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ho paura di perderti

@ammigiuly

sono la tipica ragazza che quando é triste ride un casino e senza motivo,quella che non si agita se é spettinata o ha il trucco sbavato,quella che ha un migliore amico e non capisce quanto lui tenga a lei quella che vuole avere sempre ragione,la tipica ragazza che se viene insultata risponde non rimane a testa bassa e a volte alza anche le mani sono la tipica ragazza che viene definita un casino...ecco cosa sono io
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katnip9812
Vivi, quest’estate. Divertiti. Vai al parco con gi amici, portatevi i gavettoni e tornate a casa fradici. Mangia un gelato ogni giorno di colore diverso. Leggi tutti quei libri che sono sulla mensola in attesa di essere aperti. Guardati tutte le serie tv che hai lasciato a metà, tutti i film che aspetti da anni. Vai a qualche concerto e torna a casa senza voce. Fai tantissime foto, fatti tantissime foto, sentiti bella, perchè lo sei. Esci la sera, e balla come se intorno a te non ci fosse nessuno. Vai al mare ma senza le braccia incrociate sulla pancia. Se preferisci vai in montagna e rotolati nella neve. Vai in piscina e schizza i vicini dicendo che non lo hai fatto apposta. Scarica nuove canzoni e riascolta quelle vecchie ma senza rimpianti, solo con le lacrime agli occhi di felicità. Posa il cellulare e abbraccia qualcuno, anche se ci sono 35 gradi, anche se ti senti appiccicoso. Compra quei braccialetti porta fortuna e mentre lo metti esprimi un desiderio. Poi guarda il cielo di notte, ammira le stelle. Vai a Gardaland e scegli di fare la montagna russa più alta del parco. Indossa un vestito anche se devi semplicemente andare a prendere il pane. Prendi il sole e, se ti dimentichi la crema, ridi per non piangere. Goditeli questi tre mesi. Poi se hai il debito.. Beh, auguri.

Maria Quaranta - Katnip9812 (via katnip9812)

Ho il debito.

Non ho il debito e sarà la migliore estate di sempre.

(via hatrue)

ne ho tre di debiti.

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Pensate, abbiamo avuto la fortuna di nascere nell'epoca del Tomorrowland e dei Bastille, dei cuori blu su Whatsapp e delle discoteche in riva al mare. Non sapete quanto siamo fortunati ad avere la possibilità di postare immagini porno su Tumblr e video in cui ci tagliamo su Ask.fm. Ve lo giuro, non saprei proprio immaginarmela un'epoca migliore: abbiamo Berlusconi, ma che ci importa? Tanto poi ce ne andiamo ad Ibiza a darla via come se non fosse nostra. Ma sì, chi se ne frega di Calciopoli, abbiamo vinto i Mondiali e Martin Luther King mica tira in porta come Balotelli, eh. Siamo stati fortunatissimi e non ce ne rendiamo conto, siamo cresciuti in un paese che si lamenta per la fuga dei cervelli ma che continua a sponsorizzare le tette. Insomma, perché mai dovremmo rimpiangere Woodstock se abbiamo la possibilità di andare in discoteca a impasticcarci il sabato sera? Ma che ci importa della libertà? Noi abbiamo l'omertà e la sottomissione. Mi raccomando, teniamoceli stretti questi anni di merda, tra contratti a tempo determinatissimo e pompini come strette di mano. Teniamoci la crisi e le apparenze, Angry Birds e Marco Mengoni. Insomma, cosa dovremmo mai farci con Mandela se abbiamo la Rodriguez e la sua farfallina? E non ditemi che sono troppo malinconica o retrò, ma non me ne faccio nulla di Giulia Carcasi e di Instagram quando vedo un'intera generazione in fila davanti l'Apple Store il giorno dell'uscita di un nuovo I-Phone e girare la testa, facendo finta di non sentire, quando ammazzano di botte un ragazzo omosessuale o ridicolizzano una ragazza in carne. Abbiamo i leggins stracolarati, ma la personalità in bianco e nero, le Vans con le quali calpestiamo ripetutamente chi ha un'opinione diversa dalla nostra, chi è più sensibile e chi non è mai sceso a compromessi. E non ditemi che questi sono gli anni zero, no. Magari lo fossero, potremmo ripartire da quello zero, crearci una nuova identità, una cultura sana, libera e non soggetta alla riforma Gelmini e ai continui tagli. Potremmo permetterci di restare qui, a girare in Vespa per le vie di Roma o ammirare la bellezza senza tempo di Firenze, potremmo provare sentirci a casa in qualunque posto, pagarci l'università e comprare un cassetto solo per i sogni, senza dover trovare una spazio striminzito tra le pagine in cui abbiamo scritto quando ci siamo sentiti criticare da una bionda tutta tette o un figlio di papà che non sa coniugare un congiuntivo, dall'alto della sua scrivania in radica di noce. Ma che ci importa se non abbiamo la materia grigia, ragazzi, noi possiamo tingerci i capelli di blu.

Profonda stima.

FOTTUTISSIMO GENIO.

Cazzo.

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'Cinque giorni di naturale benessere'. Intanto per metà popolazione femminile non sono cinque, ma sette/dieci, poi, 'naturale benessere' un cazzo.Che c'è di naturale benessere? Le lenzuola colorate di porpora senza uso di molluschi? Dovete sapere che quando una donna ha le mestruazioni, lo ripeto per quelle persone che considerano questa parola tabù: mestruazioni (che poi: minchia ridono i maschi quando sentono questa parola? Imbecilli), va incontro a situazioni veramente drammatiche. Prima di tutto un assorbente non basta, perché non basta mai, se il terzo giorno indossi solo un assorbente ti ritrovi il culo abbronzato che puzza d'aceto marcio, quindi devi decidere:aceto marcio o culo che sembra quello di tua nonna?Perché di assorbenti ne servono due ed il culo s'ingrandisce di tre volte. In più mangi, perché hai fame, e senti tua madre che borbotta: «eh, sempre a mangiare!», quindi ti sale il nervoso e mangi il doppio. Ingrassi. Vai in depressione perché sei ingrassata. Non fai colazione la mattina perché tua madre ha già fatto girare le palle, o meglio le ovaie. A scuola decidi di mangiare qualcosa. Ti vedono mangiare più del solito. «Quanto mangi?». Rabbia. Sclero. Sterminio.Poi sono bellissimi i maschi che rispondono: «Ma sono solo mestruazioni! Un po' di sangue!»Sai, caro mio, che potrebbe uscire anche a te sangue dal pisello, con castrazione a freddo senza anestesia, vogliamo provare?Poi abbiamo sempre il terrore di sporcare e sporcare, giochi a carte con i vecchietti al bar? Ti devi alzare? Occhio felino, fai finta di girarti indietro con: «...ma che cazzo c'è...?», vedi che non c'è sangue e ti siedi nuovamente. E se la sedia è macchiata? Panico.«Dai Maria, andiamo!»«No, no, sto bene qua!»«Ma dai, bisogna andare...»«Ho detto che sto bene qua! Ho sedici anni, posso anche decidere se stare al bar o no? E questo è ciò che hai sempre fatto per me! Decidere e decidere! Non volevo il castello di barbie ma il 'canta tu',e non volevo lo scettro di Doremì, ma 'Gira la moda'! Hai sempre scelto per me, sempre!».Insomma, ti ritrovi a fare discorsi assurdi, privi di senso, perché non puoi alzarti, non puoi! E comunque ho sempre voluto 'Gira la moda', ma per i miei genitori erano soldi sprecati. Maledetti. A quest'ora sarei divenuta una stilista famosa ed avrei creato prime di reggiseno fantastiche, gratis, con tanto di diamanti. Alla faccia delle maggiorate: morissero.Ah, per quanto riguarda il seno, sì, quando abbiamo le mestruazioni son due bombe, sfortunatamente il ragazzo che ci piace, quando abbiamo 'ste palle da bowling, non ci guarda minimamente, al massimo guarda il culo della nonna e neppure si accorge delle mozzarelle di bufala che abbiamo sul petto, in quei giorni non siete affamati? No, stronzi.Ma comunque, il fatto di avere le nostre cose, ci colora tutta la giornata.Ti fai un bagno? Vasca rosa. Poi, ovviamente, ti devi asciugare? Asciugamano rosa. Gocce n'hai? Pavimento rosa. Pisci? Pisci rosa! Caghi? Stronzi in cravatta rosa!Tutto fottutamente rosa! Una vita alla hello kitty! Ecco perché odio questa merda di gatta.Poi, per tutti i ragazzi che stanno leggendo questo sclero, non azzardatevi mai, mai, dico mai a toccare la pancia ad una ragazza. Mai.Toccare la pancia ad una donna, mentre ha le mestruazioni, è... è... Sapete, penso che non ci sia furia comparabile a quella di una donna al quale viene sottoposta tale infamia, come farvi eccitare e poi dirvi che abbiamo le nostre cose, che se vi scopriamo a fare pugnette in bagno vi lasciamo.Per i fidanzati, beh, la donna con le mestruazioni non ragiona, anzi, ragiona il doppio, il cervello le va in tilt, i mille neuroni impazziscono.Fai il carino e coccoloso? La stai per tradire. Fai il freddo? La stai per lasciare.Ogni cosa sarà a vostro rischio e pericolo, bhe, condoglianze.Questione da non sottovalutare: le donne con le mestruazioni hanno sbalzi d'umore pazzeschi.«Allora, che ti è successo?»«No, guarda, è complicato»«Dimmi, tranquilla!»«Non so se potrò ancora continuare questa vita, ormai sembra tutto così spento»«Ma cosa stai dicendo?! Mi metti paura, che succede?»«Io metto paura a te? Tu non sai quanta paura ho io, di notte, paura di andare in bagno, di cadere»«Oddio, spiegati! Dimmi, sono qua!»«È tutto spento»«Cioè?»«La notte è troppo oscura per camminare senza luce. Si è fulminata la lampada di camera e sembra impossibile vivere».In più, ancora devo capire le immagini sulle confezioni degli assorbenti: due occhi.Ma che cazzo spiegano due occhi? La mia cara 'Lines seta ultra'.Ma dove la vedi la seta, dove? Sembra tenere della lana fra le mutande, d'estate poi che suda tutto e suda pure lì, uno sfiatamento tremendo.Ci vorrebbero gli assorbenti Geox, "l'assorbente che respira".

Questo lo rebloggerò all’infinito. Amo chi ha scritto questo.

Oddioridofinoadomani.

IO NON CE LA FACCIO

Muoio.

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iamforall

Da sposare.

Sto crepando, non ce la posso fare

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reblogged
- Hai mai pensato di farla finita? - No. Non darei mai a nessuno la grande soddisfazione di uccidermi da sola. Resterò in vita solo per dargli fastidio.

American Horror Story (via hopauradiesseredimenticata)

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reblogged
Storie scritte sui fogli, sui quaderni, nei diari. Storie scritte su banchi, sedie, nei bagni della scuola e negli spogliatoi. Storie scritte sui muri, sulle strade e sui marciapiedi. Storie scritte nelle metropolitane e nei pullman. Storie scritte nei giardini, sull’erba e sugli alberi. Storie scritte nei cieli, tra le nuvole, e nell’acqua. Storie scritte sui polsi, sulle gambe, sul corpo. Storie scritte negli occhi delle persone felici e di quelle infelici. Storie scritte in camera, sul letto, sotto i cuscini, tra le coperte. Storie scritte su Tumblr. Storie scritte sulle fotografie, quelle un pò vecchie, ritrovate nell’armadio, tra i vestiti. Storie scritte sulle labbra, e in tutte quelle parole mai dette, soffocate, sulla punta della lingua. Storie scritte nei silenzi. Storie scritte sui libri, rubati nelle biblioteche, presi in prestito e mai riconsegnati, perchè ci siamo affezionati. Storie scritte tra le poltrone della Feltrinelli, nei bar, tra i reparti di un supermercato. Storie scritte tra le note della tua canzone preferita. Storie scritte nella mente, tra i pensieri. Storie dimenticate. Storie scritte ovunque, storie che pochi hanno la forza di leggere, storie che pochi hanno la forza di raccontare.

hopauradiesseredimenticata (via hopauradiesseredimenticata)

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Qualcuno diceva “Com’è bella quella ragazza”
E tu stavi lì, in un angolino, lo sguardo verso il basso, l’espressione triste. Non era invidia. Erano complessi d’inferiorità. Nella tua mente la frase si era trasformata: Lei è bella, tu no. Ogni complimento fatto a un’altra ragazza diventava una piccola sofferenza. Allora ti guardavo e ti dicevo “sei bellissima”. Tu non mi guardavi e facevi un sorriso triste. “Lo dici solo per consolarmi”. Non ci credevi mai, e io mi arrabbiavo. Pensavo non ti bastasse essere bella per me. Mi sbagliavo, perchè quando ho smesso di dirtelo, tu hai smesso di mangiare. Ti prendevo in giro, dicevo “sei la ragazza col polso più piccolo del mondo”. Poi un giorno mi sono accorto che quel polso era davvero troppo sottile. Mi sono accorto che se ti passavo la mano tra i capelli me ne restava sempre qualcuno tra le dita. Mi sono accorto che la tua pelle sembrava trasparente e si vedevano tutte le vene. Mi sono accorto che anche il più piccolo urto ti procurava un livido. Mi sono accorto del 43 sulla bilancia e volevo sprofondare. Ho visto come gli altri ti sforzavano di mangiare, ti aggredivano quasi, il tuo sguardo perso, sembrava che non mangiavi apposta per fargli un dispetto. 
“Ti cadono i Jeans. Forse hai preso una taglia troppo grande..”
“Sono una 38. Mi fa male la schiena. Faccio fatica a fare qualsiasi cosa.”
Ti contavo le costole senza problemi, le clavicole fin troppo sporgenti, spigoli di ossa ovunque. Occhiaie troppo profonde, unghie che si spezzavano. Un 40 su quella bilancia e i tuoi occhi che urlavano: salvami. “Sei bellissima” e quella volta hai pianto. Ho raccolto il mio coraggio, ripetendomi che si poteva ancora fare qualcosa. Mi sono impegnato. Ho giurato a me stesso che non ti avrei mai sforzata. Ho preparato un piatto grande, ti ho detto ” questo è per noi due, mangiamo assieme”. E forse quel cibo condiviso ti sembrava più buono e hai mangiato un poco. 
“Stasera andiamo a mangiare la pizza?”
“Domattina ci prendiamo un gelato?”
“Mangiamo le patatine sulla spiaggia?” 
” Cuciniamo un dolce assieme?”
Sembravano stupidaggini, ma tu mangiavi di più. Sorridevi di più. Ti sei lasciata salvare. Non è stato facile, sono passati due anni e la bilancia ora segna 45. Ancora lotti, ancora c’è il pericolo di sfiorare quell’orrenda malattia. Anoressia. Ma io so che siamo più forti noi. Che alla fine quello di cui avevi bisogno era solo una persona che si prendeva cura di te, e ti amava nonostante tutto. E ho capito che certe guerre possono essere vinte, se le si combatte assieme.

le lacrime.. Scusate ma non so la fonte.. mettetela voi se la sapete.. (via hopauradiesseredimenticata)

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Ieri sono andata a Milano in treno con il mio ragazzo e degli amici. Sul treno del ritorno, ero seduta che aspettavo che il treno partisse, quando a un certo punto vedo il mio ragazzo fissare due ragazzi fuori dal finestrino, e allora mi affaccio anch’io. Piangevano tutti e due, e lui aveva un fazzoletto in mano. Era evidente che lui fosse di Milano mentre lei no. Lei continuava ad accarezzargli le guance e ad asciugargli gli occhi colmi di lacrime e gli sussurrava qualcosa nell’orecchio che penso sia stato ‘sii forte’ ma le si leggeva negli occhi che nemmeno lei riusciva ad esserlo. A un certo punto lei lo abbraccia, fa due passi indietro e si volta. Lui l’afferra e la stringe a sè. Lei scoppia in lacrime sulla sua spalla. Poi si allontana di nuovo e lui l’afferra un’altra volta. Lei lo guarda dritto negli occhi, gli sorride, lo bacia forte, lo stringe, si volta a passi svelti e senza voltarsi sale sul treno. Lui a testa bassa si allontana dalla persona che sembrava l’unica potesse amare e un secondo prima che lei sparisse fra la gente, si volta per l’ultima volta. Credo che sia stata la scena più triste che abbia mai visto e solo in quei 5 minuti sono riuscita a comprendere quanto possa essere difficile sentirsi a casa solo fra le braccia di una persona che si trova lontana da te.

O mio dio.

Come noi

(via vhwej)

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Pensò che quel corpo era soltanto suo, che se le andava poteva pure distruggerlo, devastarlo con segni indelebili o lasciarlo rinsecchire, come un fiore strappato per capriccio da una bambina e poi lasciato appassire a terra.

La solitudine dei numeri primi Il respiro dei libri (via il-respiro-dei-libri)