“Oggi voglio dirti che c'è stato un momento, in tutti questi anni, in cui mi sono resa conto che se per gli altri amare voleva dire trovarsi, per me voleva dire perdersi, decidere volontariamente di lasciarsi andare, fidarsi degli occhi di qualcuno e del loro modo di guardare le cose, le persone, le verità, credere alle sue mani e all'attitudine forte o incerta di sfiorare, di proteggere, di trattenere.
Sono cresciuta con l'idea che amare volesse dire affidare a qualcuno la mia storia e lasciare che qualcuno affidasse a me la sua. Per questo ci tengo a dirti che sono ancora una televisione in bianco e nero, di quelle che non ti fermeresti a guardare per più di dodici secondi, e ci tengo a dirti che la mia storia è fatta di segni zodiacali che non combaciano quasi mai e libri riletti fino allo sfinimento che pensi ti abbiano permesso di conoscerli fino in fondo e invece t'hanno permesso di conoscerti fino in fondo.
Una storia di spiegazioni fatte male, il mio stare quasi sempre distante o il mio avvicinarmi così spontaneo, il mio non accontentarmi di un amore mediocre, il mio non ricordare mai i titoli delle canzoni, i nomi degli artisti, i giorni in cui ho sorriso, e ci tengo a dirti che la mia è una storia fatta di appuntamenti noiosi passati a spiegare, in un bar qualsiasi, quanto io non sia tipa da appuntamenti qualsiasi, quanto non vorrei condividere con nessun altro un primo incontro, quanto vorrei semplicemente ridere seduta su un gradino di una chiesa o su una panchina in mezzo al niente a parlare di formule strane della vita e di rincorse che sembrano lontanissime.
E non so quanto sia giusto così, che ogni volta che rinuncio ad una storia c'è sempre qualcuno che mi dice che amare è anche investire sui sentimenti buoni, e io invece lì a immaginare di dedicare il mio tempo alle sue paure e passare la notte a pensare che forse son quasi anche le mie. Che io di paure ne ho veramente tante e vorrei che anche l'amore ne avesse e vorrei che, crescendo, anche tu ne avessi, perché hai paura che qualcuno ti sconvolga la vita con le sue teorie soltanto quando sai che succederà davvero, quando tu lo vedi lì, un misto tra presunzione e gentilezza, un orologio scuro al polso, un libro aperto che probabilmente non conosci, gli stessi occhi scuri di chi sa guardare o non sa guardare per niente, l'espressione concentrata persa chissà dove e una storia che vorresti imparare a memoria; tu lo vedi lì, come non hai mai saputo vedere nessuno e sai già, nonostante tutto, che lo lascerai fare.”