niente. Forse solo perché venivano da lui, ma avresti voluto che non smettesse mai di farlo.

《Abbiamo una battaglia da vincere, pulce》

Ecco che era tornato il solito di sempre. A sentirlo un sorriso spontaneo spuntò sul tuo volto, quello era uno dei tanti nomignoli che utilizzava per prenderti in giro riguardo la tua altezza.

《Cavolo, e io che speravo che tutte le botte che hai preso ti avessero fatto mettere la testa a posto!》

Si lasciò scappare una risatina divertita che quasi ti fece dimenticare di essere nel bel mezzo di uno scontro importante. Era raro sentirlo ridere in quel modo: un modo che non fosse beffardo o strafottente ma leggero, genuinamente divertito. Bastò quello per far tirare un sospiro di sollievo al tuo cuore e rassicurarti che sarebbe andato tutto bene, alla fine. Solo in quel momento distolse lo sguardo da Shigaraki per spostarlo su di te. Ovviamente era ancora ricoperto di sangue e ferite aperte, il suo respiro era stanco e affannato, ma nei suoi occhi rossastri vi era una luce intensa che andava in netto contrasto con il suo aspetto. La stessa luce che spesso ti era capitato di osservare nello sguardo di Midoriya ma che non ricordavi di aver quasi mai visto in quello di Bakugou. Non era solo la sua solita voglia di vincere, questa volta c'era qualcosa in più, qualcosa di diverso. Era come se avesse compreso appieno quanto fosse importante la sua vittoria non soltanto per sé stesso, ma bensì per tutte le persone a cui teneva, per il mondo intero e per il vostro stesso futuro.

Era la luce degli occhi di un eroe.

Voleva e doveva vincere.

Persa in quel suo sguardo del tutto nuovo ti sentisti mancare le parole, infatti fu lui a parlare. Ti posò una mano sulla testa: ti aspettavi che ti avrebbe spettinato i capelli come suo solito, tuttavia non fu questo il caso. Un gesto stanco, pesante, ma allo stesso tempo inaspettatamente affettuoso. Per qualche attimo ti sembrò quasi che stesse facendo riposare la sua mano lì, sopra la tua testa. La sua pelle era sudata, proprio come lo eri anche tu, e riuscivi a percepire il suo palmo rovente pulsare leggermente a causa del costante uso del suo quirk.

《Bada anche agli altri, intesi?》

Quasi ti sussurrò, con piccolo sorriso sulle labbra che potevi vedere solo tu. Quella frase poteva sembrare apparentemente semplice ma, unita al gesto di poco prima e al suo tono di voce, assumeva tutto un altro significato per te. Era come se volesse dirti "mi fido di te". E poi c'era quel anche. Non l'aveva aggiunto per caso, lo sapevi bene. In un contesto del genere Bakugou diventava incredibilmente capace di pesare ogni sua singola parola. Quel "anche" era per comprendere te stessa, oltre che ai vostri compagni. Era per dirti di pensare sì agli altri, ma non solo a loro.

Era il suo modo per dirti di stare attenta, il suo modo per dirti che ci teneva.

Eppure, per qualche frazione di secondo ti sembrò che nascondesse anche dell'altro quella frase, ma purtroppo non riuscisti a rispondere niente perché l'attimo dopo lui si era già catapultato di nuovo in battaglia e, di conseguenza, tu lo seguisti a ruota.

Non potevate permettervi di perdere altro tempo. Inoltre, in quelle apparentemente tranquille condizioni climatiche, il tuo quirk "Eolus" aveva bisogno di lui. Con il lento sviluppo del legame tra te e Bakugou avevate pian piano avuto modo di fare pratica con le vostre unicità alla UA: tu potevi controllare le correnti d'aria e farle diventare molto più forti e potenti, ma non potevi generarle dal nulla. Tuttavia Bakugou, con il suo quirk "Explosion", facendo scoppiare anche una qualsiasi delle sue solite esplosioni creava delle correnti d'aria. E aria rovente, per giunta. Non importa quanto piccole o brevi fossero, tu dovevi approfittartene all'istante per assicurarti di recare danni importanti, senza perdere nemmeno un secondo. In più dovevi cercare di prestare sempre la massima attenzione anche agli spostamenti e ai quirk di tutti, perché anche da quelli avresti potuto ricavare delle utili correnti da usare e manipolare. Ovviamente questo solo in caso di un tempo sereno e calmo come quello di quel momento, se avessi dovuto combattere durante un temporale o un clima ventoso le carte in tavola sarebbero cambiate drasticamente a tuo favore visto che avresti potuto avere piena libertà.

Così attaccaste Shigaraki insieme. Bakugou gli balzò al di sopra e, aiutandosi con le sue esplosioni, riuscì a schivare gli attacchi rivolti a lui facendolo arrivare proprio di fronte al nemico. Era più concentrato e determinato che mai. Non appena il Big Trio vi vide scattare nuovamente in battaglia si precipitarono anche loro a darvi ulteriore supporto, nella speranza che un potente attacco combinato potesse perlomeno scalfire il mostro che Tomura era diventato. Eravate in cinque ad attaccarlo simultaneamente con cinque quirk diversi ma, proprio come prima, gli occhi di Shigaraki miravano solo una persona: Bakugou, ignorando completamente voi altri. Non eravate ritenuti abbastanza importanti per avere la sua attenzione. Difatti la prima cosa che fece appena si vide piombare Katsuki davanti fu scagliare contro di lui il suo enorme braccio mutante -che ormai non somigliava neanche più ad un braccio ma solo ad un ammasso informe di carne, infiniti arti e unghie-, con l'obiettivo di colpirlo ancora e tentare di ammazzarlo una volta per tutte. Ma tu non glielo avresti mai permesso. Non avresti lasciato neanche che lo ferisse un'altra volta. Con la potente esplosione generata dal palmo del tuo compagno riuscisti a far deviare per un pelo il colpo di Shigaraki, perforando come un proiettile la carne di quel suo braccio con una corrente d'aria bollente. Il sangue di Tomura ti schizzò il viso e trovandoti particolarmente vicina allo scoppio dell'esplosione percepisti la tua pelle scottare e ribollire anche diversi secondi dopo che l'attacco di Bakugou si era concluso, senza riportare però ustioni di alcun tipo. Sapevi bene che lui non si sarebbe mai permesso di far del male ai suoi compagni con il suo quirk e quel pensiero ti fece abbozzare un piccolo sorriso tra te e te.

Nell'aria iniziò a diffondersi anche un nauseante odore di carne bruciata e sangue. Tuttavia, anche se il colpo di Shigaraki non era andato a segno, aveva comunque colpito lo Strafe Panzer (un supporto composto da diverse mitragliatrici retrattili) montato sulla schiena di Katsuki, distruggendolo in mille pezzi e facendo brutalmente rotolare il tuo amico diversi metri lontano da voi. Ma non avevi niente di cui preoccuparti, avevi cercato di tenerlo sempre sott'occhio e avevi chiaramente visto che l'attacco di Shigaraki non l'aveva nemmeno sfiorato. Bakugou si sarebbe rialzato un'altra volta, di questo ne eri certa. L'aveva sempre fatto e questa, più di tutte le altre, era una battaglia che non poteva perdere. Tu però dovevi essere pronta per quando sarebbe tornato, quindi la priorità adesso era il nemico. Con uno scatto aggirasti Shigaraki alle spalle, senza staccargli gli occhi di dosso, e ti mettesti subito in posizione di attacco aspettando l'ennesima esplosione di Bakugou da un momento all'altro.

Ma i secondi passavano e continuavi a non percepire alcun movimento. Quel ritardo cominciava a sembrarti davvero troppo, soprattutto per i suoi standard. Così pian piano, cautamente, abbassasti la guardia per guardarti intorno e solo in quel momento notasti una cosa piuttosto inquietante: tutti si erano immobilizzati e nessuno osava fiatare. I volti di Mirio, Tamaki e Nejire erano piegati in un'espressione di puro shock e terrore, fissando un punto ben preciso davanti a te con gli occhi sbarrati. Punto che tu però non riuscivi a vedere avendo la schiena di Shigaraki ad ostacolarti la visuale. I loro corpi poi si erano irrigiditi tutto d'un tratto mentre l'unico inspiegabilmente rilassato sembrava Tomura. Non li avevi mai visti in quel modo, qualcosa non quadrava.

《Cosa...》

Solo quel tuo flebile sussurro confuso, pronunciato mentre ti spostavi leggermente per vedere quello che tutti stavano fissando, ebbe l'audacia di insinuarsi in quel pesante silenzio. Ma di lì a poco vedesti anche tu, e potesti capire tutto quanto.

Il corpo di Bakugou giaceva ancora a terra, a pancia in su, in un lago di sangue che pareva espandersi sempre di più. E non dava segno di muoversi.

Non appena cominciasti a realizzare quello che stavi guardando i tuoi occhi si spalancarono e ti sembrò quasi di sentire le tue pupille restringersi di colpo. Il tuo corpo poi si mosse da solo, scattando verso il tuo compagno mentre urlavi disperatamente il suo nome, ignorando tutti i possibili pericoli circostanti.

《BAKUGOU!》

La tua testa ormai non ragionava più lucidamente, il panico si stava lentamente facendo strada dentro di te divorando il tuo respiro e l'unica cosa che ti importava in quel momento era lui. Dovevi accertarti che le cose non fossero messe così male come sembravano, dovevi sapere che potessi fare ancora qualcosa, qualsiasi cosa.

Volevi salvarlo. Solo questo.

Non potevi perderlo, per nessuna ragione al mondo.

Ma, purtroppo, ogni passo più vicino servì solo a confermarti tutte le tue più grandi paure e sgretolare lentamente ogni tua minima speranza.

Lo spettacolo che adesso ti si parava davanti non avresti mai potuto immaginarlo neppure nei tuoi peggiori incubi, ma avresti dato qualsiasi cosa per far sì che potesse essere tutto solo un brutto sogno.

Ma da quel momento non ti saresti risvegliata, e neanche lui.

Si ipotizza che sia stata una grande esplosione a dare vita a tutto l'universo. Ma nessuno ti aveva mai preparato all'idea che, in un attimo, un ennesimo "Big Bang" potesse distruggere tutto il tuo mondo così come lo aveva creato.

E, soprattutto, che sarebbe arrivato così presto.

La puzza di sangue e carne carbonizzata adesso era più forte che mai e ti pungeva le narici fino quasi a farti venire le lacrime agli occhi. Non avresti mai dovuto vedere niente di tutto quello ma, adesso che ce lo avevi davanti, non riuscivi a distogliere lo sguardo. Non potevi certo andartene, non potevi scappare dalla realtà ma più di tutto non volevi lasciarlo solo.

Una delle cose che ti colpì prima di tutto il resto furono proprio i suoi occhi rossastri che tanto amavi ma che, adesso, parevano completamente diversi. Ti sembrava di non riconoscerli più. Li avevi ben impressi nella tua mente fino a qualche secondo prima: determinati, pieni di vita e voglia di vincere e sfavillanti di una luce tutta nuova. Adesso quella luce era sfumata e la vita li aveva abbandonati da tempo, oscurandoli con una patina vitrea e vuota tale e quale a quella degli occhi di una bambola senz'anima. Le tue pupille tremavano a guardarlo, come anche le tue mani, mentre invece tutto di lui adesso era fermo.

Rigido. Morto.

A quel punto le tue gambe non riuscirono più a sorreggerti e collassasti in ginocchio a terra, al suo fianco. La puzza del suo corpo e delle sue ferite cercava di respingerti con tutte le sue forze, soprattutto adesso che ti eri avvicinata ancora di più, ma a te non importava. Deglutisti a vuoto, con molta fatica, per non vomitare.

《H-hey...》

Non sapevi neanche tu perché glielo stessi sussurrando. Eri piuttosto certa che non potesse più sentirti ormai, eppure una parte di te non riusciva ancora a crederci. Non voleva accettarlo. Non poteva. Giusto pochi secondi prima lui era con te, aveva riso, ti aveva accarezzato. Ore prima avevate messo i ritocchi finali ai vostri costumi da eroe, dandovi consigli a vicenda. Giorni fa invece avevate ordinato il pranzo in un ottimo ristorante di sushi, ridendo e scherzando tutti insieme, cercando di trovare un piccolo spiazzo di normalità prima del grande scontro finale. Non riuscivi a capacitarti che fosse tutto finito. Che, in un battito di ciglia, si fosse potuto cancellare per sempre tutto quello che poteva essere: i ricordi che avreste potuto vivere, il vostro futuro insieme ma soprattutto il suo futuro, che aveva tutte le carte in regola per essere uno dei più brillanti e promettenti.

Così cercasti delle risposte sul suo corpo, qualcosa che avrebbe potuto spiegarti cosa fosse andato storto in quei fatali secondi in cui non avevi guardato. E più lo osservavi, più le lacrime iniziavano a far pizzicare i tuoi occhi, minacciando di sgorgare sulle tue guance come un fiume in piena da un momento all'altro. La sua bocca, semi aperta, era completamente cosparsa di sangue ancora fresco che aveva macchiato anche i suoi denti, come se ne avesse vomitato chissà quanto. Tuttavia non serviva certo un medico per stabilire la causa della sua morte, saltava subito all'occhio: un varco aperto nel suo petto proprio all'altezza del cuore, ricolmo di sangue e minuscoli frammenti di carne e organi tutt'intorno. Alcune delle ossa visibili della cassa toracica però erano praticamente intatte, segno che non aveva subito traumi esterni ma che fosse successo qualcosa dentro il suo corpo. E quei brandelli di carne, strappati e bruciati, furono la risposta: il suo cuore, per qualche motivo a te sconosciuto, era andato in mille pezzi dall'interno. Era come se fosse esploso con una forza tale da lacerare la sua pelle e il suo costume da eroe, uccidendolo praticamente sul colpo. Probabilmente quando Shigaraki lo aveva fatto rotolare lontano lui era già morto e, probabilmente, l'odore di carne bruciata che avevi sentito non era dato dall'attacco sferrato di Bakugou, come anche un po' del sangue che ti era schizzato sul viso forse non era solo quello di Tomura.

Ancora incredula, ma sempre più consapevole di quello che era successo, avvicinasti una mano tremante alla sua, con un timore inconscio di potergli fare ancora del male, di poter rovinare ancora di più il suo corpo.

Bakugou non ti era sembrato mai così fragile come in quel momento.

Non appena le vostre mani si sfiorarono il tuo cuore saltò un battito e trattenesti il respiro. Il suo palmo era ancora tiepido a causa dell'uso spropositato del suo quirk. Probabilmente era l'unica parte del suo corpo ancora calda. Lo stringesti un po' più forte facendo intrecciare le tue dita con le sue, sempre più rigide, come se volessi preservare quel suo calore. Come se volessi imprimerlo sulla tua pelle per non dimenticarlo.

Non volevi lasciarlo andar via.

Chi ti spronerà a dare sempre il meglio di te, urlandoti contro, ora?

Chi ruberà gli ingredienti più piccanti da un tuo piatto sapendo che li detesti?

Chi verrà a disintegrare un ragno nella tua camera nonostante ne abbia paura quanto te?

Chi ti farà allenare fino allo sfinimento per poi offrirti la sua borraccia d'acqua, se mai ne avessi bisogno?

Chi ti chiamerà "pulce" adesso?

Lo sentisti spegnersi sotto la tua mano.

Perdere anche quell'ultimo briciolo di

calore che gli era rimasto.

A quel punto non riuscisti più a trattenerti e scoppiasti a piangere, gridando al vento tutto il dolore che avevi dentro fino a perdere il fiato. Singhiozzavi, i tuoi polmoni arrancavano per riprendere aria e poi tornavi a gridare. Non c'erano parole; con ancora la mano stretta nella sua volevi solo cercare di trapassare le nubi per poterlo raggiungere un'ultima volta. Per riuscire almeno a dirgli addio.

Il meteo, sereno fino a poco prima della tragedia, sembrò seguirti facendo oscurare il sole e iniziando a piangere con te. Prima una goccia, poi due, ed infine le tue lacrime divennero un tutt'uno con la pioggia.

Il Big Trio era rimasto ad osservare quella scena straziante tutto il tempo, con il cuore in gola e le lacrime agli occhi, senza sapere bene cosa poter fare. In un contesto del genere qualsiasi movimento o parola sarebbe potuto risultare inopportuno e fuori luogo.

Nessuno di voi avrebbe dovuto assistere ad uno spettacolo del genere.

Avevate solo diciassette anni, in fondo.

Shigaraki invece era l'unico che sorrideva come un pazzo, gioendo della vostra disperazione e sghignazzando come un bambino. Ce l'aveva fatta. Aveva vinto lui.

Una leggera brezza si alzò, scompigliando i capelli di tutti e facendo percorrere mille brividi sul tuo corpo fradicio. Era un vento freddo e sporco che pareva aumentare la sua forza di minuto in minuto. Infine un tuono lontano squarciò il silenzio, sovrastando anche le tue grida, rimbombando per tutta la città. In quel momento nella tua testa si fece tutto più chiaro. Quel tuono ti risuonò come un gong: l'inizio di un nuovo round.

Shigaraki forse aveva vinto una battaglia, ma la guerra non era ancora finita. E questa volta non avresti perso.

Lontano dal campo di battaglia, fuori da ogni pericolo ma abbastanza vicino da aver potuto osservare inerme tutta la scena, vi stava Aizawa -affiancato da Monoma-. Dopo qualche attimo di esitazione, con lo sguardo affranto e gli occhi arrossati di chi stava cercando di trattenere le lacrime da molto tempo, riuscì a dire solo una cosa. Sapeva quanto sarebbe stato difficile, ma era la cosa giusta da fare. Lui vi conosceva meglio di chiunque altro.

《Allontanatela. Non intendo perdere altri studenti.》

Fu quasi un sussurro, il tono si era abbassato per tentare di nascondere al meglio il nodo alla gola e la sua voce rotta. Sapeva che in quel momento più che mai non poteva permettersi di vacillare, lui.

Per voi, per i suoi ragazzi.

Slipping Words {ꜰʟᴜꜰꜰ}

▹ 𝐩𝐚𝐢𝐫𝐢𝐧𝐠: Peter (YB) x Fem!Reader

▹ 𝐡𝐞𝐚𝐝𝐞𝐫 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭: angeliovv on Twitter

▹ 𝐬𝐭𝐲𝐥𝐞: one-shot

Pensavi che tu e Peter non vi sareste più visti dopo quella volta che ti aveva riaccompagnato a casa, dopotutto vi eravate incontrati per puro caso nello stesso negozio di fiori. Non gli avevi chiesto neanche il numero e sapevi a malapena il suo nome, tuttavia contro ogni tua aspettativa lui diventò pian piano sempre più presente nella tua vita, nonché una delle persone più importanti per te.

Iniziaste a prendere più confidenza grazie a tutte le volte che ti veniva a trovare nel locale in cui lavoravi. Inizialmente solo come cliente, poi come un amico che ti aiutava a passare meglio le giornate dietro il bancone. Ti aveva dimostrato di saper esserci sempre per te: da quando uscivi da lavoro così nervosa o stressata che avresti solo voluto chiuderti in casa per mesi, a quando ti eri ammalata per giorni. Non gli importava se nei momenti di rabbia tu lo respingessi o lo cacciassi via, lui restava, e sapeva sempre cosa dire o fare per farti stare meglio. Gli eri grata per tutto quello che aveva fatto per te e per tutte le volte che ti aveva fatto tornare il sorriso.

Era, appunto, una delle persone più importanti per te, uno dei tuoi più cari amici e certe volte era completamente imprevedibile... come quel giorno che sconvolse la tua vita per sempre.

Era una mattina meravigliosa, ti eri alzata con un cielo terso come non avevi mai visto e un sole caldo. Soffiava solo un po' di vento che contribuiva a non far diventare il calore insopportabile, insomma, era una giornata perfetta. Andasti a lavoro più serena del solito, complice anche il bel tempo con cui ti eri svegliata. Eri sicura che niente e nessuno potesse rovinare quella giornata, ed infatti andò così... fino alla sera. Il tuo turno lavorativo era finito, ma fuori diluviava e non accennava a smettere.

Non sapevi esattamente quando avesse iniziato a piovere, né come fosse potuto accadere vista la bella giornata che era, ma ecco che eri bloccata nel bar, da sola -visto che oggi toccava a te restare a pulire e il resto dello staff se n'era andato da un pezzo-, stanca e senza un ombrello o un cappotto a disposizione.

《Fantastico...》

Mormorasti esasperata mentre ti lasciavi cadere su una delle sedie di un tavolo, lo sguardo rivolto fuori dalla vetrata accanto a te. La pioggia era così forte e fitta che non si riusciva a vedere ad un palmo dal naso.

Di solito trovavi rilassante il rumore della pioggia, ma non se erano le nove e mezza di sera e il tuo unico modo per tornare a casa era camminare. Vedendo com'era il tempo sapevi che avresti dovuto aspettare ancora chissà quante ore prima che si calmasse un po' e ti lasciasse tornare a casa senza farti diventare una spugna satura d'acqua.

Restasti a fissare il vuoto fuori dalla finestra con aria annoiata per qualche minuto, immersa nei tuoi pensieri e imprecando silenziosamente tra te e te, quando ad un tratto il suono di una notifica ti risvegliò.

Tirasti fuori il cellulare dalla tasca della divisa ed ecco che, vedendo il mittente di quel messaggio, un piccolo sorriso ti sorse spontaneo sul volto. Era Peter. Oggi non l'avevi visto al locale, non era venuto, probabilmente era impegnato, ma bastò quel semplice messaggio a scacciare tutti i brutti pensieri che avevi.

Forse... ti era mancato?

- - -

"Hey (t/n)! Com'è andata a lavoro? Scusami se oggi non mi sono fatto vedere, ti ho scritto appena ho potuto, mi farò perdonare la prossima volta!"

"Peter, tranquillo, figurati! Non sei obbligato a venire sempre, lo sai"

"Comunque... a lavoro è andata bene... peccato che adesso sono bloccata qui"

"In che senso bloccata lì?! È successo qualcosa?"

"No, niente di che, ma fuori sta diluviando e non ho né un ombrello né un giacchetto, quindi devo aspettare che il tempo migliori per andarmene"

- - -

La conversazione finì lì, contro tutte le tue aspettative, perché Peter visualizzò soltanto il messaggio senza rispondere più. Era strano da parte sua, lui ti rispondeva sempre, anche ai messaggi che potevano sembrare auto-conclusivi o anche se doveva rispondere solo un semplice "okay". Era sempre lui ad avere l'ultima parola -e spesso anche la prima- nelle vostre conversazioni, quindi doveva essere veramente molto impegnato quel giorno per averti lasciato senza una risposta. Speravi di poter passare il tempo a parlare con lui, infatti anche per questo eri rimasta particolarmente delusa quando non ti aveva più risposto, ma a quanto pare non era giornata. Il destino aveva deciso che dovevi annoiarti e basta.

Infatti così accadde, per una buona mezz'ora facesti zapping fra Instagram, Youtube e TikTok, in un ciclo apparentemente infinito, senza trovare niente che riuscisse a stuzzicare i tuoi interessi o a farti divertire.

Poi, ad un tratto, il suono delle campanelle della porta del locale ti fece sobbalzare. Ti voltasti di scatto verso l'entrata, domandandoti chi potesse essere in giro a quest'ora.

《Siamo chiu-》

Ti bloccasti appena incrociasti lo sguardo con la persona che era entrata. Quasi stentavi a crederci.

《P-Peter?!》

Era appena entrata l'ultima persona che ti saresti aspettata di vedere in quel momento, ma sicuramente l'unica che avresti voluto davvero vedere. Ti alzasti e ti precipitasti subito da lui. Ansimava, aveva il fiato corto, probabilmente aveva corso fin lì, aveva un solo grande ombrello ma il suo giacchetto era comunque un po' bagnato a causa della forte pioggia. Per non parlare poi delle sue scarpe e dell'orlo dei suoi pantaloni, erano completamente zuppi.

《Hai corso fin qui? S-Sei impazzito?!》

Lui ignorò le tue domande ridacchiando, per poi passarti l'ombrello, ora chiuso.

《Avresti fatto troppo tardi ed è pericoloso uscire da soli di notte...!》

Lo guardasti, un po' spiazzata. Nessuno si era mai preoccupato per te come lo faceva lui. Neppure tu stessa avevi pensato a quanto poteva essere pericoloso camminare da soli in quelle strade a tarda notte, eri troppo stanca per pensarci e volevi solo tornare a casa. Ma lui era corso fino a lì, sotto la pioggia, solo per quello.

Solo per te.

《Oh e s-scusa, nella fretta ho preso un solo ombrello...》

Sorrise un po' imbarazzato. Senza pensarci due volte ti fiondasti fra le sue braccia, stringendolo forte. Questa volta fu lui a rimanere spiazzato.

《Sono felice di vederti...》

Mormorasti con il viso nascosto nel suo cappotto. Lui esitò qualche attimo ma poi posò la sua mano libera sulla tua testa, accarezzandoti dolcemente i capelli.

《A-Anch'io, e sono felice che stai bene...》

Alzasti lo sguardo verso di lui scoprendolo a sorridere e con le guance un po' rosse, non sapevi se per il freddo o se per l'imbarazzo, ma eri più propensa per la seconda.

Era sempre stato così lui: anche solo un tuo piccolo gesto innocente poteva farlo arrossire facilmente, non importava da quanto tempo vi conoscevate.

《Dai, prendi l'ombrello e... ah, aspetta, prima mettiti questo!》

Disse mentre già iniziava a togliersi il suo giacchetto.

《Cosa? No no hey aspetta-! E tu come fai scusa?!》

Le tue proteste furono completamente inutili, non volle sentire ragioni e in un attimo ti ritrovasti dentro il suo cappotto grande il doppio di te.

《Sei uno stupido...》

Ti arrendesti, con un dolce sorriso sulle labbra. Lui ridacchiò.

Era da qualche minuto che vi eravate incamminati sotto la pioggia battente. Dopo qualche tentativo avevate appurato che l'ombrello doveva tenerlo Peter essendo il più alto, anche se stava così attento a non farti bagnare che praticamente restava mezzo fuori dall'ombrello. Nonostante si stesse bagnando tutti i vestiti sembrava felice.

Ad un certo punto non sapevate più di cosa parlare e calò il silenzio, interrotto solo dal rumore delle gocce di pioggia che si schiantavano come microscopici missili sull'ombrello e sull'asfalto. Tutto intorno non si vedeva passare né un'ombra né una macchina, l'atmosfera era quasi inquietante. Sembrava che foste i soli sulla Terra. Proprio quel pensiero ti fece spostare lo sguardo su Peter, eri davvero grata che fosse venuto quella sera, che fosse lì al tuo fianco.

Eri grata di averlo incontrato.

Ma ecco che, pochi secondi dopo, anche lui ti guardò con la coda dell'occhio. Appena si accorse che lo stavi guardando anche tu arrossì di botto e riportò subito lo sguardo sulla strada davanti a voi con un mezzo sorriso imbarazzato. Ridacchiasti a quella reazione, lo trovavi adorabile.

《Grazie Peter, sei sempre così carino e gentile con me...》

Mormorasti portando lo sguardo sulle tue scarpe umide. Non c'erano parole che potevano esprimere a pieno quanto significasse davvero tutto quello che faceva per te.

《Beh, perché ti amo...》

Farfugliò in un sussurro, con un'espressione sognante.

Tre semplici parole che furono come uno squarcio tra le nubi per te. Il tuo cuore iniziò gradualmente ad aumentare i battiti. Non eri neanche sicura di aver sentito bene o di esserti immaginata tutto, ma di una cosa eri certa: speravi fosse tutto vero.

《Come...?》

Facesti finta di non aver sentito, riportando lo sguardo su di lui.

《C-Cosa? N-No, niente, dicevo... perché... p-perché mi fa piacere, heh...》

Borbottò nervoso ed impacciato, probabilmente essendosi reso conto solo in quel momento di cosa aveva detto prima.

Era tutto vero, lo sapevi bene, e adesso era chiaro anche a te quello che provavi. Prima avevi pensato che non ci fossero parole adatte per esprimere quanto lui e quello che aveva fatto significassero per te, invece c'erano eccome, e lui le aveva trovate subito. Ti sentisti una stupida per non averlo capito e detto prima.

Un largo e luminoso sorriso si formò sul tuo volto.

《...Ti amo anch'io, Peter~!》

Lui si bloccò, girandosi di scatto verso di te, incredulo. Gli occhi sbarrati ma pieni di luce e speranza.

《D-Davvero...?!》

Ridacchiasti per la sua faccia, annuendo.

《Sì!》

Eri al settimo cielo, proprio come lui.

Poi successe tutto in un attimo.

Peter buttò al vento -letteralmente- tutti i suoi sforzi per tenerti al caldo e non farti bagnare, lasciando cadere a terra l'ombrello che rotolò lontano. Però lo fece soltanto per poterti stringere fra le sue braccia, sollevare leggermente da terra e baciarti, con tanta dolcezza quanta passione.

Check out this beautiful site! Here in, you can find the flower which corresponds to your birthday according to Korean culture.

Mine is;

September 11: Aloe (알로에) Strong will to overcome difficulties ⋆.ೃ࿔*

╰─➛✎ᝰ that’s like me 🥀

September 10: China Aster (흰색 과꽃) — Faithful and trusting heart *ೃ

questions for fic writers

a collection of questions i, as a writer, would love to be asked !!!

1. What fic of yours would you recommend to someone who had never read any of your work? (In other words, what do you think is the best introduction to your fics?)

2. Go to your AO3 “Works” page, to the sidebar with all the filters, and click the drop-down arrow for “Additional Tags.” What are your top 3-5 most used tags? Do you think they accurately represent your writing habits?

3. What are some tropes or details that you think are very characteristic of your fics?

4. What detail in [insert fic] are you really proud of?

5. What do you wish someone would ask you about [insert fic]? Answer it now!

6. What’s one fact about the universe of [insert fic] that you didn’t get a chance to mention in the fic itself?

7. Any worldbuilding you’re particularly proud of?

8. What song would make a great fic (to either write or read)?

9. How do you find new fic to read?

10. How do you decide what to write?

11. Are you partial to a certain character/pairing or are you more equal-opportunity? If you are partial to any character/pairing, why do you think that is?

12. Are there any tropes you used to dislike but have grown on you?

13. Are there any tropes you used to like but don’t anymore?

14. Are there any tropes you would only read if written by a trusted friend or writer?

15. What’s your favorite AU that you’ve written?

16. What’s an AU you would love to read (or have read and loved)?

17. What highly specific AU do you want to read or write even though you might be the only person to appreciate it?

18. If you wrote a sequel to [insert fic], what would it involve?

19. If you wrote a spin-off of [insert fic], what would it involve?

20. If you wrote a prequel to [insert fic], what would it involve?

21. If you wrote a “missing scene” in [insert fic], what would it be?

22. Who is your favorite character in [insert fic] and why?

23. What’s a trope, AU, or concept you’ve never written, but would like to?

24. Are there any easter eggs in [insert fic], and if so, what are they?

25. What other websites or resources do you use most often when you write?

26. Would you rather write a fic that had no dialogue or one that was only dialogue?

27. How long did it take to write [insert fic]? Describe the process.

28. Does anyone read your fics before you post them? If so, who?

29. What songs would be (or are) on a playlist for [insert fic]? Explain your choices if you want!

30. Have you ever written something that was out of your comfort zone? If so, what was it, and how did it affect your approach to writing fic thereafter?

31. What’s your ideal fic length to write?

32. What’s your ideal fic length to read?

33. If you write chaptered fics, what’s your ideal chapter length to write? Is it different from your ideal chapter length to read?

34. What aspects of your writing are inspired by/taken from your real life?

35. What aspects of your writing are completely unlike your real life?

36. Do you visualize what you read/write?

37. Promote one of your own “deep cut” fics (an underrated one, or one that never got as much traction as you think it deserves!). What do you like about it?

38. Did any of your fics get surprisingly popular (whatever that means to you)? Which ones? Why do you think they were so successful?

39. Is any aspect of your writing process inspired by other writers or people? If so, who?

40. Do you tend to reread fics or are you a one-and-done kind of person?

41. Link a fic that made you think, “Wow, I want to write like that.”

42. Have you ever received a comment that particularly stood out to you for whatever reason?

43. If you take/write prompts: what’s your favorite prompt fic that you’ve written?

44. If you take/write prompts: do you prefer dialogue or scenario/narrative prompts?

45. What’s something you’ve improved on since you started writing fic?

46. Do you prefer writing on your phone or on a computer (or something else)? Do you think where you write affects the way you write?

47. If [insert fic] was a pair of shoes, what kind would it be? Describe the shoes.

48. What’s the last fic you read? Do you recommend it?

49. What are you currently working on? Share a few lines if you’re up for it!

50. Answer any question of your choice, or talk about anything you want to talk about!

Ask me!! 👀